Opere edili abusive: a breve la demolizione dell’immobile di via Traetta?

Nell’ambito del ricco ed interminabile filone dedicato all’edilizia locale, di cui riferivamo anche sui numeri precedenti, prosegue non solo l’attività della Procura della Repubblica di Nola relativamente all’emissione di ordinanze di demolizione, notificate ai proprietari, con conseguente ripristino dei luoghi, per quegli immobili edificati sul nostro territorio in assenza di qualsiasi permesso di costruire.

Manufatti, di cui viene disposto, da parte della Magistratura, il dissequestro temporaneo, al fine dell’esecuzione dell’abbattimento degli stessi. Ma prosegue anche il lavoro delle Forze dell’Ordine, volto all’individuazione di opere realizzate abusivamente.

A tal proposito non sfuggì a questa sorte una costruzione, sita a via Traetta, riconducibile a due coniugi del posto, rispettivamente di 62 anni (lui) e di 54 anni (lei), in fase di realizzazione ma con opere realizzate in assenza del permesso di costruire, come accertato ed attestato dall’allora personale del Comando della Polizia Municipale, congiuntamente ad un tecnico comunale, a seguito di un sopralluogo effettuato nel 2005, con relativa produzione di un rilievo fotografico.

L’immobile, per civile abitazione, fu sottoposto a sequestro e fu poi interessato dall’Ordinanza di demolizione n.53, notificata a settembre dello stesso anno ai proprietari, che non hanno mai ottemperato alla stessa entro il termine dei 90 giorni concessi, come accertato nel mese di settembre dello stesso anno dalla Polizia Locale, né ripristinarono lo stato dei luoghi.

A seguito di inottemperanza della suddetta Ordinanza, a cui era seguita la n.69 del 12.12.2006, poiché i caschi bianchi avevano accertato, in ben due occasioni, reiterate violazioni di sigilli, con provvedimento n.55 del 07.05.2017 le opere oggetto delle Ordinanze di demolizione furono acquisite a patrimonio comunale. Immobile abusivo di forma rettangolare, composto da un piano terra e da un solaio di copertura per metà realizzato (poi in seguito completato e coperto con lamiere e travi in legno), tramezzature interne realizzate con muratura di tufo, da cui furono ricavati 10 ambienti, in due dei quali furono apposti pavimenti ed infissi ai vani interni ed esterni ed apposizioni di cancelli e portoncini in ferro.

In un altro ambiente c’era anche un letto in ottone con materasso e sedie. Rinvenuti all’esterno materiali vari da costruzioni ed attrezzature edili, quali una molazza, scanni in ferro, blocchi di laterizi con una betoniera, carriole, tavole per ponteggio ecc. oltre ad opere di finitura, quali intonaco, pavimenti, rivestimenti, con tinteggiatura interna ed infissi esterni ed interni.

Del tutto fu redatto anche un rilievo fotografico, attestante lo stato dei luoghi dell’immobile ed una dettagliata informativa di reato, trasmessa all’Autorità Giudiziaria territorialmente competente. Inoltre le operazioni di polizia giudiziaria venivano effettuate alla presenza e con la continua assistenza dei due coniugi.

E, come si evince dalla relazione istruttoria della Delibera di Giunta comunale n.143 del 10.10.2018, approvata dall’esecutivo capeggiato dal Sindaco Lettieri, “non vi sono particolari e rilevanti interessi pubblici per la conservazione della suddetta opera, né c’è una deliberazione consiliare, che dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici”. Pertanto adesso la demolizione deve avvenire a cura del Comune, in base all’art.41 del DPR 380/2001, che procederà in danno, ossia la spesa sostenuta dall’Ente comunale sarà addebitata ai responsabili dell’abuso.

E l’Ufficio Abusivismo del Comune ha trasmesso il progetto di demolizione del fabbricato in questione, che ammonta ad una somma complessiva pari a 45.000,00 euro, che sarà garantita tramite l’accesso al fondo per le demolizioni delle opere abusive, istituito presso la gestione separata della Cassa Deposito e Prestiti.

La Giunta comunale, dunque, approvava la perizia di stima con il relativo quadro economico, mentre il Dirigente dell’area Affari Legali e Contenzioso doveva provvedere a recuperare le somme in danno ai responsabili dell’abuso.

Invero manca ancora all’appello la Determina dirigenziale, con cui va indetta la gara, da aggiudicare con il criterio del minor prezzo, per affidare i lavori di demolizione del manufatto.

A meno che non subentri una novità, ossia che la Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli accolga un’eventuale richiesta di autodemolizione inoltrata alla stessa dai proprietari dell’immobile, concedendo ai due un termine, per iniziare e completare i lavori di abbattimento dalla data di notifica del provvedimento.

 

Joseph Fontano

 

 

Ti potrebbero interessare i seguenti articoli

eXTReMe Tracker