Edizione Integrale del 27 Luglio 2020

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La vicenda dei pacchi alimentari finisce all’attenzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

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Se qualcuno pensava che la questione dei pacchi alimentari, distribuiti dal Comune agli indigenti durante lo scorso mese di aprile, in piena emergenza coronavirus, fosse caduta nel dimenticatoio, si è sbagliato. Infatti, al di là del considerevole ritardo, con cui furono consegnati i pacchi, a chi ne aveva fatto richiesta (consegna che fu portata a termine dopo il 12 aprile, giorno di Pasqua!!); al di là che gli stessi anticiparono i buoni spesa ed al netto delle polemiche sorte tra il sindaco Lettieri ed il mondo del volontariato, così come evidenziato anche dal Vescovo Antonio Di Donna attraverso la stampa quotidiana, ecco un esposto indirizzato lo scorso 21 luglio all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) dai Consiglieri comunali Domenico Zito e Carmela Auriemma, che è anche Presidente della Commissione di Vigilanza. Esposto che così recita: “Con Determina n.450 del 09.04.2020, avente ad oggetto “Intervento per far fronte all’Emergenza alimentare da Coronavirus. Affidamento ai sensi dell’art.36 comma 2 lett.a- del D.Lgs 50/2016 alla Ditta La Nuova Tirrenica srl. Impegno di Spesa”, il Comune di Acerra, nella persona del Dirigente ai Servizi Sociali, approvava l’offerta economica della ditta “La Nuova Tirrenica s.r.l.” con sede legale a Cardito, per un totale fornitura di € 39.940,00 più IVA, pari ad € 2.821,60 (differenziata per aliquote di cui € 741,60 al 4% ed € 2.140,00 al 10%) per un totale fornitura di € 42.821,60. La Nuova Tirrenica si impegnava al servizio di fornitura di n.2.000 pacchi alimentari, contenenti cadauno i seguenti prodotti: 3kg. di pasta di grano duro (1kg penne. 1kg spaghetti, 1kg ditali); 1 confezione di 6 fette biscottate da 630 gr Buitoni (o similari); 1kg di zucchero raffinato Eritalia (o similari); 1kg. di sale di Sicilia; 1litro di olio extra vergine di oliva; 1 confezione da 12 di tonno Rio Mare (o similari) 80 gr; 2 confezioni di latte parzialmente scremato da 1 litro. Il Comune infatti – prosegue l’esposto – in data 07.04.2020, aveva inviato ad 8 ditte specializzate nella fornitura di alimentari un invito a far pervenire, entro le ore 13:00 dell’08.04.2020, un preventivo offerta per n.2000 pacchi alimentari contenenti caduno i seguenti prodotti: (e ripete quelli appena riportati ndr). A parere degli scriventi, tutta la procedura indicata nella Determina del 09.04.2020 presenta alcuni aspetti poco chiari come, ad esempio, l’aver…

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Il bizzarro episodio dei “pacchi pasquali al pesce” distribuiti agli indigenti

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L’esposto pubblicato in precedenza e relativo ai pacchi alimentari distribuiti agli indigenti durante la fase più critica del Covid-19, ci riporta alla mente anche il bizzarro episodio dei pacchi arricchiti nell’autoparco comunale dai dipendenti comunali con prodotti ittici, in particolare pesce ed ivi scaricati da un’azienda locale. Prodotti non distribuiti, però, nel rispetto delle normative vigenti e che causavano l’intervento dei Carabinieri della locale stazione e di quelli del Nucleo Anti-Sofisticazione di Napoli. E così, mentre in alcuni pacchi c’era finito del pesce, in altri del pesce non c’era neanche l’odore. Infatti sembrerebbe che l’azienda sia stata costretta a riprendersi il prodotto, forse per smaltirlo presso una ditta specializzata dopo il Lunedì in Albis. Pacchi poi consegnati a casa ai richiedenti dagli impiegati comunali e dal personale della Polizia Municipale. In merito all’erogazione dei pacchi alimentari e dei buoni spesa, era un noto quotidiano, datato 15.04.2020, a riportare il caso dei “pacchi pasquali al pesce”. Ecco di seguito l’articolo redatto da Nino Pannella. “E’ finita solo nel primo pomeriggio di lunedì dell’Angelo (ampiamente fuori tempo massimo, tenuto conto che Pasqua e Pasquetta era già stata superata), la consegna dei pacchi alimentari predisposti dal Comune, per far fronte all’emergenza alimentare provocata dal coronavirus. A fare da “pony express” (sottraendoli ai compiti d’istituto, ovvero di controllo del territorio), oltre ad una consistente squadra di agenti della Polizia Locale, c’erano altrettanti dipendenti comunali che, a bordo delle auto di servizio, hanno provveduto a raggiungere le residenze delle sedicenti famiglie “indigenti”, che avevano presentato richiesta all’Ente, per ottenere i buoni spesi promessi dal governo Conte. Da fonti non ufficiali sarebbero stati distribuiti oltre 2000 pacchi, all’interno dei quali (in almeno un centinaio di questi), i dipendenti del Comune hanno aggiunto pesce scongelato ed una manciata di mitili (ossia cozze). Merce che l’Ente aveva ricevuto in “regalo” dalla stessa ditta, che si era aggiudicata la strana gara per la fornitura degli alimenti. Misteriosamente poi, dopo l’arrivo dei Carabinieri, mitili e pesce sono spariti dalla circolazione. Sul posto anche i Nas di Napoli che, per quanto è stato possibile sapere, hanno fatto restituire pesce e cozze all’impresa che, in mattinata, li aveva consegnati (con tanto di bolla di accompagnamento), nelle mani di un volontario del Nucleo comunale della Protezione Civile, divenuto cosi di diritto…

