Edizione integrale del 23 gennaio 2023

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Allarme polveri sottili: sforati i limiti in molti Comuni

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Dopo le piogge ed i venti di primavera, che ne avevano attutito l’impatto i killer delle nostre vie respiratorie, le polveri sottili, hanno ripreso il sopravvento nel territorio della “mal’aria”, la zona orientale dell’hinterland napoletano. E i dati, che si riferiscono al mese scorso, sono preoccupanti, perché già a metà 2022 erano stati raggiunti e superati i 35 giorni di sforamento massimo delle polveri PM 10 consentito dalla legge nell’arco di un anno. A conquistarsi la maglia nera della qualità dell’aria in Campania nel 2022, con oltre 94 sforamenti, è stato il Comune di Volla dove, secondo l’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale (Arpac), si è superato il limite di concentrazione di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. La normativa europea stabilisce che, in un anno, non bisognerebbe sforare tale limite per più di 35 giornate. Ma il quadro è sconfortante in un’ampia fetta di questa parte della provincia. Tremendi i dati rilevati dalle centraline dell’Arpac. Maglia d’argento, nella classifica al rovescio dell’inquinamento dell’aria, per San Vitaliano: 68 (il dato è aggiornato al 18 dicembre 2022) le giornate di sforamento della soglia di 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili. Ma non si esaurisce qui, purtroppo, la drammatica mappa dell’inquinamento. Nel nostro Comune, che ospita il termovalorizzatore più grande d’Europa, l’aria è particolarmente malsana in prossimità della scuola Caporale: 61 giornate di polveri sottili oltre la concentrazione di 50 microgrammi per metro cubo. Un fenomeno che è stato messo in relazione, tra l’altro, alla circostanza che il centro abitato è attraversato da alcuni passaggi a livello e che quando questi sono chiusi, molti automobilisti restano con il motore acceso, in attesa che riaprano le trasversali. E ciò, nonostante che nei pressi degli attraversamenti ferroviari, vi siano i cartelli con ordinanze e leggi, che impongono di spegnere il motore dei veicoli. Inoltre è stato superato il limite dei 35 giorni in prossimità della scuola Capasso (sono 40 alla data del 18 dicembre scorso) e della zona industriale (52 le giornate di superamento del limite fino al 20 dicembre). Un altro allarme si registra a Pomigliano d’Arco, come certifica la centralina dell’Arpac situata nell’area Asi. Qui sono stati 50 (il dato è aggiornato al 18 dicembre) gli sforamenti. Una situazione di allarme percepita da una parte della popolazione, tanto…

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Il Consiglio comunale approva la Delibera sullo Stralcio parziale delle Mini Cartelle

