Ho scelto di ricordalo così

Poche, ma sincere le parole che qui esprimo, per ricordare l’amico Raffaele, l’uomo del tempo, com’ebbe a definirlo un collega giornalista. Il centro storico cittadino, dov’è ubicato quel luogo, piccolo nelle dimensioni, ma grande nella vitalità, sarebbe ancora più desolante, se non vi aleggiasse il ricordo di un maestro dell’orologeria, che ormai non aveva più segreti per lui.

L’essermi armonizzato con la saggezza e la magicità che promanano dalla “riserva indiana”, animata da icone, musiche ed oggetti appartenenti ai pellerossa d’America e da Aquila Nera, come talvolta amava farsi chiamare Raffaele, mi permette di conservare integro e chiaro e non stemperato dal tempo il ricordo di un galantuomo, di una persona più unica che rara. E bene fa Salvatore Pacilio, a voler preservare, con chiunque voglia aderire, quel piccolo-grande luogo, che custodisce tanti momenti della vita di Raffaele, eterno innamorato della libertà. E, secondo voi, cosa potevo spesso regalare a colui, che ridava la vita agli orologi, facendogli fare di nuovo tic tac? Una confezione di tic tac, ovviamente.

Ciao Raffaele, alla fine sei diventato anche tu come il tempo: non finisce mai.

 Joseph Fontano

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