Strisce blu: la legge obbliga i Comuni ad avere parchimetri con il bancomat

(Articolo pubblicato in data 07.02.2018). Forse non tutti sanno che dal I luglio 2016, i cittadini alle prese con la sosta sulle strisce blu potrebbero sentirsi legittimati a sostare gratuitamente, se il parchimetro non è adeguatamente attrezzato per i pagamenti tramite pos. Il tutto senza incorrere in alcuna sanzione per il mancato pagamento della sosta. A partire da tale data, infatti, è scattato l’obbligo, imposto dalla Legge di Stabilità 2016 per i Comuni, di adeguare i dispositivi di controllo della durata della sosta a pagamento, per consentire i pagamenti con bancomat o carta di credito.

Il comma 901 della legge n.208/2015, con il fine di incentivare i pagamenti elettronici prevede, infatti, che “dal I luglio 2016 le disposizioni, di cui al comma 4 dell’art.15 del Decreto Legge n.179/2012 convertito, con modificazioni, dalla Legge n.221/2012, si applicano anche ai dispositivi di cui alla lettera f) del comma 1 dell’art.7 del Codice della Strada. Estendendo, dunque, ai dispositivi di controllo della durata della sosta l’obbligo “di accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito”.

Le conseguenze sono di facile intuizione: sia per gli automobilisti che, in mancanza dei dispositivi attrezzati col bancomat, potranno ritenersi autorizzati a parcheggiare gratis e senza il rischio di essere multati, sia per le casse di molti Comuni, che non si sono ancora adeguati, salvo che non dimostrino, come prevede la normativa apportata al D.L. n.179/2012, della stessa legge di Stabilità, di non aver potuto ottemperare all’obbligo per “oggettiva impossibilità tecnica”.

Impossibilità, quindi, e non difficoltà, nella quale rientra anche la mancanza di risorse economiche. In tal senso, comunque, una fonte preziosa, chiara ed esaustiva la si può trovare su internet, consultando il sito www.StudioCataldi.it. che ci permette anche di essere meno tecnici in questo scritto.

Di certo c’è che in altre realtà diverse da quella acerrana alcuni Comuni si sono già adeguati alle nuove disposizioni, consentendo ai cittadini di pagare il parcheggio anche con moneta elettronica. Ovviamente la questione è troppo recente, perché ci siano dei precedenti giurisprudenziali ed è bene che il cittadino eviti di prendere iniziative individuali.

E’ meglio lasciare che siano eventualmente le associazioni dei consumatori ad intraprendere azioni, per porre fine ad un sistema, che penalizza ingiustamente quei cittadini, che, pur volendo pagare, non sono stati messi in condizione di farlo. Ma è forte la sensazione che presto qualcuno presenterà qualche ricorso, che farà giurisprudenza e che annullerà le contravvenzioni elevate.

Adesso, volendo ipotizzare che i 40 parchimetri allocati sul nostro territorio comunale (alcuni non più funzionanti e definiti dalla stesso Comune modelli ormai fuori produzione) siano “fuorilegge”, è possibile che in tanti ora contesteranno, con l’adire le vie legali, le sanzioni elevate a loro carico, per non aver fatto o non aver potuto fare, in quanto sprovvisti di monete, il ticket (o, più comunemente definito, grattino), dopo aver lasciato la propria auto negli stalli di sosta di colore blu?

Sanzioni elevate da Comuni, che sono i primi a non essere in regola. Ed infatti, a tal proposto, il Comune di Acerra ha già impegnato una somma pari a 43.920 euro, per l’acquisto di 20 parcometri rigenerati, perché quelli esistenti non sono adeguabili (e non si sono mai, quindi, adeguati) alle nuove normative.

 

 

 

 

Ti potrebbero interessare i seguenti articoli

eXTReMe Tracker