Mensa scolastica: la maggioranza boccia in Consiglio l’ipotesi di un affidamento temporaneo

Tra i punti all’Ordine del Giorno affrontati durante il Consiglio comunale dello scorso 30 gennaio, tenutosi in un’aula consiliare, che s’appresta a diventare tecnologicamente molto avanzata, ma nella quale non si riesce nemmeno ad accendere i riscaldamenti, c’era di sicuro quello del mancato avvio del servizio di refezione scolastica, di cui si riferiva nella pagina precedente.

Presenti in aula molti genitori, a testimoniare i disagi, che il mancato avvio di tale servizio arreca alle famiglie ed al corpo docente. Ad illustrare in aula la mozione del Pd, tesa ad avere un affidamento temporaneo del servizio, era il Consigliere comunale Paola Montesarchio, il quale dichiarava:

“Propongo sulla questione un confronto tra tutte le forze politiche, per arrivare ad una soluzione della problematica, visto che la mensa rappresenta anche un momento educativo e di socializzazione per i bambini, un riferimento per l’attività didattica degli insegnanti e per gli orari delle famiglie, alle prese con vicende burocratiche legate all’attivazione del sevizio.

Ecco il perché della mozione, che chiedo che sia votata (sarà invece bocciata ndr), visto che fino a 40 mila euro, mediante affidamento diretto o procedura negoziata, il Comune può far partire l’affidamento in via temporanea del servizio, rinnovabile fino alla completa aggiudicazione dello stesso. Il tutto nel rispetto dell’equilibrio del Bilancio comunale.

Chiedo pertanto di sapere, se l’amministrazione comunale vuole da subito attivare il servizio nell’interesse della comunità, in un periodo pari a 45 giorni rinnovabile. Tra l’altro – aggiungeva il Capogruppo – non si capisce cosa fa o ha fatto la maggioranza, per risolvere la questione, visto che tra quattro mesi termina anche il periodo utile alla refezione.

Nè perché il Consigliere Antonio Laudando non ha mai convocato la Commissione Politiche Sociali e Scolastiche, deputata ad affrontare nel merito la questione, sulla quale non abbiamo mai fatto demagogia”.

Sulla tematica interveniva poi l’Assessore alle Politiche Scolastiche, Milena Petrella che, senza tanti giri di parole, faceva intendere che la strada indicata dalla Montesarchio era poco percorribile e fattibile. Infatti ricordava che “la refezione scolastica è un servizio pubblico a domanda individuale. E ciò significa che l’Ente comunale, non è obbligato ad erogarlo.

Ma sia perché l’affidamento mensile è poco percorribile; sia perché le fatture emesse dalla precedente società, erogatrice del servizio, superavano i 40 mila euro di importo; sia perché le procedure attuative richiederebbero di invitare a gara almeno 10 ditte, allorché si supera l’importo dei 150 mila euro ed oltre alle altre motivazioni tecnico-giuridiche”.

Lo stesso Dirigente all’Istruzione, Salvatore Pallara, ricordava chela procedura per un affidamento temporaneo del servizio è lunga, perché occorre calcolare i tempi per la pubblicazione del Bando, il ricorso al Me.Pa. che è obbligatorio, per la scelta delle ditte, i tempi per l’espletamento della gara, mai inferiori ai 35 giorni e gli eventuali ricorsi presentati dalle società escluse”.

Tirato in ballo dalla Montesarchio, Laudando replicava, dicendo: “Comprendo che l’argomento è molto sentito in città, ma non si può fare demagogia. Dire che non si è portato all’attenzione della città la problematica non è vero. Montesarchio non ha mai chiesto la convocazione della Commissione da me presieduta. E poi il problema va risolto presso la Stazione Unica Appaltante, che sta espletando la gara. C’è una società che ha vinto ed una che è stata esclusa e che ha presentato ricorso.

Ed ha vinto una società, che non pagava i dipendenti, che forniva pasti non idonei e ad altro ancora. Con un’altra gara d’appalto, anche temporanea, circa la tempistica non cambia nulla ed il Comune non può fare nulla.

E concordo con quanto detto dal Consigliere Auriemma in merito alla creazione di uno specifico organismo di controllo sulla corretta esecuzione del servizio e di ispezione in materia di igiene e sanità”.

Anche il Consigliere Andrea Piatto interveniva in proposito, dichiarando: “Se c’è urgenza di erogare tale servizio, lo si fa con trattativa privata, dice la legge.

Altrimenti si segue l’iter convenzionale previsto per l’ordinarietà. Allora scrivete nella mozione a trattativa privata, indicando però anche il nome del soggetto, al quale volete affidare il servizio. Anche mia figlia ha usufruito della mensa scolastica pubblica, consumando pasti pessimi tutti i giorni. E visto che tale problematica va avanti in città da oltre 20 anni, è giunto il momento di superare tale forma di affidamento e di ricorrerne ad altre”.

Ed infatti il Consigliere Salvatore Maietta proponeva “di ricorrere a soggetti terzi o a cooperative sociali, visto che la legge lo permette, per superare questa situazione di stallo. Ma di non ritenere praticabile la via dell’affidamento diretto, anche alla luce di ciò che è emerso durante i lavori della Commissione di Vigilanza”.

 

 

Joseph Fontano

 

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