EDIZIONE INTEGRALE DEL 10 MARZO 2020

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Tutti sono responsabili della salute di tutti

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Dire o scrivere di più sulla problematica Coronavirus o Covid-19 (che dir si voglia), rispetto a quanto si è detto e si sta dicendo anche in queste ore, è praticamente impossibile. Il virus si è ormai insediato nella nostra vita, a prescindere dagli effettivi sintomi avvertiti o meno da ciascuno di noi. Le prescrizioni sanitarie e comportamentali, alle quali attenersi, sono state più volte divulgate dalle autorità competenti. E purtroppo le cifre fornite sino ad oggi sul numero delle persone infettate o poste in quarantena in Campania, delineano una situazione che, da grave, tende al drammatico. Purtroppo non tutti stanno dando un reale e fattivo contributo, affinchè il contagio non continui ad espandersi. Lavarsi spesso le mani è importante. Ma lo è altrettanto cambiare il proprio stile di vita. C’è ancora chi, tra i consumatori, sceglie con le proprie mani i prodotti ortofrutticoli da acquistare, mentre l’esercente non interviene. Chi, il sabato sera, dà vita ad assembramenti in pizzerie, pizzetterie, pub, ecc. in attesa di ritirare i prodotti da portare a casa. Il tutto alla faccia del famoso metro di distanza raccomandato dalle direttive sanitarie. E non mancano scene, soprattutto di giovani, accalcati gli uni accanto agli altri, a consumare al bar una bevanda. Scene che contrastano, con quanto disposto nel DPCM del 4 marzo, alla cui osservazione è deputata anche la Polizia Municipale. E allora: optate per le consegne a domicilio; rinviate i festeggiamenti ad altre date; evitate l’ingresso in locali affollati. E, in caso di sintomi sospetti, non recatevi al Pronto Soccorso o dai medici di famiglia, ma chiamate il 112 o il 1500. Perché tutti sono responsabili della salute di tutti.  

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Polizia Municipale, agente “condannato” a 4 ore di sospensione dalla Commissione disciplinare!!

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Di nuovo riflettori accesi sul Comando della Polizia Municipale, questa volta per la vicenda dell’agente “spedito” dinanzi alla Commissione per i Provvedimenti Disciplinari (UPD), di cui riferimmo il mese scorso. Commissione convocata il 14 febbraio scorso, dinanzi alla quale ci finiva un agente della Polizia Locale neo assunto, nei confronti del quale era stato attivato il procedimento disciplinare, a seguito di contestazione poi trasmessagli. I fatti risalirebbero allo scorso 18 gennaio, quando gli agenti addetti al controllo del sistema di videosorveglianza stavano dando ausilio ad una pattuglia impegnata per i controlli dei veicoli. La “colpa” dell’agente, che faceva parte della pattuglia (tutti sempre rigorosamente disarmati), era quella di dare le spalle (!?) ai suoi colleghi, mentre questi controllavano un veicolo e poi, in quanto distratto, usava il telefono cellulare. Sempre gli agenti della famigerata “control room”, in un secondo momento, avvertivano il neo poliziotto municipale, che stava sopraggiungendo un motorino, il cui conducente era privo del casco protettivo. Ma nonostante l’avvertimento, questi non riusciva a fermarlo al posto di controllo. Il tutto sarebbe poi stato rappresentato all’agente addetta al coordinamento delle pattuglie. Redatta la relativa relazione, affinchè si valutassero gli eventuali provvedimenti da adottare per il comportamento tenuto durante il servizio, questa veniva trasmessa al Vice-Comandante Domenico De Sena. Dalla data di notifica della convocazione dinanzi alla Commissione disciplinare, composta dal Dirigente ad interim della Polizia Locale Vito Ascoli; dal dott.Giuseppe Gargano (subentrato al posto di Gennaro Cascone) e dal Segretario generale Maria Piscopo – Presidente), l’agente aveva venti giorni di tempo, per presentarsi spontaneamente, per rendere dichiarazioni o presentare memorie, depositare documentazione relativa ad eventuali indagini difensive svolte. Assistito, in ciò, eventualmente, dal proprio legale. A rigor di logica si profilava una vera e propria “stangata” per il giovane agente. Difatti l’UPD, che è composto dai Dirigenti comunali interviene, quando siamo in presenza di un reato reiterato o afferente al fenomeno dell’assenteismo e quando le sanzioni, che si intendono irrogare ai dipendenti, sono superiori ai 10 giorni di sospensione dal servizio!! Tra i punti salienti della memoria difensiva inoltrata all’UPD dal legale dell’agente c’era “il ritardo, con il quale gli era stata trasmessa la nota oggetto della contestazione, che non gli aveva permesso di poter approntare la propria difesa e giunta dopo quasi un mese dalla stessa…