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Si teneva lo scorso 19 gennaio il Consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria ed urgente e che aveva quale unico argomento all’ordine del giorno la proposta di deliberazione presentata dai gruppi consiliari di opposizione della coalizione “XAcerraUnita” e riguardante lo “Stralcio Cartelle”. Un atto d’indirizzo da far approvare al Consiglio comunale e che prevede: per i carichi affidati dal Comune agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, di importo residuo fino a 1000 euro, l’annullamento automatico di interessi per ritardata iscrizione a ruolo, interessi di mora e di sanzioni, rimanendo dovuti gli importi per capitale e per rimborso delle spese per procedure esecutive, oltre che per la notifica. Per le contravvenzioni del Codice della Strada l’annullamento degli interessi e delle spese per procedure esecutive e notifica. Un’opzione che i Comuni possono esercitare a seguito della previsione della Legge di Bilancio, approvata dal Parlamento il 30 dicembre scorso. Insomma un’altra proposta di deliberazione della minoranza, che non solo si vedeva bocciato l’atto presentato, ma che veniva ritirato dal Consigliere Andrea Piatto, quando il Consigliere Nicola D’Onofrio chiedeva l’inversione dei punti all’ordine del giorno. Quella dell’opposizione era vista come un’azione dal sapore propagandistico, visto che era la Giunta comunale, guidata dal Sindaco Tito d’Errico, ad approvare la Delibera n.1 di proposta al Consiglio comunale, avente ad oggetto “lo Stralcio parziale delle Mini Cartelle”. Dalla relazione istruttoria dell’atto amministrativo, illustrato all’aula dall’Assessore Milena Petrella si evince, tra l’altro, che la Legge di Bilancio di Previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e Bilancio Pluriennale per il triennio 2023-2025 n.197/2022 ha previsto l’annullamento automatico, alla data del 31.03.2023, per i carichi affidati ad Agenzie delle Entrate-Riscossioni dal I gennaio 2000 al 31 dicembre 2015 da Enti diversi dalle amministrazioni statali, dalle agenzie fiscali e dagli Enti pubblici previdenziali, di importo residuo fino a 1000 euro.… Rilevato che dalle risultanze contabili disponibili nell’area riservata dall’agente della riscossione Agenzia delle Entrate- Riscossione emerge, che il Comune di Acerra presenta dei carichi iscritti a ruolo nel periodo oggetto di stralcio, potenzialmente soggetti all’annullamento parziale. Richiamato il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione del 5 gennaio 2023, con cui sono indicate le modalità, con cui gli Enti diversi dalle amministrazioni statali, dalle Agenzie fiscali e dagli Enti pubblici previdenziali (per esempio i…

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Il Consigliere Laudando demolisce l’opposizione sulla questione dello stralcio delle cartelle

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Circa il Consiglio comunale tenutosi giovedì 19 gennaio e che aveva quale unico argomento all’ordine del giorno lo Stralcio parziale delle Mini Cartelle di importo residuo fino a 1000 euro, a portare al collasso politico ed all’inconsistenza dialettica i gruppi consiliari di opposizione della coalizione “XAcerraUnita” era il Consigliere comunale Antonio Laudando, il quale diceva: “Oggi ci troviamo qui inutilmente, perché qualcuno deve prendere i like su facebook. E per chi ci ascolta da casa ed alle future generazioni, dico che noi della maggioranza siamo ogni giorno impegnati a risolvere i tanti problemi della città. Ma siamo chiamati in Consiglio comunale ogni 20 giorni da un’opposizione, che non ha proposte, progetti ed idee. Ed anche su argomenti, sui quali non dovremmo essere convocati. Inoltre – aggiungeva Laudando – lo scorso 29 dicembre, quando approvammo il nostro Bilancio, al quale la minoranza non presentò alcun emendamento, il Consigliere Andrea Piatto ci definì un’amministrazione di destra. Nello stesso giorno il Governo di destra approvava a Roma la Legge di Bilancio di Previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e la normativa sullo stralcio delle cartelle, che oggi l’opposizione propone all’aula consiliare, dopo averla proposta già lo scorso 3 gennaio. Già prima della fine dell’anno mi ero interfacciato con il Dirigente ai Servizi Finanziari, per sapere se ci fosse o meno un vantaggio per l’Ente comunale, ad usufruire di tale stralcio. Chi viene in Consiglio comunale, dev’essere consapevole, che qui si programma il futuro della città, mentre l’opposizione non legge nemmeno gli atti che propone alla Pubblica Assise. Citano norme e regolamenti obsoleti, ma non conoscono le leggi. Se i Comuni vogliono aderire allo stralcio delle cartelle, non devono riunire il Consiglio comunale. Devono farlo e produrre una Delibera di Consiglio, solo se non sono d’accordo con tale provvedimento. Ed invece dobbiamo stare in Consiglio, con tutti i costi che questo comporta per la collettività tra gettoni di presenza, indennità di funzione, presenza della Polizia Municipale ecc. E ciò per portare un provvedimento di destra. Vorrei un pò di buon senso, che la minoranza però ha dimenticato a casa. Inoltre – sottolineava il Consigliere – subito dopo la Conferenza dei Capigruppo, giungeva dall’opposizione una pec di richiesta di convocazione della Commissione di Bilancio, in cui discutere l’argomento e prontamente convocata dal…

