L’Ordinanza sindacale prevede maximulte per lucciole e clienti. Ma solo per 6 mesi

Prostituzione off-limits ad Acerra ma fino al 30 ottobre prossimo. A stabilirlo è l’Ordinanza del sindaco Lettieri n.16 del 2.5.2019, pubblicata sull’Albo Pretorio il giorno successivo, ossia venerdì 3 maggio ed in vigore da questo stesso giorno.

Ovviamente nel mirino sono finiti tutti quei comportamenti o atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo, “diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento”, ma anche “altri atteggiamenti o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento indecoroso ed indecente in relazione al luogo, ovvero nel mostrare nudità, che possano ingenerare la convinzione, che si stia esercitando la prostituzione”.

Per coloro che, invece, si intrattengono e che comunque chiedono anche semplicemente informazioni (ma quali? ndr) o contrattano prestazioni sessuali con lucciole e transessuali, sono state disposte multe salatissime fino a 500 euro. E per evitare che le sanzioni non vengano spedite a casa, si può pagare in misura ridotta nell’immediato della contestazione dell’illecito. Inoltre, per i potenziali clienti che alla guida di veicoli intralcino la normale circolazione stradale o effettuino manovre pericolose, è stata disposta anche un’ulteriore multa per la violazione del Codice della Strada.

A determinare il giro di vite è stata l’emergenza prostituzione soprattutto nelle immediate periferie della città. Sono decine le donne che, soprattutto extracomunitarie, si assiepano lungo le strade provinciali e nei pressi dell’area industriale acerrana.

Un fenomeno che ha conosciuto “una graduale e preoccupante recrudescenza”. Pertanto il primo cittadino ha ravvisato la necessità di intervenire, anche per esigenze di sicurezza finalizzate alla prevenzione di fenomeni, anche di rilevanza penale e della commissione di reati correlati, nonché della reiterazione di episodi di grave intolleranza su tutto il territorio comunale. Ma non mancano le polemiche.

“Se il sindaco precisa che alla cessazione della vigenza della precedente Ordinanza in materia, il fenomeno in argomento si è manifestato con progressione graduale e preoccupante – dichiara il Consigliere comunale Carmela Auriemma (Mov.5 Stelle) – e che vi è la commissione di reati correlati, non riesco a capire questo limite temporale del divieto. Il fenomeno esiste anche d’inverno. Perché affrontarlo allora solo per pochi mesi? Sembra quasi che sia lecito farlo per la parte restante dell’anno. Perciò trovo il provvedimento assurdo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda c’è anche l’altra Consigliera comunale di opposizione, Paola Montesarchio. Per l’esponente del Pd “quest’ordinanza è acqua che non toglie sete. E sicuramente choccante, osservare le strade piene di ragazze che si prostituiscono. Ma certamente il contrasto non può avere un limite temporale e soprattutto dev’essere integrato anche dallo stroncamento del meretricio esercitato nel chiuso delle case di appuntamento”.

Secondo Montesarchio “il Sindaco deve chiedere al Ministro dell’Interno Matteo Salvini un maggiore controllo del territorio ed un aumento del personale di Polizia e Carabinieri, oltre a precisare che l’abbigliamento in sé non è il problema, ma il contesto in cui viene utilizzato”. In Comune sono certi che la sanzione possa essere applicata in forza di un Decreto adottato dal Ministro dell’Interno del 2008, che dava ai sindaci la possibilità di intervenire a tutela della sicurezza stradale e dell’uso corretto degli spazi pubblici. Anche se in passato la costituzionalità del Decreto è stata contestata dalla Corte di Cassazione.

Ed inoltre sulla durata temporale dell’Ordinanza dal Comune si giustificavano, facendo sapere che “per non essere impugnabile, un provvedimento necessario ed urgente ha bisogno di una scadenza”.

Nel frattempo venivano elevate le prime sanzioni a carico di potenziali clienti, sorpresi a contrattare una prestazione sessuale con prostitute nei pressi dell’area industriale ex Montefibre e dell’inceneritore.

Si trattava di tre uomini (un trentenne e due di età compresa tra i 50 ed i 60 anni, di cui uno residente ad Acerra), che pagavano direttamente nel Comando della Polizia Locale la sanzione ridotta di 50 euro, per evitare di vedersi recapitare a casa la stessa sanzione.

Le prostitute, invece, come riferisce la stampa quotidiana, venivano allontanate dai poliziotti municipali in servizio di controllo del territorio, ma non sarebbero state identificate e denunciate.

Non è escluso, comunque, che sulla valenza della durata temporale dell’Ordinanza non vi sarà, prossimamente, un ulteriore intervento da parte di qualche Consigliere comunale di minoranza.

 

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