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Sequestrati dalla Polizia Municipale e distrutti prodotti alimentari venduti all’aperto

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Prosegue in questi giorni sul territorio cittadino l’attività di controllo e di repressione delle attività abusive di vendita di prodotti alimentari in violazione alle norme sanitarie da parte degli agenti della Polizia Municipale. Infatti diversi esercizi commerciali sono stati multati (con una sanzione di 167,00 euro), mentre per i titolari è scattata anche la denuncia penale. L’operazione è diretta ad assicurare, che la sostanza alimentare giunga al consumo con le garanzie igieniche imposte. La merce, prodotti ortofrutticoli ed ittici, che era esposta all’aperto e, pertanto, potenzialmente pericolosa, è stata sequestrata e distrutta. Gli esercizi commerciali interessati dai controlli e dai sequestri sono fruttivendoli e pescivendoli. Sequestrato anche il mezzo ed i prodotti ortofrutticoli di un venditore ambulante, che è risultato essere assolutamente sprovvisto di licenza. Nel contempo, sempre per restare in tema di attività commerciali, i Carabinieri Forestali della stazione di Marigliano arrestavano per furto di energia elettrica il titolare di un panificio locale. I Militari dell’Arma ed i tecnici dell’Enel accertavano, infatti, che il proprietario dell’attività aveva manomesso il contatore con un magnete, che riduceva la rilevazione dei consumi dell’89%. I tecnici stimavano che l’uomo, di circa 50 anni, aveva sottratto alla società fornitrice di energia elettrica ben 68.500,00 euro. L’uomo, dopo le formalità di rito, veniva posto agli arresti domiciliari, in attesa di affrontare il processo per direttissima.  

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Sversano rifiuti indifferenziati in zona Pip. Dipendenti comunali segnalati alle Forze dell’Ordine

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Ci risiamo. Il Comune ci ricasca ancora. Il riferimento è allo sversamento illecito di rifiuti, all’inizio non ancora ufficialmente identificati, in località Marchesa, nella locale zona Pip, praticato per mesi da alcuni dipendenti del servizio Manutenzione e Verde Pubblico dell’Ente comunale e ripetuto anche nella mattinata di mercoledì 26 febbraio. Solo che questa volta, a piombare sugli ignari dipendenti, erano gli ambientalisti dei “Volontari Anti-roghi” Vincenzo Petrella, Michele Pannella ed Alessandro Cannavacciuolo, che documentavano il tutto e che facevano intervenire sul posto i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Maresciallo Giovanni Caccavale. Nello specifico i giovani filmavano l’automezzo comunale, nel mentre sversava l’erbaccia diserbata lungo alcune strade dagli addetti alla squadretta di manutenzione, dopo essere stata triturata da un altro mezzo meccanico comunale. Un cumulo di erbaccia, che andava ad aggiungersi ad altri cumuli già ivi abbandonati, contenente però rifiuti di varia tipologia non differenziati, a formare una vera e propria discarica abusiva, che si estendeva per alcune centinaia di metri. Nel video divulgato sui social e che, in poche ore, diveniva virale, lo stesso Cannavacciuolo precisava che “durante un’attività di controllo del territorio aveva preso atto di tale di cattiva gestione dei rifiuti e dello sversamento illecito degli stessi, contestandolo agli addetti comunali. I quali riferivano, “di essere stati incaricati a fare ciò dal Comune”. Pertanto contattava i Militari dell’Arma i quali, giunti sul posto, prendevano atto della situazione ed invitavano gli ambientalisti a recarsi in Caserma, per riferire il tutto e per depositare le prove raccolte. Ambientalisti che chiedevano, che gli inquirenti accertassero le responsabilità per quanto accaduto. Ricordando altresì, che tali cumuli di rifiuti, potevano essere dati alle fiamme da ignoti, visto anche l’approssimarsi della stagione primaverile/estiva”. Poco dopo l’area veniva sottoposta a sequestro preventivo dai Carabinieri, in attesa delle decisioni che avrebbe assunto il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Nola, in merito alla conferma o meno del sequestro preventivo. Militari dell’Arma che, nel frattempo, chiedevano alle autorità competenti, di caratterizzare i materiali accatastati a piccole collinette sul terreno sequestrato. Certo che la vicenda ha del clamoroso, visto che lo stesso sindaco Lettieri aveva emanato, pochi giorni prima (il 19 febbraio) l’Ordinanza n.7, relativa alla pulizia e manutenzione di terreni privati, aree libere, spazi di proprietà sia pubblica che privata abbandonati o…

