Tumori oncologici, Villa dei Fiori in prima linea anche nella prevenzione

Prevenzione dei tumori urologici: è la parola d’ordine nell’Unità operativa di Urologia della clinica Villa dei Fiori, entrata da tempo di diritto tra le strutture d’eccellenza della sanità della Regione Campania, con le sue 56mila prestazioni all’anno, i 248 posti letto, i 600 dipendenti, il Pronto Soccorso attivo h 24 ed un’unità di emodinamica di primissimo ordine, unico presidio d’emergenza convenzionato dell’intera area metropolitana di Napoli, insieme alla clinica “Pineta Grande” di Castel Volturno.

Dopo oltre un anno e mezzo di sacrifici (ed anche di investimenti economici consistenti da parte della proprietà del presidio ospedaliero acerrano) l’Unità operativa di Urologia (diretta dal Dott.Paolo Aveta), entra nella rete uro-oncologica regionale.

A parità dei grossi centri urologici della Campania, presso l’Unità operativa di Villa dei Fiori da alcuni mesi si possono effettuare tutti gli interventi di chirurgia maggiore oncologica (cistectomia radicale o seminalsparing, nefrectomie radicale e parziale, prostatoveciculectomia radicale o nerve sparing), interventi endoscopici su vescica e prostata.

In cantiere vi sono campagne ed incontri di sensibilizzazione, per incrementare le diagnosi precoci dei tumori urologici. La vera novità nel panorama sanitario campano è rappresentata dalla breve lista d’attesa, che si allinea agli standard previsti dalle linee guida oncologiche.

“Non si poteva rimanere inermi – spiegano dalla Direzione sanitaria di Villa dei Fiori – dinanzi ai dati degli ultimi anni, che registrano in Campania incrementi di tumori oncologici e principalmente della prostata, della vescica, delle vie urinarie e renali”.

Da un’attenta lettura dei dati sanitari, sembrerebbe che nell’ex Campania Felix l’incidenza di questi tumori si sia ulteriormente incrementata, rispetto ai dati nazionali e regionali, a causa dell’alto tasso di tabagismo, che fa sempre più presa anche tra gli adolescenti, che aggirano facilmente i divieti. In molti casi la diagnosi arriva in situazioni più clinicamente avanzate.

Ciò è dovuto, essenzialmente, o a ritardi diagnostici, a causa di motivi socio-culturali oppure a causa dell’aggressività del tumore. Al fine di evitare trattamenti chirurgici demolitivi, mutilanti o trattamenti oncologici sistemici, è evidente l’importanza che assume una diagnosi precoce. La struttura urologica di Villa dei Fiori al momento dispone di attrezzature avanzate, di ultima generazione, per il trattamento mini-invasivo della calcolosi urinaria.

Nell’immediato futuro c’è in programma di implementare l’attività chirurgica in ambito uro-ginecologico (incontinenza urinaria e prolassi vescicaria) ed andrologico (impianto di protesi peniene e terapie dell’induratio peni plastica). Chiaramente nulla è lasciato al caso.

Nell’equipe dell’Unità operativa di Urologia è stata inserita anche la figura di un fisiatra per la riabilitazione del piano perineale in fase pre e/o post operatoria e quello dello psicologo, per sopportare pazienti e familiari nei momenti delicati della vita.

“Una maggiore chiarezza nei percorsi di ogni funzione – dichiara il dottore Aveta, responsabile dell’Unità operativa – ha dato a medici ed infermieri più tempo, per stare con il paziente e quindi per ottenere una presa in carico ancora più partecipativa e condivisa”.

Già il mese scorso evidenziammo che Villa dei Fiori è stata una delle prime strutture sanitarie private, ad essere stata inserita nel circuito nazionale della donazione degli organi e che dal 2017 ci sono state ben 9 donazioni disposte dai familiari di coloro, il cui encefalogramma piatto diede il via ad una straordinaria gara di solidarietà, che ha permesso ad altri ammalati di guarire dalle loro malattie.

Resta chiaro, che Villa dei Fiori punta ad offrire un importante contributo al sistema trapianti della Campania e dell’Italia, lavorando in sinergia non solo con il centro trapianti regionale, ma anche con tutte le diverse associazioni di volontariato del territorio, pronte a diffondere la cultura della donazione degli organi.

Perché uniti nello stesso destino sono sia quelli, che hanno ricevuto, che quelli che hanno dato l’assenso alla donazione. Con sullo sfondo storie di atti d’amore estremi e di solidarietà verso il prossimo.

 

Ni.Pa.

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