Edizione Integrale del 17 Aprile 2019

 

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Concorso per poliziotti municipali, ecco le proposte di Zito e Auriemma ai troppi “ostacoli”

Ancora riflettori puntati sui concorsi banditi dal Comune e, nello specifico, su quello indetto per la copertura di 11 posti di agenti della Polizia Municipale, con rapporto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato, la cui scadenza è fissata per il 21 aprile 2019. Un concorso riservato a chi non ha superato il limite massimo di età di anni 32 ed al quale saranno ammessi alle prove d’esame selettive i candidati giudicati idonei alle prove preselettive di efficienza fisica.

Adesso, senza voler scomodare la cosiddetta “parentopoli”, che torna sempre alla ribalta, quando si parla di concorsi indetti al Comune, è degna di trattazione invece una nota, che reca la firma dei Consiglieri comunali di opposizione Carmela Auriemma e Domenico Zito e trasmessa, nei giorni scorsi, al Segretario generale dell’Ente e all’Autorità Nazionale Anti-Corruzione.

Un’iniziativa assunta a seguito delle tante istanze avanzate da molti giovani in cerca di lavoro ma penalizzati, tra l’altro, dagli eccessivi costi da sostenere, per poter prendere parte a detta selezione concorsuale. Ecco di seguito i punti salienti del testo della nota trasmessa, nella quale si specifica, che tutti gli appositi certificati medici, attestanti l’idoneità dei requisiti richiesti, da allegare alla domanda, devono essere rilasciati da una struttura sanitaria pubblica e/o accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale.

“I sottoscritti consiglieri comunali, riguardo al concorso pubblico per esami, avente ad oggetto la copertura di n.11 posti, al profilo professionale di Istruttore Vigilanza cat.C1 a tempo pieno e indeterminato, rappresentano quanto segue: l’avviso pubblico, così come strutturato dall’Amministrazione, subordina l’ammissione al concorso, alla presentazione di una serie di certificazioni mediche, da allegarsi alla domanda di ammissione. In particolare viene richiesto agli aspiranti candidati documentazione idonea ad attestare di essere in possesso: dei requisiti fisici; dell’idoneità per il rilascio del porto d’armi; del senso cromatico e luminoso normale; della funzione uditiva normale; dell’idoneità sportiva agonistica per l’atletica leggera.

Al riguardo si rappresenta che gli scriventi consiglieri hanno raccolto molteplici segnalazioni da parte dei cittadini circa l’eccessivo costo, che dovrebbe affrontare, chi decide di partecipare al concorso.

Ed invero ottenere tutta la documentazione comporterebbe un esborso economico, che si aggira intorno ai 350,00/400,00 euro. Spesa che ogni singolo candidato dovrebbe affrontare già all’atto dell’ammissione. E’ evidente che tale onere ha un effetto deterrente alla partecipazione.

A ciò devono aggiungersi le oggettive difficoltà, che gli aspiranti candidati stanno riscontrando, nell’ottenere i citati certificati a causa delle lunghe liste d’attesa, che si registrano presso le strutture sanitarie pubbliche e/o accreditate.

Rappresentato ciò, si rileva che in moltissimi casi di concorsi come quello in esame, la documentazione attestante le qualità fisiche richieste è stata richiesta solo in prossimità dell’ultima prova selettiva. Pertanto si chiede di valutare la possibilità di prorogare il termine per l’ammissione al concorso e, nel contempo, di predisporre un’inversione delle prove selettive, lasciando come ultima quella definita dal bando “efficienza fisica” e predisponendo la presentazione della documentazione certificante le richieste idoneità fisiche, solo all’esito del superamento delle prime due prove, ovvero quella orale e scritta.

Tali modalità garantirebbero una maggiore partecipazione ed eviterebbero un inutile esborso di denaro per gli aspiranti candidati.

E ciò a tutto vantaggio dell’amministrazione e dei cittadini. Tali osservazioni, a parere di chi scrive, assumono un maggior significato anche alla luce della scarsa partecipazione, registratasi allo scorso concorso, avente ad oggetto la medesima figura professionale, programmato e pianificato, così come prevede attualmente l’avviso pubblico in oggetto.