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Acquisito a patrimonio comunale un immobile privato da abbattere, per realizzare un parcheggio

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Si svolgeva lo scorso 24 luglio a porte chiuse ed in diretta streaming, il Consiglio comunale che, tra i punti all’odine del giorno, aveva anche la Delibera di Giunta n.69 del 16.07.2020 di proposta al Consiglio, avente ad oggetto “l’acquisto di un immobile a via San Cuono,13 da adibire a parcheggio pubblico”. Si tratta di un manufatto (nella foto) riconducibile ai coniugi Antonio Crimaldi e Michelina Panico, di circa 400 mq, stimato dalla Commissione Economico Estimativa dall’Agenzia del Demanio per un valore pari a 102.000,00 euro e per acquistare il quale, il Comune accenderà un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti. Atto amministrativo che veniva illustrato in aula dal sindaco Lettieri, che diceva: “Tale decisione è frutto di una visione politica, che risponde alle esigenze della città. Ossia trovare, attraverso investimenti comunali spazi aperti, da adibire a parcheggio nel centro storico, visto che lì c’è una depressione commerciale. Pertanto l’anno scorso fu pubblicato un bando pubblico, con cui recepire eventuali manifestazioni d’interesse da parte di cittadini, che avessero immobili o aree da cedere a prezzi congrui al Comune, che li acquistasse, per riqualificare il centro cittadino. Anche questo è programmare e non fare attività di improvvisazione”. Interveniva poi il Consigliere Paola Montesarchio, che diceva: “Siamo favorevoli alla riqualificazione del centro storico e all’acquisto dell’immobile. Ma vorremmo sapere quale tipologia di parcheggio si intende realizzare, perché non c’è un piano parcheggio e perché non si possa destinare il fabbricato ad altri scopi socio-culturali, dandogli una diversa destinazione, magari con l’approvazione del prossimo Piano Triennale delle Opere Pubbliche. E poi mi sembra – aggiungeva l’esponente del Pd – che talvolta la maggioranza sia affetta da miopia, perché non riesce a farci capire cosa vuole. Infatti prima il centro storico è caratterizzato da aree pedonali, zone a traffico limitato, riqualificazione dei percorsi pedonali, per avere una città ecologica, e poi si creano stalli di sosta per i veicoli di colore blu e si acquistano immobili privati, in cui creare aree di parcheggio per le auto”. Replicava il Consigliere Antonio Laudando, il quale dichiarava: “Un’amministrazione deve avere una visione chiara a 360 gradi. Il sindaco, durante il suo primo mandato, ha iniziato con la riqualificazione delle periferie, mentre adesso sta riqualificando il centro storico attraverso molteplici interventi. Quando è nato il…

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Anomalie di cantiere: niente luci di posizionamento, tabella incompleta, marciapiedi ultraridotti

