Immobili abusivi di proprietà comunale occupati: a breve la demolizione dei sottotetti di via Calzolaio?

Sembra essere giunta al capolinea la vicenda relativa all’immobile di via Calzolaio, che dal dicembre del 2017, “ospita” una ventina di occupanti abusivi, che occuparono arbitrariamente con persone e cose alcuni locali del palazzo, così come accertato dagli agenti del Comando di Polizia Municipale e del Commissariato della Polizia di Stato.

Nello specifico furono 13 le persone indagate in stato di libertà, in quanto ritenute responsabili di occupazione di immobili di proprietà del Comune. Fabbricato al cui piano terra vi sono dei locali che, di volta in volta, venivano locati ad attività commerciali, mentre dal primo all’ultimo piano ci sono degli uffici. All’ultimo piano vi sono dei sottotetti, un tempo adibiti ad uffici e che risultarono abusivi.

Infatti a luglio del 2013 i poliziotti municipali, unitamente ad un tecnico comunale, effettuarono un accertamento urbanistico-edilizio, in esito al quale si constatò che presso il piano sottotetto, assentito per sei unità destinate a sottotetti praticabili ma non abitabili, erano state eseguite opere edilizie, che li avevano trasformati in sei unità abitative, prive però del prescritto titolo abilitativo.

Da qui poi scaturì una dettagliata informativa di reato con allegato rilievo fotografico, trasmessa alla Procura della Repubblica di Nola. Anche se tali unità abitative non furono sottoposte a sequestro, proprio perché occupate da cose e da persone.

E proprietarie di tutte le unità abitative e non, site ai diversi piani, risultavano (almeno sino al 21.11.2013, data di emissione dell’Ordinanza dirigenziale n.113 di demolizione delle opere abusive e ripristino dei luoghi, da effettuarsi entro 90 giorni dalla notifica dell’atto), le consorti dei fratelli Pellini. I cui nominativi sono riportati nell’atto amministrativo redatto in merito il 9 novembre scorso.

A marzo del 2014 fu accertata dai caschi bianchi l’inottemperanza all’Ordinanza di demolizione delle opere abusive accertate nella suddetta circostanza e, successivamente, in data 29.07.2014, furono adottati i consequenziali provvedimenti di acquisizione al Patrimonio Comunale e trascrizione nel registro degli immobili del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere).

Ma, nel frattempo, anche questa parte del fabbricato è stata occupata abusivamente dalle suddette famiglie, nei confronti delle quali il Comune, attraverso l’Ordinanza dirigenziale n.90 del 03.12.2018 e notificata agli interessati 48 ore fa, ha ordinato lo sgombero forzato ad horas delle cose e delle persone.

Al di là del fatto, che i tanti controlli edilizi effettuati negli anni dagli organi di controllo, hanno fatto emergere che l’intero fabbricato è stato oggetto di un incremento volumetrico eccedente la volumetria ammissibile del lotto e che le opere edilizie abusive accertate, quindi, insistono in ogni piano dell’immobile adesso, ciò che qui interessa, è la relazione istruttoria della Delibera di Giunta comunale n.156 del 09.11.2018, approvata dall’esecutivo capeggiato dal Sindaco Lettieri.

Dalla quale si evince, che “non vi sono particolari e rilevanti interessi pubblici per la conservazione della suddetta opera, né c’è una deliberazione consiliare, che dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici”. Pertanto adesso la demolizione deve avvenire a cura del Comune, in base all’art.41 del DPR 380/2001, che procederà in danno, ossia la spesa sostenuta dall’Ente comunale sarà addebitata ai responsabili dell’abuso.

E l’Ufficio Abusivismo del Comune ha trasmesso il progetto di demolizione del fabbricato in questione, che ammonta ad una somma complessiva pari a 8.500,00 euro, che sarà garantita tramite l’accesso al fondo per le demolizioni delle opere abusive, istituito presso la gestione separata della Cassa Deposito e Prestiti.

La Giunta comunale, dunque, approvava la perizia di stima con il relativo quadro economico, mentre il Dirigente dell’area Affari Legali e Contenzioso doveva provvedere a recuperare le somme in danno ai responsabili dell’abuso.

Invero manca ancora all’appello la Determina dirigenziale, con cui va indetta la gara, da aggiudicare con il criterio del minor prezzo, per affidare i lavori di demolizione del manufatto.

Che era tornato alla ribalta ad aprile scorso quando le Forze dell’Ordine, durante l’ennesimo controllo, avevano accertato che una delle unità abitative, occupata da un 62enne del posto e da una 46enne originaria dei paesi dell’Est, era stata occupata da una signora del luogo di 31 anni e dal suo convivente, di quattro anni più grande, il quale dichiarava di aver anch’egli occupato l’immobile, per destinarlo a dimora del suo nucleo familiare e della sua convivente.

E che non avrebbe lasciato la struttura, in quanto non aveva un altro alloggio, in cui trasferirsi.

 

J.F.

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