Ed alle prime piogge partono le critiche alla “Scpa Acquedotti”

Infatti, volendo riaprire il doloroso (per la società, s’intende) capitolo delle caditoie, già scrivemmo che continuano a pervenire al Comune le istanze di risarcimento danni da parte di cittadini ed esercenti, che nel corso delle avverse condizioni atmosferiche, verificatesi sopratutto in data 14.09.2009 e 06.11.2009, subirono ingenti danni agli immobili ed alle attività commerciali.

Scene verificatesi di nuovo e documentate altresì dalla stampa quotidiana anche l’8 gennaio scorso. I malcapitati procedettero ad una stima dei danni, quantificabili in migliaia di euro. Battaglie legali, dunque, per vedersi risarcire dei danni provocati dagli allagamenti e conseguenti anche alla mancanza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria relativi alla rete idrica e fognaria, compreso la pulizia delle caditoie stradali, che spettano chiaramente alla “Scpa Acquedotti”, come desumibile dal verbale di consegna della rete idrica e fognaria a tale società e come si evince dalla Determina dirigenziale n.27 del 19.09.2006.

Altro che “attività di manutenzione alla rete idrica e fognaria svolta con la massima solerzia, precisione e continuità”!!! E non manca la solita paura e rabbia per i residenti “per una situazione – rivelano – che si rinnova, ogni qualvolta piove intensamente, con i relativi notevoli disagi e danni alla collettività”. Via S.Gioacchino; via Sannereto; C.so Italia; C.so della Resistenza; C.so Vitt.Emanuele II; via Madonnelle e via Annunziata sono le arterie stradali, dove l’acqua di solito mette in difficoltà sia la circolazione veicolare che pedonale, oltre le normali attività dei residenti. E già ricordammo che alla suddetta lettera protocollata “semianonima” non era allegata nessuna relazione tecnica che dimostrasse, in modo inequivocabile, il verificarsi del suddetto reflusso.

Così come specificammo che è inutile incolpare il noto corso d’acqua, poiché l’art.2 della Convenzione, stipulata tra il Comune e la Scpa Acquedotti, recita che “la società si obbliga a sollevare l’Amministrazione Comunale da ogni qualsiasi responsabilità per danni, che potessero derivare a terzi in conseguenza dello svolgimento delle attività previste dalla presente Convenzione”. Oltre a ciò l’art.5 della stessa Convenzione recita che “la società è obbligata ad eseguire periodicamente verifiche ed accertamenti sulle reti idriche e fognarie, per evidenziare eventuali anomalie, che possano compromettere il normale funzionamento del servizio ovvero causare danni a terzi”. Insomma, se proprio vuole, la Scpa Acquedotti può rivalersi sulla Regione Campania. E ci domandammo: visto che la stessa società scrive che i Regi Lagni determinano episodi di reflusso delle acque nelle strade cittadine, perché la Scpa Acquedotti continua ad inviare agli utenti Acerrani la fattura relativa all’immissione in fogna delle acque reflue?

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