Certi della sensibilità a recepire le suindicate osservazioni”.

 

J.F.

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Variazione di Bilancio, scontro Martino-Auriemma in Consiglio comunale

Tra i punti all’ordine del giorno affrontati durante il Consiglio comunale dello scorso 12 aprile e tenutosi in un’aula consiliare praticamente deserta, c’era quello inerente all’approvazione della Delibera di Giunta comunale n.24 del 20.02.2019, avente ad oggetto “la variazione del Bilancio di Previsione finanziario 2019-2021”.

Un atto amministrativo illustrato dall’Assessore alle Politiche Finanziarie Gerardina Martino e che diveniva fertile terreno di scontro con il Consigliere comunale Carmela Auriemma. Infatti, nel suo intervento, l’assessore precisava che “tale variazione si era resa necessaria, perché solo di recente è giunta la conferma, da parte della Regione, che avrà luogo la manifestazione denominata Borghi e Castello e che coinvolge anche il Comune di Acerra. Che, però, deve compartecipare per una quota parte alle spese. Perciò l’Ente ha attinto i fondi da alcuni capitoli di spesa, che sono risultati maggiormente rimpinguati”.

A replicare era Auriemma, la quale diceva:

“Come movimento politico siamo per questo tipo di eventi. Ma si tratta di riproporre eventi che purtroppo, fino ad ora, tra assalti al Castello e concerti con nomi importanti, non hanno apportato benefici alla città, finendo per essere estemporanei e solo degli spot.

Infatti il deserto che caratterizza il nostro tessuto urbano lo dimostra appieno. Ed anche adesso stiamo parlando di una somma cospicua, ossia circa 168 mila euro. E purtroppo – proseguiva l’esponente pentastellata – vedo che, per finanziare queste feste, sono state tagliate per migliaia di euro spese correnti da capitoli quali la vigilanza alla Casa comunale, la pulizia di locali, le spese per gli indigenti e per le politiche sociali.

Inoltre ci sono fatture per migliaia di euro da saldare relative al 2018, anche per quelle della pubblica illuminazione. Tant’è che c’erano anticipazioni di cassa”.

E mentre nel suo intervento il Consigliere Paola Montesarchio si mostrava anch’essa perplessa sulla ricaduta positiva, che tali eventi possono avere per Acerra, visti i precedenti, lamentando uno scarso coinvolgimento delle opposizioni sui progetti culturali, sulle modalità e sui tempi di realizzazione di tali eventi cittadini, la Martino sbottava contro la Auriemma e dichiarava:

“Non mi può confondere il prelievo per il pagamento delle utenze del Comune con l’evento Borghi e Castelli. Anzi, nei giorni scorsi, mi è giunta una nota dal suo Movimento, con cui si chiedeva il rateizzo delle somme, che sono state chieste agli eventuali inquilini morosi degli appartamenti del complesso Ice-Snei e relative al recupero dei canoni di locazione arretrati, attraverso la notifica agli stessi di un sollecito pre-coattivo di pagamento di detti canoni, con la specificazione dell’importo dovuto e dei periodi non corrisposti. Faccio presente – aggiungeva il componente l’esecutivo del sindaco – che la politica del rateizzo è adottata da quest’Ente già dal 2016. Certe strumentalizzazioni non dovrebbero esserci”.

Pronta arrivava la piccata replica del Consigliere grillino, che diceva: “I contratti di assegnazione degli alloggi, pur essendo meri atti di gestione, sono stati sottoscritti dinanzi ad un organo politico, qual è l’assessore, e non davanti al Dirigente al ramo. Inoltre sono stati dati 15 giorni di tempo agli inquilini, per corrispondere gli importi dovuti, pena la trasmissione dell’iter all’Equitalia. Una situazione che denuncio in questa sede e che mi scandalizza alquanto. Altro che strumentalizzazione”.

Interveniva anche il Consigliere Francesca La Montagna la quale, supportata dalle sue competenze, affermava: “A mio avviso Auriemma ha le idee un pò confuse e non c’è alcuna irregolarità, nel fatto che gli abitanti dell’Ice-Snei abbiano sottoscritto dei contratti di locazione dinanzi all’assessore”.

