Querelate dalla Segretaria generale le Consigliere comunali di Pd e M5S. Pronta la replica

E’, dei giorni scorsi, la notizia della querela per diffamazione sporta dal Segretario generale del Comune, Maria Piscopo, nei confronti delle Consigliere comunali Paola Montesarchio (Pd) e Carmela Auriemma  (Movimento Cinque Stelle), entrambe all’opposizione.

Secondo quanto finora trapelato, la Piscopo ha querelato per diffamazione le due esponenti politiche locali, a seguito di un’interrogazione consiliare presentata e letta durante il Consiglio comunale del 4 giugno scorso. Nel documento presentato le opposizioni lamentavano “i troppi incarichi conferiti alla Piscopo dal Sindaco Lettieri”. Secondo le opposizioni questo presunto “eccesso” di poteri nella mani di un Segretario comunale, sarebbe dunque anomalo.

L’iter giudiziario è ovviamente alle battute iniziali, con la rituale elevazione di domicilio delle due ex candidate a Sindaco.

Le deleghe, di cui alcune strategiche, attualmente detenute dalla Segretaria comunale (alcune delle quali già da diversi anni) e conferitele, stando al Decreto sindacale n.18 del 12.04.2018, sono: Gestione giuridica del Personale; Affari Giuridico-Legali; Relazioni sindacali e Formazione del Personale; Raccolta Differenziata ed Igiene Urbana; Ambiente e Riqualificazione Urbana; Suap ed Imprese Sociali.

Non senza trascurare gli altri ruoli di responsabilità ricoperti dalla Piscopo quali, ad esempio, l’essere la Presidente di Commissione di tutti i concorsi banditi di recente dal Comune di Acerra per l’assunzione del personale alle dipendenze dell’Ente e svoltisi o in fase di svolgimento.

Diffusasi la notizia le due Consigliere, partendo dal fatto che durante il Civico consesso di giugno, avevano chiesto chiarimenti sul cumulo di incarichi dirigenziali assegnati alla Segretaria generale in modo permanente ed in assenza di vacanza di posizioni dirigenziali, attraverso un comunicato stampa congiunto, qualche ora più tardi così scrivevano:

“La querela sporta nei nostri riguardi costituisce un evidente, quanto grave, atto politico, che ha come finalità il tentativo di condizionare e di limitare il libero esercizio della funzione istituzionale di Consigliere comunale. In questo modo nel Comune di Acerra riteniamo, pertanto, compromesse le libere dinamiche politiche e democratiche.

Non ci spaventa questo atteggiamento – aggiungevano le due professioniste – anzi siamo convinte, che certe questioni meritano di essere approfondite anche nelle sedi amministrative competenti. Siamo serene e confidiamo nella giustizia con grande senso di responsabilità e dovere. Questo è l’atteggiamento che il nostro ruolo politico ci impone”.

“Mi difenderò nelle sedi opportune – aggiungeva Auriemma – sicura di non aver commesso alcun reato, ma piuttosto di aver rappresentato e difeso al meglio gli interessi di tutti i miei concittadini. Ovviamente non ritengo, in alcun modo, di aver offeso l’immagine della Segretaria comunale ed i fatti sono politici, perché accaduti durante un Consiglio comunale.

Questo tipo di azione ha anche degli effetti politici, perché va a compromettere l’esercizio della dialettica apolitica di ogni Consiglio. Inoltre io ho chiesto chiarimenti al Sindaco. E se chiedere chiarimenti su un cumulo di deleghe dev’essere un’occasione, per ricevere una querela, allora io mi sento fortemente limitata nella mia azione politica”.

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