Il Consiglio comunale vota compatto sul ricorso al Tar contro la società “Eco.Drin”

La questione Eco.Drin, dunque, incardinata in una discussione sulle politiche ambientali, portava alla stesura e all’approvazione di un documento unitario, votato all’unanimità dei presenti e nato a seguito di un’ampia discussione svoltasi nella Pubblica Assise dello scorso 30 ottobre (di cui riferiamo nella pagina accanto). Documento che termina, tra l’altro, con la richiesta di adire le vie legali contro la società sopra citata, presentando ricorso al Tar Campania.

Ecco di seguito il testo del documento licenziato dal Civico consesso. “Il Consiglio Comunale premesso che: in data 09/10/2013, la Regione Campania con Decreto Dirigenziale n.179 ha approvato il progetto presentato dalla società Eco Drin srl per un impianto di gestione di rifiuti pericolosi e non pericolosi sito in Acerra zona ASI località Pantano; preso atto che la Conferenza dei Servizi, espletata in Regione sulla questione Eco.Drin. ha visto esprimere parere contrario del Comune di Acerra per le motivazioni contenute a verbale, mentre la stessa si è determinata favorevolmente per il rilascio dell’approvazione del progetto impianto di gestione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi.

Considerato che l’impianto di gestione rifiuti pericolosi e non pericolosi sito in zona Asi va ad aggiungere al nostro territorio un’ulteriore azienda di smaltimento rifiuti e pertanto inquinante. Il territorio del Comune di Acerra ha porzioni, più o meno ampie, con un inquinamento sopra il limite previsto da legge, cosi come dalla relazione Arpac.

Ravvisato che il Comune nell’articolazione del Consiglio comunale deve respingere con forza l’indirizzo che sta assumendo la zona Asi in virtù di un disegno politico che parte dai tempi di Bassolino, dove si pensa di far diventare Acerra “La pattumiera della Campania”. Per le considerazioni sopra esposte viene meno la battaglia ambientale, che sta sostenendo con forza quest’amministrazione sulla necessità di richiedere in tutte le sedi le bonifiche ed i ristori ambientali, che Acerra ormai chiede da tempo. Forte è la paura dei cittadini, che ormai vedono nell’inquinamento ambientale la prima causa di mortalità per tumori. Nel corso del Consiglio comunale odierno, sentita la relazione del Dirigente comunale del servizio ambiente, che riscontrata la nota della commissione ambiente che ci sono elementi per impugnare l’atto davanti al Tribunale entro il 19 novembre 2013. Preso atto che sono già pervenuta al Comune le richieste di autorizzazione di altre aziende di rifiuti (Italambiente, Atr ecc.).

Tutto ciò premesso da indirizzo ai Dirigenti competenti di avviare il ricorso in opposizione, per i motivi già indicati nella su esposta istruttoria ed agli atti del procedimento, avverso il decreto dirigenziale indicato in premessa; ai Dirigenti competenti di proporre contemporaneamente ricorso giurisdizionale avverso il medesimo decreto dirigenziale, per le motivazione espresse in sede di Conferenza di Servizi dal Comune di Acerra; di stipulare con l’Asi un protocollo d’intesa, che disciplini il rapporto tra il Suap del Comune e l’Asi di Napoli, volto ad ottenere il rispetto della competenza in capo al Comune della titolarità del procedimento autorizzatorio e, nelle more di ciò, da indirizzo all’ufficio comunale di non rilasciare titoli edili e\o autorizzazioni.

Il Consiglio Comunale altresì ribadisce la volontà che sull’intero territorio del Comune non debbano insediarsi, né ampliarsi aziende di trattamento e smaltimento di rifiuti, che possono incrementare l’inquinamento sul territorio. Di chiedere all’Asl di competenza di partecipare alle Conferenze dei Servizi ed esprimere il proprio parere e di concludere quello già chiesto e non espresso nella Conferenza di Servizi, da cui scaturisce il Decreto dirigenziale regionale sopra indicato. Di trasmettere il presente documento alla Regione Campania settore provinciale ecologia, tutela ambiente e disinquinamento protezione civile; alla Provincia, all’Arpac, al Consorzio Asi, all’ATO n.2, all’Asl Na2 Nord ed al referente tecnico dell’Università degli studi di Napoli Parthenope Prof.Ciotti”.

Ad accendere la discussione era ancora il Consigliere Tardi, che diceva: “Il Dirigente all’Ambiente evidenzia una serie di anomalie nell’autorizzazione rilasciata alla Eco.Drin, che sarà la chiave di apertura di aziende simili sul nostro territorio. In Regione è pronta una delibera di bonifica dei terreni di Giugliano e non di Acerra. Ed i rifiuti pericolosi di Giugliano arriveranno ad Acerra, per essere trattati e smaltiti, visto che i codici coincidono. Ecco perché è necessario il ricorso al Tar”.

Intanto il Mattino dello scorso 6 novembre pubblicava una lettera recante la firma dell’amministratore della Eco.Drin, in cui lo stesso scrive che “la società Eco.Drin, che gestirà l’impianto, è stata costruita con regolare permesso in zona Asi e non svolge il trattamento né tantomeno lo smaltimento dei rifiuti, ma è abilitata allo stoccaggio del materiale, come da decreto dirigenziale dell’ottobre 2013 e al solo trasporto dell’amianto”.

Ti potrebbero interessare i seguenti articoli

eXTReMe Tracker