Mistero su un giovane fermato dai poliziotti municipali e tradotto negli uffici del Comando

Era un noto quotidiano a pubblicare, in data 15.03.2019, un articolo dal titolo: “Vigili nel caos, manca relazione”, di cui di seguito riportiamo il testo e successivo ad un altro articolo, apparso il giorno precedente sullo stesso quotidiano e sullo stesso argomento.

“E’ giallo fitto sul fermo del giovane acerrano P.B. condotto in manette, a sirene spiegate, mercoledì sera all’interno degli Uffici della Polizia Locale, ma poi mandato a casa (dopo averlo contravvenzionato per una violazione al Codice della Strada). E ciò senza informare tempestivamente la Procura nolana del reato, di cui si era reso protagonista il giovane, che aveva aggredito in strada, sotto lo sguardo attento e basito di diversi testimoni oculari, un sottufficiale della Polizia Locale, “reo” di far rispettare la legge. Solo nella tarda mattinata di ieri e dopo una sorta di “camera di consiglio”, alla quale ha preso parte anche un avvocato ben noto all’ufficio della Polizia Locale, sarebbe stata redatta una sorta di relazione, trasmessa in gran segreto al primo cittadino Raffaele Lettieri.

Nel rapporto, che sembra portare la firma dei pattuglianti operanti (che sono tutti pubblici ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria), sarebbe scritto, che il giovane sia stato portato negli uffici per una semplice identificazione. Una vera e propria forzatura, visto che il malcapitato è stato ammanettato e trasferito con la forza nella Panda della Polizia Locale, “volata” a sirene spiegate verso il Comando cittadino, entrando addirittura dal passo carraio. Giunto negli uffici, il giovane è stato fatto accomodare in una stanza del Comando, nell’attesa del capo pro-tempore dei caschi bianchi.

Cosa sia successo dopo, è difficile saperlo. Qualche ora più tardi il fermato è andato via e, almeno per quanto è stato possibile sapere, senza che l’ufficiale di Pg operante abbia informato l’autorità giudiziaria competente. Ieri mattina, dopo che la notizia era apparsa sulla stampa, nel Comando della Polizia Locale la tensione è salita alle stelle, in seguito all’interessamento dello stesso sindaco, che sembra aver interloquito con il responsabile dei Vigili Urbani, al fine di ricevere i necessari “lumi” sulla kafkiana e grottesca vicenda. Un episodio che avrebbe lati oscuri, visto e considerato che i protagonisti sono agenti di Polizia Locale, che hanno agito sotto gli occhi di decine di testimoni oculari, ammanettando un cittadino, per riuscire a renderlo inerme, trattandolo come un delinquente comune, per rilasciarlo dopo che questi, almeno da quanto è successo, aveva aggredito in strada e, senza preoccuparsi di nulla, chi voleva fargli rispettare la legge.

Se questa vicenda finirà “a tarallucci e vino” (com’è già successo in passato per altre vicende simili, con agenti della Polizia Locale impegnati ad un posto di controllo nei pressi dell’Ufficio Postale centrale), è proprio il caso di dire ad alta voce, che siamo alla frutta dopo il caffè”.

Lo stesso quotidiano, in data 17.03.2019, pubblicava sullo stesso argomento un altro articolo dal titolo: “Giovane trattenuto e rilasciato, quasi un caso enigmatico”, attraverso il quale si fornivano ai lettori altri particolari della vicenda, del tipo: “Sembra essere diventato un affare di Stato il fermo del giovane acerrano. Nel corso del concitato fermo uno degli operanti ha perso il berretto d’ordinanza, che gli è stato restituito solo successivamente da un esercente del luogo…Di certo al momento dell’arrivo del fermato negli uffici della Polizia Locale l’Assessore al ramo era nella sua stanza al piano superiore e non è da escludere che questi, attirato dalla sirena bitonale, abbia potuto vedere tutto. Corre voce, ma non c’è certezza, che le fasi concitate del fermo siano state filmate con un telefonino cellulare.

Di certo l’arrivo nel garage del giovane in stato di fermo è stato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso, poste all’interno della casa comunale. Il giovane è stato ammanettato dopo una lunga colluttazione, alla quale hanno partecipato tutti e tre gli agenti operanti.

Resta il fatto, che è dovere di un agente o ufficiale di Polizia Giudiziaria, nel caso di fermo di un soggetto, resosi autore di un “presunto” reato, informare l’autorità giudiziaria. Se tutto ciò non è stato fatto, è chiaro che ci sono tutti i presupposti, per avviare un’indagine d’ufficio da parte della stessa Procura della Repubblica di Nola”.

Per la cronaca, nel mentre scriviamo, dal Comune non è arrivata nessuna smentita e conferma di quanto apparso sul quotidiano in merito a tale vicenda.

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