Il ricordo degli amici di sempre

“Hai segnato e corretto il nostro tempo – hanno scritto, nel ricordare Raffaele, Salvatore Pacilio e Vincenzo Pulcrano – il dolore ora è ovunque nella memoria di chi ti ha conosciuto. Ogni istante abbiamo assaporato la tua amicizia, disponibilità e cordialità. Con questa tua momentanea assenza avvertiamo buio e solitudine, ove il sentimento non ha né colore, né sensazioni. Piangiamo in silenzio…mentre il tempo si è fermato. Ciao Raffaele”.

Vincenzo Siciliano, invece, (in arte Schiattarelli) all’amico Raffaele scrive: “A via Trieste e Trento, in una casetta piccola, c’era un’attività che aggiustava orologi, lavorava il mestiere di artigiano, lo faceva con onestà e passione. Quando entravi e dicevi: Raffaele, vedi questo orologio, si può riparare? Lo guardava, lo mirava, si metteva la lente d’ingrandimento e ti diceva subito: quest’orologio si deve buttare, oppure vale la pena ripararlo. Raffaele tu con queste mani e con questi ferri del mestiere sei l’arte dell’orologio. Ne hai salvato tanti, quelli vecchi e nuovi e adesso vivono ancora grazie a te, continuano a fare tic tac, le lancette girano, passano i secondi, i minuti, le ore. Adesso soltanto tu ti sei fermato. Il tuo cuore non batte più ed è come l’orologio che si è rotto e che non si poteva riparare. E tu come l’orologio ti sei fermato”.

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