Edizione Integrale del 7 Novembre 2017

novembre 8th, 2017

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Il Vescovo consegna alla Commissione parlamentare Ecomafie un corposo dossier

novembre 6th, 2017

Faceva tappa in città nel pomeriggio di martedì 24 ottobre, incontrando nella Biblioteca diocesana il Vescovo Antonio Di Donna, la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad essi correlati. E durante l’incontro l’alto prelato non le mandava certo a dire, visto che esordiva, dicendo:

“La Regione ci ha lasciato soli, nonostante che qui sono stati sversati da imprenditori condannati per disastro ambientale oltre un milione di rifiuti tossici e due milioni di sostanze liquide nocive. Ma nonostante le rassicurazioni della Regione, finora nessuna bonifica è stata realizzata, né si conoscono con precisione, quali siano i terreni inquinati. In compenso – aggiungeva il Vescovo – vogliono installarci altre aziende inquinanti. Acerra è satura e non può più sopportare altri carichi ambientali.

Sappiamo che altre società, che trattano rifiuti pericolosi e non, hanno chiesto di insediarsi nella locale zona Asi. Ma noi andiamo avanti, con la speranza che il nostro grido d’allarme venga ascoltato e finisca, una volta per tutte, l’idea che Acerra debba diventare il polo dei rifiuti tossici dell’intera Regione. Non è giusto che sia solo Acerra a sopportare questo peso”.

Parole pronunciate al cospetto della delegazione della suddetta Commissione bicamerale, guidata dal Presidente Alessandro Bratti e dal deputato afragolese Pina Castiello. che precedentemente aveva visitato la discarica di Chiaiano, quella della Resit e lo Stir di Giugliano, nonché la stazione dell’Alta Velocità di Afragola, dove c’è il sospetto che le strutture siano sorte su tonnellate di rifiuti seppelliti dell’ecomafia.

Una struttura che ora è nel mirino della Procura di Napoli Nord, che indaga sulla possibile presenza di una mega-discarica nel sottosuolo del parcheggio ovest, sottoposto a sequestro a luglio scorso. La delegazione raggiungeva poi tale parcheggio, dove nei giorni precedenti si era concluso il carotaggio.

La Campania ha divorato quantità di risorse, senza risolvere nulla o quasi” – erano le dure parole pronunciate dal Presidente, al termine dell’incontro tenutosi in Diocesi e durato circa un’ora. Con il Presidente Bratti c’erano altri 8 parlamentari della Commissione, compreso il Pubblico Ministero Egle Pilla del Tribunale di Napoli, che da oltre un anno collabora con Bratti.

Al quale Monsignor Di Donna consegnava un dossier di 53 pagine preparato dalla Curia, nel quale è stata racchiusa la sintesi del lavoro prodotto dal Vescovo dall’aprile 2014 ad oggi. Il Vescovo acerrano, inoltre, chiedeva alla Commissione “una moratoria, in base alla quale il nostro territorio sia considerato zona di saturazione (come per i territori dove si trovano le cave), che impedisca l’insediamento di altri impianti pericolosi almeno per un certo numero di anni”.

Parole importanti per la comunità locale, quelle pronunciate dal Vescovo, in un contesto dove varie sono state le “sviste” e le “disattenzioni” succedutesi da parte della classe politica territoriale e dei vari organi deputati al controllo. Milioni di ecoballe ancora da smaltire ma soprattutto le bonifiche dei siti inquinati che procedono, nella migliore delle ipotesi, a rilento, nonostante i finanziamenti stanziati a più riprese.

Erano questi i nodi che avevano interessato nella loro prima giornata campana i Commissari. Ad Acerra da 20 anni attendono di essere risanati 30 sversatoi di veleni.

“La legge mi impone di bonificare – diceva il sindaco Lettieri, nell’incontrare la Commissione – ma non abbiamo le risorse necessarie, per mettere riparo ad un disastro incalcolabile. E con quali soldi potrò mai risanare l’immensa area industriale dell’ex Montefibre, ormai dismessa da anni e fallita?”.

A detta di Bratti “queste sono preoccupazioni legittime, perché ad Acerra ci sono delle specificità dovute ad un impatto ambientale robusto, di cui tenere conto”.