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Polizia entra in casa di un anziano e trova pistola e munizioni ovunque

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Erano le prime luci dell’alba, quando gli agenti della Squadra Mobile del locale Commissariato di Polizia e quelli del Reparto Prevenzione Crimine Campania effettuavano un controllo in Viale della Democrazia presso l’abitazione di un uomo, dove rinvenivano nella camera da letto una pistola modello HK Compact cal.40 con 12 cartucce e matricola abrasa ed altre 61 cartucce di vario calibro. Inoltre i poliziotti accertavano, che la canna dell’arma risultava provento di rapina. Ancora gli operatori, durante la perquisizione nel garage in uso all’uomo, trovavano 54 caricatori di diverso calibro e 13 silenziatori cal.9. Un 75enne del posto, A.R. veniva arrestato per detenzione di arma clandestina, detenzione illegale di parti di armi comuni e da guerra, di munizionamento e ricettazione.

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Cambia il Segretario generale: l’Avv.Piscopo passa ad un’altra Pubblica Amministrazione

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Dopo circa 15 anni di ininterrotta permanenza, nel ricoprire il ruolo di Segretaria generale e di Dirigente al Comune di Acerra, Maria Piscopo lascia l’incarico, per andare a ricoprire un nuovo incarico presso il Ministero delle Finanze. La notizia già trapelava durante le ultime ore dell’anno scorso. Nell’attesa che la nomina divenisse ufficiale, attraverso la Delibera di Giunta n.92/2022 (quella relativa al Piano Economico di Gestione – P.E.G.) l’esecutivo guidato dal Sindaco Tito d’Errico, rivedeva l’assegnazione delle deleghe ai vari Dirigenti comunali, comprese quelle dell’avvocato Piscopo, “alleggerendola” nel numero delle deleghe assegnate. Restavano dunque in capo alla Segretaria alcune funzioni quali Contratti; Prevenzione Corruzione e Trasparenza; Gestione giuridica del Personale; Relazioni sindacali ed Ufficio Contenzioso legale e tributario. Piscopo giunse ad Acerra, quando l’Ente comunale era guidato dal sindaco Espedito Marletta. Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale a febbraio del 2009 ed il conseguente commissariamento del Comune, Piscopo collaborò con il Commissario straordinario Luisa Latella. Proseguì poi nel ricoprire la carica di Segretaria generale sia durante l’amministrazione del Sindaco Tommaso Esposito (dimessosi poi a giugno del 2011) che durante quelle del sindaco Raffaele Lettieri. Con il quale detiene deleghe importanti, tra le quali quelle all’Ambiente, all’Igiene Urbana e all’Ufficio Speciale per la Racconta Differenziata. Oltre a presiedere, nella quasi totalità dei casi, le Commissioni d’esame dei concorsi pubblici banditi ed espletati dal Comune di Acerra. Un lungo lasso di tempo, quindi, durante il quale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi del Comune in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti. Secondo quanto riferisce un quotidiano datato 4.1.2023, “la Piscopo, proprio in virtù della sua esperienza maturata in materia di commissioni, è stata chiamata di recente nelle funzioni di commissario anche a Nola, per valutare i partecipanti al concorso di Comandante della Polizia Locale che, almeno per quanto trapela, è al centro di un’accesa controversia, che potrebbe finire in un’aula del Tar”. Proprio a novembre scorso fu presentato in Consiglio comunale dall’opposizione consiliare un atto d’indirizzo al Sindaco, per chiedere il rispetto delle norme di anticorruzione e l’obbligo di rotazione degli incarichi dei Dirigenti e, in particolare, l’anomala e datata concentrazione delle attribuzioni al Segretario Generale, su cui vi fu già un’apposita decisione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac)….

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Abbattuti i pini storici piantumati lungo corso Italia. Assenti i difensori dell’ambiente (?!)

