Tar Campania: si può edificare in zona “R”- di Rispetto

L’ultima sentenza del Tar contraria al Comune che abbiamo letto, in ordine di tempo, è la n.16517/2010 emessa dalla III sezione del Tribunale Amministrativo della Campania, presieduta dal Dr.Saverio Romano, e successiva al ricorso n.1488/2009, proposto dalla sig.ra Antonietta Palladino, rappresentata e difesa dall’Avv.Lipani, per l’annullamento del provvedimento del Dirigente della VI Direzione del Comune di Acerra, recante il diniego di rilascio di permesso di costruire di un edificio per la trasformazione di prodotti agricoli con annessa abitazione e di ogni altro atto presupposto, connesso e/o conseguente e del preavviso di diniego del 7.10.2008. I fatti.

L’istante, coltivatrice diretta, proprietaria di un appezzamento di terreno alla Contrada “Capomazzo”, impugnava dinanzi al Tar Campania il provvedimento dirigenziale di diniego di rilascio di permesso di costruire, richiesto in data 2.11.2007, inteso alla realizzazione di un edificio per la trasformazione di prodotti agricoli e di un alloggio per il custode con la motivazione che “secondo le previsioni grafiche del P.R.G. e le norme tecniche di attuazione, le opere di cui all’oggetto ricadono in zona R (di Rispetto), dove è vietata ogni costruzione anche se a carattere provvisorio”.

Dalla sentenza emessa dall’organo giurisdizionale campano si evince che la ricorrente specifica che la fascia di rispetto stradale, a cui si riferisce il diniego, non varrebbe ad impedire la parte edificatoria, atteso che il progetto proposto ricadrebbe esattamente in una parte del terreno della signora, non interessato dalla fascia di rispetto stradale. Il Comune non si costituiva in giudizio.

“Il ricorso si presenta fondato e meritevole di accoglimento – scrive il Giudice – per la censura sostanziale, sopra sintetizzata, in virtù della quale l’inclusione della particella catastale nel vigente Prg comunale in zona di rispetto stradale, stabilita ai sensi del Codice della Strada, così da impedire ogni utilizzazione edificatoria anche della residua porzione, che si pone al di fuori di tale fascia di rispetto.

Orbene, premesso in fatto che può considerarsi acquisita la deduzione di parte ricorrente, secondo cui il progettato edificio ricadrebbe al di fuori della suddetta fascia di rispetto, in una parte del terreno non interferita dalla presenza della struttura viaria (tesi prospettata adeguatamente in atti con puntuali riferimenti e non avversata in alcun modo dal Comune, che non si è costituito in giudizio), ne consegue in diritto in accoglimento della tesi di parte attrice, che deve optarsi, tra le due soluzioni interpretative (quella comunale che estende il vincolo oltre l’utilità della fascia di rispetto stradale e quella di parte ricorrente, che lo circoscrive nei limiti del Codice della Strada), per quella meno invasiva ed imitatrice della proprietà privata, secondo i noti principi di proporzionalità e di minimo mezzo (Consiglio di Stato sentenza n.253/2005 ecc.).

Per  le ragioni esposte – concludeva il Collegio giudicante – il T.A.R. accoglie  il ricorso dell’istante; annulla il diniego del permesso di costruire; condanna il Comune al pagamento delle spese processuali, da liquidarsi in euro 1500,00 ed ordina che la sentenza sia eseguita dall’Autorità Amministrativa”.

 

Joseph Fontano

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