Assolto il sottufficiale dei Vigili Urbani indagato per peculato

Non luogo a procedere per il sottufficiale della Polizia Municipale, Domenico Nuzzo, (rappresentato dall’avvocato di fiducia Domenico Paolella), per il quale il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Nola, Arturo De Stefano, titolare del delicato fascicolo d’indagine, aveva chiesto il rinvio a giudizio per l’ipotesi di reato di peculato d’uso e notificato al Comune in data 10.09.2018.

Alcuni mesi fa per lo stesso Maresciallo vi era stata l’archiviazione per l’ipotesi del reato di concussione, senza trovare l’opposizione della parte lesa. Le motivazione della decisione del Giudice per le Udienze Preliminari, Sebastiano Napolitano, assunte il 19 novembre scorso, saranno depositate nei prossimi giorni. Il dispositivo veniva letto dal Gup al termine dell’udienza camerale.

Ora la vicenda può considerarsi del tutto conclusa. Al sottufficiale, nei cui confronti l’amministrazione comunale si era costituita in giudizio, attraverso la Delibera di Giunta comunale n.134 del 13.09.2018 e la nomina del legale rappresentante dell’Ente; che già il 21 giugno scorso si era presentato dinanzi ai componenti dell’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari, non resta altro da fare, che acquisire gli atti e procedere per il reato di calunnia contro chi, nel dicembre 2017, aveva avanzato precise accuse contro di lui. Ossia di essersi recato, in data 11.12.2017, in un esercizio commerciale del posto, che si trova in un quartiere periferico cittadino (unitamente ad un suo collega) e di aver caricato a bordo dell’auto di servizio due sacche di pellet (così come era stato originariamente contestato all’ex indagato).

In realtà dalla visione delle immagini acquisite e visionate dai Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna e che sono parte integrante dell’inchiesta, emerse che l’auto dei caschi bianchi, dopo essere rimasta in quel luogo poco più di tre minuti, si allontanò senza nulla a bordo e che il Maresciallo sarebbe poi tornato presso la rivendita di pellet solo il giorno successivo, con la propria auto e fuori dall’orario di servizio, facendosi caricare a bordo della vettura alcuni sacchi del materiale che, da quanto era trapelato, facevano parte di una fornitura, che l’azienda denunciante avrebbe venduto mesi prima ad un congiunto dell’ex indagato.

La realtà dei fatti, nonostante un avviso di conclusione delle indagini preliminari ricevuto in data 25.05.2018, è venuta alla luce nel corso di dette indagini. Dinanzi a queste novità, l’originario capo d’imputazione a carico del 60enne sottufficiale, vicino alla pensione e che aveva rispedito al mittente ogni accusa, chiarendo documentalmente ogni contestazione, ha perso ogni forza.

Già prima dell’estate era nell’aria il non luogo a procedere nei confronti dell’agente di polizia giudiziaria, che rischiava o una sospensione temporanea cautelativa dal servizio o il licenziamento.

Nei mesi scorsi, su autorizzazione del Pubblico Ministero, il legale di fiducia del sottufficiale diede inizio alle indagini difensive ed al termine delle stesse chiese l’archiviazione.

L’inchiesta, iniziata in pieno inverno, fu affidata ai Carabinieri i quali, oltre a raccogliere la denuncia della presunta parte lesa, provarono a raccogliere nuovi ed importanti elementi investigativi, scaturita sulla scorta della segnalazione di due persone, che avrebbero raccontato più di qualche episodio di concussione, che alla fine non ha trovato i necessari riscontri.

 

Nino Pannella

 

 

 

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