“Peccato che i sopra citati inquilini non la pensino così – precisava Auriemma – visto che una cinquantina di loro si sono recati presso la sede del Movimento 5 Stelle con la propria documentazione”.

 

Joseph Fontano

 

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In Consiglio comunale discusse le opere pubbliche da realizzarsi in città

Circa la seduta del Consiglio comunale datata 12.04.2019, di cui riferivamo in precedenza, in ordine alla variazione di Bilancio approvata, per aderire alla manifestazione denominata “Borghi e Castelli”, interveniva il Sindaco Lettieri, il quale diceva:

“Chiedo al Presidente della Commissione Cultura, di convocare una commissione, per illustrare le attività, che saranno organizzate in città. Cercheremo di renderle strutturate, di levatura nazionale, così che rientrino nei vari circuiti regionali. L’intento è anche quello, di realizzare altri eventi settimanali, valorizzando la musica, il teatro, il cinema e tutte le branche culturali, che possano contribuire al rilancio culturale cittadino. Inoltre vedo che molte attività commerciali si stanno adeguando ad una nuova visione della città, che io comunque non reputo desertificata”.

All’ordine del giorno del Civico consesso c’era anche l’approvazione della Delibera di Giunta comunale n.43 del 20.03.2019 e relativa ai lavori di realizzazione di un Palazzetto dello Sport Polivalente, ubicato a via Deledda e che comporta un impegno di spesa pari a 3 milioni di euro. Delibera poi approvata all’unanimità dei presenti.

“Il palazzetto dello sport costituirà aggregazione per la comunità – si legge nella relazione istruttoria dell’atto amministrativo – e sarà strumento di diffusione di socialità, che permette alla Pubblica Amministrazione di utilizzare l’impianto, non solo come punto di offerta sportiva, ma molto più come luogo d’incontro e di sviluppo di politiche sociali attraverso lo sport. La crescita demografica registrata nell’ultimo decennio nel territorio comunale necessita di creare spazi di aggregazione per la comunità e di convivenza civile per gli abitanti…”.

Su questo punto interveniva il Consigliere Paola Montesarchio, il quale diceva: “Sono favorevole alla Delibera, però abbiamo sul territorio opere già iniziate e non terminate. Pertanto si finanzia un’altra opera, mentre non si completano quelle già avviate. Compresa la tendostruttura, dove gli spogliatoi sono da sistemare”.

A replicare era l’Assessore all’Urbanistica Giovanni Di Nardo, il quale diceva: “Non vedo una situazione così catastrofica. I lavori al Parco Urbano e all’Arcoleo stanno proseguendo, mentre per la piscina attingeremo ai fondi Pics”.

Altra Delibera di Giunta approvata all’unanimità era la n.44 del 20.03.2019 e relativa ai lavori di realizzazione di un Parco Urbano Multifunzionale ed Ecosostenibile denominato Parco Akeru, ubicato in località “Lupara”, di 60 mila mq e che comporta un impegno di spesa pari a 8,5 milioni di euro. Fondi che saranno richiesti della Città Metropolitana di Napoli.

“La crescita demografica registrata nell’ultimo decennio nel territorio comunale – si legge, tra l’altro, nella relazione istruttoria dell’atto amministrativo – ravvede la necessità di creare spazi all’aperto e di convivenza civile per gli abitanti. Inoltre il parco costituisce un polmone verde per l’intera città e potrà offrire al pubblico spazi aperti, anche espositivi per la realizzazione di percorsi espositivi della fauna e della flora locale…”.

Su questo punto il Consigliere Auriemma diceva: “La realizzazione di un parco in periferia allora era possibile anche negli anni scorsi. Pertanto non occorreva distruggere lo Stadio comunale, per realizzare il Parco Urbano, in nome di una centralità urbanistica che, in questo caso, non c’è”.

 

J.F.

 

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Comando della Polizia Locale nel caos. I neo assunti assegnati all’ordine pubblico senza averne titolo

Tornano a riaccendersi di nuovo i riflettori (ed ormai accade con una certa frequenza) sul Comando della Polizia Municipale, attualmente diretto dal Cap.Domenico De Sena titolare, dal 6 marzo scorso, come da Decreto dirigenziale, anche della posizione organizzativa.