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Prendevano il via lo scorso 15 giugno, così come deliberato dalla Giunta comunale in data 24.05.2019, con relativo cantiere allestito a via Diaz, i lavori di Manutenzione di detta strada ed il cui importo ammonta a 610.532,00 euro (con il ribasso praticato dalla ditta di Sorrento, su una somma inziale di 685 mila euro).  Lavori che prevedono, in sostanza, la creazione di stalli di sosta lungo l’importante arteria cittadina, nei quali gli automobilisti possono sostare le proprie vetture. Un’ulteriore testimonianza del fatto che il sindaco Lettieri sta di nuovo sconfessando se stesso, visto che da sostenitore di una mobilità sostenibile, con tanto di piste ciclabili realizzate, aree pedonali realizzate, aree di sosta eliminate e migliaia di euro di incentivi erogati per l’acquisto di biciclette o motorini elettrici, ora impiega migliaia di euro di denaro pubblico, per “accogliere” le richieste dei sostenitori della circolazione inquinante. “Incentivati” anche a piazza Castello e a via Da Vinci, grazie all’installazione di stalli di sosta a pagamento, sistemati però in modo contiguo con i dissuasori in pietra ed i pali della pubblica illuminazione, di modo che dal lato passeggeri non si può scendere e contigui al percorso riservato agli ipovedenti ed ai non vedenti!! Tornando al cantiere di via Diaz, questo presentava delle anomalie. Infatti, se la tabella di cantiere notiziale riporta che l’inizio dei lavori è fissato in data 15.06.2020, perché solo 7 giorni dopo se ne dà comunicazione agli Enti competenti, tra i quali la Prefettura di Napoli, come si evince dalla nota affissa sulla recinzione del cantiere, a firma del Dirigente ai Lavori Pubblici Ing.G.Soria? Oltre a ciò detta tabella omette di riportare il nominativo del responsabile della sicurezza del cantiere. Un dato che invece occorre ricavare dalla suddetta nota apposta sulla recinzione del cantiere e che indica lo stesso in Vincenzo Fatigati. Intanto i nominativi riportati sulla tabella sono: Committente: Comune di Acerra. Impresa Costruttrice: “Doldo Carlo srl”. Data di inizio: 15 giugno 2020. Data fine Lavori: 365 giorni. Responsabile dei Lavori: Ing.Gennaro Normino. Progettista: Arch.Antonello Piscitelli, Ing.Normino. Direttore dei Lavori: Arch.Vincenzo Fatigati. Tecnico comunale, che è anche il coordinatore della sicurezza per l’esecuzione degli stessi, circa il quale abbiamo specificato, a quelli che ce l’hanno evidenziato, che non significa niente, che sia un parente stretto del primo cittadino,…

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Cantiere di via Diaz: operai al lavoro privi di dispositivi di protezione

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Relativamente ai lavori di Manutenzione di via Diaz per la creazione di stalli di sosta lungo l’importante arteria cittadina; il cui importo ammonta a 610.532,00 euro e di cui si riferiva in precedenza, non mancavano quindi le anomalie di cantiere, nonostante la presenza di un’equipe qualificata di professionisti comunali, che ricoprono ruoli importanti quali il Direttore o il Responsabile dei lavori. A tal proposito, tra la cartellonistica affissa sulla recinzione del cantiere, non manca di certo la tabella, che indica con precisione, quali sono i mezzi di protezione personale in dotazione a ciascuno e che vanno usati obbligatoriamente. Tra cui mascherine, guanti e caschi protettivi. Ebbene, eccezion fatta per i guanti indossati da qualcuno, gli operai della ditta sorrentina erano al lavoro, privi di tali dispositivi di protezione. E non abbiamo motivo di dubitare, che i poliziotti municipali del locale Comando, il cui organico è stato ampliato da tempo con ben 17 unità lavorative in più e che è organo di controllo e di vigilanza del territorio, abbia effettuato un sopralluogo ed abbia accertato, con tanto di relazione redatta e di rilievo fotografico prodotto che, effettivamente, il cantiere presentava più di un’anomalia. Purtroppo la storia si ripete. Infatti scene e situazioni simili le avevamo riportate anche ad ottobre e a dicembre dell’anno scorso, quando erano in corso i lavori di Riqualificazione Urbana del parcheggio cittadino, poi realizzato adiacente alla Casa comunale e a Plaza de Mayo. Ed anche in quella circostanza l’equipe che seguiva, dirigeva e coordinava i lavori, era la stessa di via Diaz.  

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Presentato il progetto di un maxi-impianto di compost da realizzarsi nell’ex Montefibre

