Istituito dall’Amministrazione cittadina l’Osservatorio Ambientale comunale

Erano il Sindaco Esposito e l’Assessore all’Ambiente P.Marangio, attraverso una nota, ad annunciare l’istituzione dell’Osservatorio Ambientale comunale. “Nella seduta del 21 luglio scorso – recitava il comunicato – la Giunta comunale, non appena gli atti lo hanno consentito, ha istituito l’Osservatorio comunale. Il Comune si dota di una struttura tecnico-scientifica di alto profilo, con la funzione di supportare e coadiuvare gli organi comunali nelle valutazioni connesse alle vicende del termovalorizzatore di Acerra e complessivamente sullo stato dell’ambiente, con la funzione di proporre anche le iniziative e le misure conseguenti”.

L’organo si articolerà in tre componenti, nominate dal Sindaco. Saranno scelti tra esperti delle Scienze e del Diritto Ambientale, Medicina ed Epidemiologia provenienti dall’Università e dal mondo della Ricerca scientifica, da amministrazioni pubbliche con competenze in materia, da enti di ricerca riconosciuti, da aziende sanitarie locali e dal mondo delle professioni.

“Le problematiche ambientali – spiegava il primo cittadino – hanno assunto, nel corso degli anni, una rilevanza primaria per il sano ed equilibrato sviluppo della comunità ed in particolare l’ambito d’azione istituzionale, amministrativa e politica più significativa nella difesa e salvaguardia della più importante risorsa di Acerra, ossia il territorio. L’Amministrazione sta ponendo in essere tutte le iniziative indispensabili, per dare ai cittadini le certezze e le risposte attese, pur nella consapevolezza che i grandi obiettivi, che si intendono conseguire, dipendono dalla complessiva azione  amministrativa e tecnica di altri organi dello Stato e di altri enti territoriali, in particolare la Regione Campania. Se ad Acerra si sta operando, è giunto il momento che anche a Roma e a Napoli si agisca, non solo attraverso i tagli ai fondi necessari”. Intanto, alla notizia della riduzione periodica delle tonnellate di rifiuti giornaliere bruciate dal termodistruttore che, a fronte delle 60mila tonnellate, che può bruciare in un mese a giugno, ad esempio, ne aveva incenerite solo 35.661, rispondeva il Generale Morelli, responsabile dell’unità operativa e della struttura di stralcio, il quale specificava che “periodicamente qualche linea si ferma per la necessaria manutenzione, visto che si tratta di un impianto dalla tecnologia sofisticata come quella di un aereo”.

La prima delle tre linee fu avviata il 26 marzo del 2009. La seconda e la terza rispettivamente il 2 e l’8 maggio 2009. Superata la fase di avviamento e di messa a punto, dal 14 settembre 2009 l’impianto è pienamente operativo, capace di produrre energia dallo smaltimento di circa 2 mila tonnellate al giorno di rifiuti tritovagliati negli impianti Stir, per una totale di 600 mila tonnellate all’anno.

Circa il pagamento dell’inceneritore, intanto, l’eurodeputato Andrea Cozzolino contesta la decisione di farlo pagare alla Regione, prelevando i soldi dai fondi Fas, che sono destinati allo sviluppo e dichiara: “Grazie al maxiemendamento alla legge finanziaria, approvato in Senato, l’acquisto del termovalorizzatore da parte della Regione, che pagherà 355 milioni di euro ad Impregilo, sarà finanziato con fondi Fas regionali e non più con fondi nazionali. E’ troppo chiedere una discussione pubblica su una scelta simile? O che si spieghi com’è stato fissato quel prezzo e quale sia il valore strategico di tutta l’operazione?”.     

 

Angelo Rega

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