Stavolta a dare fuoco alle polveri sono stati i rappresentanti delle tre sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil), che hanno sottoscritto il verbale dell’assemblea sindacale tenutasi venerdì 5 aprile, poi trasmesso al Sindaco, al Segretario generale, al Dirigente, al Vice-Comandante della Polizia Municipale ed alla Prefettura di Napoli. Sindacalisti che si sono dichiarati pronti, a proclamare lo stato di agitazione, a fronte dei presunti atti di discriminazione, consumatisi negli ultimi tempi in danno di un gruppo di appartenenti al corpo della Polizia Locale, che sembra essere frazionato in due tronconi.

Secondo quanto è stato reso noto, sembrerebbe che con l’inserimento in organico dei 16 nuovi aspiranti agenti della polizia municipale (che sono comunque agenti in prova e che resteranno tali, fino a quando non hanno terminato il periodo) e che sono stati inseriti in un solo turno di servizio, il Comando si sia diviso tra vecchi e nuovi, mettendo nell’angolo i cosiddetti “vecchi” non allineati, senza tenere conto della valorizzazione dei lavoratori maturi (over 50).

I nuovi, tra l’altro, sarebbero adibiti ad attività non sempre operative di viabilità, mentre il personale con anzianità di servizio superiore (financo 38 anni di servizio), sarebbe adibito a servizi operativi di viabilità. Tra l’altro i sindacati denunciano anche che, in alcuni casi, nel Comando non si sia favorita nemmeno la conoscenza personale tra colleghi dello stesso corpo.

Un vero peccato perché, a nostro avviso, per integrare gli agenti, non occorre ricorrere, ad esempio, al “rito dell’accoglienza”, organizzato nella tavernetta di qualcuno. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stato l’inserimento dei neo assunti tra i destinatari dello straordinario elettorale, come da Determina dirigenziale n.502 dell’8.4.2019 e con compiti di ordine pubblico.

Un bel tesoretto, che è stato negato ai “vecchi”, che hanno partecipato all’assemblea sindacale, osteggiata in tutti i modi tanto che, nel mentre si teneva l’assemblea stessa (regolarmente convocata dalle tre sigle sindacali), si teneva in loco un importante corso di formazione sulla nuova zona a traffico limitato, al quale il personale che aveva deciso di prendere parte all’assemblea, è stato costretto a rinunciare.

Di certo le tre sigle sindacali hanno evidenziato una criticità non da poco, soprattutto quando hanno specificato, che “il personale di polizia locale, ai sensi e per gli effetti della legge 65/86, svolge solo compiti ausiliari di ordine pubblico e sotto il comando della Questura”.

Compiti di ordine pubblico che possono essere effettuati, solo se si è in possesso del relativo Decreto prefettizio, delle tutele assicurative di legge e delle attrezzature messe a disposizione (pistola compresa) del personale impiegato. Un esempio, poi, di discriminazione posto in essere dal Dirigente e dal Vice-Comandante contro i “soliti noti”, è inerente al cambiamento dei turni di servizio senza alcuna spiegazione logica e senza alcuna informazione preventiva o notizia, spostato di turno rispetto a quello programmato, passando dal servizio di mattina a quello di pomeriggio.

Tra l’altro questo spostamento improvviso, ingiustificato, deplorevole ed incomprensibile ha provocato nel personale (stando a quanto si legge nel verbale), una cospicua perdita economica, dovuto alla perdita del diritto al buono pasto e mettendo quote di salario accessorio.

Naturalmente, per cercare di gettare acqua sul fuoco, i rappresentanti sindacali hanno dichiarato “la loro disponibilità ad effettuare un incontro con le parti competenti (o con lo stesso sindaco), al fine di trovare soluzioni condivise o chiarire eventuali malintesi e, in caso di inerzia, circa la soluzione delle problematiche evidenziate, proseguiranno le iniziative sindacali a tutela del personale, con il coinvolgimento degli organi di stampa”.

Insomma una dichiarazione di tregua armata. Tenuto conto del modus operandi dell’amministrazione Lettieri, non è da escludere che le parti arriveranno ad uno scontro frontale, vedendo soccombere, chi continuerà ad opporsi a questo modo di gestire la Polizia Locale, usata solo per fare cassa in danno della comunità locale.

