Il Tar Campania respinge l’istanza cautelare avanzata dall’ex Comandante Felice D’Andrea

E’ storia nota che, con la Determina dirigenziale n.1469 dell’11.12.2018, a firma del Dirigente al Personale ed al Contenzioso, Maria Piscopo, venne risolto il contratto di lavoro, che legava l’ormai ex Dirigente della Polizia Locale Col.Felice D’Andrea ed il Comune di Acerra.

Infatti l’11 dicembre scorso terminò l’iter per la risoluzione del contratto stipulato con l’Ente di Viale della Democrazia, così come da avvio del procedimento avviato 60 giorni prima dalla stessa Segretaria generale. Ovviamente alla base dell’intera procedura c’era il Consiglio di Stato che, attraverso la sentenza n.3719/2018, a distanza di ben 5 anni, si era espresso il 31 maggio dell’anno scorso sul ricorso (accogliendolo), presentato allo stesso organo giurisdizionale dal secondo in graduatoria.

Pertanto il Consiglio di Stato aveva annullato la graduatoria dei vincitori, tutti gli atti ad essa connessi e coordinati ed i provvedimenti di immissione in servizio del Dirigente dei Vigili Urbani. E così, a distanza di 9 anni, veniva di fatto congelato l’incarico ricoperto dal D’Andrea, in attesa di una nuova rivalutazione dei titoli e delle prove d’esame.

A deciderlo era stata la V sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Roberto Giovagnoli. I punteggi delle prove scritte non andavano sommati, ma si doveva dare una media dei risultati, aveva sentenziato la suprema Corte amministrativa, accogliendo il ricorso del concorrente finito secondo con uno scarto minimo rispetto al vincitore. Il Comandante D’Andrea nel giugno del 2009 si colloco al primo posto con il punteggio di 83,28, seguito a ruota dal ricorrente Mario Miele con 82,05.

Ma secondo quanto stabilì il Consiglio di Stato, i calcoli andavano rifatti. In tal modo risultava vincitore del concorso Miele e non l’ex Comandante per 58,77 punti contro i 57,28 totalizzati da D’Andrea.

A reggere nel frattempo le sorti del Comando, in attesa che si definisca del tutto la posizione del Dr.Mario Miele, (originario di un Comune del casertano, oggi 60enne, Tenente-Colonnello dell’Esercito in congedo e collocato in ausiliaria), è stato nominato ad interim, per la parte amministrativa, con Decreto sindacale n.39 del 12.12.2018, il Dirigente Dott.Gennaro Cascone, “nelle more della definizione del procedimento relativo alla procedura concorsuale per la copertura di 1 posto di Dirigente-Comandante”. Mentre per la parte tecnico-operativa, con Decreto dirigenziale n.47 del 13.12.2018, in qualità di Vice-Comandante è stato nominato il Tenente Domenico De Sena.

Intanto mentre Miele, che continua a non essere contrattualizzato dal Comune, convinto delle sue ragioni, va avanti per la sua strada il Comune, preoccupato per quello che potrebbe verificarsi, si preparava ad una battaglia giuridico-amministrativa conferendo, tra l’altro, già il mandato all’avvocato Lorenzo Lentini, quale legale rappresentante dell’Ente, a seguito del ricorso presentato al Tar Campania contro il Comune dall’ex Comandante D’Andrea, per l’annullamento delle Determine dirigenziali relative al concorso in questione e dell’avvio del procedimento.

Ricorso notificato il 30 novembre scorso all’Ente di Viale della Democrazia. E non è escluso che i ricorsi fioccheranno anche da parte del neo-vincitore, che per nove anni ha proseguito la sua battaglia, fino ad ottenere giustizia e che ha fatto sapere, attraverso i propri legali, di essere pronto ad entrare in servizio e a ricoprire il ruolo di Comandante della Polizia Locale di Acerra.

Ma qual è stato il pronunciamento della V sezione del Tar Campania, presieduta dal Dr.Santino Scudeller, riunitasi in Camera di Consiglio in data 08.01.2019, attraverso l’Ordinanza n.32/2019, in merito al ricorso presentato dal D’Andrea avverso il Comune e nei confronti del Miele?

Ha respinto l’istanza cautelare avanzata dal D’Andrea, rappresentato e difeso dall’avvocato Benedetta Leone.

“Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente – scrive, tra l’altro, il Giudice -; ritenuto che il ricorso non appare suffragato dal requisito del fumus boni iuris, riguardo all’impugnativa avverso la comunicazione di avvio della risoluzione del rapporto di lavoro, ne va rilevata l’inammissibilità, ai sensi dell’art.63 del D.Lgs. n.165/2001, per analogo difetto di giurisdizione del giudice adito, in quanto relativo a controversie sulla relativa gestione”.

Secondo le ultime indiscrezioni l’ex Ufficiale dei caschi bianchi starebbe approntando il ricorso, da depositare al Giudice del Lavoro e Previdenza del Tribunale di Nola.

 

J.F.

 

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