E’ vero, a Natale il buio delle strade e la pseudo-solidarietà hanno fatto la differenza

L’illuminismo dei Comuni limitrofi (e non solo) contrapposto all’osurantismo della nostra città. L’atmosfera natalizia che attraversava e si respirava nelle altre città, contrapposta alla desolazione delle strade acerrane inanimate e private dei simboli natalizi.

Con tanto di “trasferte” degli Acerrani in altri Comuni (e di risorse economiche spese altrove), con conseguente impoverimento del tessuto socio-economico locale. E’ stata questa la destinazione che l’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Lettieri, ha voluto dare alla più importante e significativa festa della cristianità.

Niente luminarie natalizie installate sul territorio comunale (eccezion fatta per piazza Castello e piazzale Renella). Una mancanza di addobbi natalizi, che ha inciso anche sullo spirito di svariate migliaia di cittadini, commercianti compresi, “disincentivati” anche ad allestire e ad abbellire al meglio le proprie vetrine, in quanto non richiamavano per nulla le luminarie, installate anche in quei Comuni, dove di certo non mancano gli indigenti.

E qui veniamo alla motivazione della scelta adottata dal Sindaco e dal suo esecutivo, con la Delibera di Giunta n.186 dell’11.12.2018 (non senza aver sottolineato, però, che gli indigenti c’erano, anche quando l’attuale amministrazione comunale le luminarie di Natale le installava). Una scelta spiegata attraverso un comunicato stampa (e poi di persona dal primo cittadino, anche sulla terza rete della Rai).

Ossia lo stanziamento di risorse per 100 mila euro per il contrasto alla povertà, in particolare per interventi diretti ed indiretti a sostegno del reddito. Sono state infatti riconsiderate le richieste presentate per la “carta SIA/REI”, che non sono state accolte.

“In pratica – recitava il comunicato – si tratta di diversi nuclei familiari residenti, alcuni anche con minori a carico ed anziani che, pur versando in disagiate condizioni economiche, necessitano di un intervento di natura economica, per far fronte ad alcune esigenze primarie, tra cui l’acquisto di beni di prima necessità e spese mediche e che sono state escluse dalla Carta SIA/REI, con difficoltà che si acuiscono ancora di più durante le festività natalizie.

L’Amministrazione, nell’ambito delle iniziative promosse in campo sociale, con questo provvedimento intende aiutare le persone in condizioni di povertà o con reddito insufficiente, nonché le persone totalmente o parzialmente incapaci di provvedere a se stesse o esposte a rischio di emarginazione.

Per la carta SIA/REI hanno infatti presentato domanda oltre 3658 cittadini, di cui circa la metà ha avuto diritto al beneficio economico, mentre la restante parte, pur essendo stata ammessa dal Comune al piano di sostegno alla base della SIA/REI, non ha beneficiato del contributo statale per mancanza di requisiti ritenuti necessari dagli altri enti pubblici coinvolti”.

E via con i numeri, che certificano “quest’elemosina a buon mercato”, elargita dall’amministrazione locale a circa 1800 cittadini, ossia: nucleo familiare composto da una sola unità, euro 50; da due unità euro 100; da tre a cinque unità euro 150; da sei unità in sù euro 180.

Cifre da “capogiro”, utili per affrontare le spese da sostenere durante l’intero periodo delle festività natalizie. A patto, però, che vigesse un regime di fame organizzata (in voga in Cambogia ai tempi dei Khmer rossi)!! O che qualcuno ci spieghi quale patologia una persona possa curarsi (diarrea a parte) con meno di 50 euro!!

Del resto nella sua omelia di Natale il Vescovo, Mons.Antonio Di Donna, è stato abbastanza chiaro quando, tra l’altro, ha detto:

“La nostra città sta morendo, è sotto gli occhi di tutti e sta morendo nell’indifferenza generale…Il centro storico è sempre più morto e dopo le 17:00 c’è il coprifuoco…Ma penso soprattutto alla dignità della povera gente, anche quella vittima di giochi clientelari, che vende la propria dignità per fame.

Negli ultimi tempi il prezzo della dignità in questa città è calato di molto, si compra la gente per fame ed anche quello che spetta per diritto, viene elargito come favore.

La povertà genera falsi consensi, che non sono liberi. I Romani l’avevano capito molto bene: panem et cicenses, dà al popolo pane e giochi del Circo e lo avrai dominato. Non valeva solo per gli antichi Romani quell’espressione!”.

Joseph Fontano

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