 

 

 

 

Polveri sottili: scatta l’allarme sforamenti. La protesta arriva in Consiglio comunale

novembre 6th, 2017

Polveri sottili alle stelle: in appena 10 mesi l’Arpac ha registrato nella zona industriale e nel centro storico (nei pressi di una scuola media inferiore) ben 47 sforamenti del livello delle pericolose polveri sottili, rispetto ai 35 previsti e consentiti dalle normative vigenti in un anno.

Addirittura nelle vicinanze di un’altra scuola media (a poche centinaia di metri, in linea d’aria, dai camini dell’inceneritore e di una centrale a biogas) sono stati conteggiati 49 sforamenti delle temibilissime polveri PM10. Lo smog penetra nei polmoni e comporta l’insorgere di malattie respiratorie, cardiovascolari e di tumori, se si è continuamente esposti.

E già ad aprile scorso fu lanciato un nuovo allarme sull’aria irrespirabile e sulla cappa di smog, che grava su molti Comuni campani ed evidenziato dai freddi ed impietosi dati dell’Arpac. Anche in quella circostanza Acerra superò i limiti consentiti dai parametri, che prevedono una concentrazione non superiore ai 50 microgrammi per metro cubo al giorno. Ed anche allora le istituzioni, che dovrebbero adottare misure drastiche, per limitare il livello di inquinamento, non adottarono alcun provvedimento previsto dai protocolli, atti a limitare i danni alla salute. Neanche la limitazione del traffico veicolare e dei mezzi pesanti.

“Intanto l’impianto sito in località Pantano continua a bruciare ancora di più – incalzò il Vescovo Antonio Di Donna il 21 giugno scorso – e si fa fatica a mantenere le posizioni attuali e, addirittura, a scongiurare nuovi pericoli. La nostra città è destinata a diventare l’agnello sacrificale di tutta la Regione e di uno pseudo piano di smaltimento dei rifiuti, bocciato anche dal Governo”.

Sotto accusa finirono le promesse fatte dal Governatore De Luca di un maggior controllo sull’impianto e sui rifiuti inceneriti attraverso la costituzione di un osservatorio aperto a tecnici e comitati ambientalisti, ma mai decollato. Sull’allarme smog, ma anche per evitare l’insediamento di due nuove aziende ritenute ad alto impatto ambientale si teneva, su richiesta della coalizione guidata dal Pd, la seduta del Consiglio comunale dello scorso 25 ottobre.

Tra i provvedimenti richiesti all’ordine del giorno proposto dai Consiglieri di minoranza eletti alle ultime amministrative nella colazione guidata da Paola Montesarchio, c’è una moratoria di 5 anni per la localizzazione di nuove industrie inquinanti nella zona Asi. “Inceneritore e centrale elettrica a biomasse immettono nell’atmosfera 8 miliardi di metri cubi di gas combustibile esausto, di cui il 30% ricade su Acerra” – denunciano i Consiglieri di opposizione De Maria, Zito, Catapane, Soriano e Montesarchio. Insomma per Pd ed alleati Acerra non potrebbe sostenere il peso di ulteriori insediamenti di aziende, che trattano rifiuti o comunque ad alto impatto ambientale, che inciderebbero ulteriormente sulla qualità dell’aria ma anche sui terreni destinati all’agricoltura, nonché sulle falde acquifere già parzialmente compromesse dalle discariche abusive colme di rifiuti tossici.

Una posizione già condivisa in passato dal sindaco Lettieri e dalla sua maggioranza, che ha proposto ricorso al Tar Campania contro il Decreto dirigenziale di Palazzo Santa Lucia, che ha espresso parere di compatibilità ambientale per il progetto proposto dall’azienda “Cisette srl”, per l’allocazione, nella zona industriale, di un impianto per la messa in riserva, stoccaggio, recupero e smaltimento di rifiuti pericolosi e non, chiedendo l’annullamento e la revoca del permesso rilasciato.

“Oggi tecnicamente non esiste alcuna moratoria nonostante gli annunci del Sindaco, perché gli ulteriori passaggi amministrativi non sono stati mai portati a termine ed in Consiglio daremo il nostro contributo, se si tratterà di votare una moratoria tecnica, che abbia una reale efficacia” – accusa su facebook il Consigliere comunale dei 5 Stelle Carmela Auriemma, nel chiedersi i motivi per i quali il Comune non abbia prodotto ricorso anche contro l’insediamento dell’altra azienda di trattamento dei rifiuti pericolosi.

