Inceneritore: accordi non ancora rispettati e niente soldi al Comune

Riprendiamo le pubblicazioni riservando, anche questa volta, grande risalto alla tematica ambientale. Ed è il quesito, posto con sempre maggiore frequenza dalla collettività, a riproporre alla nostra attenzione l’inceneritore o termovalorizzatore, che dir si voglia, al di là delle legittime preoccupazioni che l’attività dello stesso può avere sulla nostra salute.

Il quesito ricorrente è relativo ai vantaggi economici e non solo, che l’impianto del Pantano doveva arrecare all’intera comunità locale, ma che fino ad oggi non si sono visti. Il riferimento specifico è al “ristoro” economico, ossia alle somme che doveva ricevere il Comune di Acerra, a seguito dell’approvazione dello schema di protocollo d’intesa tra il Comune stesso, nella persona dell’allora Commissario prefettizio L.Latella e la struttura del Sottosegretario di Stato per l’emergenza rifiuti, come si evince dalla Deliberazione del Commissario n.15 del 26 marzo scorso. Lo stanziamento garantito al Comune fu di 3,2 milioni di euro all’anno. Una somma contestata dall’ex Assessore A. Perotti, che non esitava a mostrare una lettera (da noi già pubblicata tre anni fa), che la Fibe inviò al Comune a febbraio 2003. Nella missiva, firmata dall’allora responsabile della gestione utenti della società costruttrice dell’inceneritore, S.Asprone, si invitava il Comune a comunicare le coordinate bancarie per accreditare le somme maturate per il ristoro ambientale. Oltre 6 milioni e 308 mila euro che il Comune avrebbe dovuto introitare solo per il 2002, ma che non sono mai giunti nelle casse dell’Ente di Viale della Democrazia e che potevano essere spesi in opere di pubblica utilità.

Adesso, visto che anche gli altri punti del suddetto accordo non hanno trovato esecuzione, compresi quelli inerenti alla tutela e bonifica ambientale e quelli sottoscritti ad agosto del 2009 dall’attuale Vicesindaco e che prevedevano per il nostro Comune un ristoro pari a 16 milioni e 200 mila euro, è stato il Segretario generale del Comune, nonché Dirigente dell’Ufficio Ambiente, Dr.ssa Maria Piscopo, a scrivere al Ministro dell’Ambiente, On.S.Prestigiacomo, avanzandole una richiesta di incontro immediato.

“Si rammenta che il Comune di Acerra – si legge nella missiva del Dirigente – a seguito della presenza sul territorio del termovalorizzatore, ha stipulato un Accordo di Programma con il Ministero dell’Ambiente ed il Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, teso ad una serie di interventi, aventi come obiettivo principale la bonifica del territorio e la restituzione dello stesso alla sua antica vocazione agricola. Purtroppo l’accordo, nonostante continue richieste di aiuto inoltrate da questa comunità ed allegate alla presente, è rimasto inevaso. Anzi, su un territorio altamente martoriato, inquinato, come risulta da indagini svolte da vari Organi quali l’Arpac, il Commissario per l’Emergenza Rifiuti, il Corpo Forestale, le aziende ad alto impatto ambientale continuano a fare richiesta di insediamento produttivo presso le sedi regionali e ad ottenere le dovute autorizzazioni, senza che in tale sede venga presa in considerazione una valutazione complessiva di rischio ambientale.

Al fine di arginare questo disastro – prosegue la lettera – che continua a perpetrarsi ai danni dei cittadini, il Comune ha richiesto all’Arpac con la convocazione di una Conferenza dei Servizi in data 15.09.2010 una rivalutazione delle CSC presenti nelle matrici ambientali in zona Asi, finalizzata ad una regolamentazione degli insediamenti produttivi sul territorio, compatibilmente con il rischio di inquinamento ambientale”. Da qui l’appello al Ministro del rispetto integrale dell’Accordo di Programma e di una maggiore attenzione alla grave realtà locale, con l’assunzione degli interventi necessari.

Una lettera che precedeva di qualche giorno le dichiarazioni del Consigliere Di Fiore, il quale affermava: “L’inettitudine e l’incapacità amministrativa dell’amministrazione Esposito sulla vicenda inceneritore e sulle politiche ambientali travolgerà il futuro degli acerrani e la stessa salute pubblica. E’ necessario combattere l’inquinamento, difendere la salute degli acerrani, inserire l’inceneritore nel quadro di uno sviluppo strategico del territorio locale, porre con dignità e coraggio il problema dei benefici e ristori alla popolazione. Sul punto il Sindaco ha accumulato responsabilità gravissime. Infatti solo per sua responsabilità Acerra è abbandonata a sé stessa, mentre il Comune non elabora progetti, non ha proposte e non è capace di pensare al futuro”.

E che incrociava la questione legata alle emissioni in atmosfera e l’esposto presentato il 2 luglio scorso dal Coordinamento regionale rifiuti della Campania alla Procura di Napoli ed alla richiesta all’Arpac di visionare i dati delle emissioni dal camino dell’impianto e delle polverii sottili relativi al 2009/2010 fino ad oggi, avendo già acquisito quelli delle centraline allocate sul territorio. Intanto l’impianto in questi giorni ha funzionato a scartamento ridotto: una linea si è fermata per uno stop improvviso, su cui hanno lavorato i tecnici, l’altra si è fermata per manutenzione ordinaria. Una situazione definita grave dalla stessa struttura stralcio, guidata dal Gen. Morelli, mentre il Consigliere provinciale T.Sodano dichiara che “nelle scorse settimane si sono fermate due linee per la presenza di crepe nelle caldaie, con uno stop anche alla terza linea”.   

Antonio Puzone

You May Also Like

About the Author: Redazione

eXTReMe Tracker