Opere edili abusive: gli occupanti degli immobili di proprietà comunale devono pagare un indennizzo

Nell’ambito del ricco ed interminabile filone dedicato all’edilizia locale, di cui riferivamo anche sui numeri precedenti, prosegue non solo l’attività della Procura della Repubblica di Nola relativamente all’emissione di ordinanze di demolizione, notificate ai proprietari, con conseguente ripristino dei luoghi, per quegli immobili edificati sul nostro territorio in assenza di qualsiasi permesso di costruire.

Manufatti, di cui viene disposto, da parte della Magistratura, il dissequestro temporaneo, al fine dell’esecuzione dell’abbattimento degli stessi. Ma prosegue anche il lavoro delle Forze dell’Ordine, volto all’individuazione di opere realizzate abusivamente.

Novità importanti (ma non certo liete), adesso, vi sono per tutti coloro, che occupano quelle costruzioni, realizzate in assenza del permesso di costruire e dell’autorizzazione sismica, interessate da Ordinanze di demolizione, notificate agli stessi proprietari, che non hanno mai ottemperato alle stesse entro il termine temporale concesso, come accertato a più riprese dalla Polizia Locale, né hanno ripristinato lo stato dei luoghi.

Opere che sono state acquisite a patrimonio comunale e trascritte presso il Registro degli Immobili di Santa Maria C.V. Infatti, con Delibera di Giunta comunale n.185 del 06.12.2018, approvata dall’esecutivo capeggiato dal Sindaco Lettieri e relativa agli “Atti di indirizzo per la gestione di immobili acquisiti al patrimonio comunale”, l’esecutivo cittadino ha dato mandato all’Ufficio Abusivismo, Demanio e Patrimonio del Comune affinchè provveda, nelle more del reperimento dei fondi necessari per la demolizione delle opere abusive, a garantire la reale riscossione del pagamento di un indennizzo da parte dei soggetti occupanti gli immobili.

L’ufficio Abusivismo, dunque, deve: verificare la sussistenza delle condizioni dell’art.24 del DPR 380/2001; valutare se gli occupanti abusivi rientrino o meno nelle condizioni di abusi realizzati per concrete necessità abitative; verificare la documentazione in materia di impianti e la certificazione a firma di un tecnico abilitato e della verifica statica dell’edificio.

Inoltre deve: non considerare gli immobili o parti di essi realizzati ai fini speculatori; calcolare la determinazione del prezzo di indennizzo degli immobili abusivamente occupati dalla data di acquisizione al patrimonio comunale fino all’effettivo sgombero. Per gli occupanti che non verseranno nelle casse comunali l’indennizzo richiesto, l’Ufficio Demanio e Patrimonio emetterà ordinanza di sgombero ad horas.

Alla base di tutto il suddetto ragionamento c’è l’art.7 della Legge Regionale n.19 del 28.12.2009, che stabilisce “che gli immobili acquisiti a patrimonio comunale possono essere destinati prioritariamente ad alloggi di edilizia pubblica, di edilizia residenziale sociale…”.

In questo modo la risoluzione delle problematiche abitative e della riqualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente, in linea con le finalità e gli indirizzi della L.R. n.13/2008 può essere attuata attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile della città e con strategie per la valorizzazione del tessuto urbano, la riduzione del disagio abitativo ed il miglioramento delle economie locali e l’integrazione sociale.

 

Joseph Fontano

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