Decreto sicurezza, incontro in Prefettura. Avviato il censimento degli immobili occupati

Un summit in Prefettura a Napoli, per far partire gli sgomberi ed il recupero degli edifici pubblici e privati illecitamente occupati o abbandonati da tempo. Il vertice del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica si teneva nella mattinata dello scorso 11 gennaio (replicato poi dopo una quindicina di giorni) e coinvolgeva tutti i Comuni della provincia di Napoli con una popolazione superiore ai 40 mila abitanti.

Il Prefetto Carmela Pagano chiedeva alle amministrazioni comunali di avviare un censimento. Poi, nelle settimane successive, dati alla mano, sarebbe stato possibile mettere in piedi una task force e realizzare un concreto piano di interventi secondo le indicazioni del Decreto Sicurezza.

Gli immobili nel mirino sono di tre tipologie: quelli gestiti dai clan (e su questo tema ovviamente conteranno le indicazioni della Procura della Repubblica territorialmente competente), quelli a rischio perché fatiscenti, come ad esempio l’immobile sito nel popoloso quartiere periferico delle Madonnelle, destinato ad ospitare un plesso scolastico, ma mai portato a termine e quelli diventati ricettacolo di rifiuti.

Oltre ad un altro manufatto, sempre presente nello stesso quartiere, realizzato probabilmente tra il 2009 ed il 2010 da una società cooperativa e che è interessato dall’Ordinanza dirigenziale di demolizione n.5 del 14.01.2019, da effettuarsi da parte dell’attuale curatore fallimentare entro 90 giorni dall’emissione dell’Ordinanza stessa.

Da censire, quindi, non sono solo gli immobili di proprietà pubblica ma anche quelli dei privati. I risultati così ottenuti, sarebbero pertanto stati portati nel tavolo successivo, dove sarebbe stato concertato anche un piano d’azione. Un compito non sempre facile, a guardare la situazione che vige nei Comuni del napoletano. A meno che il personale delle Polizie Locali, in sinergia con gli Uffici comunali Anti-abusivismo e del Patrimonio, non abbiano già avviato negli anni precedenti un censimento nei vari quartieri cittadini, stilando un dettagliato e quasi puntuale quadro della situazione.

Un contesto nel quale, sostanzialmente, ricade il Comune di Acerra, che ha destinato a scopi sociali o comunque di pubblica utilità alcuni edifici, già iscritti a patrimonio comunale e sui quali vigono provvedimenti di sgombero da cose e persone.

Ma il Decreto Sicurezza ha richiesto anche l’indicazione di luoghi cittadini a rischio, quali possono essere le piazze di spaccio e quelle zone della città, dove più rilevante è il fenomeno, anche per poter rafforzare le azioni di prevenzione e di contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria.

Luoghi puntualmente indicati dal Comune alla Prefettura, a seguito di un’attività info-investigativa svolta. Da più parti comunque veniva sottolineato che, per raggiungere gli obiettivi, servono maggiori risorse economiche ed umane che, allo stato attuale, scarseggiano.

 

 

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