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Rifiuti sversati in zona Pip: le erbacce tagliate dai dipendenti comunali, non della Tekra

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La vicenda dello sversamento illecito di rifiuti di varia tipologia in località Marchesa, nella locale zona dei Piani di Insediamento Produttivi (Pip) che, in pratica, non è mai decollata, per il mancato insediamento di piccole e medie imprese, nonostante gli espropri effettuati dal Comune, praticato per mesi da alcuni dipendenti del servizio Manutenzione dell’Ente comunale e sorpresi nella mattinata dello scorso 26 febbraio dagli ambientalisti locali, tra i quali Alessandro Cannavacciuolo e di cui si riferiva in precedenza, riservava un altro aspetto, non emerso subito. Ossia quello relativo al fatto che tra i servizi, che deve garantire la Tekra, ossia la società che svolge, dal I febbraio 2017, il servizio cittadino di igiene urbana per conto del Comune, c’è anche quello del diserbo stradale, ossia l’eliminazione delle erbe lungo strade, marciapiedi a pavimentazione permanente e piazze, incluse le fasce di pertinenza relative ai bordi di strade e marciapiedi, con esclusione dei fossi, delle cunette, dei giardini e delle zone verdi in genere. La stessa Relazione Tecnico Illustrativa della società precisa che “non saranno utilizzati prodotti chimici, se non preventivamente autorizzati dalla competente Autorità Sanitaria e che la frequenza degli interventi sarà pianificata in base alle necessità, al fine di evitare che le essenze spontanee possano arrecare danno a manufatti e, in particolare, che deturpino l’impatto visivo e riducano il decoro urbano. L’estirpazione avverrà sia mediante asportazione meccanica (manuale e con l’ausilio di strumenti quali tagliaerbe e decespugliatori) sia mediante diserbo chimico, da attuarsi soprattutto in giornate caratterizzate da assenza di vento…”. Inoltre la stessa suddetta Relazione chiarisce che “si garantisce una frequenza di esecuzione di 6 interventi all’anno, di cui quattro nel periodo aprile-settembre e due nel periodo ottobre-marzo”. Interventi che quindi rientrano tra le offerte migliorative della società. Ebbene, come abbiamo anche documentato in passato, non solo al diserbo delle erbacce sul territorio comunale non hanno quasi mai provveduto gli addetti dell’impresa salernitana, ma hanno operato quasi sempre i dipendenti comunali in forza alla squadretta Manutenzione. Una violazione favorita dal mancato o scarso controllo, da parte di chi a ciò è deputato. Ed anche in questi giorni interventi simili sono stati effettuati sull’intero territorio comunale dal personale dell’Ente di Viale della Democrazia. E’ pur vero che i lavoratori della società di Angri potrebbero ancora attivarsi nell’espletare tale…

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Piano Urbanistico comunale, il Comune ricorre contro la bocciatura della Città Metropolitana

