Quarta linea dell’inceneritore, è un No forte che si leva dalla comunità locale

Non accennano a placarsi le reazioni successive alle dichiarazione, di cui abbiamo riferito sullo scorso numero, rese dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e relative alla possibilità che la Regione Campania possa o debba portare a quattro le linee dell’inceneritore, sito in località “Pantano”. Secondo De Luca “a settembre avremo un periodo delicato per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, dal momento che si dovrà procedere alla manutenzione generale dell’intero impianto di Acerra, che starà fermo per circa 40 giorni.

Ci stiamo preparando da adesso, a trovare dei siti di stoccaggio provvisori, per evitare rifiuti per strada. E, dopo questo periodo, smaltire nell’arco di due, tre, quattro mesi i rifiuti accumulati (2 mila tonnellate al giorno che, solitamente, finiscono nel termodistruttore ndr). Il sito di stoccaggio servirà per le 70mila tonnellate di rifiuti, che si produrranno in quei 40 giorni. Stiamo trovando un sito di proprietà della Regione, faremo i lavori di impermeabilizzazione e poi, con calma, ci libereremo, quando l’impianto tornerà in funzione.

Non si può avere quest’emergenza continua – aggiunge il Governatore – e dobbiamo progettare subito una quarta linea di riserva, da tenere nell’impianto. Anche se la sua costruzione richiede tempi non brevi. Infatti occorrono 2 anni e 120 milioni di euro. Motivo per cui dovremo lavorare, per reperire queste risorse. Dobbiamo creare una soluzione definitiva per la gestione del problema in Campania”.

Il presidente parlava della situazione con il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ed affermava: «Si era anche impegnato, a trovare uno sbocco per alcuni rifiuti, che portavamo ad Acerra in qualche impianto del Nord. Ma fino ad ora non abbiamo avuto riscontri. Vediamo se, nei prossimi mesi, anche dal livello ministeriale ci indicheranno altri sbocchi».

Ma la polemica montava. Il Capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Maria Muscarà, dice: “E’ dal 2016 che De Luca è consapevole, che nell’autunno del 2019 il termovalorizzatore avrebbe chiuso per 45 giorni. A pochi mesi dalla paralisi si è limitato a piagnucolare e a tentare di scaricare le responsabilità sul Governo. Incapace, in questi anni, di far partire un piano di riduzione a monte dei rifiuti, ora gioca il ruolo della vittima”.

E, tanto per restare nell’orbita del mondo pentastellato, la locale sezione dei 5 Stelle, attraverso il proprio portavoce, il Consigliere comunale Carmela Auriemma, sottolineava che “mentre, da un lato, abbiamo Greta e le nuove generazioni, che giustamente ci allarmano sul cambiamento climatico, dall’altro il Governatore De Luca, ancora una volta, tira in ballo la questione della quarta linea dell’inceneritore.

E vorremmo chiedere a De Luca, cosa viene bruciato nell’impianto e perché, a distanza di 10 anni, ancora non viene costituito un osservatorio regionale sull’inceneritore. Ma, sopratutto, perché da 600 mila tonnellate si è passati a 750 mila tonnellate.

Ed ancora: quanti sopralluoghi il Sindaco Lettieri ha effettuato presso l’impianto”. Una serie di punti sui quali, domenica 31 marzo, i grillini davano vita ad un dibattito pubblico, con la partecipazione dei Comitati ambientalisti, in modo da poter scrivere un documento unitario, da sottoporre all’attenzione del Ministro Costa, dell’Assessore regionale all’Ambiente Bonavitacola e dello stesso De Luca.

Dai vari interventi susseguitisi, emergeva anche la necessità di ridurre la quantità dei rifiuti prodotti da incenerire; di dare vita ad una mobilitazione cittadina, con tanto di campagna di sensibilizzazione sul tema raccolta differenziata dei rifiuti e di analizzare i dati delle centraline di controllo sui continui sforamenti delle polveri sottili.

Tra l’altro l’ampliamento dell’impianto porterebbe la capacità di smaltimento della struttura da 750 mila tonnellate all’anno ad un milione di tonnellate. L’incontro di domenica scorsa si rivelava comunque proficuo, visto che vi prendevano parte anche cittadini dei Comuni limitrofi, giustamente preoccupati per l’orientamento della Regione Campania.

 

Maria Luigia Feldi

 

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