Tassa Bonifica del Basso Volturno: il prefetto Fulvi chiese l’annullamento del tributo

Della tassa del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno ci siamo occupati per anni, pubblicando una serie di articoli e producendo un’informazione puntuale e dettagliata sull’operato delle amministrazioni comunali, che si sono succedute sino ad oggi.

Senza voler, adesso, ripercorre situazioni anche imbarazzati per i politici di turno ed alle quali abbiamo dedicato fiumi d’inchiostro (ad esempio i famosi ed inutili Prestampati di Ricorso distribuiti al cittadino, che poi pagò ugualmente e di più o il ricorso presentato al Tar Campania dal Comune e dichiarato inammissibile dalla V Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale in data 22 novembre 2007 e tanto altro ancora), già riportammo che nella vicina Caivano, ad esempio, circa 300 cittadini avevano detto addio all’odiato ed iniquo balzello, grazie all’intervento del difensore civico del Comune, che permise che venissero annullate ben 296 cartelle esattoriali con la richiesta di pagamento dell’annoso tributo.

Negli anni passati già centinaia di residenti avevano fatto ricorso con la richiesta di annullamento del tributo, ma nulla era cambiato. Puntualmente si erano visti arrivare di nuovo il relativo bollettino di addebito. Ma a mettere la parola fine alla querelle tra cittadini e Consorzio ci pensò il citato avvocato.

“La tassa è dovuta soltanto per i terreni agricoli ubicati fuori dal perimetro urbano – spiegò il difensore civico – pertanto tale contributo non è dovuto per i proprietari di immobili, che ricadono nel perimetro urbano. Dunque l’imposizione tributaria risulta essere illegittima per mancati benefici degli utenti. Per questi motivi abbiamo chiesto ed ottenuto, dalla Direzione del Consorzio la cancellazione del tributo con effetto immediato”.

Intanto, stabilito che i ricorsi restano un’arma valida contro i soprusi, in attesa di soluzioni definitive e visto che non aveva prodotto nulla di tangibile la Delibera di Consiglio comunale n.26 del 15.04.2011 che, in sostanza, chiedeva l’uscita del nostro Comune dal Consorzio, per sottrarre i contribuenti locali al pagamento dell’ingiusta tassa, ad intervenire sulla questione fu l’ex Commissario straordinario Marcello Fulvi.

Questi, attraverso una lettera indirizzata al Presidente del Consorzio e all’Assessore regionale all’Agricoltura chiese, sostanzialmente, l’annullamento della debenza del tributo per gli immobili ricadenti nel perimetro urbano.

Ciò perchè gli Acerrani più volte hanno manifestato alle Amministrazioni comunali, succedutesi in questi anni, dubbi circa la legittimità dell’imponenda contribuzione, a cui gli stessi sono sottoposti dal Consorzio. “Alcune sezioni delle Commissioni Tributarie Provinciali di Caserta, di cui si allegano in copia alcune sentenze – sottolineò Fulvi – hanno annullato le cartelle di pagamento impugnate dai contribuenti”.

Lo stesso Prefetto ricordò che la legge regionale n.15/2001 stabilisce che “gli utenti tenuti all’obbligo di versamento della tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura, ai sensi della legge n.36/1994, art.14, sono esentati dal pagamento del contributo di bonifica per i servizi di raccolta, collettamento ed allontanamento delle acque meteoriche”.

Perciò il Commissario straordinario chiese di valutare la possibilità affinché, per gli immobili classificati ad uso abitativo e rientranti nel perimetro urbano, non venga applicato il contributo in questione, in quanto gli stessi già vengono tassati dal soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato (Scpa Acquedotti ndr), perchè allacciati ad impianti di depurazione comunali.

“Nel trasmettere copia della documentazione grafica (planimetrica) del perimetro urbano al Consorzio e copia della documentazione grafica relativa alla sistemazione delle infrastrutture primarie e secondarie del centro urbano – aggiunse Fulvi – si resta in attesa di conoscere le determinazioni adottate al riguardo”.

Di certo c’è che sono anni, che questo balzello è fonte del malcontento dell’intera collettività e che va ad aggiungersi agli altri tributi, che esercitano una grave pressione fiscale sui contribuenti.

Pertanto si potrebbe anche partire dall’appurare, se esista o meno una documentazione inviata dal Consorzio e richiesta dalle varie Amministrazioni comunali succedutesi, nella quale lo stesso Consorzio indichi dettagliatamente e con rilievo fotografico annesso antecedente e postumo, gli interventi di bonifica effettuati sul territorio comunale di Acerra. E allora, questa volta si arriverà, finalmente, all’annullamento degli oneri di contribuenza? Staremo a vedere.

 

Joseph Fontano

 

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