Passaggi a livello, riaperto il sottopasso ferroviario tra Corso Garibaldi e via Diaz

A seguito del protocollo d’intesa, approvato tra il Comune e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) attraverso la Delibera di Giunta comunale n.59 del 19.04.2019, nella mattinata di sabato 20 aprile tornava ad essere usufruibile alla cittadinanza il sottopasso del passaggio a livello, che divide Corso Garibaldi da via Diaz, rimasto inutilizzato per decenni e che, al pari degli altri, è stato sempre un incubo non solo dei conduttori di veicoli ma anche dei pedoni, che troppo spesso trascorrono molto tempo della loro giornata dinanzi alle sbarre dei passaggi stessi, in attesa che riaprano le odiate trasversali.

Disagi sopratutto per chi, nel caso specifico, deve raggiungere gli uffici pubblici (scuole, uffici postali, Giudice di Pace, ecc.), che si trovano dall’altra parte delle arterie stradali. Disagi acuiti dal fatto, che il numero dei convogli in transito è notevolmente aumentato, compreso quello dei treni veloci. Rfi, d’intesa con il Comune, ha realizzato i lavori di ripristino, riqualificazione e messa in sicurezza del sottopasso, mentre con il Comune ha concordato di redigere un apposito contratto di comodato d’uso.

Infatti tutte le incombenze connesse per l’uso, ovvero manutenzione degli impianti di illuminazione, pulizia, manutenzione dell’impianto di sollevamento delle acque meteoriche e della videosorveglianza, sono a carico del Comune, mentre permane in capo a Rfi la responsabilità riguardante i lavori eseguiti e delle opere da eseguire, nonché la responsabilità derivante dalla sicurezza strutturale del bene. Il taglio del nastro avveniva alla presenza del sindaco Raffaele Lettieri e dei responsabili di RFI.

La possibile soluzione della riapertura della struttura era stata avanzata, a giugno 2018, dalla locale sezione del Movimento 5 Stelle, attraverso il Consigliere comunale Carmela Auriemma, che aveva chiesto a Rete Ferroviaria Italiana, di riaprire il sottopasso pedonale ferroviario in questione, divulgando nel contempo anche un comunicato stampa in cui si evidenziava, tra l’altro, che “da tempo, ormai, numerosi cittadini stanno manifestando lamentele per i disagi arrecati dal passaggio a livello di detto Corso. Infatti molti cittadini ed utenti RFI, in attesa del transito dei treni, sono esposti alle avverse condizioni atmosferiche o alle elevate temperature durante la stagione estiva anche per molti minuti.

Gli orari dei treni, spesso in coincidenza con quelli di apertura delle scuole, causano ritardo agli studenti. Né vanno sottovalutati, inoltre, gli enormi disagi di bambini ed anziani, costretti ad attendere l’apertura del passaggio anche per 15/20 minuti ed a volte anche di più. Per questo abbiamo proposto la riapertura del sottopasso, che risulta chiuso dalla fine degli anni ’90”.

Adesso, al di là delle rivendicazioni sui meriti, di chi si è prodigato per la risoluzione della problematica la struttura presenta, in corrispondenza dell’ingresso e dell’uscita della stessa, ma anche lungo l’intero tratto, telecamere e monitor installati a tutela della pubblica e privata incolumità.

Infatti spesso tali luoghi divengono il rifugio di delinquenti o di tossicodipendenti oppure un ricettacolo di rifiuti. Ma, stando almeno a quanto scrivono sui social molti cittadini, il sottopasso è inaccessibile e, quindi, non usufruibile dai diversamente abili, costretti pertanto alle consuete e penalizzanti attese davanti alle sbarre.

Un problema non da poco, che evidenzia come la tanto attesa struttura non rispetti (al netto della conformazione della stessa) le attuali normative, che prevedono l’eliminazione delle barriere architettoniche. Infatti il sottopasso è stato semplicemente ripristinato, senza alcun intervento strutturale.

Inoltre, per gli utenti che devono accedere ai binari da via Diaz, servirsi del sottopasso significa “sbucare” su Corso Garibaldi. Da qui entrare nella stazione e poi salire sul treno. Se si è diretti a Caserta. Altrimenti, se è diretto a Napoli, l’utente deve affrontare un altro sottopasso, che conduce al binario per Napoli e poi salire sul treno. Ma tant’è.

 

Ni.Pa.

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