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Non potevano non destare la nostra attenzione i quattro storici pini, piantumati ormai da molti anni lungo Corso Italia. Arteria cittadina interessata da lavori di riqualificazione e di rifacimento dei marciapiedi, con conseguente sostituzione di panchine, pali della pubblica illuminazione, creazione di aiuole, piste ciclabili, ecc. Ma anche dall’abbattimento di specie arboree oggettivamente non idonee per le aree urbanizzate e che avevano da tempo creato problemi all’incolumità pubblica e privata. Tant’è vero che, spesso, alcuni tratti dei marciapiedi risultavano pericolosi. A seguire il destino dell’abbattimento, però, sono stati anche i 4 pini, piantumati a pochi metri dell’ingresso della locale struttura sanitaria ed ai quali, forse, poteva essere evitato questo tragico destino. Poi tutti abbattuti lo scorso 20 gennaio. Di certo c’è che, a differenza dei mesi estivi, quando imperava la campagna elettorale, nessun ambientalista, ecologista, salutista ecc. si è fatto vedere in zona, per intraprendere una qualsiasi iniziativa pro pini, che non presentano alcuna anomalia strutturale, che non sono in sofferenza vegetativa, che si presentano integri e che sono esemplari di alto valore storico ed ambientale. Una definizione che fu data, invece, dai Consiglieri comunali protagonisti del cosiddetto “patto dei Cedri” (oggi entrambi all’opposizione), quando si trattò di salvare dall’abbattimento i cedri ed i pini di piazzale Russo Spena, definiti “di un valore incommensurabile per il patrimonio comunale”. Lì si evocò a più riprese, la verifica strumentale. Qui, invece, ha prevalso l’assenteismo ed il menefreghismo.   J.F.

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Presentato il libro “20 di guerra-frammenti di vita nella terra dei fuochi”

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L’associazione Mamme di Miriam, Donne del 29 agosto, l’associazione Volontari Antiroghi di Acerra, nonché la Consigliera regionale campana Maria Muscarà non mancavano all’appuntamento del 7 gennaio scorso, presso la Biblioteca diocesana di Acerra, in occasione della presentazione di un libro, in cui la protagonista era la tematica ambientale. Abituati all’ospitalità di Monsignor Antonio Di Donna, quando si parla di Terra dei fuochi, è stata grande la sorpresa dei presenti, quando l’autore del libro ed il fotografo che ne ha arricchito con i suoi scatti il contenuto, si sono presentati: Giovanni Rattini e Paolo Meneghini, entrambi veneti. È la prima volta che, frammenti di storia, di chi sul territorio combatte, per contrastare il fenomeno della terra dei fuochi, vengono raccontati con un accento diverso da quello del sud. Grande lo stupore e lo scetticismo iniziale del pubblico presente in merito al fatto che, proprio da quella parte dell’Italia che, negli anni, ha sempre spinto per un’autonomia economica, secessione o…qualunque altro termine che prevedesse l’epilogo di separarsi dal sud Italia, provenissero due voci, per raccontare una tematica che, per anni, è sembrata un’etichetta esclusiva delle nostre zone. Proprio Rattini, in prima battuta, ha voluto dare un primo chiarimento in merito alla scelta della tematica del libro, dichiarando: “Ci siamo calati in una situazione, che conoscevamo solo attraverso qualche notizia o reportage televisivo. Quando ho presentato il libro a Padova, ho voluto fare una premessa per me importane: non riusciranno le mie parole, a rendere l’idea di cosa devono affrontare le persone in quel territorio. Solo venendo a toccare con mano la realtà della terra dei fuochi che, ad oggi, è una, delle terre dei fuochi che esistono in Italia – aggiungeva Rattini – si può avere percezione della situazione”. Dagli interventi si è percepito, con chiarezza, uno dei “venti” che hanno spinto due autori padovani a scrivere del nostro dramma: un senso di corresponsabilità in un disastro ambientale, che spesso ha visto proprio industriali veneti smaltire, a basso costo, rifiuti tossici in questa terra. Tra i “venti” che hanno gonfiato la stesura di questo libro, potrebbe comunque esserci anche quello del timore: timore che, saturati i siti (e scoperchiato il vaso di pandora al sud), ora possa toccare a qualche regione del Nord. Dal canto suo il Vescovo, nonché Presidente della Conferenza Episcopale…