Di sicuro c’è da dire, che una tale situazione non si può di certo definire edificante per il nuovo Vice-Comandante del corpo, promosso di recente anche ad un grado superiore.

 

Nino Pannella

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Il nuovo Piano Urbanistico comunale approvato in Giunta senza il Sindaco

Sono stati necessari “solo” 11 anni, per adottare il Piano Urbanistico Comunale (PUC). Ovviamente l’importante provvedimento, così come già è successo in precedenza, è stato approvato da una Giunta comunale “monca” del maggiore protagonista della vita politica amministrativa locale, ossia il Sindaco Lettieri.

Ora la voluminosa Delibera (la n.53 del 3.4.2019), composta da oltre mille pagine, dovrà essere approvata dal Consiglio comunale, dove potrebbe essere emendata. Secondo quanto è stato fatto sapere dall’amministrazione comunale, con questo piano si mirerebbe (il condizionale è d’obbligo), a salvaguardare le zone agricole, garantendo alla città più servizi e meno abitazioni.

Da una prima lettura dell’atto amministrativo, nel prossimo decennio dovrebbero essere realizzati circa 10 mila vani. Ma nel redigere il Piano il progettista sembra essersi dimenticato dei sottotetti realizzati nel corso degli anni. Vere e proprie unità abitative, che hanno fatto la fortuna (politica e personale) di qualche potente politico nostrano.

Ora è più che mai forte la sensazione, che più di qualche amministratore comunale possa avere qualche importante interesse nell’approvazione finale del Puc, già presentato in pompa magna circa 11 anni fa dall’ex Sindaco Espedito Marletta nella sala convegni del Castello dei Conti alla presenza dell’ex Assessore all’Urbanistica Giovanni La Montagna, del progettista capogruppo del documento Arch.Leonardo Benevolo, dell’Assessore provinciale all’Urbanistica Francesco Domenico Moccia e degli Assessori regionali Gabriella Cundari (Urbanistica) ed Andrea Cozzolino (Attività Produttive).

Al termine della passerella venne inaugurata una mostra pubblica con gli elaborati del preliminare del Piano. Da allora sono passati 10 anni ed 11 mesi e sono stati spesi (nel corso del tempo), oltre 300 mila euro. Un vero e proprio tesoretto. Quel Piano era stato deliberato dal Consiglio comunale il 16 aprile 2007. A presiedere la Pubblica Assise c’era proprio l’attuale primo cittadino.

Con 21 voti favorevoli ed un astenuto, l’assemblea cittadina approvò le linee d’indirizzo al Piano. A distanza di pochi mesi, in modo del tutto inaspettato, il sindaco Marletta venne mandato a casa dalla sua stessa maggioranza.

I soliti maligni fecero trapelare, che la causa della congiura fosse proprio il Puc. Tornando all’attualità, il provvedimento adottato senza la presenza del primo cittadino (e, quindi, si presuppone senza il suo parere), prevede la riduzione della quantità di insediamenti residenziali del 30-40% rispetto allo strumento redatto nel 2008 e poi adottato dal Commissario straordinario Marcello Fulvi nel 2012, che non trovò approvazione definitiva per la mancanza della Valutazione Ambientale Strategica.

Naturalmente con l’adozione del Piano da parte della Giunta si avvia la fase di raccolta di ulteriori osservazioni e suggerimenti, che dovrebbero pervenire con la partecipazione civica. Subito dopo il Piano dovrebbe essere trasmesso al Consiglio comunale che, di certo, non è quello che il 2007 espresse le linee d’indirizzo.

Seppur è vero che “a pensare male si fa peccato”, è chiaro che nel corso di questi lunghissimi 11 anni (dal 2008 ad oggi), molte cose sono cambiate e più di qualche amministratore comunale (Consigliere o Assessore) potrebbe avere interessi diretti o indiretti nell’approvazione “flash” del nuovo Puc.

