Igiene Urbana: passato ai raggi X il cantiere della Ego Eco sito al Gaudello

In merito alla telenovela, che si trascina ormai da anni e relativa all’appalto del servizio cittadino di igiene urbana vi riferimmo, sullo scorso numero, dell’espletamento in via cautelativa, in data 11 gennaio, della gara d’appalto con procedura negoziata, senza pubblicazione di bando, per l’affidamento del servizio di igiene urbana per il periodo 13 gennaio – 30 aprile 2010, ricorrendo al vecchio capitolato d’appalto, integrato della gestione delle isole ecologiche e privato della manutenzione del verde pubblico, in attesa della verifica dei requisiti di legge della seconda società classificatasi, ossia la “Ego Eco” di Cassino, alla gara per cinque anni e che aveva visto aggiudicataria ed affidataria del servizio, dal 14 ottobre scorso, la Enerambiente di Venezia.

Gara per 4 mesi indetta dal Dirigente competente su indicazione della Giunta comunale, che aveva deliberato in tal senso. Il tutto si era reso necessario perché la società veneta non aveva fornito ed impiegato entro la data del 12 gennaio 2010 gli 84 mezzi nuovi di fabbrica, risultando inadempiente circa il rispetto del capitolato d’appalto e chiudendo il rapporto di lavoro con il nostro Comune (mai contrattualizzato, tra l’altro, dopo appena 73 giorni di servizio svolto. Una gara dall’importo complessivo di 2.006.229,00 di euro ed alla quale venivano invitate 6 società, tra cui Enerambiente ed Ego Eco, che erano anche le uniche a prendervi parte. Alla fine, a fronte del ribasso offerto dall’impresa veneziana dello 0,5%, la Commissione di gara proclamava provvisoriamente aggiudicataria dell’appalto la società romana, in virtù di un ribasso operato del 7,17%.

Ma anche su questo discusso “appalto ponte” non mancavano le polemiche e le attenzioni degli organi competenti, pronti a monitorare tutti gli aspetti e l’intera documentazione relativa alla gara, visto che i Carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna acquisivano tutti gli atti, che saranno attentamente esaminati. Intanto, ad essere sottoposto ai raggi X era il cantiere scelto dalla società laziale e sito in località Gaudello, ma già in uso nell’ultimo decennio ad alcune imprese, succedutesi ad Acerra nello svolgimento del servizio di nettezza urbana.

Una settimana di fuoco (dal 20 gennaio scorso) la vivevano i rappresentanti della Ego Eco, invitati a produrre una serie di documenti e a presenziare ai controlli posti in essere da un’equipe, che operava un intervento congiunto e che era composta dagli agenti della Polizia Municipale, agli ordini del Col.F.D’Andrea, dai Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Maresciallo V.Vacchiano, dagli agenti della Polizia Provinciale e dal personale ispettivo dell’Asl Na3 Sud – Dipartimento di Prevenzione U.O.P.C. presso il suddetto cantiere, per il riscontro di eventuali difformità alla struttura risalenti ai lavori effettuati in passato o in questo periodo e per il vaglio della situazione igienico-sanitaria. In merito a quest’ultima, venivano date da eseguire all’impresa alcune prescrizioni per l’eliminazione di alcuni inconvenienti (tinteggiatura degli spogliatoi e dei servizi igienici ubicati al piano terra, sistemazione delle buche presenti nell’area parcheggio automezzi) oltre a fornire la documentazione richiesta.

Inoltre, a seguito di un’interrogazione consiliare del giorno 26 gennaio rivolta dal Consigliere Di Fiore al Segretario generale Dr.ssa M.Piscopo e tendente a sapere in che fase è la stazione appaltante presso la Prefettura di Napoli, quest’ultima spiegava: “Visto che le normative vigenti vietano agli Enti comunali di ricorrere a proroghe o ad affidamenti in tal senso, onde scongiurare problematiche igienico-sanitarie, si è proceduto ad una gara d’appalto con procedura negoziata per 4 mesi. Non potevamo evitare di invitare la Enerambiente, in quanto la sua inadempienza avverso il capitolato d’appalto della gara dei cinque anni si sarebbe formalizzata il giorno 12 gennaio, data successiva a quella della gara cautelativa. Né potevamo non invitare la Ego Eco, di cui si sta ancora esaminando la documentazione prodotta”.

Intanto, a pagare le conseguenze del mancato affidamento dell’appalto ad un’azienda, che lo svolga con continuità nel tempo, sono i contribuenti locali, che pagano lautamente la Tarsu, in cambio di un servizio svolto tra inadempienze, insoddisfazioni e carenze varie, risultando sostanzialmente insufficiente. Esiguità del numero delle strade quotidianamente spazzate; difficoltà a comunicare con il cantiere dell’azienda per le dovute segnalazioni, per la mancata attivazione del numero verde (ma anche di quelli di diverso colore); insistenza per giorni interi degli ingombranti, lì dove vengono abbandonati; campane di vetro svuotate, solo allorché stracolme e mancata distribuzione dei sacchetti sono solo alcuni degli aspetti, di quest’incresciosa situazione. E ciò, senza voler scomodare l’insignificante percentuale del 6%, su cui si è attestata la raccolta differenziata.   

 

                                                                                                                         Joseph Fontano

You May Also Like

eXTReMe Tracker