Per l’Arpac nell’area nolano-acerrana i responsabili delle polveri sottili sarebbero in massima parte il traffico veicolare (41%) ed i riscaldamenti (38%) sopratutto d’inverno.

Ma i picchi maggiori si sono registrati ad agosto scorso, quando nell’area industriale sono stati registrati dalle centraline della rete regionale di monitoraggio ben 18 giorni, in cui le polveri sottili hanno superato i limiti di legge. In un periodo, cioè, di rallentamento del traffico veicolare e dell’attività industriale.

Per gli ambientalisti locali non ci sarebbero dubbi sulle fonti di inquinamento: roghi di rifiuti, inceneritore e la centrale elettrica Friel. Ma nello studio commissionato dalla “A2A”, la società lombarda che gestisce l’inceneritore, tutte le emissioni compaiono al di sotto dei limiti fissati dalle normative.

 

 

Ritira l’attrezzatura per il nuovo servizio di raccolta differenziata: cade rovinosamente

novembre 6th, 2017

Nelle scorse settimane riferimmo dell’Eco Sportello, ossia dell’ufficio attrezzato per la gestione ordinaria del personale addetto allo start up, dove possono recarsi gli utenti, che gli incaricati non hanno trovato a casa e presso il quale ritirare l’attrezzatura idonea, per effettuare il nuovo servizio di raccolta differenziata, esibendo anche la cartolina lasciata dal facilitatore.

Il citato Sportello si trova in una stradina pedonale priva di nome, che collega via Manzoni a Viale della Democrazia e, tra l’altro, non è sormontato neanche da una tettoia, che ripari gli utenti da eventuali condizioni atmosferiche avverse e che è stato individuato dal gestore nella Casa comunale. Per sapere con quali modalità e a quali condizioni contrattuali e se con l’espletamento dell’intero iter autorizzativo, per praticare un’apertura nel muro del Comune, le forze politiche di opposizione presenti nel Civico consesso chiesero, durante il Consiglio comunale dello scorso 25 ottobre, all’Assessore al ramo Cuono Lombardi, di riferire in merito.

E questi disse che “la stessa impresa è stata autorizzata dai Dirigenti competenti ad allocarvi l’ufficio, quantunque è prevista la stipula di un contratto tra le parti con la corresponsione, da parte dell’azienda, di un canone mensile di locazione a favore del Comune. Mi impegnerò a fornire l’intera documentazione relativa a tale tematica ai Consiglieri comunali, che oggi hanno posto il quesito nell’aula consiliare”.

Ma a pochi centimetri dalla finestra dell’Eco Sportello, dalla quale vi “passano” i contenitori, c’è un dissuasore a forma di sfera che, se non visto da chi procede caricato di bidoncini, potrebbe rappresentare un pericolo.

Ed infatti alcuni giorni fa una donna di circa 50 anni, dopo aver ritirato il kit completo, nel mentre si dirigeva verso l’auto parcheggiata poco distante, gravata anche dal peso dei mastelli, cadeva rovinosamente sulla “palla”, al di sopra della quale c’è un gancio metallico.

La donna, in stato di choc, veniva accompagnata al Pronto Soccorso della clinica “Villa dei Fiori”, dove riceveva le necessarie cure da parte del personale sanitario, che le avrebbe diagnosticato una prognosi di tre giorni, come da referto medico.

Sul posto interveniva anche il personale della Polizia Municipale, che provvedeva ad effettuare un rilievo fotografico e a relazionare sull’accaduto. Non è ancora chiaro, se la donna adirà le vie legali contro l’Ente comunale. Ma sono chiare le modalità, con cui vengono trattati i cittadini-contribuenti locali. Che, probabilmente, si sono meritati tutto ciò.

 

Joseph Fontano

 

 

Esercente ferito da banditi con una mazza da baseball. Rubati 700 euro

novembre 6th, 2017

Rapina violenta in uno store ubicato lungo una strada di periferia, gestito da una coppia di cinesi. Ferito gravemente il titolare, costretto a ricorrere alle cure dei sanitari della clinica “Villa dei Fiori”.

