Auto in sosta selvaggia bloccano l’uscita delle ambulanze del 118. Il medico: “Può costare vite umane”.

Per trasferire entro il I dicembre 2017 la sede del 118 di Acerra, composta da sei medici, sei infermieri, ambulanze e sei autisti l’Asl Napoli 2 Nord, all’alba del 20 luglio, fece sgomberare con un blitz degli agenti della Polizia di Stato un edificio pubblico di sua proprietà, ossia l’ex centro di Medicina Preventiva dell’Asl in via Dei Mille, occupato da alcuni giovani aderenti al SOA (Spazio Occupato Autogestito), per crearvi un centro sociale dell’omonimo collettivo.

L’azienda sanitaria spese 90 mila euro, per rimettere in sesto una parte della struttura e la scelta fu comunicata al personale con la Delibera firmata dall’Asl il 5 ottobre 2017. Scelta che però suscitò da subito perplessità tra gli operatori del settore e non solo. Ed attraverso un comunicato stampa i medici, gli infermieri e gli autisti del servizio di soccorso del Saut 118 di Acerra si opposero al trasferimento, affermando che lo spostamento della sede sarebbe risultato molto pericoloso e che nella nuova sede le ambulanze sarebbero state ostacolate da un traffico che, in certi momenti, risulta molto intenso.

Ed inoltre la presenza di migliaia di alunni dei plessi scolastici situati in zona e a pochi metri dal varco di uscita e di ingresso dei mezzi di soccorso rappresentavano un ulteriore problema per la pubblica e privata incolumità. Detto fatto.

Da allora, ogni giorno, soprattutto dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 14:15, le ambulanze sono prigioniere dei soliti automobilisti incivili, che bloccano con le loro vetture in sosta non solo il passo carraio adibito all’uscita dei mezzi di soccorso, ma anche le strade che portano al Corso principale.

La vicenda è stata denunciata da mesi dal personale dell’Asl addetto all’autoambulanza, ma sembra che nessuno abbia mai preso sul serio la denuncia degli operatori, che più volte sono stati costretti a litigare con gli autisti delle auto in sosta. Richieste girate ovviamente anche al personale della Polizia Locale, che giunge però quasi sempre, dopo che gli automobilisti se la sono squagliata.

Ecco perché i poliziotti municipali, agli ordini del Cap.Domenico De Sena ed il cui numero si è notevolmente incrementato, dovrebbero presidiare quel quadrilatero, nel quale insistono, oltre alle scuole, anche gli Uffici del Giudice di Pace, l’Ufficio Postale e la Stazione Ferroviaria. Né il controllo del traffico in quella zona può essere affidato ai “nonni civici”, che non hanno alcuna possibilità di sanzionare gli automobilisti. Inutile dire che il parcheggio fruibile accanto alla stazione ferroviaria è decisamente insufficiente, per ovviare alla problematica della sosta dei veicoli.

“Con le ambulanze in corsa potrebbe scapparci il morto tra i bambini che vanno a scuola, tra i loro genitori e tra noi dipendenti del servizio sanitario. Per non parlare dei pazienti da soccorrere in tempo utile: rischiano la vita, perché la strada, in cui insiste la nuova sede, è un rischioso collo di bottiglia, in cui sono ubicate tante strutture pubbliche”.

Tutto scritto nero su bianco dal suddetto personale sanitario in una lettera che fu indirizzata al Prefetto di Napoli, al Commissario alla Sanità e Governatore della Regione Campania De Luca, al Sindaco Lettieri ed al Direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord. “Si aspetta che ci scappi il morto e qualche denuncia per ritardato soccorso – dice adesso un medico – e solo allora i vertici dell’Asl si accorgeranno, che sarebbe opportuno fare un passo indietro e riportare l’autoambulanza in via Flavio Gioia.

Un posto strategico per far partire i mezzi di soccorso verso tutte le direzioni, grazie ad una migliore posizione logistica di partenza. Qui invece la sosta selvaggia delle auto ostacola i nostri mezzi, che intervengono per salvare vite umane”.

La nuova collocazione, dunque, è alquanto problematica, considerando che si trova in uno dei punti più trafficati della città. E ciò mette a repentaglio la sicurezza degli operatori, già oggetto di minacce ed aggressioni di alcuni utenti per gli interventi ritenuti in ritardo.

 

Nino Pannella

 

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