Permessi di costruire: piovono ancora ricorsi al Tar e diffide contro il Comune

Mentre si attende che l’amministrazione comunale targata Esposito informi la cittadinanza sulle decisioni che vuole assumere in relazione al Piano Urbanistico Comunale (ex P.R.G.), approvato con Delibera di Giunta dalla passata amministrazione cittadina, è ancora la tematica delle concessioni edilizie non rilasciate dal Comune a tenere banco. In merito ai permessi di costruire, sono ormai tantissimi i ricorsi inoltrati dai cittadini contro l’Ente di Viale della Democrazia. Cittadini che battagliano attraverso i propri legali contro l’ostruzionismo del Comune, considerato anzi inadempiente verso le ragioni addotte dal cittadino richiedente.

Concessioni che, almeno in alcuni casi, sono state ottenute attraverso la via del Commissario ad Acta, nominato dall’Amministrazione provinciale. In alcuni casi le centinaia di richieste di costruire protocollate in questi anni ed alle quali spesso il Comune non ha risposto, hanno prodotto una serie di contenziosi aperti con l’Ente comunale ed inoltrati alle autorità competenti. Senza contare le moltissime sentenze del Tar contrarie al Comune soccombente e di cui abbiamo dato pubblicazione in questi anni, con tanto di risarcimento economico delle spese legali sostenute a favore dei ricorrenti. I preavvisi di diniego da parte del Dirigente comunale all’Urbanistica, Arch.M.Santoro, sono intanto proseguiti anche con l’avvento dell’attuale amministrazione, che con Decreto sindacale ha confermato l’incarico al tecnico fino al 31 marzo 2013.

I dinieghi causano atti di diffida, a provvedere alle richieste da parte dei cittadini richiedenti i permessi di edificare non solo contro il suddetto Dirigente, ma anche contro il Sindaco ed il Segretario generale. Dalla lettura di alcune diffide si evince che la richiesta avanzata riguarda la realizzazione di civili abitazioni in vari punti del territorio urbano e che, nonostante le ripetute sollecitazioni e gli anni trascorsi dalla richiesta, l’amministrazione omette di pronunciarsi in merito alla stessa.

Ecco perché gli istanti avvertono che “ove l’inerzia perdurasse, non esiteranno ad adire le vie legali, ivi comprese quelle risarcitorie e penali”. Una serie di contenziosi che, alla fine, arrecheranno danni alle casse comunali, visto che gli aventi diritto ad edificare potranno richiedere al Municipio i danni morali e materiali subiti. Tra le motivazioni dei dinieghi addotte dal Dirigente, ci sono: aree, nelle quali ricade l’intervento previsto, non sufficientemente urbanizzate (come nel caso dei permessi di costruire richiesti a febbraio 2007 per via De Gasperi e per via Serao, che si trova a pochi metri dal Comune) e decadenza alla data del 12.12.2004 dei piani particolareggiati delle zone C (la qual cosa contrasta con quanto da lui stesso scritto in passato e da noi riportato).

Tant’è che il tecnico-progettista delle richiedenti (quello solito), nella risposta definita illegittima al preavviso di diniego del Dirigente, fa rilevare che: “la zona è sufficientemente urbanizzate, tant’è che sono stati rilasciati regolari permessi di costruire in lotti contigui e nelle immediate vicinanze del lotto in causa”; che “il progetto è conforme allo strumento urbanistico, regolamento edilizio e relative norme tecniche del piano particolareggiato” e che “il piano particolareggiato dev’essere attuato nel tempo massimo di 10 anni. Decorso il termine di attuazione, resta valido a tempo indeterminato”.

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