Non votata in Consiglio la mozione sulla violenza di genere. L’ira del Consigliere Auriemma

Durante il Consiglio comunale dello scorso 3 dicembre, il Consigliere comunale Carmela Auriemma (Mov.5 Stelle) presentava e leggeva in aula una mozione, avente ad oggetto: “Piano d’azione integrale contro la violenza di genere”. Purtroppo le polemiche non mancavano.

Infatti, quantunque l’esponente pentastellata invitasse l’Amministrazione comunale ad adottare alcune misure, atte a superare la violenza di genere, partendo dalla prevenzione, il documento non veniva posto in votazione. Ma, su proposta del Consigliere Antonio Laudando l’aula consiliare, a maggioranza (si asteneva il solo Consigliere Gennaro Iovino), votava per portare la mozione in Commissione Politiche Sociali, per approfondirlo ed eventualmente modificarlo.

Inutili si rivelavano i tentativi della Auriemma e della Montesarchio, di sviluppare nel Civico consesso la discussione. Grande delusione e rabbia veniva palesata dall’irriducibile Consigliere grillina, la quale affermava:

“Era mio desiderio condividere con la maggioranza ed, in particolare, con le Consigliere donne, che siedono tra gli scranni della Pubblica Assise un percorso, che mira a combattere qualsiasi forma di violenza all’indirizzo delle donne.

E mi dispiace constatare, che a sostegno di questo atteggiamento ostruzionistico, ci siano state proprio le componenti femminili del Consiglio comunale, piegatesi agli ordini maschilisti di un primo cittadino, poco sensibile a tale questione. Evidentemente il tema della violenza contro le donne è un argomento, che la maggioranza-burattina, che sostiene Lettieri, ritiene non importante e rinviabile ad altra data.

Reputo pertanto – proseguiva la professionista – l’atteggiamento della maggioranza irrispettoso dinanzi ad un argomento così delicato ed uno schiaffo all’indirizzo di tutte quelle donne, che hanno subito violenza. Del resto mi risulta che il Comune, non si è mai costituito parte civile nel processo, che vide condannato alla pena detentiva di 4 anni un agente di Polizia Municipale, accusato di reiterati abusi ai danni di una donna, commessi durante il suo servizio”.

Pubblichiamo di seguito alcuni estratti della suddetta mozione contro la violenza di genere. “Premesso che con l’espressione violenza di genere si indicano tutte quelle forme di violenza, da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio, che riguardano un vasto numero di persone, discriminate in base all’appartenenza ad un genere ed, in particolare, quelle forme di violenza nei confronti delle donne, perché appartenenti al genere femminile.

L’art.1 della dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, approvata dall’Onu nel 1993, descrive la violenza contro le donne come:

“Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere, che provochi o possa verosimilmente provocare per la donna danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata”.

Il diffuso fenomeno della violenza contro le donne rappresenta un tema di particolare delicatezza e gravità, che ha assunto proporzioni così allarmanti, da richiedere di essere posta tra le priorità delle agende politiche dei Comuni.

Considerato che appaiono ormai irrinunciabili misure pubbliche efficienti ed efficaci, capaci di fare luce sulle dinamiche della violenza, anche familiare e di far emergere le molteplici situazioni sommerse e che rendano possibili azioni strategiche permanenti, anche capaci di offrire l’adeguato sostegno e supporto alle vittime…Impegna il Sindaco e la Giunta comunale sulla violenza di genere, il cui regolamento sarà predisposto solo a seguito di un tavolo di confronto tra le forze politiche presenti in Consiglio comunale ed una rappresentanza di quelle presenti in città, le associazioni pubbliche e private impegnate sul territorio contro la violenza di genere, nonché il Dirigente del Comune avente la delega alle Politiche Sociali. L’Osservatorio sarà competente per la promozione e lo sviluppo di iniziative ed attività, volte a prevenire il fenomeno della violenza di genere, utilizzando come strumenti primari l’informazione e la sensibilizzazione della collettività, rafforzando la consapevolezza e la cultura degli uomini e dei giovani adottando, se del caso, anche codici di autoregolamentazione.

L’Osservatorio dovrà provvedere anche ad un’adeguata raccolta dei dati del fenomeno, anche coordinando le banche dati già esistenti, per poter realizzare una ricostruzione reale e veritiera del contesto locale e predisporre misure efficaci.

Impegna il Sindaco e la Giunta ad istituire Sportelli Antiviolenza, anche per potenziare le forme di assistenza alle donne ed ai loro figli …”.

 

Joseph Fontano    

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