Tumore alla vescica, un killer silenzioso. Come prevenirlo

La prevenzione è la prima arma, per vincere la sfida al tumore alla vescica”. A parlare di questa malattia, che incide non poco sulla spesa del Sevizio Sanitario Nazionale, è il dottor Paolo Aveta, responsabile da due anni dell’Unità di Urologia del presidio ospedaliero di “Villa dei Fiori” di Acerra, entrata da tempo di diritto tra le strutture d’eccellenza della sanità della Regione Campania, con le sue 56mila prestazioni all’anno, i 248 posti letto, i 600 dipendenti, il Pronto Soccorso attivo h 24 ed un’unità di emodinamica di primissimo ordine, unico presidio d’emergenza convenzionato dell’intera area metropolitana di Napoli, insieme alla clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno.

Prima di “approdare” ad Acerra, il dottor Aveta è stato alle “Molinette” di Torino e poi al “Maria Pia Hospital”, dove ha messo in piedi l’Unità di Urologia. “La neoplasia alla vescica colpisce, ogni anno, oltre 27 mila Italiani, di cui oltre 6000 donne. Un Italiano su tre non ha mai sentito parlare di tumore alla vescica” – sottolinea il professionista, con il suo accento tipico del Nord Italia.

“Si tratta di una malattia oncologica complessa, pericolosa e soprattutto subdola. Infatti presenta sintomi non specifici e, a differenza del cancro al seno e del colon-retto, non esistono programmi di screening, che possano permettere una diagnosi precoce.

La manifestazione più frequente – prosegue il dottore – è la presenza di sangue nelle urine (ematuria). Il persistere o ripetersi di questo fenomeno, soprattutto in persone considerate a rischio (over 50, fumatori), costituisce un vero e proprio campanello d’allarme. Attenzione, però, l’ematuria non comporta automaticamente la presenza di cancro.

Può essere associata a patologie benigne come, ad esempio, le infezioni urinarie. Per arrivare ad una diagnosi completa e sicura, sono necessari esami più approfonditi. Il nostro consiglio è comunque quello di non sottovalutare questo campanello d’allarme. In caso di positività occorre andare subito dal medico, per svolgere esami più approfonditi”. Cosa si può fare, per sensibilizzare la prevenzione?

“Per sensibilizzare la popolazione sul tumore uroteliale, di cui si parla ancora poco, nonostante che sia la quarta neoplasia maschile più frequente nel nostro Paese, c’è bisogno di fare prevenzione”.

Quali sono i soggetti a rischio?

“Primi tra tutti i fumatori ed i lavoratori più esposti all’esalazione delle vernici, dei diluenti ecc. Insomma a sostanze chimiche usate frequentemente nell’industria tessile, dei coloranti, della gomma e del cuoio”. Cosa possono fare i fumatori, per liberarsi dal vizio? “I fumatori lo sanno, smettere non è facile, ma è comunque indispensabile”.

Quali sono le regole della prevenzione? “Smettere di fumare non è l’unica regola di prevenzione da seguire. E’ fondamentale – spiega Aveta – anche svolgere una regolare attività fisica, perché i sedentari hanno una probabilità del 20-40% superiore di ammalarsi. Serve anche una dieta equilibrata. In particolare frittura e grassi consumati in grande quantità sono associati ad un aumentato rischio di ammalarsi di tumore della vescica.

E’ dimostrato che il maggior apporto di frutta e verdura, specie se crude, ha un forte effetto protettivo sul rischio di numerose forme tumorali. L’azione positiva è legata, in particolare, all’alto contenuto di fibre, (che favorisce la maggior motilità intestinale, impedendo l’assorbimento di eventuali sostanze cancerogene) e all’elevata presenza di agenti antitumorali, quali le vitamine antiossidanti.

Via libera, dunque, al regolare consumo di pane, pasta, riso e ad altri cereali ed al consumo giornaliero di ortaggi, legumi e frutta fresca”.

Sta di fatto che è in allestimento una campagna di prevenzione, che si articolerà in varie iniziative, cercando di coinvolgere i medici di base, che sono certamente i primi attori. “Noi di Villa dei Fiori – conclude Paolo Aveta – stiamo lavorando per una campagna di prevenzione. Un lavoro non facile, visto che purtroppo manca la cultura della prevenzione”.

 

Nino Pannella        

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