Alcuni punti del ricorso presentato in Appello dai legali del Pellini

Volendo adesso riportare qualche passaggio del corposo ricorso presentato dai legali dell’imputato, nella parte in cui lo stesso è accusato del reato di realizzazione di discarica abusiva di RSU in concorso con De Chiara Luigi (già Dirigente del Comune di Acerra poi deceduto) gli avvocati, dopo aver ripercorso l’iter burocratico e tecnico inerente all’impianto della “Pellini srl”, sito in località “Lenza Schiavone”, scrivevano che “l’azione penale è stata esercitata nei confronti del solo Pellini Cuono, a dispetto dell’essenziale contributo causale dato dalle ordinanze commissariali e comunali ed ignorando con queste l’attività di gestione cui hanno concorso la Pomigliano Ambiente; la Igica s.p.a. ed il Consorzio di Bacino Napoli 2. Appare difficile misurare la responsabilità del singolo imputato Pellini Cuono titolare dell’area, senza l’opportuna e preliminare valutazione degli atti amministrativi e delle attività di gestione: situazione a cui pone solo parzialmente rimedio il Giudice monocratico in sentenza, affermando che “la realizzazione di una  discarica abusiva è la diretta conseguenza della negligenza di coloro, cui era stata affidata la gestione dell’impianto di stoccaggio in questione (ossia il Consorzio di Bacino Napoli 2 e le società che con esso collaboravano), nonché dei soggetti pubblici deputati alla funzione di controllo”….Secondo il giudice monocratico Cuono Pellini avrebbe concorso nel reato, prima mediante condotta istigatrice ed agevolatrice nella fase dell’emanazione; poi con condotta di partecipazione materiale; infine con condotta omissiva e consenziente.

La prima attività di Pellini Cuono – si legge nel ricorso – conseguente all’emergenza creata dalla chiusura della discarica di Tufino, è consistita nell’aderire alle sollecitazione del Commissariato di Governo e del Comune, nel mettere a disposizione del Comune la propria area, impiegando autorizzazioni e cassoni scarrabili per convogliare rifiuti solidi urbani, in conformità alle prescrizioni dell’Ordinanza n.17 del 22.01.2001 del Sindaco di Acerra. L’eccezionale mole dei conferimenti ed il rapidissimo esaurimento dei cassoni indusse quindi il Comune all’adozione dell’Ordinanza n.18 del 23.01.2001, con cui si disponeva di convogliare i rifiuti sul piazzale coinbendato e cementato dell’impianto di compostaggio della Pellini.

Solo al cospetto della conclamata inadeguatezza del sito autorizzato in contrada Lenza Schiavone, il Pellini manifestò in data 04.06.2001 la disponibilità dell’area attigua dell’estensione di circa 13.000 mq. Area per la quale in data 01.02.2001 aveva presentato Dia, per eseguire opere di recinzione e pavimentazione.

Tale area, già il giorno successivo, entrava nella materiale disponibilità del Commissariato di Governo e del Comune di Acerra, disponendo il primo conferimento di RSU in assenza di qualsivoglia provvedimento autorizzativo ed in mancanza di definizione del rapporto contrattuale tra il Comune e la società Pellini.

La successione degli atti e la corrispondenza intervenuta tra la Pellini ed il Commissariato di Governo dimostrano che la Pellini srl non abbia assunto alcuna iniziativa, ma abbia piuttosto inteso porre rimedio all’adozione di misure gravemente pregiudizievoli del proprio impianto legittimamente in esercizio ed assolutamente inidonee alla soluzione, anche provvisoria, dell’emergenza rifiuti.

Il Commissariato di Governo in data 14.06.2001, con ordinanza n.306, prendendo atto della fondatezza dei rilievi e della richiesta della Pellini, destinava l’area in questione alla ricezione dei rifiuti, già depositati presso l’impianto di compostaggio, nonché per quelli di provenienza dai Comuni di Acerra e della Provincia di Napoli.

Il Giudice osserva che nessuna censura di legittimità meritano i provvedimenti adottati dal Commissariato di Governo e dal Comune. A fronte di tale osservazione, dunque, non si coglie il profilo di concorso per determinazione a carico del Pellini. La sua condotta, invero, non ha costituto presupposto, e neppure occasione, nella fase antecedente la gestione, nella individuazione, e messa a disposizione di un’area, peraltro, solo dopo il rapido esaurimento dell’altra, già destinata ad attività di gestione dei rifiuti..…”. Adesso non resta altro che attendere di conoscere le decisioni, che assumerà la Corte di Appello e se saranno accolte le richieste dei difensori dell’imputato, che tendono all’assoluzione dello stesso o al contenimento nel minimo della pena, con concessione dei benefici della sospensione condizionale in merito ai reati contestati.

 

                                                                                                                                                     J.F.

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