Un ex dipendente della Montefibre parla di tangenti ai politici. La replica del Sindaco

Mentre, dunque, prosegue l’iniziativa del Consigliere Liguori, promotore di una raccolta di firme (tra i firmatari ci sono anche alcuni Consiglieri comunali), per spronare il Sindaco ad utilizzare i poteri speciali conferiti dalla legge, per bloccare l’avvio dell’impianto sito nell’ex Montefibre, non si placa la rabbia dei cittadini. Critico, ad esempio, l’ex Assessore Sandro Sicignano, tra gli artefici della Delibera di Giunta comunale del 2000, che impone il diniego delle amministrazioni comunali alle industrie inquinanti del territorio. Secondo il professionista, “Tommaso Esposito ha abbandonato la lotta per la salute di Acerra ed ha dimenticato che anch’egli era in piazza contro lo scempio ambientale”. Ma a suscitare non poche polemiche era la frase pronunciata da un ex dipendente della Montefibre (e riportata in data 16.02.2010 da un quotidiano), Antonio Montesarchio, il quale avrebbe affermato: “C’è un giro di tangenti su questa vicenda, che vede coinvolti molti nostri amministratori”. Un’affermazione di certo grave, che potrebbe avere uno strascico giudiziario ed alla quale il giorno successivo replicava il primo cittadino T.Esposito che, da noi intervistato, dichiarava: “L’impegno di contrasto all’allocazione sul nostro territorio dell’impianto di depurazione, così come deliberato dalla Giunta regionale, ma scollegato dall’Accordo di Programma del 2006, prosegue e non si è mai interrotto. Abbiamo votato contro durante la prima e la seconda Conferenza dei Servizi, opponendoci anche al Ministero. Abbiamo già dato mandato al legale del Comune di preparare il ricorso, con il quale ci costituiremo al Tar Campania avverso il provvedimento di autorizzazione. Per quanto concerne l’affermazione sulle tangenti – concludeva la fascia tricolore – lascio a chi rende simili dichiarazioni la responsabilità di ciò che dice, ma lo invito a fare nomi e cognomi degli amministratori a lui noti, in modo tale che insieme a lui andrò dal Magistrato, affinchè l’Autorità Giudiziaria possa procedere nei confronti di chi si rende colpevole di fatti così gravi”. Circa il referendum, con 500 firme si può presentare la proposta referendaria, con 1300 circa si ammette la legittimità del referendum. Ma su tutto permane il rischio del quorum. Bisognerà superare il 50% più uno dei SI, per poter validare il quesito referendario. E la Giunta comunale potrebbe sempre decidere di non tenerne conto.

 

                                                                                                                        Joseph Fontano

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