Intitolato il Comando della Polizia Municipale di Nola al Tenente Michele Liguori

Una targa ed un pannello gigante. Il nome di un uomo, il ruolo svolto da un servitore dello Stato ed i tratti distintivi di una terra che, per dirla con il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, non merita di essere chiamata Terra dei Fuochi.

Sabato 19 gennaio 2019 la Polizia Locale di Nola intitolava la propria sede allo scomparso Tenente della Polizia Municipale di Acerra Michele Liguori, stroncato a soli 57 anni nel 2014 da un doppio tumore mortale, che se lo portò via in poco tempo. Allora un video del Corriere della Sera fece il giro del web con l’immagine del povero casco bianco morente in un letto. Uno strenuo difensore dell’ambiente, che aveva sempre combattuto contro lo scempio del traffico illecito di rifiuti, dello sversamento illegale dei veleni e dei roghi.

Alla cerimonia erano presenti il Comandante della Polizia Municipale di Nola, il Colonnello Luigi Maiello, la moglie del poliziotto acerrano, Maria Di Buono, che diceva poche ma significative parole, fino a quando poi non si emozionava, consolata dagli abbracci del Ministro e della Commissaria prefettizia del Comune nolano Anna Manganelli ed il già citato Costa, legato a Liguori da un rapporto di amicizia.

“Era necessario – diceva infatti il Ministro – che non solo io, l’amico, fossi qui, ma che anche il Ministro della Repubblica Italiana venisse, per dire grazie a Michele ed ai tanti Michele, che soffrono e lavorano ancora, tutt’oggi, nell’ombra ed in silenzio.

Spero che adesso il Parlamento approvi la legge Terra Mia”. Legge Terra Mia, ovvero: pene più dure per gli ecomafiosi ed obbligo perentorio di bonificare i siti inquinati. Costa testimoniava dunque l’impegno di un uomo, che ha sempre lottato con tutte le forze, spesso da solo, per bloccare l’avanzata delle ecomafie e degli attentatori all’ambiente nella sua terra.

E non è un caso, che giungevano numerosi ambientalisti del territorio, che non volevano far mancare ai familiari sostegno e solidarietà per il sacrificio di un uomo morto 5 anni fa dopo la grave malattia contratta in servizio. Per Manganelli il segno che “Liguori non è morto invano”.

“Sono venuto qui, per ricordare il ruolo e l’importanza delle Polizie Locali – proseguiva Costa – che sono fondamentali per il cittadino. E Liguori è il simbolo delle Polizie Locali, che ha fatto qualcosa di estremamente significativo.

E’ un figlio dello Stato, un simbolo di una visione nuova che tutela l’ambiente, che oggi è diventato un simbolo dello Stato. Anche altrove vi sono situazioni simili a quelle di questi territori. Solo che qui abbiamo avuto il coraggio di combatterle”.

Decine sono infatti i sequestri messi a segno dall’eroe della Terra dei Fuochi per altrettanti sversatoi illeciti. A benedire la targa apposta sulla facciata dell’edificio, che ospita gli uffici dei caschi bianchi nolani, era il Vicario generale della Diocesi di Nola Pasquale Capasso. Presenti anche rappresentanti delle istituzioni e delle Forze dell’Ordine, la cerimonia veniva scandita dall’esecuzione dell’inno nazionale.

Un omaggio alla memoria di chi, con dedizione e sacrificio, si è prodigato per i cittadini ma soprattutto un monito, per quanti continuano a seminare morte e distruzione in una zona, dove di vittime dell’inquinamento se ne contano ancora tante. Anzi troppe.

Intanto con Decreto n.9 del 17.01.2019 il Presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, ha conferito la Croce per meriti speciali al Tenente Liguori.

Per onestà di cronaca, riportiamo che il Comune di Acerra era rappresentato dall’Assessore all’Ambiente Cuono Lombardi e dall’Assessore alla Polizia Municipale Vincenzo Iorio, accompagnati da due poliziotti municipali, mentre il Sindaco era a Benevento, ad una cerimonia parallela con consegna di una targa alla memoria dell’Ufficiale scomparso.

Il 19 gennaio 2018, però, non presenziò alcun esponente del Comune alla celebrazione della funzione religiosa nella chiesa di Sant’Alfonso Maria dè Liguori, officiata da Monsignor Antonio Di Donna. Cos’è, solidarietà da trasferta?

 

Maria Luigia Feldi

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