Questione lavoro: ancora in attesa di risposte ufficiali gli operai dell’Ilmas

Continuando ad occuparci dell’emergenza occupazionale sul nostro territorio, caratterizzato da forti ritardi nel pagamento degli stipendi, licenziamenti e mancato avvio delle attività industriali, ritorniamo a parlare della vicenda degli operai dell’Ilmas s.p.a., l’azienda produttrice di componentistica aereonautica ed aerospaziale con sede nella locale zona Asi, che chiedono chiarezza e certezze sul loro futuro, in quanto si sentono truffati. Sono in 185 (90 dell’ex Exide) ad abitare ad Acerra e nei Comuni dell’hinterland e da giugno scorso non percepiscono lo stipendio. A ottobre del 2008 60 lavoratori entrarono nel regime della cassa integrazione, che doveva essere anticipata dall’azienda. Ma non l’avevano mai ricevuta. Ad oggi ad essere occupati sono solo 40 persone, mentre tutti gli altri sono cassintegrati. La schiarita sembrava essere arrivata lo scorso 9 ottobre, quando il Tribunale di Torino nominò Alfonso Ferrara commissario straordinario dell’Ilmas, dopo che i vertici della società avevano deciso di far richiesta dell’amministrazione controllata. Ed è lui che ha iniziato ad analizzare dettagliatamente l’esposizione debitoria della società, per decidere se ci sono i presupposti per proseguire con un’amministrazione controllata, oppure se si andrà verso il fallimento totale. Fino, magari, alla certificazione dello stato passivo dei conti, la cui ufficializzazione dovrebbe arrivare il 25 febbraio prossimo, data in cui è stata fissata l’udienza al Tribunale di Torino. Due le ipotesi che si profilano all’orizzonte: da un lato il fallimento della società e la nomina di un curatore con il compito di soddisfare i creditori; dall’altro l’amministrazione controllata e la speranza dell’ingresso in azienda di un nuovo socio, in grado di rilanciare le attività del gruppo. Tutto sembra portare verso la seconda ipotesi e a rafforzare la tesi dell’amministrazione controllata, ci sono le manifestazioni d’interesse che starebbero arrivando all’attenzione della società, stando almeno ad alcune indiscrezioni. Intanto resta drammatica la situazione delle 200 tute blu impiegate presso lo stabilimento acerrano che, dallo scorso mese di giugno, non percepiscono lo stipendio, pur continuando a lavorare sulle poche commesse rimaste, ossia i portelloni degli Atr (Alenia) e la componentistica dell’Aw 139 (Augusta). Una notizia positiva arrivava dal Decreto ministeriale di ratifica della cassa integrazione straordinaria (richiesto per crisi aziendale) e firmato il mese scorso. Nel frattempo gli operai si facevano risentire presso le istituzioni locali lo scorso 21 dicembre, allorché una loro delegazione incontrava al Comune di Acerra l’Assessore al Lavoro I.Verone ed il Sindaco T.Esposito. “Quando finiranno le poche commesse di lavoro che ci rimangono, che fine faremo?” – chiedevano ai due amministratori i lavoratori durante l’incontro. “Avvieremo nei prossimi giorni contatti con il commissario straordinario Ferrara – replicavano il primo cittadino e l’esponente della Giunta comunale – per capire se esistono manifestazioni d’interesse nei confronti della società. Cercheremo, inoltre, di sollecitare la ratifica della cassa integrazione e di avviare un confronto con l’amministrazione comunale di Casalnuovo, per avere le idee chiare anche sullo stato del sito ex Exide, su cui esiste un progetto di industrializzazione”.

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