Volendo procedere ad una ricostruzione dei fatti, erano da poco trascorse le ore 20:00 quando due giovani, con il volto travisato dal cappuccio di una felpa, giunti in via San Gioacchino a bordo di uno scooter, facevano irruzione in un negozio gestito da una coppia di asiatici, posto nel seminterrato del condominio denominato “Parco dei Pini”.

Uno dei rapinatori aveva tra le mani un bastone, con il quale minacciava il gestore, che già stava preparandosi alla chiusura, intimandogli di consegnare il denaro, che si trovava nella cassa. All’interno del negozio, oltre al titolare, c’era solo la moglie con il figlioletto di 5 anni, che avrebbe assistito a tutto l’episodio delinquenziale, consumatosi in pochi secondi.

Improvvisamente, forse a causa della reazione dell’esercente, il bandito si lanciava contro il negoziante, colpendolo con il bastone al centro del cranio, provocandogli una profonda ferita lacero-contusa. Subito dopo, impossessatisi dell’intero incasso della giornata presente nella cassa, ossia 700 euro circa, i due fuggivano a bordo dello scooter, facendo perdere le loro tracce, mentre la moglie dell’esercente si fiondava all’esterno del negozio, invocando aiuto e l’intervento dei passanti e degli altri commercianti della zona.

Il malcapitato, copiosamente sanguinante, quantunque contattato il 118, veniva trasportato da alcuni passanti presso il Pronto Soccorso del presidio sanitario locale dove i medici, dopo avergli suturato la ferita con l’applicazione di sette punti di sutura, decidevano di tenerlo in osservazione per l’intera notte. Sul posto giungeva una volante del locale Commissariato di Polizia, diretto dal Vicequestore Antonio Cristiano. Subito gli inquirenti avviavano le dovute indagini, coordinate dalla Procura di Nola e sulle quali vige il massimo riserbo, per cercare di dare un volto ed un’identità ai malviventi.

I poliziotti procedevano a visionare le fasi del raid predatorio attraverso i filmati dalle telecamere, poste a sorveglianza dell’attività commerciale, con l’auspicio che avessero registrato immagini utili alle indagini.

Nino Pannella

 

Contributi per le imprese agricole danneggiate dalle gelate del 2017

novembre 6th, 2017

Roma viene in aiuto di Acerra e dell’amministrazione comunale targata Lettieri. Infatti attraverso un comunicato stampa il Sindaco, nei giorni scorsi, ha annunciato che il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha accolto la richiesta avanzata dal Comune di Acerra, presentata con Delibera di Giunta comunale n.91 del 26 aprile 2017, volta all’inserimento delle imprese agricole, operanti nel territorio comunale, danneggiate dalle gelate dell’aprile 2017, tra i destinatari di interventi di sostegno.

Tutte le aziende agricole interessate a presentare la domanda di aiuto, devono necessariamente farlo entro e non oltre la scadenza fissata al 12 dicembre 2017, redatta sul modello disponibile sul sito del Comune di Acerra, www.comune.acerra.na.it, oppure scaricando gratuitamente l’applicazione Comunicacity direttamente sul proprio smartphone o dal sito della Regione Campania o del Ministero delle politiche agricole.

La richiesta presentata dal Comune di Acerra con la suddetta Delibera di Giunta è stata la condizione necessaria, senza la quale il Ministero stesso avrebbe escluso il territorio acerrano e le imprese agricole, che operano nella stessa zona, tra le possibili beneficiarie del sostegno.

Alla base dell’azione dell’Amministrazione comunale c’è il riscontro, che le forti gelate dello scorso aprile hanno provocato notevoli danni alle attività produttive locali, in particolar modo per il settore agricolo e per tutte le coltivazioni, con ricadute negative alla filiera agricola locale sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo.

Proprio lunedì 30 ottobre, presso il Teatro Italia, si è tenuto un convegno sul futuro della nostra agricoltura e dei suoi addetti dal titolo: “C’è futuro per la nostra agricoltura?”, al quale hanno preso parte il Vice-Ministro dell’Agricoltura, Sen.Andrea Olivero, il Consigliere regionale della Campania e membro della Commissione Agricoltura, dott.Francesco Alfieri, il Vescovo Antonio Di Donna ed alcuni Sindaci dei sei Comuni, che fanno parte della Diocesi.

