Evviva la cultura: essa è un’oasi nel deserto dell’ignoranza

Tra gli obiettivi che persegue quest’amministrazione comunale, c’è anche quello di promuovere e di valorizzare la cultura locale (in qualsiasi modo essa si manifesti) e le risorse umane, che la preservano o che la promuovono. Un concetto ribadito anche in occasione dell’evento denominato “Gira-Castelli” (anche se qualcuno lo definì a mezzo manifesto “Gira-Tasche”), quando nel quartiere Madonnelle si esibirono noti artisti della canzone italiana.

Manifestazioni che avrebbero dovuto far apprezzare la nostra città e le sue peculiarità anche presso altri Comuni. Anche se, a stare in giro di sera, sembra che non sia andata proprio così. E non c’è cultura, se non la si trasmette e la si condivide con gli altri. E qual è, attualmente, l’edificio (tra l’altro ristrutturato e riqualificato), simbolo e volano della cultura locale, se non il Castello dei Conti?

Eppure alcuni che lo hanno visitato, si sono dovuti limitare alla passeggiata nel giardino e a visitare il Museo della Maschera di Pulcinella.

Infatti, se del Museo della Banda Musicale ormai non c’è più traccia; se la Biblioteca comunale è stata “esiliata” in periferia; se Luca oggi è diventato zio, mentre era un bambino, quando sentì parlare del Museo Archeologico, nel quale esporre i reperti di Suessola, anche il Museo della Civiltà Contadina è da tempo inaccessibile, perchè vi sono i lavori in corso.

Ma anche se voleste affidarvi alle viscere della terra per visitare, ad esempio, il Teatro Romano, che si trova al di sotto del Castello e le cui mura, con buona probabilità, risalgono al I secolo d.C. non è possibile, perché così sarebbe stato disposto dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali.

Ma se per tali realtà culturali (allo stato solo virtuali), potrebbe esservi a parziale scusante, quella della prossima trasmissione al Comune del Piano di sicurezza o di qualche altra autorizzazione, perché tra le scomparse eccellenti del suddetto Castello, dobbiamo annoverare anche la sede della Civica Scuola di Musica intitolata al Maestro “R.Sorrentino”?

Presso questa realtà si svolgevano, gratuitamente (grazie all’opera prestata volontariamente da alcuni docenti), o previo corresponsione di una somma simbolica mensile, corsi ed attività didattiche, per insegnare a tanti ragazzi a suonare uno strumento musicale. La qualcosa, in una realtà complessa come la nostra, può rappresentare per un giovane un’occasione in più, per intraprendere una carriera da musicista.

Oltre a ciò era un luogo, dove ci si incontrava e si familiarizzava, avviando nel solco della cultura molti rapporti umani.

Ebbene, dopo oltre un anno e mezzo, in un territorio dove di certo non mancano le strutture pubbliche e dove l’ultima tappa della sua diaspora la portò nell’ex carcere mandamentale, era così difficile trovare per detta scuola un luogo, in cui allocarla e proseguire l’insegnamento dell’arte della musica agli adolescenti, in attesa di ricollocarla tra le mura del Castello?

Attività che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe proseguita solo attraverso dei “contatti” mantenuti tra gli allievi ed i docenti. Allora chiudiamo, nella speranza che qualcuno non abbia imparato, che la cultura rende un popolo facile da governare, ma difficile da ridurre in schiavitù.

 

J.F.             

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