Commercio, tensione alle stelle per la pista ciclabile. Ma a pedalare forte è la crisi

Che il commercio locale attraversi una grave crisi, soprattutto economica e che ci sia assoluta necessità di iniziative, da mettere in atto a favore degli esercenti, lo abbiamo rimarcato più volte in questi anni. Un’attività commerciale ormai al collasso (nel centro storico ad esempio, sono decine gli esercenti che hanno definitivamente abbassato la saracinesca) e per svariati motivi (grande distribuzione presente ormai anche sul perimetro urbano cittadino; eccessivo carico fiscale; danni causati dalla criminalità dilagante; parcheggi a pagamento, con tanto di strisce blu; drastica riduzione dei clienti; mancato recupero del tessuto urbano, ecc.). Sono queste le motivazioni principali che, a dire dei negozianti, hanno inciso profondamente sul crollo della spesa cittadina.

Ma in questi giorni si stanno vivendo momenti di grande tensione tra i commercianti (o almeno una parte di essi) e gli amministratori cittadini, non solo a seguito dell’attività di controllo del territorio (che rientra tra i propri compiti), posta in essere da parte del personale della Polizia Municipale e della Polizia di Stato, ma anche per le due new entry, che si abbattono sul commercio inteso in senso lato.

Da una parte la frenesia di dipingere di blu tante strade cittadine, comprese quelle lontane dal centro cittadino, quali via Venezia, via De Gasperi, via San Francesco d’Assisi o l’area del Parco Urbano sito nello Spiniello (spesso senza lasciare il corrispettivo, previsto dalle normative vigenti, di stalli di sosta bianchi) e, dall’altro, il percorso ciclabile creato lungo il popoloso Corso Vittorio Emanuele.

L’impossibilità di poter sostare su un intero lato del Corso e la conformazione dei marciapiedi del lato opposto, dov’è prevista la solita sosta a pagamento innescavano, nei giorni scorsi, le dure proteste ed i malumori degli esercenti del corso ma anche di alcuni clienti nei confronti dell’Amministrazione comunale targata Lettieri (quella riconfermata a furor di popolo l’11 giugno 2017).

“Se occorre combattere contro chi, con il suo modo di amministrare, toglie il pane dalla bocca dei miei figli, io sono pronto – diceva e scriveva sul proprio profilo facebook uno degli esercenti del Corso -. Ora che stavamo per riprendere il nostro ritmo di lavoro, dopo mesi di cantieri stradali, arriva la pista ciclabile, tra l’altro tanto larga, da farci transitare un pullman”.

“Dove devono sostare i mezzi dei nostri fornitori – si chiedono gli altri commercianti dell’importante arteria stradale – per consegnarci le merci, visto che gli spazi sono tutti occupati? E poi, quando si trattava di eseguire i lavori a strade e marciapiedi, questi venivano effettuati di giorno. Ma per i cordoli della posta ciclabile, si è lavorato di notte!!”.

E, dopo aver sottoposto a censura le frasi del gestore di un noto bar-pasticceria dello storico corso, questi dichiara: “Ho perso circa il 20 % dei miei introiti in pochi giorni, poiché le persone non hanno la possibilità di sostare la propria vettura. Una simile situazione la si è vissuta a Frattamaggiore, dove dopo una dozzina di giorni tali strutture sono state smantellate”.

E mentre qualcuno ci segnala che i cordoli gialli sono stati allocati anche su tombini e caditoie, qualcun altro evidenzia che, anche chi deve recarsi in farmacia o all’Asl, trova difficoltà. Insomma, un mix esplosivo, di cui fanno parte anche i suddetti controlli degli organi preposti a quelle attività, che con sedie, tavolini ed installazioni varie occupano, senza autorizzazione, il suolo pubblico (con particolare riferimento ai marciapiedi) o che espongono all’aperto prodotti alimentari.

In alcuni casi i poliziotti municipali hanno agito unitamente al personale dell’Asl, elevando il relativo verbale, denunciando penalmente il commerciante, sottoponendo a sequestro i prodotti esposti e facendo prelevare gli stessi con appositi automezzi.

Nel caso di presenza di tavoli e sedie all’esterno delle attività (bar, grafferie, yogourteria, pizzerie, sale giochi, ecc.) alcune di esse hanno toccato ormai quasi quota dieci verbali elevatigli. Ed ogni verbale elevato ammonta a 169.00,00 euro.

 

J.F.

 

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