Un convegno sul futuro della nostra agricoltura e dei suoi addetti

novembre 6th, 2017

In preparazione alla “67aGiornata nazionale del Ringraziamento per i frutti della terra”, che la Chiesa italiana celebra domenica 12 novembre, il Vice-Ministro dell’Agricoltura, Sen.Andrea Olivero, interveniva lo scorso 30 ottobre, in occasione di un convegno dal titolo: C’è futuro per la nostra agricoltura?” organizzato presso il Teatro Italia, per parlare del futuro agricolo di Acerra.

Al convegno partecipavano anche il Vescovo Antonio Di Donna, il dott.Francesco Alfieri, Consigliere regionale della Campania e membro della Commissione Agricoltura, mentre venivano invitati tutti i Sindaci dei sei Comuni, che fanno parte della Diocesi.

Anche quest’anno, dunque, in occasione della Giornata del Ringraziamento, il Vescovo ha invitato «tutti gli uomini di buona volontà, che hanno a cuore l’agricoltura ed il bene della nostra amata terra», a riflettere sulla sua vocazione agricola.

Per l’alto prelato «l’agricoltura è una risorsa preziosa per l’occupazione ed il lavoro, è il motore della nostra economia territoriale nonostante questo tempo di crisi. Ma essa è anche qualcosa di più: è il primo deterrente, nella nostra terra ferita, contro l’inquinamento dei terreni. Perché, se tutti i campi fossero coltivati da contadini attenti a presidiare il territorio, esso rimarrebbe vivo ed al riparo dalla devastazione ambientale delle discariche a cielo aperto e dei rifiuti tossici interrati».

Lo stesso Vescovo durante il convegno, nel ricordare tutte le eccellenze agricole acerrane, diceva: “Purtroppo la naturale vocazione agricola locale cedette il passo al posto fisso nelle aziende, riducendo l’agricoltura ad un’attività per il tempo libero. Poi la crisi dell’industria (vedi ex Montefibre) e la piaga dell’inquinamento ambientale hanno spesso lasciato i contadini senza lavoro e senza attività agricola. Da qui deriva il titolo di questo convegno.

Ho più volte esortato i consumatori locali, a comprare il prodotto acerrano – aggiungeva Di Donna – e sono sempre accanto ai contadini, sollecitando un piano agricolo. Ed oggi sappiamo quali sono i fondi inquinati, quali quelli preservati e quali quelli non coltivati, che vanno però messi a coltura. Ho sollecitato una filiera tra agricoltori e consumatori, un brevetto per le eccellenze locali ed una moratoria delle aziende inquinanti, che vogliono insediarsi nella nostra zona Asi.

Inoltre la presenza dell’inceneritore e di tutto ciò che è connesso all’impianto, contrasta non poco con la volontà dei consumatori, di voler acquistare prodotti locali e delle aziende agricole di voler investire ad Acerra. Ma gli agricoltori devono sempre operare in sinergia, per vincere una battaglia comune”.

Il Dott.Alfieri, invece, nel suo intervento dichiarava: “Non c’è futuro per l’umanità, se non c’è futuro per l’agricoltura. Essa va vissuta come risorsa ed è quella più prossima ed utile all’uomo, perché preserva l’ambiente, produce cibo sicuro e rappresenta il 4% dell’occupazione.

I giovani stanno ritornando alla pratica dell’agricoltura, dopo essersi formati a scuola e all’Università e ciò può abbassare l’età media degli operatori agricoli. La stessa Regione ha stanziato ingenti risorse per i lavoratori compresi tra i 18 ed i 40 anni, con un capitale procapite che oscilla tra i 45 ed i 50 mila euro, più ulteriori forme di supporto. Infatti l’attività agricola necessita di figure quali l’esperto alla comunicazione, il veterinario, l’agronomo, ecc. E poi – aggiungeva il Consigliere – anche la Campania, che ha 6 milioni di abitanti e che produce meno di quanto ha bisogno, è ricca di marchi Dop, Igp, come il pomodoro San Marzano, la mozzarella di bufala, che impiega 20 mila addetti”.

Dal canto suo il Senatore Olivero diceva: “Negli anni l’agricoltura ha cercato di preservarsi da una fase globalizzante ed omologante, senza però riuscirvi. E ciò ha interessato anche l’Italia. Su che cosa, allora, l’agricoltura nazionale e campana doveva puntare, per competere con chi, quantitativamente, era incontrastabile e costringeva gli altri a svendere i propri prodotti?

