Quarta linea inceneritore, Auriemma: “La frase di De Luca è inopportuna e di cattivo gusto”.

Sono ormai note le reazioni successive alle dichiarazioni, di cui abbiamo riferito sui numeri scorsi, rese dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e relative alla possibilità che la Regione possa o debba portare a quattro le linee dell’inceneritore di Acerra.

Secondo De Luca “a settembre avremo un periodo delicato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, dal momento che si dovrà procedere alla manutenzione generale dell’intero impianto acerrano, che starà fermo per circa 40 giorni.

Ci stiamo preparando da adesso, a trovare dei siti di stoccaggio provvisori. E, dopo questo periodo, smaltire nell’arco di due-quattro mesi i rifiuti accumulati (2 mila tonnellate al giorno che, solitamente, finiscono nel termodistruttore ndr).

Il sito di stoccaggio servirà per le 70mila tonnellate di rifiuti, che si produrranno in quei 40 giorni. Occorre dunque progettare subito una quarta linea di riserva, da tenere nell’impianto. Anche se la sua costruzione richiede tempi non brevi. Infatti occorrono 2 anni e 120 milioni di euro”.

A ribadire la contrarietà alla quarta linea era anche il Vescovo Antonio Di Donna, durante l’omelia pasquale pronunciata in una Cattedrale colma di fedeli, quando si scagliava contro i politici regionali e locali.

“Ragazzi e giovani continuano ad ammalarsi e a morire. Prima la Montefibre, poi l’inceneritore hanno distrutto i nostri campi ed ancora oggi si continua a parlare di quarta linea dell’inceneritore: una grande bufala” – tuonava dal pulpito l’alto prelato lamentando, tra l’altro, un deficit di democrazia, perché sull’inceneritore “non c’è controllo e noi non sappiamo niente”.

Alle parole del Vescovo martedì 23 aprile, nel rispondere ai cronisti, De Luca replicava con una breve e sarcastica battuta, ossia: “Che Dio l’abbia in gloria”. Sulla questione interveniva anche il Consigliere comunale Carmela Auriemma (unico esponente politico a farlo), la quale diceva:

“La battuta di cattivo gusto ed inopportuna del Presidente De Luca sul nostro Vescovo si commenta da sola. Soprattutto se indirizzata a chi, dal suo arrivo in città, continua con forza a difendere la salute della nostra comunità e a lottare contro ogni forma di inquinamento del nostro territorio. Intanto vorremmo chiedere a De Luca, cosa viene bruciato nell’impianto e perché, a distanza di 10 anni, ancora non viene costituito un osservatorio regionale sull’inceneritore.

Ma, soprattutto, perché da 600 mila tonnellate si è passati a 750 mila tonnellate. Inoltre De Luca dovrebbe concentrarsi sul sistema regionale dei rifiuti, che è un totale fallimento da ogni punto di vista. Una serie di punti sui quali, domenica 31 marzo – aggiungeva la professionista – abbiamo dato vita ad un dibattito pubblico, con la partecipazione dei Comitati ambientalisti, in modo da poter scrivere un documento unitario, da sottoporre all’attenzione del Ministro Sergio Costa, dell’Assessore regionale all’Ambiente Bonavitacola e dello stesso De Luca.

Dai vari interventi susseguitisi, è emersa anche la necessità di ridurre la quantità dei rifiuti prodotti da incenerire; di dare vita ad una mobilitazione cittadina, con tanto di campagna di sensibilizzazione sul tema raccolta differenziata dei rifiuti e di analizzare i dati delle centraline di controllo sui continui sforamenti delle polveri sottili. Tra l’altro l’ampliamento dell’impianto porterebbe la capacità di smaltimento della struttura da 750 mila tonnellate all’anno ad un milione di tonnellate”.

 

Joseph Fontano

 

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