Rifiuti: il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso in appello della “Jacta srl”

Intanto, volendo fare un passo indietro e tornare alla gara per l’espletamento del servizio cittadino di igiene urbana per sette anni, svoltasi a giugno del 2008 ed alla quale parteciparono la “Enerambiente spa”e la “Jacta srl”, è risaputo che entrambe le società furono escluse dall’appalto dalla I sezione del Tar Campania, attraverso la sentenza n.1227 del 14.01.2009 e depositata in Segreteria in data 4.3.2009.Il Giudice sentenziò che entrambe le imprese partecipanti non avevano i requisiti idonei, per aggiudicarsi la gara che, in un primo momento, era stata aggiudicata all’impresa del gruppo Jacorossi. La stessa, infatti, andava ripetuta in quanto, a pesare sull’esclusione della Jacta, secondo quanto argomentato dal Collegio giudicante, era stato il Durc, Documento Unico di Regolarità Contributiva, esibito nella seduta dell’11 giugno 2008 e ritenuto non idoneo, perché scaduto il 4 aprile. Il Tar, dunque, stabilì che la società barese non poteva essere ammessa, essendo irrilevante la soluzione della questione relativa all’individuazione della normativa in ordine alla generale validità del Durc in materia di appalti pubblici, giacchè la certificazione della Jacta un termine finale di validità già l’aveva indicato (quello di 30 giorni) e la stessa non aveva assolto l’onere di contestare all’Ente certificatore l’apposizione di una data di scadenza illegittima o comunque di richiedere una certificazione nuova con scadenza utile. Il Tribunale, però, riconobbe alla società la legittimità di poter ricorrere avverso l’ammissione/aggiudicazione della “Enerambiente”. A “tradire” la società veneta, invece, stando a quanto deciso dal Tribunale Amministrativo Regionale, “era stato il suo fatturato globale, visto nel triennio, in quanto parte del fatturato allegato era riferibile alla “SLIA spa” società distinta, da cui era sorta la “Enerambiente spa”, a seguito di scissione avvenuta il 29 gennaio 2007. Sotto tale profilo mancherebbe la prova del possesso in capo alla controinteressata di tali requisiti, anche dal punto di vista dell’avvalimento, in considerazione anche del fatto che si tratta di società contemporaneamente operanti, essendo la “SLIA” stata posta in liquidazione solo nel 2008”. Alla fine i giudici, che dovettero esaminare una montagna di carte, sentenziarono anche per la compensazione tra le parti delle spese di giudizio Non era improbabile, a quel punto, che le due società proponessero ricorso in appello al Consiglio di Stato. Cosa che fece la Jacta il 17 luglio scorso, rappresentata e difesa dall’Avv.Barone, contro il Comune di Acerra (che si costituì, rappresentato e difeso dall’Avv.Giuffrè, ritenendo di avere tenuto un comportamento legittimo nell’espletamento della gara); contro l’altra impresa partecipante e nei confronti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ebbene tale comportamento di legittimità, tenuto dalla passata amministrazione comunale, veniva confermato lo scorso 11 dicembre dal Consiglio di Stato (V sezione – Presidente Dr Stenio Ricco), che respingeva il ricorso della Jacta e che, dopo appena tre giorni, depositava in Segreteria il dispositivo della decisione. I giudici romani depositavano, nel frattempo, solo il dispositivo del verdetto all’indomani della discussione del ricorso. Prossimamente dovrebbero essere pubblicate anche le motivazioni della decisione.

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