Sulla qualità, sulle produzioni specifiche, che tengono conto delle caratteristiche del territorio, dei terreni di qualità, della coesione sociale, delle competenze, della tracciabilità, ad esempio, delle carni fresche, delle conserve, dei latticini, dell’ortofrutta. E poi dei controlli che oggi, in Campania, marchiata con la denominazione Terra dei Fuochi, sono molto serrati e rigidi, proprio per garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti agroalimentari immessi sul mercato e per sventare eventuali truffe.

Inoltre le aree campane inquinate sono limitate e la terra qui fa un grande filtro con la falda acquifera, quantunque occorre avviare ad horas le bonifiche”.

Interessante anche il contributo offerto da Giuliano Ciano, rappresentante del Consorzio Nco, a proposito di agricoltura sociale praticata da piccoli nuclei familiari su terreni sottratti alla criminalità organizzata.

 

Joseph Fontano     

Rubato lo scooter al portalettere nel rione “Madonnelle”

novembre 6th, 2017

Si era allontanato dallo scooter per pochi minuti, per consegnare la corrispondenza in un palazzo ma quando tornava, non trovava più il due-ruote. Il furto veniva commesso di mattina nel periferico e popoloso rione Madonnelle, quando un ladro portava via sia il motorino che la borsa dello stesso, contenente la corrispondenza da recapitare.

Al malcapitato postino non restava altro da fare, che recarsi presso il Commissariato di Polizia, diretto dal Vicequestore Antonio Cristiano, per sporgere denuncia contro ignoti per furto. Secondo quanto trapelava, il portalettere avrebbe tentato anche di raggiungere il ladro, ma ogni tentativo risultava vano. Quasi certamente si tratta di un furto su commissione.

Ricevuta la denuncia, gli inquirenti avviavano le dovute indagini, per cercare di dare un volto ed un’identità al malvivente e per ritrovare il mezzo, che potrebbe essere utilizzato per portare a segno azioni delinquenziali, senza insospettire nessuno. I poliziotti procedevano anche alla ricerca di eventuali sistemi di videosorveglianza presenti in zona, che avessero registrato immagini utili alle indagini.

Secondo un’altra versione, invece, il dipendente di Poste Italiane sarebbe stato avvicinato da un ladro con il volto travisato dal cappuccio di una felpa, nel mentre aveva appena finito di consegnare la corrispondenza e, minacciato di morte, sarebbe stato costretto a cedere il motorino e depredato dello stesso.

Anche se negli uffici del Commissariato avrebbe specificato, di non aver visto alcuna arma. L’identikit è quello di un ragazzo di corporatura esile, di circa 30 anni e dall’accento napoletano. Un nuovo episodio dunque di violenza verificatosi sul nostro territorio.

Consiglio comunale: scontro sul documento presentato dall’opposizione

novembre 6th, 2017

Il Consiglio comunale tenutosi mercoledì 25 ottobre, in un’aula consiliare gremita di persone aveva dunque, all’ordine del giorno, la questione ambientale, con particolare riferimento all’allocazione di nuove industrie inquinanti nella zona Asi e all’inibizione all’insediamento di impianti ed aziende insalubri sul territorio di Acerra per almeno 5 anni.

I membri della Pubblica Assise si interrogavano, su quale strumento possa consentire una reale funzione di contrasto alle aziende inquinanti visto che il Comune, di solito, può esclusivamente dare un parere dal punto di vista urbanistico. Ma sotto gli altri aspetti sono gli organi sovracomunali a decidere, se un’azienda può o meno insediarsi.

Civico consesso che si susseguiva all’ennesima richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale chiesta dalla società “Irmes”, che si occupa della messa in riserva, recupero rottami non ferrosi e commercio all’ingrosso di rottami metallici. Azienda che chiede l’autorizzazione allo scarico non in pubblica fognatura, per la quale è competente il Comune di Acerra (e per la quale già è giunto il parere favorevole dell’Asl Napoli 2 Nord). Comune che è anche ordinariamente competente in materia di impatto acustico. Una vicenda che risale allo scorso mese di luglio e che avrà il suo clou il 21 novembre prossimo, quando a Napoli avrà luogo la Conferenza dei Servizi.

