Tre avvisi di conclusione delle indagini per truffa ai danni dell’assicurazione

Notificato, nei giorni scorsi, l’avviso della conclusione delle indagini preliminari, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, nei confronti di R.P. di 50 anni; di M.S. di 40 anni, entrambe residenti ad Acerra e di D.T. di 52 anni. Indagate, le prime due per aver, in concorso tra di loro, in qualità di presunte parti danneggiate e richiedenti il risarcimento e l’altro, in qualità di testimone, che ha già deposto nella causa civile dinanzi al Giudice di Pace di Nola, dichiarato il falso sulle domande oggetto dei capi di prova e, in generale, sul sinistro dedotto nell’atto di citazione e nella comparsa di intervento volontario.

Il tutto, al fine di far conseguire indebitamente un indennizzo alle due donne per danni alle rispettive autovetture, a seguito della denuncia alla compagnia di assicurazione “Sara spa” di un sinistro, che si sarebbe verificato ad Acerra il 24 dicembre del 2010 (ma che, in realtà, non è mai avvenuto), dopo aver fatto pervenire una lettera di messa in mora ed aver azionato la causa civile (la prima con atto di citazione e la seconda, spiegando intervento volontario) dinanzi al suddetto Giudice di Pace, hanno svolto la prova testimoniale con l’intervento dell’uomo, quale testimone della parte attrice, il quale ha deposto il falso relativamente alle circostanze oggetto dei capi di prova, atteso che il sinistro non si era mai verificato.

In particolare il 52enne testimoniava che il giorno della Vigilia di Natale del 2010, si trovava in auto con il marito della signora di 50 anni e procedeva lungo via dei Mille quando, all’improvviso, nel senso di marcia opposto proveniva un’altra vettura, una “Opel Astra”, che sbandava ed urtava l’auto, sulla quale essi viaggiavano. Ne restava danneggiato lo specchietto laterale e graffiata la carrozzeria. Oltre a ciò l’auto fuori controllo finiva poi per urtare una seconda auto in sosta (quella della 40enne).

Inoltre il 52enne aggiungeva che il conducente dell’auto, un giovane sui trent’anni, di corporatura grossa, che si era reso responsabile dell’incidente, dopo essere sceso dall’auto, aveva egli stesso fornito i dati necessari e gli estremi dei propri documenti.

Salvo poi ripensarci e strappare di mano al danneggiato i documenti forniti. Il Pubblico Ministero, ascoltate altre parti del racconto reso nell’aula di Tribunale, farcito di una nutrita serie di circostanze tutte inventate, non impiegava molto tempo a comprendere che, chi aveva impostato questa storia improbabile, aveva commesso il fatto con l’aggravante di conseguire il profitto del delitto di frode assicurativa (per il quale non è stata proposta querela nei termini di legge).

Gli indagati hanno adesso venti giorni di tempo, dalla data della notifica del provvedimento giudiziario, per presentarsi spontaneamente per rendere dichiarazioni o per essere sottoposto ad interrogatorio o presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad eventuali indagini difensive svolte. Dal dibattimento non emergeva che vi fosse stato l’intervento delle Forze dell’Ordine a seguito del sinistro stradale, né che lo stesso fosse stato richiesto dalle persone rimaste coinvolte, nessuna delle quali aveva riportato ferite o lesioni tali, da richiedere l’intervento del personale sanitario.

 

Joseph Fontano

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