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Pirata travolge pedone sul corso e scappa: trovato dalla Polizia

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Erano gli agenti del Commissariato di Polizia, su disposizione della Centrale Operativa, ad intervenire a Corso Italia per una segnalazione di una persona investita da un’automobile. I poliziotti, giunti sul posto, vedevano il personale del 118 prestare soccorso ad una persona, mentre un conoscente della vittima raccontava agli agenti che un uomo, a bordo di un’auto, l’aveva investita, per poi darsi alla fuga. I poliziotti, grazie alle descrizioni fornite ed alla visione delle immagini del sistema di videosorveglianza cittadino, rintracciavano il fuggitivo presso la sua abitazione. E così un 38enne del posto, V.T. veniva arrestato per lesioni stradali gravi ed omissione di soccorso. Il ferito veniva trasportato e ricoverato in prognosi riservata al “Cardarelli” di Napoli.

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Caos al Pronto Soccorso, aggredite e ferite due infermiere ed un portantino. Tre donne denunciate

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Ennesima feroce aggressione in danno del personale medico e paramedico in servizio presso il Pronto Soccorso del presidio ospedaliero “Villa dei Fiori”. L’increscioso episodio accadeva poco dopo le ore 15:00, quando un 17enne di Pomigliano d’Arco, residente nella 219 del Comune limitrofo giungeva, accompagnato da alcuni parenti, al Pronto Soccorso dalla struttura sanitaria, dove già c’erano in attesa diversi pazienti. Il giovane avrebbe poi riferito ai sanitari, di aver mangiato polpette fritte e friarielli e di aver poi fumato qualcosa (forse erba). I sintomi dichiarati erano: una colica addominale con vomito. Il personale presente al triage, sentiti gli accompagnatori, assegnava al paziente il codice giallo, informando gli stessi, già abbastanza esagitati, che c’era da attendere alcuni minuti, prima di accedere all’interno. Ma i parenti del ragazzo, nonostante le buone maniere usate dai sanitari, subito iniziavano ad inveire contro gli operatori sanitari, sferrando pugni e calci al vetro, che proteggeva il personale e minacciando gli stessi più volte. Per avere un quadro più chiaro della situazione, due infermiere iniziavano a verificare le condizioni dell’ammalato. Nemmeno il tempo di varcare la porta, però, che venivano aggredite con calci, schiaffi e pugni dalle donne, sostenute da un quarto soggetto che, resosi conto che stavano per giungere le Forze dell’Ordine, si allontanava dal presidio sanitario. Alla fine il bilancio era di due infermiere ed un portantino ferito. Tre le persone fermate dalle Forze dell’Ordine, prontamente intervenute dopo essere state allertate. Si tratta di tre donne, tutte residenti a Pomigliano e forse già note agli inquirenti. Dopo essere state condotte negli uffici del locale Commissariato di Polizia, al termine delle formalità di rito, potevano fare ritorno a casa in stato di libertà, dopo essere state denunciate con l’accusa di danneggiamento, oltraggio, minacce ed interruzione di pubblico servizio. All’appello mancava il quarto soggetto, forse il marito o il compagno di una delle donne denunciate, che nel frattempo si era allontanato, facendo perdere le proprie tracce. Ma che ugualmente aveva partecipato all’aggressione. Ovviamente gli inquirenti acquisivano e visionavano le immagini registrate dell’impianto di videosorveglianza, di cui è dotato la clinica, oltre ad una serie di elementi utili alle indagini, forniti dal personale sanitario. Le due giovani infermiere venivano giudicate guaribili in 5 giorni, mentre peggio andava all’addetto all’ambulanza, che riportava un danno al polso, che…

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