Sequestrato dalla Polizia Municipale e dai Carabinieri attività commerciale abusiva

Un’operazione congiunta dei poliziotti locali e dei Militari dell’Arma di Acerra (ai quali, probabilmente, era stato inoltrato un esposto), a tutela e a salvaguardia dell’ambiente e dei cittadini, veniva svolta durante le ordinarie attività di controllo del territorio.

Infatti veniva scoperta e sottoposta a sequestro, nei giorni scorsi, dagli agenti del Comando della Polizia Municipale, diretto dal Vice-Comandante Ten.Domenico De Sena, unitamente ad un tecnico comunale e congiuntamente ai Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Luogotenente Giovanni Caccavale, un immobile adibito ad attività commerciale, ubicato lungo il prolungamento di Corso Italia, priva di qualsiasi autorizzazione e gestita da un 28enne residente in un Comune del napoletano, che ne è anche il legale rappresentante.

Nell’attività si vendevano, riparavano e verniciavano elettrodomestici di diverse tipologie. Attività di verniciatura di frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie ecc. in riparazione, svolta in modo abusivo ed in violazione degli articoli del Decreto Legislativo n.152/2006.

Detta attività veniva svolta all’interno di un locale ricavato in un capannone, realizzato a confine con un’altra particella, costituito da muratura in laterizi e copertura in pannelli coinbendati su struttura portante in tubolari di ferro, nel quale venivano rinvenute attrezzature utilizzate per tale attività, quali un compressore d’aria, una pistola verniciatrice, solventi, vernici ed altro materiale relativo alla verniciatura.

Il legale rappresentante della società, che ha sede legale a Volla, alla presenza del quale e con la sua continua assistenza venivano effettuate le operazioni, veniva nominato anche custode giudiziario, in quanto detentore materiale dell’immobile, la cui proprietà è riconducibile ad una signora del posto di 70 anni.

E, quantunque richiestagli dalle Forze dell’Ordine, il gestore non forniva alcuna autorizzazione all’emissione in atmosfera, necessaria all’esercizio di tale attività.

Il locale ricavato dal capannone veniva sottoposto a sequestro penale da parte dei caschi bianchi, al fine di evitare che le cose, le tracce o i luoghi del reato si alterassero o disperdessero o comunque si modificassero, nonché evitare che il reato si portasse a conseguenze ulteriori, in attesa dell’intervento del Pubblico Ministero, con l’apposizione dei sigilli.

Dal controllo documentale relativo al negozio spuntava anche una Scia, risultata però del tutto priva di validità o di rilevanza autorizzativa. Rinvenuti anche manufatti edili risultati abusivi, probabilmente realizzati in assenza del prescritto permesso di costruire e dell’autorizzazione sismica, ma sui quali venivano avviate le dovute verifiche nei giorni successivi.

Ovviamente del tutto veniva redatta una dettagliata informativa di reato, con allegato rilievo fotografico, trasmessa alla Procura della Repubblica di Nola.

Alla luce del sequestro effettuato è chiaro, che l’attività di controllo alle aziende presenti sul territorio comunale ed alle modalità, con cui conferiscono i rifiuti di varia tipologia, si è di certo intensificata da parte dei Vigili Urbani e delle altre Forze dell’Ordine.

 

 

 

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