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Era un noto quotidiano, datato 8.7.2020, a divulgare la notizia. Il riferimento è ad un progetto imponente, quanto i suoi obiettivi, ossia produrre 9 milioni di metri cubi all’anno di gas metano dal trattamento di oltre 80 mila tonnellate di rifiuti organici e di scarti vegetali. Rifiuti che, durante il processo di decomposizione anaerobica per la produzione di gas, saranno infine trasformati in compost, un fertilizzante da destinare all’agricoltura. Il piano è stato consegnato dalla “New Green Fuel srl”, con sede a Napoli, agli Uffici del Dipartimento Ambiente della Regione Campania. Piano che veniva sottoposto all’esame della Conferenza dei Servizi convocata dalla Regione presso il Centro Direzionale lo scorso 23 luglio. Vi partecipavano, oltre alla Regione stessa, anche la Città Metropolitana, il Consorzio Asi di Napoli, l’Asl, l’Arpac, l’Ente Idrico Campano ed il Comune di Acerra. Venivano valutati i documenti prodotti dalla New Green, ai fini del rilascio dell’autorizzazione a realizzare il nuovo impianto. Inoltre si procedeva ad un contestuale esame degli interessi coinvolti nel procedimento amministrativo. L’azienda ha individuato l’area di 41 mila metri quadrati, su cui dovrà sorgere la struttura. Si trova nell’ex Montefibre, il colosso chimico fermo dal maggio del 2004 per ristrutturazione e che sarebbe dovuto ripartire nell’estate del 2009. Ma dismesso ormai da anni ed in gran parte smantellato. All’interno si è insediata da tempo la Friel, una grossa centrale a biomasse che produce energia elettrica, bruciando olio di palma. Quest’attività produce anche un fumo costante, che fuoriesce dal vecchio camino della Montefibre. E’ una località, quella compresa tra il “Pagliarone” ed il “Pantano”, zeppo di strutture dedite allo sfruttamento dei rifiuti. Infatti all’interno di quest’enorme perimetro industriale sono sorte decine di impianti di stoccaggio, trattamento e smaltimento di ogni sorta di scarti. Oltre al più grande inceneritore d’Europa. Altre richieste di insediamento di impianti sono state respinte, come quella della “Cisette”, fermata dal Tar e contro la quale si prodigò il Consigliere comunale Carmela Auriemma, soprattutto durante il Consiglio comunale del 29 settembre 2017. Infatti fino ad allora il Comune non aveva fatto nulla di concreto. In quell’occasione l’esponente pentastellata rappresentò al Civico consesso, che se l’azienda Cisette non avesse ottemperato all’obbligo di comunicare il progetto e la relativa richiesta anche al Comune, c’era un evidente vizio, che inficiava il provvedimento relativo…

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Conferenza dei Servizi sul un maxi-impianto di compost: la società ha chiesto ulteriori 30 giorni

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Relativamente all’impianto di compost da realizzarsi nell’ex Montefibre da parte della società “New Green Fuel” ed alla Conferenza dei Servizi, tenutasi giovedì 23 luglio e di cui si riferiva in precedenza, la società chiedeva ulteriori 30 giorni, per poter integrare la propria documentazione. Ai quali vanno aggiunti altri 30 giorni, entro i quali la Regione deve indire una nuova Conferenza dei Servizi. E ciò, sia perché il Piano di Caratterizzazione è del 2015 e, quindi, risulta superato e che, pertanto, va aggiornato. E sia perché il Piano delle Analisi dei Rischi non ha specificato i valori relativi all’arsenico ed al magnesio, che vanno invece esplicitati, per poter ottenere la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.). Documentazione che era stata consegnata agli Enti partecipanti alla Conferenza tre giorni prima. Il Comune, tra l’altro, avendo visto che gli unici elementi specificati erano i solfiti ed il dicloroetilene, avanzava le proprie osservazioni contrarie, anche se è l’Arpac l’organo deputato a dare una valutazione definitiva. Dei lavori mattutini della Conferenza dei Servizi veniva fatto un resoconto di pomeriggio durante la Commissione Ambiente, presieduta dal Consigliere comunale Salvatore Maietta. Non aveva mancato di far pervenire le proprie osservazioni alla Conferenza dei Servizi, soprattutto circa la V.I.A. il Consigliere comunale Carmela Auriemma.  

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Dipendente chiede il pagamento di 201 mila euro per danno differenziale. Il Comune si oppone