 

Nino Pannella

 

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Ecco cosa scrive la stampa quotidiana sull’approvazione del Piano Urbanistico Comunale

Adesso, relativamente al Piano Urbanistico Comunale (PUC), approvato il 3 aprile scorso dalla Giunta comunale targata Lettieri e di cui riferivamo in precedenza, questo è quanto riportava qualche altro noto quotidiano a poche ore dall’approvazione dello stesso.

“Tremila nuovi appartamenti da realizzare in parte come “riempimento” dell’area già urbanizzata. Ma le nuove case saranno in maggioranza costruite in regime di edilizia convenzionata, all’interno di quella che sarà una sorta di corona urbana della città, una mezzaluna che si svilupperà da sud est a nord ovest. Sarà composta da 60 aree edificabili.

Superficie totale impegnata dalla futura “città satellite” a ridosso della cintura urbana storica: 686.909 metri quadrati. E’ tutto contenuto nel nuovo Piano Regolatore di Acerra, adottato dalla Giunta comunale. Si torna, dunque, a costruire ad Acerra, secondo Comune più esteso a Nord di Napoli dopo Giugliano, ma con le aree agricole libere e più ampie del territorio.

Si torna quindi a cementificare in modo consistente nel napoletano, dopo circa una dozzina d’anni di quasi totale blocco delle attività edilizie. Ma qui saranno necessari altri due passi: il voto del Consiglio comunale ed il parere della Città Metropolitana. L’iter si dovrà completare entro un anno. Nel frattempo sono scattate le norme di salvaguardia. C’è un giallo però.

Il primo cittadino – prosegue l’articolo – non ha votato il provvedimento. Non ha votato nemmeno il preliminare del Piano, a dicembre scorso. E su questo aspetto Lettieri non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Ma l’opposizione polemizza. “Il sindaco Lettieri, ancora una volta, ogni qualvolta si è deliberato su questo, è stato assente per una precisa scelta. C’è un conflitto d’interessi: lui ha il dovere di spiegare alla città i caratteri e la natura di questo conflitto” – stigmatizza Pasquale Marangio, del coordinamento cittadino del Pd, ex assessore all’Ambiente ed ex consigliere comunale per vari anni.

“Ci opporremo con tutte le nostre forze a questo nuovo sacco di Acerra – aggiunge l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo”. Lettieri invece sostiene che “si tratta di un Piano, che pone al centro verde e servizi e che rispetta l’agricoltura. Il Piano prevede la riduzione della quantità di insediamenti residenziali del 30-40% rispetto allo strumento redatto nel 2008 e poi adottato dal Commissario straordinario nel 2012, senza approvazione definitiva”.

Inoltre rassicura il sindaco, “ci sarà un minor consumo di suolo per insediamenti residenziali ed abitazioni ed una maggiore tutela per le zone agricole e peri-urbane, per consentire il mantenimento dell’uso agricolo dei suoli”.

Il primo cittadino – conclude l’articolo – cita il Puc mai partorito dal Comune, perché bocciato nel 2012 dalla Regione, che ne sanzionò la strategia ambientale. In realtà sono stati due gli strumenti urbanistici, con cui sono state realizzate le nuove costruzioni ad Acerra: il Piano Regolatore risalente al 1982 e la variante al Piano regolatore del 1998.

Ma poi concretizzata nella prima metà degli anni duemila con il rilascio di una serie di concessioni edilizie, che portarono alla realizzazione di 2200 sottotetti abusivi, in gran parte non condonabili ma “regolarmente” abitati”.

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Ex campo rom abusivo in zona Candelara, l’Asl intima di bonificare l’amianto

Ancora riflettori puntati sull’ormai ex campo rom abusivo, sito in località Candelara e sgomberato nella mattinata del 27 febbraio scorso, a seguito dell’abbattimento delle baracche irregolari, realizzate su un terreno privato, in ottemperanza all’Ordinanza dirigenziale n.83 del 28.11.2018, emessa dal Dirigente comunale all’Urbanistica e che scadeva il 1 marzo scorso.

Nei giorni successivi, anche con la collaborazione della ditta, che si occupa del servizio cittadino di igiene urbana, si provvedeva alla caratterizzazione ed alla rimozione dei rifiuti provenienti dalle demolizioni, per un importo pari a 39.853.00,00 euro.

