Avviso di garanzia per un 31enne indagato per lesioni personali e minacce

Sarà già stata fissata dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, che ha già letto gli atti del procedimento penale, istruito a conclusione delle indagini preliminari svolte, la data della prima udienza dibattimentale a carico di un uomo di 31 anni, residente in una strada periferica cittadina e legalmente rappresentato da un legale assegnatogli d’ufficio.

All’uomo (per il quale comunque vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato) è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, perché da gennaio a giugno 2018, poneva in essere atti persecutori ai danni della sua ex fidanzata, attualmente di anni 27 e residente a Napoli, in quanto non voleva accettare la fine della loro relazione sentimentale.

Nello specifico, così come ricostruito dal PM della Procura nolana l’aggressore, a gennaio scorso, dopo un acceso diverbio, aveva picchiato la donna con ripetuti schiaffi, umiliandola con offese ed improperi vari, del tipo: “Tu sei zero, non vali niente”, minacciandola in diverse occasioni di ucciderla, se avesse deciso di lasciarlo.

In un’altra circostanza, il mese successivo, dopo aver bussato violentemente alla porta dell’abitazione della malcapitata, aggrediva verbalmente la madre della persona offesa e, subito dopo, colpiva con calci all’addome e schiaffi la 27enne, lanciandole addosso un mazzo di chiavi e scaraventandola con la testa contro il vetro della finestra, proferendole parole del tipo: “Tu non vali niente senza di me, stai sotto i miei piedi, un altro come me non lo troverai mai…”.

All’intenzione della donna di rivolgersi alle Forze dell’Ordine, per sottrarsi all’aggressione, l’energumeno la minacciava, dicendogli: “Tu provaci ed io ti ammazzo, ti squaglio”. In tal modo ingenerava nella persona offesa un grave e perdurante stato di ansia e di paura per la propria incolumità e costringendola altresì ad alterare le proprie abitudini di vita come, ad esempio, smettere di recarsi nei luoghi che abitualmente frequentava e ponendo fine alle uscite con amici comuni.

Con l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di una persona, con la quale era legato da una relazione affettiva. Non senza trascurare il fatto che, nel frattempo, nell’avventarsi contro la donna, aveva cagionato alla persona offesa lesioni personali, consistenti in trauma cranico minore e trauma addominale da percosse, giudicate guaribili in 15 giorni. Infatti la sventurata si era vista costretta a ricorrere alle cure dei medici della struttura sanitaria, presso la quale si era recata, per farsi medicare.

L’indagato ha adesso venti giorni di tempo, dalla data della notifica del provvedimento giudiziario, per presentarsi spontaneamente, per rendere dichiarazioni o per essere sottoposto ad interrogatorio o presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad eventuali indagini difensive svolte. Assistito, in ciò, dal proprio difensore d’ufficio, che rappresenterà legalmente l’uomo presso il Tribunale di Nola, cercando di smontare il pesante castello accusatorio edificato dalla pubblica accusa, in ordine ai gravi reati, di cui dovrà rispondere.

Non senza dimenticare che la vicenda, oltre a quella penale, potrebbe comportare anche l’eventuale liquidazione di una somma per i danni materiali, morali ed esistenziali arrecati, da quantizzare in sede civile.

 

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