Ecco cosa scrive la stampa quotidiana sull’approvazione del Piano Urbanistico Comunale

Adesso, relativamente al Piano Urbanistico Comunale (PUC), approvato il 3 aprile scorso dalla Giunta comunale targata Lettieri e di cui riferivamo in precedenza, questo è quanto riportava qualche altro noto quotidiano a poche ore dall’approvazione dello stesso.

“Tremila nuovi appartamenti da realizzare in parte come “riempimento” dell’area già urbanizzata. Ma le nuove case saranno in maggioranza costruite in regime di edilizia convenzionata, all’interno di quella che sarà una sorta di corona urbana della città, una mezzaluna che si svilupperà da sud est a nord ovest. Sarà composta da 60 aree edificabili.

Superficie totale impegnata dalla futura “città satellite” a ridosso della cintura urbana storica: 686.909 metri quadrati. E’ tutto contenuto nel nuovo Piano Regolatore di Acerra, adottato dalla Giunta comunale. Si torna, dunque, a costruire ad Acerra, secondo Comune più esteso a Nord di Napoli dopo Giugliano, ma con le aree agricole libere e più ampie del territorio.

Si torna quindi a cementificare in modo consistente nel napoletano, dopo circa una dozzina d’anni di quasi totale blocco delle attività edilizie. Ma qui saranno necessari altri due passi: il voto del Consiglio comunale ed il parere della Città Metropolitana. L’iter si dovrà completare entro un anno. Nel frattempo sono scattate le norme di salvaguardia. C’è un giallo però.

Il primo cittadino – prosegue l’articolo – non ha votato il provvedimento. Non ha votato nemmeno il preliminare del Piano, a dicembre scorso. E su questo aspetto Lettieri non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Ma l’opposizione polemizza. “Il sindaco Lettieri, ancora una volta, ogni qualvolta si è deliberato su questo, è stato assente per una precisa scelta. C’è un conflitto d’interessi: lui ha il dovere di spiegare alla città i caratteri e la natura di questo conflitto” – stigmatizza Pasquale Marangio, del coordinamento cittadino del Pd, ex assessore all’Ambiente ed ex consigliere comunale per vari anni.

“Ci opporremo con tutte le nostre forze a questo nuovo sacco di Acerra – aggiunge l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo”. Lettieri invece sostiene che “si tratta di un Piano, che pone al centro verde e servizi e che rispetta l’agricoltura. Il Piano prevede la riduzione della quantità di insediamenti residenziali del 30-40% rispetto allo strumento redatto nel 2008 e poi adottato dal Commissario straordinario nel 2012, senza approvazione definitiva”.

Inoltre rassicura il sindaco, “ci sarà un minor consumo di suolo per insediamenti residenziali ed abitazioni ed una maggiore tutela per le zone agricole e peri-urbane, per consentire il mantenimento dell’uso agricolo dei suoli”.

Il primo cittadino – conclude l’articolo – cita il Puc mai partorito dal Comune, perché bocciato nel 2012 dalla Regione, che ne sanzionò la strategia ambientale. In realtà sono stati due gli strumenti urbanistici, con cui sono state realizzate le nuove costruzioni ad Acerra: il Piano Regolatore risalente al 1982 e la variante al Piano regolatore del 1998.

Ma poi concretizzata nella prima metà degli anni duemila con il rilascio di una serie di concessioni edilizie, che portarono alla realizzazione di 2200 sottotetti abusivi, in gran parte non condonabili ma “regolarmente” abitati”.

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