Rilasciata l’Autorizzazione Ambientale Integrata alla “Ngp-Bio Natura srl”

Sullo scorso numero pubblicammo la notizia del rilascio, da parte della Giunta regionale della Campania in data 30 dicembre 2009, attraverso il Decreto n.390, alla “Ngp-Bio Natura srl”, dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, con cui si autorizza la società ad esercire l’impianto Biac, sito nell’ex Montefibre e modificato al trattamento di rifiuti liquidi da soggetti esterni e per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi e non. Notizia comunicata al Comune in data 7 gennaio 2010 ma “resa pubblica” solo undici giorni dopo e solo perché ne era venuto a conoscenza (per caso) il Consigliere D.Tardi!!!

Un argomento da noi già più volte trattato, tant’è che evidenziammo che tale autorizzazione contrasta con quanto deliberato dal Consiglio comunale del 21 ottobre 2009 che prevede, tra l’altro, di limitare l’autorizzazione ad un impianto di depurazione delle acque reflue industriali (cioè canalizzate direttamente) con esclusione dei rifiuti liquidi (cioè delle acque reflue industriali non canalizzate direttamente).

E con l’art.4 dell’Accordo di Programma, approvato con Delibera di Consiglio comunale n.18 del 5 aprile 2006, che fa espresso riferimento all’adeguamento, con ammodernamento, dell’esistente impianto di depurazione del sito industriale Montefibre/NGP, al fine di depurare le acque reflue delle aziende del sito e delle aree circostanti.

Di impegnare l’Amministrazione comunale, previo urgente confronto contestuale con le istituzioni e i soggetti imprenditoriali coinvolti, ad avviare tutte le azioni, anche legali (compresa l’impugnativa del verbale della conferenza dei servizi dell’AIA), necessarie a garantire il rispetto dell’art.4 dell’AdP e richiedendo anche l’installazione di un sistema di monitoraggio in continuo di tipo “on line”, che fornisca dati attendibili (sia di tipo quantitativo che qualitativo) sui reflui trattati e da trattare. Di impegnare l’Amministrazione a vigilare, affinché le principali azioni di ripresa delle attività del sito industriale acerrano (Simpe, Ilmas, ecc.) si realizzino in parallelo con le iniziative già in corso (Centrale elettrica, impianto di depurazione, ecc.), al fine di assicurare la necessaria sincronia tra le azioni di impiego e reimpiego dei lavoratori.

Sembrava, dunque, che quanto deliberato dal Civico consesso fosse sufficiente ad evitare una tipologia di impianto, così come concepito durante la Conferenza di Servizi, svoltasi lo scorso I ottobre presso la Regione Campania, istituita sulla base delle posizioni prevalenti e che autorizzò la messa in esercizio del nuovo impianto di smaltimento di rifiuti liquidi, anche per le imprese non appartenenti al territorio acerrano. Un’attività che, tra l’altro, risulta classificabile come Industria Insalubre di I classe.

Ad esprimere parere favorevole al rilascio dell’autorizzazione, come da richiesta avanzata il I luglio 2009 alla Regione dalla N.G.P. Bio Natura srl, erano stati tutti gli Enti partecipanti (Provincia; Regione; Asl  Napoli 2) ad eccezione del Comune di Acerra. Trattasi, quindi, di un impianto di trattamento e di smaltimento di notevoli quantità di rifiuti, quotidianamente inviati nella nostra città con le autocisterne e, nello specifico, di un depuratore che, ampliato, raggiungerà una superficie di 37mila metri quadri e sarà destinato a trattare circa 2400 tonnellate al giorno (100 tonn/ora) di liquami o, se volete, un milione e 800mila metri cubi di acque tossiche, di cui 730mila provenienti da attività industriali esterne all’ex Montefibre. Reflui pericolosi da trattare e forse provenienti dalle fabbriche chimiche (sebbene N.G.P. Bio Natura smentisca categoricamente).

E nulla, tra l’altro, aveva prodotto la relazione tecnica approntata dal Dirigente comunale e posta all’attenzione dei vari Enti in data I ottobre. Anzi, alla richiesta avanzata dal Comune di procedere ad una nuova Valutazione di Impatto Ambientale, gli Enti partecipanti ritenevano inammissibile tale richiesta, considerato che la stessa è stata rilasciata in data recente e non impugnata dal Comune.

 

                                                                                                                          Joseph Fontano

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