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Riflettori ancora puntati sull’adozione del Piano Urbanistico Comunale (PUC), che ha visto la luce dopo “appena” 11 anni, durante i quali sono stati spesi oltre 300 mila euro. Ovviamente l’importante provvedimento, così come già è successo in precedenza, era stato approvato da una Giunta comunale “monca” del maggiore protagonista della vita politica amministrativa locale, ossia il Sindaco Lettieri. La voluminosa Delibera (la n.53 del 03.04.2019), composta da oltre mille pagine, doveva essere approvata dal Consiglio comunale, completando tutto l’iter entro un anno, dopo aver acquisito il parere della Città Metropolitana di Napoli. Che si espresse il 27 dicembre scorso, attraverso la Determina dirigenziale n.9878/2019, bocciando di fatto il Piano. “Non è coerente alle strategie a scala sovracomunale – si legge, tra l’altro, nell’atto amministrativo – a causa di un eccessivo consumo di suolo attualmente agricolo senza una motivata giustificazione di tale surplus”. Una vera e propria doccia fredda per l’esecutivo targato Lettieri che intanto annunciava, con il solito modus propagandistico, che “il Comune è pronto a recepire le indicazioni della Città Metropolitana sulla proposta del Puc, senza stravolgere gli indirizzi del Consiglio comunale”. Un modo, insomma, di rendere la pillola meno amara e di far di far passare lo “schiaffo” della Città Metropolitana come una carezza. La novità, adesso, è rappresentata dalla Delibera di Giunta n.27 del 27.02.2020, con la quale il Comune si è costituito in giudizio, ricorrendo all’organo giurisdizionale, avverso la suddetta Determina dirigenziale dell’Ente di piazza Matteotti, al fine di tutelare i propri interessi e le proprie ragioni. Atto amministrativo che non specifica nemmeno, a quale organo giurisdizionale il Comune presenta il ricorso!! Non resta, dunque, che attendere, che la giustizia amministrativa faccia il proprio corso. Intanto è cosa nota, il passaggio sottoscritto dai tecnici nella relazione istruttoria (Architetti Serena Materazzo e Luigi Saviano), secondo i quali: “dagli elaborati del Puc è emerso, che la localizzazione dei nuovi insediamenti è prevista principalmente nelle aree agricole periurbane, che vanno invece salvaguardate per la loro funzione strategica di frangia e per la realizzazione di corridoi ecologici, anche per consentire il passaggio di flora e fauna. Al contrario – scrivono ancora i due tecnici – non sono state prescelte le aree di insediamento urbano prevalentemente consolidato e le aree di consolidamento urbanistico e di riqualificazione ambientale presenti sul…

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Devasta il Pronto Soccorso ed aggredisce il personale sanitario: arrestato

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Ennesima aggressione in danno del personale del Pronto Soccorso della clinica “Villa dei Fiori” ed ingenti danni arrecati alla struttura. Questa volta l’aggressione, consumatasi alle ore 20:00 circa, era portata da un uomo di 59 anni residente a Casalnuovo, che era giunto pochi minuti prima dinanzi allo sportello del triage (lo sportello presso cui è necessario recarsi, per spiegare i propri sintomi), chiedendo che i sanitari visitassero d’urgenza il figlio 18enne (ritenuto poi in codice verde), che avvertiva dei dolori addominali. Tra l’altro si trattava di aspettare solo pochi minuti, visto che il giovane era preceduto da un solo paziente, tra l’altro già preso in carico dai sanitari. L’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, in quanto ha precedenti per estorsione, era giunto in clinica a tutta velocità a bordo della sua auto, strombazzando di continuo. Una volta sceso col figlio, per far valere le proprie ragioni, dava in escandescenza e si lanciava con ripetuti calci e pugni verso la porta d’ingresso, tentando di abbattere il vetro blindato posto all’ingresso a protezione dell’addetto. “Mio figlio sta male, voi non sapete chi sono io, dovete visitarlo subito” – gridava all’indirizzo del personale medico, che intanto provava a tranquillizzarlo, ma invano. Anzi volavano anche minacce di morte contro la guardia giurata ed i sanitari, costretti a barricarsi all’interno del Pronto Soccorso, dov’erano ricoverati alcuni degenti. E nel quale alla fine l’energumeno riusciva ad entrare, malmenando un infermiere, che tentava di fermarlo e di spiegargli, che le procedure da adottare erano invalicabili, soprattutto a tutela della sua stessa integrità. Ovviamente ogni tentativo di ragionamento risultava vano. Infatti il “devastatore” era convinto, che aggredire medici ed infermieri fosse l’unico modo, per ottenere l’attenzione dei sanitari. Ai medici non restava altro da fare, che allertare i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Maresciallo Giovanni Caccavale i quali, giunti nella struttura sanitaria, bloccavano quel “padre ansioso” e lo arrestavano con l’accusa di danneggiamento aggravato e minacce ad incaricato di pubblico servizio. Dopo averlo condotto in caserma, dove espletavano le formalità di rito, lo accompagnavano presso il suo domicilio. Arresto poi convalidato dal Pubblico Ministero del Tribunale di Nola, che lo rimetteva in libertà in attesa del processo. Uomo che, probabilmente, dovrà poi rispondere di altri reati penali, visto che due addetti ai lavori, spaventati…

