Mons.Di Donna: “Una giornata diocesana per le vittime innocenti dell’inquinamento”

Giovedì 29 novembre veniva celebrata la giornata di digiuno e di preghiera contro i roghi tossici e l’inquinamento. Problemi che, imperterriti, funestano l’hinterland napoletano e casertano.

Ad annunciarlo, qualche giorno prima, era stato il Vescovo di Acerra, Mons.Antonio Di Donna che, insieme ai Vescovi di Nola, Aversa e Caserta, erano fautori di un giorno memorabile, sia sotto il profilo civico che religioso. L’invito a digiunare e a pregare contro l’immobilismo della politica, di fronte alla piaga della contaminazione, che alimenta solo cancro e malattie è infatti, in qualche modo, un sistema alternativo di protestare, probabilmente efficace, tanto quanto quello del corteo di strada.

Tutto dipendeva però dalla dimensione e dalla maturità spirituale della popolazione, peraltro vessata e distratta non solo dai problemi dell’inquinamento, ma anche da quelli derivanti da una crisi economica che, nel napoletano in particolare, non molla la presa. Ma, nonostante ciò, la Cattedrale del Duomo era affollata da un discreto numero di fedeli.

“La Giornata di preghiera e di digiuno – dichiarava l’alto prelato – è in continuità con l’impegno delle Chiese campane intorno alla questione della custodia del Creato, che adesso riceve una maggiore recrudescenza in questi ultimi mesi, per la nuova tendenza di bruciare i siti di stoccaggio ufficiali, non discariche abusive. Di fronte a questi roghi tossici ci chiediamo, come mai non c’è mai stato un sistema di sorveglianza, trattandosi per l’appunto di siti ufficiali, tenuti da aziende in regola.

E ci è sembrato opportuno alzare la nostra voce, anche per non far calare i riflettori sulla nostra situazione, perché il rischio forte è quello della rassegnazione. Il nostro invito è a non lasciarsi mai andare – proseguiva il Vescovo – e spero che la Giornata sia solo l’inizio di un cammino comune delle quattro Diocesi. Noi Vescovi abbiamo già in programma incontri periodici, per monitorare la situazione”.

Oltre a ciò Di Donna chiariva che “per la Giornata di oggi abbiamo usato le armi che la Chiesa ha: la preghiera ed il digiuno come fatto penitenziale.

Sembrano armi deboli, ma sappiamo quanto possono la preghiera ed il digiuno, per convertire i cuori di questi sciagurati, che insistono nell’inquinare la nostra terra. Da luglio scorso sono già cinque o sei i siti di stoccaggio incendiati, con roghi che producono diossina.

La Giornata – aggiungeva – vuol essere anche un appello alle istituzioni, perché facciano più in fretta. Speriamo che si riprendano anche le vecchie battaglie e si facciano le bonifiche, che rimangono ancora un miraggio, nonostante precisi impegni assunti.

Poi bisogna riprendere in mano il registro dei tumori: qui si continua a morire. La Chiesa non agisce come un agente sociale in questo campo, ma perché ha compassione, di chi soffre. Solo la settimana scorsa ho celebrato il funerale di Alessia, una bambina di 11 anni”.

Mons.Di Donna anticipava anche che nella sua Diocesi, sta pensando “ad un libro bianco, per conservare la memoria di tutto ciò e di istituire una Giornata diocesana per le vittime innocenti dell’inquinamento ambientale. Non dimentichiamoci che non esiste una Terra dei Fuochi, ma esistono le Terre dei Fuochi”.

 

Maria Luigia Feldi

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