In Consiglio veniva anche inoltrata la proposta di un censimento delle aziende già esistenti sul territorio, così da avere un reale e preciso quadro della situazione. Censimento che, però, dovrebbe essere stato effettuato già nei mesi scorsi, soprattutto dopo che la Procura della Repubblica di Nola – sezione di Polizia Giudiziaria, ad aprile 2016, formulò al Comune una richiesta urgente di un elenco delle aziende artigianali, produttive ed industriali presenti sul territorio comunale, che sono potenzialmente o di fatto fonti di emissioni in atmosfera. E ciò a seguito delle indagini che l’Autorità Giudiziaria stava compiendo, atte a verificare e ad approfondire la problematica inerente alla qualità dell’aria che, in molte occasioni, ha registrato un superamento dei limiti di legge delle sopra citate polveri sottili nei Comuni ricadenti nel comprensorio urbano e territoriale di Acerra, Pomigliano e Nola.

L’elenco dettagliato delle aziende piccole o grandi presenti sul territorio comunale, utile per le successive attività investigative ed i necessari riscontri tecnici, doveva essere trasmesso entro e non oltre la fine del mese successivo e doveva riportare, per ogni azienda individuata, la tipologia dell’attività e l’indirizzo della sede di lavoro.

Tornando alla seduta del Consiglio comunale, i Consiglieri di minoranza eletti nella colazione guidata da Paola Montesarchio, proponevano di deliberare circa un documento, che proponeva una moratoria per la localizzazione di nuove industrie inquinanti nella zona Asi.

E ciò, a detta della Montesarchio, “perché gli atti prodotti sino ad oggi, compresa la Delibera di Consiglio comunale del marzo 2015, sono risultati scarni e lacunosi, non idonei a potersi opporre concretamente all’insediamento delle aziende in area Asi. Tale documento, invece, fatto seguire da un tavolo di concertazione con l’Asl, l’Arpac e gli altri organi sovracomunali, che sono parte integrante delle Conferenze dei Servizi, possono evitare che anche questo divenga carta straccia, come i precedenti”.

Una posizione condivisa anche dal Consigliere Carmela Auriemma (5 Stelle), che ricordava “come le centraline di rilevamento dell’Arpac attestino i continui sforamenti dei livelli consentiti delle polveri sottili, anche nei pressi di una scuola media e come siano ben 116 i casi di non rilevamento che, come nel caso del Comune di Pozzilli, potrebbero essere catalogati come negativi”.

Sulla stessa falsariga, poi, erano gli interventi dei Consiglieri Tardi e Laudando, i quali dicevano: “L’eventuale votazione odierna del documento proposto dall’opposizione, fermerà davvero l’insediamento delle aziende, che ne fanno richiesta in Regione, sul nostro territorio?

Invece la soluzione sta nella metodologia da adottare e, quindi, nel redigere e sottoscrivere un documento in Commissione consiliare Ambiente, presieduta dal Consigliere Maietta, che conosce le criticità sanitarie locali, congiuntamente a tutte le parti istituzionali coinvolte, comunali e sovracomunali e proporre lo stesso per l’adozione, al Consiglio comunale, con tanto di parere tecnico”.

Ma la Montesarchio replicava che “anche nel 2014, come suggerito da Laudando, fu fatto un passaggio in Commissione consiliare ma ad oggi, a distanza di tre anni, non è stato prodotto nulla e si è perso ulteriore tempo”.

 

Joseph Fontano    

 

 

Consiglio comunale: Lombardi fornisce risposte ai quesiti posti sul servizio igiene urbana

novembre 6th, 2017

Chi sembrava riuscire a fare un pò di ordine e di chiarezza durante i lavori del Consiglio comunale, di cui si riferiva in precedenza, era il Presidente della Pubblica Assise Andrea Piatto, il quale indicava nell’endoprocedimento la possibile soluzione all’inibizione all’insediamento di impianti ed aziende insalubri sul territorio di Acerra.

Ossia le aziende, che intendono insediarsi in zona Asi, devono avviare il procedimento presso il Comune di Acerra che, a sua volta, scrive all’Arpac, all’Asl ed agli altri organi competenti e, dopo aver verificato l’intera istruttoria ed averla messa in relazione con i deliberati del Consiglio comunale, può infine esprimersi sulla possibilità o meno di assegnare il terreno e di rilasciare le dovute autorizzazioni. Circa le autorizzazioni edilizie, il nostro Piano Urbanistico Comunale soggiace alle linee d’indirizzo dei Piani Urbanistici regionali e provinciali.