Ma poiché l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo riteneva che “a Candelara c’è il pericolo di incendi, in quanto là abbiamo trovato tonnellate di rifiuti pericolosi: guaine bituminose, amianto, ingombranti, carcasse di auto, pneumatici, plastiche speciali ed in quanto quel sito è stato per anni una centrale abusiva di smaltimento e d’incendio di rifiuti, occorreva fare un’indagine approfondita, per procedere ad un’adeguata bonifica”.

E presentò, in data 23.03.2019, un esposto-denuncia con allegato rilievo fotografico, indirizzato alla Procura della Repubblica di Nola, al Ministero dell’Ambiente, ai Carabinieri di Castello di Cisterna, all’ANAC, all’Asl Napoli 2 Nord e all’Arpac ed avente ad oggetto le emissioni in atmosfera di sostanze pericolose, la gestione illecita di rifiuti e la bonifica senza titoli autorizzativi dell’ex campo rom di Candelara. Dall’esposto si evince che gli ambientalisti “notavano che, all’interno del sito erano in corso operazioni di scavo con movimentazione di terreno misto a rifiuti.

Il tutto con l’ausilio di mezzi d’opera, nonché di operai privi di dispositivi di protezione individuali), intenti ad “abbancare” i rifiuti (pericolosi e non) nei punti marginali del campo. Operazioni che comportavano – a detta degli istanti – l’emissione di polveri aereodisperse, chiaramente visibili anche ad occhio nudo.

Ebbene, come riportato nei giorni scorsi anche dalla stampa quotidiana, a giudicare dalla riconsegna del sito nella disponibilità dei proprietari del terreno, la rimozione dei rifiuti disposta dal Comune era ufficialmente terminata il 30 marzo scorso.

Ma per le autorità sanitarie non è così ed il Dirigente dell’Ufficio Igiene Ambientale dell’Asl Napoli 2 Nord, Michelangelo Luongo, dopo un sopralluogo effettuato in seguito alla denuncia di alcuni ambientalisti, rilevava che nella zona degli interventi sia stato rinvenuto, nonostante l’avvenuta rimozione sottoscritta dal Comune, “materiale frantumato contenente probabilmente amianto, rifiuti combusti, inerti ed urbani”.

La presunta presenza di amianto, spaccato ed in grandi quantità, veniva fotografato da alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle ed ambientalisti della zona.

Si attendeva, dunque, che si procedesse alla messa in sicurezza del campo, da effettuarsi in base alle prescrizioni dettate dall’Asl, con l’apposizione di un doppio strato di plastica speciale, a seguito di un’ordinanza sindacale, la cui emissione sarebbe stata richiesta al sindaco Lettieri dalla stessa Asl.

 

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Riceviamo e pubblichiamo.

L’amianto è ancora una di quelle piaghe, che colpisce la nostra città, creando danni all’incolumità delle persone e all’ambiente.

Per questo, cogliendo l’occasione di un bando regionale, che stanziava dei fondi, attraverso i quali eseguire interventi di bonifica su edifici pubblici, abbiamo richiesto, ad inizio marzo, all’amministrazione comunale, di attivarsi per intercettare tali fondi ed impegnarli per il territorio.

Tra gli edifici pubblici che, presumibilmente, contengono amianto, vi sono alcuni istituti scolastici, l’edificio del Giudice di Pace, il Civico Cimitero, l’ex Mattatoio comunale, lo Stadio comunale di via Manzoni ed il complesso abitativo Ice-Snei.

Tra essi, quindi, ci sono luoghi ad alta affluenza e residenza abitativa. Finalmente il 27 marzo 2019, la Giunta comunale, con la Delibera n.50, dopo averla recepita, ha fatto sua la nostra richiesta. Siamo pertanto soddisfatti, di aver dato il nostro fattivo contributo.

Il nostro operato al servizio della città come sezione cittadina del Movimento 5 Stelle continua con impegno e passione, dando voce a chi non ce l’ha.

 

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Il Decreto “Crescita” proroga la mobilità anche ai 50 operai ex Ngp. L’impegno di Auriemma

Sullo scorso numero riferimmo dell’ex Montefibre, ossia del polo chimico tessile acerrano, dove la produzione è ferma dal maggio del 2004 per ristrutturazione e che sarebbe dovuta ripartire nell’estate del 2009.