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“Non sei una buona musulmana”: sfascia auto e casa della sorella “troppo occidentale”

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Non sei una buona musulmana”: distrugge auto e casa della sorella, 23enne arrestato. E’ quanto accadeva in pieno centro storico, quando i Carabinieri della locale stazione, diretti dal Comandante Giovanni Caccavale, bloccavano un algerino giunto in Italia da due settimane. Il giovane, di fatto, aveva reso impossibile la vita della sorella, stabilendosi nella sua abitazione, con l’intenzione di darle indicazioni sullo stile di vita da seguire. Accusava, infatti, la donna di tenere un comportamento non idoneo a quello di “una buona musulmana”. Diverse le liti consumatesi tra i fratelli, che hanno costretto le Forze dell’Ordine ad intervenire più volte. Lunedì scorso i Militari dell’Arma sorprendevano il giovane, che lanciava pietre contro la finestra dell’appartamento. In precedenza l’auto della 30enne aveva subito diverse ammaccature e la stessa abitazione era stata messa a soqquadro. Per l’algerino sua sorella aveva comportamenti “troppo occidentali”, sia nell’abbigliamento (non indossava il burqa), sia perché fumava. Di qui scattava l’arresto per maltrattamenti in famiglia e danneggiamenti. Dopo le formalità di rito il ragazzo veniva trasferito in carcere, in attesa dell’udienza di convalida. Nello specifico il 23enne era stato sorpreso dai Carabinieri, mentre si stava arrampicando alla ringhiera, per raggiungere l’abitazione dopo che la sorella, esasperata, aveva deciso di vietargli l’ingresso.

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Auriemma: “Acerra ormai è una città lontana dai bisogni reali dei cittadini”.

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“Acerra vive un momento difficile, il Sindaco si è barricato nel palazzo e continua a non coinvolgere né le forze di opposizione, né la Città. Le decisioni vengono prese da due, tre persone, con la conseguenza che Acerra è lontana dai bisogni reali dei cittadini”. E’ questa la frase, con la quale il Consigliere comunale Carmela Auriemma inizia la sua disamina di alcuni punti dell’attività amministrativa del sindaco Lettieri e dalla maggioranza che lo sostiene. “Voglio partire dai concorsi, banditi dal Comune e che si stanno espletando da mesi. Infatti faccio un appello a tutti i ragazzi di Acerra: partecipate! E fatelo convinti, in quanto sono tanti i ragazzi scoraggiati che mi contattano e che neanche ci provano, a farlo un concorso al Comune di Acerra. Si fanno in giro i nomi dei prossimi vincitori delle prove concorsuali e se ne parla, come se si parlasse del totocalcio. C’è il totonomi. Certo, a guardare i nomi degli ultimi assunti, mi viene in mente il titolo di un film: “Una famiglia in Comune”. Ovviamente – prosegue Auriemma – non metto in dubbio il valore ed i meriti dei neo assunti. Ma comprendo chi mi fa notare, che i più bravi sono o elettori di Lettieri, o collaboratori del Sindaco o parenti di Consiglieri di maggioranza. Io ai giovani dico, che devono partecipare, provarci ed impegnarsi fino in fondo. Per non parlare poi del PUC, sul quale pende ancora la bocciatura da parte della Città Metropolitana. Tant’è vero che – continua il Consigliere – ha proposto ricorso avverso la Determina della Città Metropolitana. Intanto le accuse mosse da un Consigliere di maggioranza circa il diretto o indiretto collegamento tra molti terreni divenuti edificabili ed alcuni Consiglieri di maggioranza ed Assessori sono vere o no? L’ho chiesto in Consiglio comunale, ho chiesto una smentita. Ma nulla. Di recente, poi, mi sono soffermata molto sul Bilancio e sono convinta, che non è così “in salute”, come vogliono farci credere. Io non sono un tecnico, ma analizzando gli incarichi professionali, che il Comune conferisce ad avvocati, ho ricostruito alcune posizioni debitorie ed ho scoperto quella richiesta di pagamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E poi quella avanzata dalla Fibe. Debiti che ho denunciato in sede di Bilancio lo scorso dicembre. Ma sono…

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