Alla fine, dopo un’infinita discussione tra le parti il documento, quantunque scorporato di un paio di punti, che devono ricevere i necessari pareri tecnici, non potendo essere deliberato così com’era, veniva rimandato al prossimo Civico consesso, ripresentato sotto forma di mozione o di ordine del giorno e magari trattato nella Commissione consiliare Ambiente, per renderlo più incisivo.

Si passava, poi, alla discussione dell’argomento relativo al nuovo sistema di raccolta differenziata, che veniva introdotto dal Consigliere Vincenzo De Maria, che elencava le criticità emerse a seguito della consegna alle utenze delle attrezzature, soprattutto ai condomini più numerosi e di cui abbiamo dettagliatamente riferito sugli scorsi numeri. In proposito a riferire in aula era  l’Assessore all’Igiene Urbana  Cuono Lombardi, il quale diceva:

“Per i condomini con più di otto nuclei familiari, restano i carrellati, mentre il sistema delle buste codificate non viene adottato, poiché non possiamo sforare i costi del servizio del Capitolato d’Appalto.

Per quanto concerne la percentuale della raccolta differenziata, che dal 70 per cento è scesa al 64 per cento, non vi sarà alcuna sanzione economica ai danni del Comune, se lo stesso non raggiungerà quota 65% entro il prossimo 31 dicembre, poiché a tale percentuale occorre arrivare entro dicembre 2020, datosi che la Regione Campania è attualmente priva dell’impiantistica necessaria per arrivare a tale percentuale.

Dai primi di novembre inoltre – proseguiva Lombardi – partirà in via sperimentale, laddove sono stati consegnati i kit, il nuovo piano di raccolta differenziata, previa emissione di apposita Ordinanza sindacale. Circa l’allocazione, da parte della società Tekra, dell’Eco Sportello all’interno della Casa comunale per l’attività dello Start Up e con quali modalità essa è avvenuta, la stessa impresa è stata autorizzata dai Dirigenti competenti ad allocarvi l’ufficio, quantunque è prevista la stipula di un contratto tra le parti con la corresponsione, da parte dell’azienda, di un canone mensile di locazione a favore del Comune. Mi impegnerò a fornire l’intera documentazione relativa a tale tematica ai Consiglieri comunali di opposizione, che oggi hanno posto il quesito nell’aula consiliare.

In merito, poi, alle due isole ecologiche, sia quella sita in località Frassitelli che quella sita a via Mulino Vecchio, entrambe non furono riconsegnate dall’ex affidatario del servizio cittadino di igiene urbana, ossia la società Falzarano, nelle stesse condizioni, alle quali le aveva ricevute in affidamento e senza effettuare gli interventi, tesi a garantire la fruibilità e la funzionalità delle due strutture, quantunque sollecitata a ciò.

E dovendo procedere al ripristino ed alla messa in sicurezza dei due centri di raccolta, come da Delibera di Giunta comunale n.46 del 19 ottobre scorso, i lavori (che ammontano a 120 mila euro ndr) saranno effettuati in danno della società sannita.

Anche perché, a seguito di atti vandalici, entrambe le piattaforme sono state oltremodo danneggiate, con strutture ed attrezzature che si presentano deteriorate e che quindi necessitano di un’opera di recupero radicale. Inoltre – concludeva l’Assessore – la società Tekra, attuale gestore del servizio cittadino di igiene urbana, deve garantire la continua sorveglianza (anche se il Decreto Ministeriale 8 aprile 2008 parla di presidio ndr) delle due isole ecologiche. Il non aver ottemperato, fino ad oggi, a tale obbligo, le ha comportato l’addebito di alcune sanzioni pecuniarie”.

Anche se sembrerebbe che il Capitolato d’Appalto non obblighi la società, che ha in gestione i due impianti, a garantire la vigilanza anche dopo l’orario di chiusura dei due centri. Se così fosse, il Comune sarebbe costretto ad un esborso economico molto consistente e per ben 7 anni, per garantire la vigilanza delle due isole.

 

Joseph Fontano