E lo facemmo con particolare riferimento alla situazione dei 50 operai della Ngp (Nuova Gestione Polimeri), uno dei tre rami d’azienda, in cui era stata frazionata la Montefibre, prima della definitiva dismissione. Con esattezza la loro mobilità era scaduta lo scorso 18 marzo, relegando 50 tute blu senza alcuna forma di sussidio per i prossimi mesi, a differenza degli altri 240 loro colleghi dello stabilimento di Contrada Pagliarone.

Il Decreto di proroga per le aree a crisi complessa, come quella di Acerra, assicurava difatti l’erogazione dell’assegno di mobilità per quei lavoratori, i cui ammortizzatori sociali siano scaduti entro il 31 dicembre del 2018. Fuori tempo massimo, quindi, per le tute blu di Ngp, la cui mobilità è terminata lo scorso 4 gennaio per un ritardo, con cui l’Inps aveva autorizzato i vecchi ammortizzatori sociali scaduti.

Ma, come da noi anticipato mercoledì 3 aprile, giungeva dal Consiglio dei Ministri il via libera alla proroga della mobilità anche per i suddetti 50 operai fino al 31 dicembre prossimo, oltre allo stanziamento di 30 milioni di euro per le aree di crisi complessa della Campania per il finanziamento degli ammortizzatori sociali.

l dispositivo, inserito nel Decreto “Crescita”, prevede la proroga per 12 mensilità per tutti i lavoratori delle aree a crisi complessa dei poli industriali di Acerra, Marcianise-Airola, Torre Annunziata-Castellammare e Battipaglia-Solofra, che cesseranno un trattamento di mobilità ordinaria o in deroga entro il periodo dicembre 2018 fino alla fine di quest’anno. L’emendamento approvato dal Governo, proprio in virtù dell’allungamento dei termini di scadenza fino al 31 dicembre, ha interessato quindi anche le sopra citate 50 tute blu dell’ex Ngp.

Il tutto in attesa di un’eventuale reindustrializzazione dell’area ex Montefibre. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato anche un piano di grandi investimenti pubblici nelle aree di crisi complessa della Campania e del Veneto.

Per i tre suddetti poli campani sarebbero stati stanziati 60 milioni di euro, per riavviare le attività produttive dismesse da anni. A tale scopo verrà costituito un “gruppo di coordinamento di controllo”, formato da due rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico, un delegato per la Regione Campania, l’Istituto per il Commercio Estero e l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive, che avrà il compito, entro 10 mesi, di definire ed attuare i progetti di riconversione e riqualificazione industriale.

Per l’area di Acerra sarebbero previsti investimenti ingenti per la bonifica dell’ex polo chimico-tessile dismesso e progetti di rilancio industriale in partenariato con possibili imprenditori privati nel campo di progetti ad alta tecnologia, che vedrebbero reimpiegati una parte dei lavoratori ex Montefibre.

“Tutti i lavoratori ex Montefibre beneficeranno delle misure di sostegno al reddito per l’intero 2019 – precisa il Consigliere comunale Carmela Auriemma (Mov.5 Stelle), particolarmente impegnata sulla vertenza degli ex operai del polo chimico acerrano – ma la sfida più grande sarà quella di ridare un lavoro vero a questi lavoratori, perché solo così verrà ridata la loro dignità.

Anche con un rilancio del sito, che dev’essere compatibile con il nostro territorio, senza più la presenza di industrie insalubri. Tutto quanto ottenuto fino ad oggi è il risultato incessante del lavoro fatto dal Movimento 5 Stelle a tutti i livelli istituzionali, fino al Governo.

Già dalle colonne di questo giornale avevo annunciato, che era in arrivo un Decreto ministeriale importantissimo, di cui ero a conoscenza da settimane.

Ed infatti era necessario un nuovo emendamento, da inserire in un Decreto Legge. Decreto Crescita, che riguardava proprio chi era rimasto fuori dalle proroghe sostegno. Come vedete, la forza di cambiare in meglio le cose è più forte dei gufi e dei rematori contro”.

 

J.F.

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