Per non dimenticare

Si avvicina la data di scadenza delle elezioni amministrative, previste per la prossima primavera ed in città si registra già un certo fermento. Con ritmo frenetico personaggi noti della politica locale si accingono a contattare il prescelto di turno, da inserire nelle liste per la candidatura al Consiglio Comunale (il quale difficilmente verrà eletto) e a riaprire le proprie sedi di partito, opportunamente (per loro) chiuse all’indomani delle elezioni amministrative del 2009 che, ricordiamolo,  videro affermare la coalizione ibrida del centro sinistra e l’investitura a Sindaco di Tommaso Esposito.

L’attenzione degli addetti ai lavori è focalizzata sui proclami di campagne tesseramento e/o probabili congressi cittadini dei partiti di destra, sinistra e centro, al termine dei quali emergerà soltanto la supremazia del gruppo politico vincente sull’altro, ma di temi da affrontare sulla risoluzione delle problematiche locali o su quali iniziative porre in essere per lo sviluppo economico del paese, neanche un minimo accenno. Proviamo, allora, a tentare di spostare l’attenzione su argomenti che stanno più a cuore agli acerrani ma, soprattutto, facendo esercizio di memoria, focalizziamola su quali siano stati gli errori del passato. Acerra, una città a vocazione agricola, ha subito un ventennio e oltre di martirio, che l’hanno radicalmente trasformata e depauperata delle sue radici e culture.

La devastazione del territorio causata dall’illecita attività di ecomafie, la programmazione del nostro territorio dalle istituzioni sovra-comunali (di destra e di sinistra) fin dall’Amministrazione Verone e le ordinanza di divieto di coltivazione emanate dal Sindaco Marletta, hanno compromesso seriamente la produzione e il buon nome dei prodotti agricoli nostrani che, con il duro lavoro dei contadini, unito alla fertilità delle nostre terre, si erano guadagnati il marchio DOP. Il blocco delle concessioni edilizie dal gennaio 2005, la mancata approvazione del Puc, gli onerosi ed iniqui balzelli, che ancora gravano sugli acerrani, il trasferimento di fondi destinati alla ristrutturazione delle scuole in favore del rifacimento del manto stradale di via Brescia, i buoni spesa distribuiti ai meno abbienti da utilizzare nella grossa distribuzione a danno dei commercianti locali hanno, poi, inferto il colpo mortale all’economia locale, già provata dalla crisi economica contingente.

Una Shoah tutta acerrana perpetrata negli anni, continuata anche dall’ultima Amministrazione Comunale, col Sindaco Esposito costretto nelle vesti di Primo Levi. Ciononostante numerosi manifesti delle varie forze politiche, colmi di declamazioni quali “i partiti al servizio della collettività”, “vicini agli acerrani”, “per il bene comune”, appaiono in città, nel tentativo di coinvolgere ed orientare l’elettore verso l’uno o l’altro partito. Forse sarebbe bastato un manifesto di scuse. Certo, peggio della politica c’è l’anti-politica. Ma ciò non significa che chi, designato da un partito, ha amministrato Acerra negli ultimi anni ed abbia operato nel modo corretto. E di certo non è un requisito da sbandierare ai quattro venti. Forse, anziché responsabilizzare i partiti, bisognerebbe puntare il dito verso il sistema politico degli ultimi 20 anni, verso gli uomini che, fedeli seguaci della filosofia Scilipotiana, hanno governato Acerra alternandosi da destra a sinistra, non disdegnando il centro e hanno compromesso le sorti del popolo acerrano.

Oggi più che mai c’è bisogno di far emergere nuovi volti, nuove energie, che sappiano mettere in campo proposte concrete, nuove idee di sviluppo economico e sappiano utilizzare meglio il denaro pubblico e che diventino la nostra ancora di salvezza.

Pino Telesco

Ti potrebbero interessare i seguenti articoli

eXTReMe Tracker