Le multe elevate ai veicoli in sosta nelle strisce blu non vanno pagate

Una sentenza a dir poco rivoluzionaria e che potrebbe assestare un colpo pesante alla già precaria situazione di una società, già di per sé costantemente nell’occhio del ciclone. Il riferimento è alla “Misia srl”, ossia alla società partecipata che gestisce la sosta cittadina a pagamento e di cui il Comune detiene il 98% delle azioni, mentre il restante 2% è ad appannaggio dell’Aciconsult. Società, i cui lavoratori periodicamente lamentano la mancata corresponsione dello stipendio e che negli ultimi anni ha sempre chiuso in passivo il proprio bilancio. Infatti, durante il Consiglio Comunale dello scorso 22 dicembre, 18 componenti l’Organo consiliare votarono la Delibera di Giunta comunale n.71, relativa alla “Ricapitalizzazione della Misia”, che fu  destinataria, quindi, di altri 86.000,00 euro.

La sentenza in questione è la n.2286/2009 emessa dal Giudice di Pace di Acerra, nella persona del Dott.Giovanni Franzese, a seguito del ricorso proposto contro il Comune da un cittadino, per l’annullamento di un verbale di contestazione per violazione al Codice della Strada ex art.240/bis D.lgs 285/1992 elevato da personale della Polizia Municipale, a seguito dell’infrazione riscontrata da personale della Misia. I fatti.

Il 18 febbraio 2009 veniva notificato dalla Polizia Municipale al ricorrente un verbale, con il quale si contestava che in data 20.11.2008 l’istante, rappresentato e difeso dall’Avv.Francesco Piscopo, sostava l’autovettura, violando l’art.7 comma 1 e 14 del C.d.S. relativo alla violazione delle prescrizioni stabilite circa l’esposizione dei dispositivi di controllo della sosta. Il ricorrente chiedeva l’annullamento del verbale, sostenendo che ai sensi dell’art.7 del C.d.S. le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori dalla carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico.

E perché su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze non c’era un’adeguata area destinata al parcheggio senza dispositivi di controllo di durata della sosta (ossia i grattini erogati dai parcometri). Il ricorrente depositava all’uopo il ticket di pagamento. Come si evince dalla sentenza, il Comune non si costituiva in giudizio, né depositava in cancelleria la copia del rapporto con i relativi atti dell’accertamento. Per cui si procedeva in contumacia.

“L’art.7 del C.d.S. al comma 6 – scrive il Giudice – dispone che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori dalla carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico”. Al comma 8 dispone che “qualora il Comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione di dispositivi di controllo di durata della sosta, di cui al comma 1 su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare un’adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta”.

Il giudice stabiliva anche che dev’essere accolta l’opposizione avverso le sanzioni amministrative in materia di circolazione stradale irrogate per la mancata esposizione del tagliando di pagamento per la sosta all’interno delle strisce blu, qualora si sia rilevata l’esistenza di vizi di legittimità nei provvedimenti amministrativi istitutivi delle zone di parcheggio a pagamento, per non aver rispettato l’obbligo imposto dall’art.7. di prevedere zone di parcheggio libero in prossimità di esse (Cass. Civ. Sezioni Unite n.116/2007).

Il verbale veniva pertanto annullato e le spese di giudizio compensate tra le parti. Un’analoga sentenza (la n.411/2010) la emetteva lo stesso Dr.Franzese, nell’accogliere il ricorso di una nostra concittadina, alle prese con la sosta nelle strisce blu. Cosa accadrà adesso, a seguito delle citate sentenze?  

 

Joseph Fontano

You May Also Like

eXTReMe Tracker