Con il nuovo Puc previsti tra i 2300 ed i 3000 nuovi alloggi negli spazi vuoti esistenti

Sull’area metropolitana più cementificata d’Italia potrebbe abbattersi una nuova valanga di calcestruzzo. Ed è una valanga da record.

La Giunta comunale, capeggiata dal sindaco Lettieri, ha infatti adottato alla fine di luglio scorso un Piano Urbanistico Preliminare, che prevede la costruzione (è scritto nero su bianco) di un numero di nuovi alloggi, che potrà variare “dai 2300 ai 3000”. Roba da lottizzazioni in “stile” anni Ottanta-Novanta, l’epoca dei condoni edilizi tombali.

Il preliminare del “Puc” è stato adottato il 5 novembre dall’esecutivo retto da Lettieri, ma soltanto nei giorni scorsi è stato lanciato l’allarme mattone facile, durante un convegno pubblico organizzato dalla locale sezione del Partito Democratico, che ha chiamato a raccolta architetti, ingegneri ed esperti del settore. Tecnici che si sono dichiarati contrari alla strategia urbanistica proposta da due architetti romani, i fratelli Alessandro e Luigi Benevolo, collaboratori in passato dell’ex Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. Ai due professionisti capitolini, che hanno lo studio a Brescia, il Comune ha affidato il compito di progettare la futura Acerra.

Ma c’è chi tra i colleghi locali critica in modo negativo il nuovo piano. “Non ce lo aspettavamo proprio – era la stroncatura dell’Architetto Nicola Stellato, relatore del dibattito pubblico – e l’indirizzo del preliminare adottato dalla Giunta punta a creare una città satellite attorno all’area urbanizzata.

Tende cioè ad ampliare la città, invece di recuperare il centro storico, che è ridotto male e che si sta desertificando e di rendere più viva, funzionale e moderna tutta la zona urbanizzata, che giunge fino alle attuali periferie”.

Intanto le frasi scritte nello strumento urbanistico appena adottato non lasciano spazio ai dubbi.

“Le previsioni del nuovo PUC – scrivono gli architetti Benevolo – sotto il profilo residenziale sono articolate per una cifra compresa tra 2.300 e 3.000 alloggi complessivi, di cui orientativamente metà nei completamenti perimetrali e metà tra densificazione delle zone consolidate e parziale utilizzazione dei vuoti urbani prima descritti”.

C’è un grafico contenuto nella relazione del piano, che spiega meglio queste parole, con una serie di quadretti arancioni, rossi e verdi. Sono le future lottizzazioni. I quadretti riempiono gli spazi vuoti, cioè i terreni liberi ubicati all’interno dell’area urbana ed una vasta zona di campagna. Questi segni formano una mezza luna, che cinge l’area a ridosso della città, una “falce” che da sud est, dal quartiere Spiniello, giunge a nord ovest, verso la provinciale che collega Acerra a Caivano.

Una nuova città che si aggiungerà a quella attuale, in cui 60 mila persone vivono stipate in poco più di venti chilometri quadrati zeppi di palazzi, strade strette e dove, peraltro, esistono centinaia di appartamenti vuoti, rimasti sfitti o invenduti.

“E’ una sorta di anello – spiega serafico l’Assessore all’Urbanistica, Giovanni Di Nardo – e comunque l’indirizzo della Regione e della Città Metropolitana è quello di recuperare l’edificato. Come dice il professor Benevolo, essendoci ad Acerra spazi vuoti, c’è la possibilità di edificare. Ovviamente l’obiettivo è di evitare la realizzazione di “casermoni”. E’ il concetto di “città sfumata”: coprire gli spazi che vanno verso la campagna rispettando i territori”.

L’Assessore specifica comunque di essersi insediato, quando ormai tutto il lavoro del preliminare di Piano era già stato fatto. “Stiamo procedendo spediti – specifica Di Nardo – e dopo l’adozione ci sarà l’approvazione del Puc, sempre da parte della Giunta e poi quella del Consiglio comunale entro sei mesi. Poi il Puc passerà alle osservazioni della Città Metropolitana”. Il piano regolatore di Acerra risale al 1982. Da allora non è stato mai aggiornato. Ma nel frattempo sono sorti interi quartieri.

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