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Era a seguito della sentenza n.2407/2019, emessa dal giudice del lavoro del Tribunale di Nola dott.Landi e trasmessa all’Ente di Viale della Democrazia dall’avvocato del Comune, Daniela Russo, che l’Ente comunale ricorreva in Appello dinanzi alla Corte di Appello di Napoli contro la suddetta sentenza, riaffidando l’incarico di assistenza e di patrocinio legale allo stesso avvocato, corrispondendole la somma di 3623,47 euro, come da Determina n.837 del 9.07.2020, che reca la firma del Dirigente al Contenzioso Maria Piscopo. Ricorso caldeggiato dalla stessa Russo, vista “l’opportunità dell’impugnativa della sentenza per errore nella quantificazione del danno in contrasto con i recentissimi principi della giurisprudenza”. Questa è (come al solito) la scarna dicitura, che riusciamo a ricavare dall’atto amministrativo, per capire le ragioni, per le quali il Comune ha deciso di proporre ricorso in Appello contro una sentenza, che gli è ovviamente contraria. I fatti si riferiscono al ricorso ex art.414 del Codice di Procedura Civile alla sezione Lavoro del Tribunale nolano, notificato al Comune a settembre del 2015 da parte di un suo dipendente, rappresentato e difeso dall’Avv.Lucia De Filippo, per azione di accertamento e condanna al pagamento della somma dovuta a titolo di danno differenziale, il tutto oltre interessi legali e rivalutazione monetaria come per legge. Il ricorrente lavorava all’epoca con mansioni di operaio addetto alla manutenzione dello Stadio comunale di via Manzoni dal novembre del 1983 fino al 23 aprile 2005. Giorno in cui, mentre eseguiva attività di pulitura del manto erboso alla guida di un trattorino tosaerba, lo stesso si bloccava ed il dipendente comunale, nel provvedere alla pulizia della ventola aspira erba, subiva un trauma lesivo alla mano destra e precisamente gli venivano tranciati l’indice, il medio e l’anulare, poiché la ventola aspira erba improvvisamente si metteva in funzione. Ovviamente da quel momento per l’operaio iniziava un lungo calvario, fatto di interventi chirurgici, esami strumentali, assunzioni di farmaci e rivisitazione delle proprie abitudini comportamentali, vista la menomazione subita dalla mano destra. L’Inail riconosceva al dipendente l’infortunio sul lavoro e liquidava l’indennità per inabilità temporanea, nel periodo compreso tra il 27.04.2005 ed il 12.10.2005. Il ricorrente, ritenendo non idoneo l’intervento dello Stato, in quanto non soddisfava quelle componenti del danno alla salute di un cittadino, che abbia subito un infortunio sul lavoro o soffra di una malattia…

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Commissione Politiche scolastiche: affrontata la questione avvio nuovo anno scolastico

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Veniva convocata lo scorso 22 luglio la Commissione Politiche Scolastiche, presieduta dal Consigliere comunale Antonio Laudando, il quale poneva all’ordine del giorno l’audizione dell’Assessore al ramo Milena Petrella, in merito all’apertura delle scuole anno 2020/2021 (misure di sicurezza Covid 19). E ciò, al netto della questione Primo Circolo didattico di piazzale Renella, nel quale l’amministrazione targata Lettieri, attraverso la Delibera di Giunta n.183 del 20.12.2019, vuole insediare la sede del Commissariato della Polizia di Stato, suscitando la contrarietà degli esponenti dell’opposizione cittadina e di frange della società civile, come ampiamente riportato anche sull’ultimo numero di questo giornale. Sostenitori del no a questa soluzione, che pongono i diritti degli alunni come prioritari e che hanno avanzato anche alcune proposte circa l’allocazione della sede del Commissariato, visto che immobili di proprietà comunale certo non mancano. Anche se, durante la Commissione, era lo stesso Assessore a far capire, che la soluzione mantiene la sua fattibilità, in quanto il numero degli alunni del plesso scolastico in questione è passato dalle 989 unità dell’anno scorso alle 903 di quest’anno. Un numero che comprende sia la scuola dell’infanzia, che quella elementare. Inoltre il Dirigente scolastico della scuola “Montessori” ha espresso la volontà di continuare ad occupare tale sede. Ed infine il Commissariato manterrebbe la propria autonomia, rispetto al resto dell’edificio scolastico, usufruendo di ingressi sia su piazzale Renella, che su via Campanella. Anche se, allo stato, manca ancora un certificato inerente al definitivo collaudo della struttura, di cui la palestra rientra in un piano di rifacimento. Una Commissione consiliare che, in sostanza, si rivelava interlocutoria. Presenti erano, oltre a Laudando, i Consiglieri Gallo, Montesarchio, Auriemma, Puopolo ed Ottaviano, mentre nessun Dirigente al ramo veniva convocato. “Il problema scuola è sotto gli occhi di tutti – diceva Petrella – e già il 22 maggio scorso è stato convocato dal Governo un tavolo permanente, al quale abbiamo chiesto lumi. A seguito delle risposte ottenute, abbiamo potuto riscontrare le richieste dei Dirigenti scolastici cittadini, che ci hanno chiesto determinate suppellettili, che possiamo acquistare, indicendo apposita gara d’appalto, grazie ai 400 mila euro trasferiti al Comune. Che, però, attraverso l’Ufficio Tecnico si è accollato l’onere di provvedere all’edilizia leggera, così da eseguire alcune modifiche strutturali come può essere, ad esempio, l’utilizzo dell’uscita di emergenza, usata anche per contare…

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