La vernice spruzzata sulla contestata pista ciclabile si sta diluendo e finisce nelle fogne

Nei giorni scorsi assurgeva di nuovo agli onori della cronaca la tanto contestata pista ciclabile, realizzata  lungo il popoloso Corso Vittorio Emanuele e causa (quantunque il Sindaco la pensi diversamente) delle proteste dei commercianti, messe in atto nelle scorse settimane nei confronti dell’Amministrazione comunale, con tanto di blocco della circolazione veicolare e rovesciamento lungo l’importante arteria stradale dei contenitori pieni di rifiuti solidi urbani. Pista ciclabile che ha comportato un’ingente perdita di spazi, in cui lasciare le auto in sosta ed altre conseguenze ad essa connesse.

Pista i cui lavori, nel mentre scriviamo, sono fermi. Da un lato a seguito dell’esposto-denuncia presentato dagli ambientalisti locali alla Procura della Repubblica di Nola, alla Polizia Municipale e all’Asl Napoli 2 Nord, secondo i quali la vernice spruzzata sull’asfalto, per delimitare la pista ciclabile e che emanava anche un odore acre, contiene una sostanza altamente tossica, il toluene. La qualcosa preoccupò molto e fece adirare residenti e commercianti.

Dall’altro perché mercoledì 30 ottobre l’Asl Napoli 2 Nord accertò che il Piano Operativo di Sicurezza della società sannita, che sta effettuando i lavori, non era stato redatto secondo i contenuti minimi del D.L.n.81/2008, non contenendo la corretta valutazione del rischio chimico con l’elenco delle sostanze chimiche utilizzate, le misure di prevenzione e protezione da adottarsi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e la corretta procedura di lavoro nell’utilizzo del macchinario denominato traccialinee. E concedeva alla ditta non più di 15 giorni, per eseguire le prescrizioni dettate con, nel frattempo, il divieto di lavorazione.

Prescrizioni a cui la ditta, sanzionata con un verbale di quasi 1800,00 euro, ha poi ottemperato. Gli ambientalisti, inoltre, chiesero all’Autorità giudiziaria, di verificare se la ditta possegga la necessaria autorizzazione regionale all’utilizzo della macchina verniciatrice. Inoltre il prodotto non poteva essere immesso in commercio ed utilizzato dalla ditta, in quanto non etichettato e sprovvisto della scheda di sicurezza. Intanto la vernice spruzzata lungo la pista in alcuni tratti è già sparita, finendo probabilmente nelle caditoie e, di conseguenza, nella fognatura comunale.

Un periodo fin troppo breve, se si pensa che è stata applicata solo alcune settimane fa. E bisognerà capire chi adesso deve farsi carico delle spese, per riapplicare la vernice, lì dove è sparita. Da comprendere anche le cause, che hanno portato alla scarso esito della tinteggiatura. Tra le probabili spiegazioni, ci potrebbe essere quella di un’errata scelta della vernice rispetto al materiale, su cui doveva essere applicata o di un’errata metodologia di applicazione.

Il tratto riservato alle biciclette, tra l’altro, ancora mancante della segnaletica orizzontale e del collaudo (come del resto l’intero Corso) è stata anche oggetto di discussione durante la seduta della Commissione consiliare Politiche del Territorio, tenutasi lo scorso 2 novembre ed in merito alla quale il Consigliere comunale Carmela Auriemma (Mov.5 Stelle) espose e fece mettere agli atti le normative dettate dal Ministero dei Trasporti, che connotano una pista ciclabile ed alle quali deve attenersi, chi la progetta e chi la realizza.

 

 

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