Parco Urbano “bloccato” dai reperti archeologici: il Comune approva una variante al progetto

Il Comune aveva avviato, durante il mese di luglio 2017, i lavori di abbattimento dello Stadio comunale di via Manzoni, per far posto alla realizzazione di una Villa comunale con annesse attrezzature per il tempo libero. Una struttura che proprio l’amministrazione cittadina targata Lettieri  elogiò, affiggendo all’esterno dello storico impianto una targa, che commemorava l’ex sindaco Caruso, che l’aveva fortemente voluta e realizzata.

Ma già nelle settimane precedenti avevamo riferito che, a cantiere ormai realizzato, i lavori avevano subito un rallentamento e le ruspe si erano dunque improvvisamente fermate, visto che erano stati rinvenuti alcuni reperti archeologici, con tanto di intervento da parte del personale della Sovrintendenza ai Beni Archeologici e Culturali, che faceva bloccare il cantiere. La notizia, tra l’altro, veniva riportata anche dalla stampa quotidiana.

Nello specifico, a riaffiorare, è stata l’antica città romana di Acerrae, perla della Campania Felix, con mura lunghe decine di metri, piazzette e condotte pluviali. Un’importante pagina di storia dell’hinterland partenopeo è dunque affiorata e questa è, probabilmente, la più significativa scoperta archeologica finora fatta in questo territorio dopo il ritrovamento, all’inizio del secolo scorso, dei resti di Suessola, la città prima osca e poi etrusca. L’area dello scavo, da cui sono riaffiorate antiche vestigia, già ricopriva quasi mezzo campo di calcio, ma l’opera degli archeologi era appena agli inizi.

E, quantunque dal Comune replicarono attraverso un comunicato stampa, che “i lavori relativi alla realizzazione del parco pubblico in area urbana non sono stati mai bloccati, anzi stanno proseguendo celermente con tutte le necessarie autorizzazioni”, il progetto del parco è bloccato da oltre 14 mesi.

Allora l’amministrazione targata Lettieri ci ha riprovato e la Giunta comunale, con Delibera n.169 del 20.11.2018, ha approvato la variazione al progetto di realizzazione del parco attrezzato. Un passaggio obbligato, dopo che la Soprintendenza aveva gelato l’amministrazione cittadina, scrivendo che il parco pubblico, almeno così com’è stato progettato, non si può costruire, a causa dell’imponenza dell’area archeologica emersa e dei mancati carotaggi preliminari, che avrebbero dovuto precedere l’apertura del cantiere.

Il sindaco però non si è perso d’animo ed i tecnici comunali hanno incontrato più volte i responsabili della Soprintendenza archeologica di Napoli. Ed il piano è stato infine modificato. Secondo quanto emerge dalla Delibera di Giunta, con cui è stata approvata la variazione del progetto, che include uno spazio organizzato per lo scavo archeologico, sarebbe sopraggiunta una sorta di accordo tra l’Ente e la Soprintendenza, in grado di far ripartire i lavori per il parco.

L’intesa prevede, è scritto nell’atto amministrativo, lavori di salvaguardia dei reperti archeologici rinvenuti. Sindaco e Giunta però aggiungono, che “la gran parte del progetto esecutivo del parco pubblico resta invariata”. La variante è stata quindi trasmessa al provveditorato delle Opere Pubbliche di Campania e Molise per la valutazione.

E, l’esecutivo Lettieri, proprio allo scopo di ottenere lo sblocco dei lavori, ha fatto notare a Sovrintedenza e Provveditorato che il progetto in questione, per il quale sono stati messi in campo svariati milioni di euro (finanziamenti europei), “rientra nell’accordo stipulato con la Regione sulle compensazioni ambientali”.

 

 

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