Ammontano a diverse centinaia i verbali elevati agli utenti ma non riscossi dall’Ente comunale?

Già a giugno 2018 scrivemmo, che il verbale elevato dagli agenti di Polizia Giudiziaria ai cittadini, che non eseguono una corretta raccolta differenziata dei rifiuti, non può essere fondato sulla presunzione di colpevolezza.

Ed è noto che i Comuni hanno incentivato i controlli, per verificare che la differenziata sia fatta con le giuste modalità e le sanzioni siano elevate, per chi non ottempera alle Ordinanze emanate. Ma in merito alle sanzioni riferibili alla raccolta differenziata, va fatta una precisazione importante. Ossia: può essere sanzionato solo l’effettivo responsabile della violazione, così come stabilito dall’art.3 della Legge di depenalizzazione n.689/1981, che si occupa di sanzioni amministrative.

La legge, infatti, stabilisce che “nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa, ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa”. Questo significa che la multa non può essere inviata al proprietario dell’appartamento, dal quale proviene il sacchetto incriminato, poiché a rispondere della sanzione dev’essere soltanto chi ha materialmente commesso la violazione, così come chiarito anche dal Giudice di Pace di Pozzuoli Italo Bruno con la sentenza del 29 settembre 2014.

Una sentenza che ha creato un precedente importante e che ha aperto la strada a numerosissimi ricorsi in tutta Italia. Le sanzioni, quindi, non possono essere determinate con un sistema di accertamento, che non assicura l’identificazione, di chi ha commesso la violazione, basandosi sulla presunzione di colpevolezza. Un caso divenuto simbolo è quello di una signora di Monte di Procida alla quale, nella causa iscritta al n.2162/14 Rg, il giudice Bruno annullò il verbale per difformità nella differenziata.

Nello specifico i caschi bianchi di Monte di Procida avevano ritrovato un sacchetto di rifiuti non differenziato e lontano dai punti di raccolta convenzionali. Rovistando nella busta gli agenti trovarono documenti tali, da risalire alla presunta proprietaria del sacchetto, che venne quindi multata. Ma lei fece ricorso al Giudice di Pace di Pozzuoli.

Ricorso che fu accolto con conseguente annullamento del verbale. Secondo il magistrato, infatti, la multa comminata al cittadino non deve indicare solo gli estremi dell’illecito, ma anche identificare con precisione il soggetto colpevole. Quindi la responsabilità non può essere né del nucleo familiare, né del “capo famiglia”, se la condotta illecita l’ha commessa la moglie o un altro convivente. Infatti risponde della sanzione solo chi ha materialmente commesso l’azione.

Dunque, nell’ipotesi in cui le autorità rinvengano in una busta chiusa rifiuti commisti di vario genere non possono, per ciò solo, inviare la multa al titolare dell’appartamento, che paga la tassa sui rifiuti, ma devono identificare chi ha commesso l’illecito. Ad Acerra, soprattutto di recente, sono molti i cittadini che sono stati individuati quali autori di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti sul territorio comunale e sono stati sanzionati, anche con multe da 500 o 600 euro o che non hanno differenziato bene i rifiuti.

Ma questi verbali comminati agli utenti sono stati riscossi dall’Ente comunale nel corso di questi anni? Sembrerebbe di no, eccezion fatta per quelli pagati dai “disubbidienti della differenziata”.

Infatti sarebbero centinaia le lettere, che il Comune starebbe indirizzando ai tantissimi utenti, che non hanno mai corrisposto l’importo comminato. Una lettera d’invito a voler esibire all’Ufficio Ambiente, in un lasso di tempo determinato, la ricevuta di pagamento del verbale elevato, contestato o notificato.

Evaso infruttuosamente il termine per l’esibizione della ricevuta, gli atti saranno trasmessi per l’immissione a ruolo all’Equitalia presumibilmente, però, dopo aver emanato un’ordinanza dirigenziale di ingiunzione di pagamento.

Tale invito reca la firma di un Ufficiale della Polizia Municipale. Un iter che, sembrerebbe, sia stato del tutto disatteso negli anni scorsi, quando i poliziotti municipali, agli ordini dell’ex Comandante Col.Felice d’Andrea, anche a fronte delle molte ore di straordinario corrispostegli, assistevano gli operatori della Falzarano prima, e della Tekra poi, che aprivano i sacchetti della spazzatura rinvenuti in giro.

Nel controllare se il verbale sia stato pagato o meno, qualora gli agenti avessero accertato il mancato pagamento dello stesso, lo avrebbero comunicato al Dirigente del settore competente, che avrebbe avviato la procedura amministrativa, fino al recupero della somma.

Già stando così le cose, si profilerebbe un danno erariale per il Comune, che si sta attivando, per cercare di recuperare almeno le somme dal 2014 in poi, visto che alcuni verbali sono già prescritti. Comunque la vicenda è in itinere ed alcuni verbali sarebbero annullabili, in quanto mancanti di alcuni dati del presunto trasgressore.

 

Joseph Fontano             

 

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