Edizione Integrale del 7 Marzo 2019

 

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I Circolo: entro dicembre il termine dei lavori

Una buona notizia emergeva durante il Consiglio comunale dello scorso 25 febbraio. Infatti, anche se con circa 6 mesi di ritardo, veniva dato riscontro all’interrogazione con risposta nel Civico consesso indirizzata, in data 06.09.2018, dal Consigliere comunale Carmela Auriemma all’Assessore all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici Giovanni Di Nardo e relativa allo stato dei lavori ed alla data di consegna del ristrutturando Primo Circolo didattico di Piazzale Renella.

Ricordando che gli stessi lavori presero il via a maggio 2017. Ebbene il componente l’esecutivo targato Lettieri specificava che, stando al cronoprogramma dei lavori alla struttura (con riferimento al nuovo cronoprogramma, visto che quello precedente si riferiva a maggio del 2018), “i lavori al plesso scolastico saranno portati a termine entro il prossimo mese di dicembre 2019. Con tanto di collaudo dell’immobile e di consegna dei lavori”.

E’ noto che la scuola fu interdetta attraverso l’Ordinanza n.9 dall’ex Commissario straordinario Marcello Fulvi nell’ottobre del 2011, per i necessari lavori di ristrutturazione, adeguamento funzionale, miglioramento sismico e riqualificazione. Da ricordare inoltre che, con Decreto n.25447 del Provveditorato alle OO.PP della Campania e del Molise, era stato approvato il progetto dell’opera per un importo pari ad euro 6.770.000,00.

Non senza dimenticare che, in data 24.03.2015, si verificò un incendio presso la palestra del plesso scolastico in questione. Cantiere dell’edificio scolastico che fu occupato, il 4 aprile 2018, dai disoccupati aderenti all’ex progetto regionale “Bros”, per rivendicare il loro diritto al lavoro e conseguente interruzione dei lavori. Disoccupati che avrebbero rinvenuto, di lì a poco, nella palestra della scuola, una vera e propria bomba ecologica, composta da serbatoi e vasche in amianto ed eternit, forse riconducibili allo stesso edificio scolastico.

Una grande e significativa presenza di amianto nella cosiddetta “Scuola più Bella del Mondo”. Che, prima della fine dell’anno scorso, fu rimosso.

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Evviva la Legalità!!

Sarà stato il discorso tenuto dal Sindaco Lettieri durante il Consiglio comunale di lunedì 25 febbraio, durante il quale ha ripetutamente pronunciato la parola legalità. Sarà stata la volontà di dare un taglio netto ad un modus faciendi del passato.

Ma, a nostro avviso, le dichiarazioni rese alla stampa dall’Assessore alla Polizia Municipale, alla Viabilità, alla Videosorveglianza ed alla Sicurezza Urbana, Vincenzo Iorio e relative alla possibilità che i rimorchi dei carri allegorici non omologati sfilassero in città, come avvenuto negli anni scorsi, meritano un plauso ed una particolare evidenza.

“I possessori dei trattori – dichiarava l’Assessore alla stampa quotidiana – negli anni scorsi presentavano un’autocertificazione. Ma ora le regole sono cambiate. Se gli organizzatori non presenteranno i collaudi dei rimorchi, la sfilata non si potrà fare nemmeno domenica prossima (3 marzo 2019 ndr). E per regolamento comunale i Comitati bob possono chiedere soldi agli sponsor”.

La speranza, adesso, è che la stessa attenzione, dedicata al tema della legalità in occasione dei festeggiamenti del Carnevale, sia dedicata presto dall’amministrazione comunale ad altre questioni cittadine, quali la legittimità della segnaletica orizzontale urbana, con particolare riferimento alle strisce blu, agli stalli di sosta ed ai parcometri, non abilitati ai pagamenti con bancomat o carta di credito, come recita la legge.

Con i verbali elevati dai poliziotti municipali che sono a rischio annullamento, per non aver adeguato le strade, a quanto è previsto dal Codice della Strada.

O alle due isole ecologiche cittadine, dove si continua a non rispettare il Decreto Ministeriale dell’8 aprile 2008, che parla di presidio dei centri di raccolta, durante le ore di chiusura degli stessi, anche per sottrarli alle cattive intenzioni di chi, introducendosi all’interno, potrebbe incendiare i rifiuti ivi presenti. Con conseguente disastro ambientale prodotto.

O a qualche struttura pubblica, ancora occupata da persone non meglio identificate, quantunque la stessa appartenga al patrimonio comunale ed altro ancora.

 

J.F.

 

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Carnevale Acerrano 2019, la Commissione incaricata esprimeva parere negativo

Relativamente all’evento denominato “Carnevale Acerrano 2019”, promosso dall’Associazione Pro Loco di Acerra, che aveva raccolto sotto la propria egida nove associazioni cittadine e di cui riferivamo sullo scorso numero tornava a riunirsi, presso la sala Giunta del Comune, lo scorso 20 febbraio (dopo la riunione infruttuosa tenutasi cinque giorni prima), la Commissione comunale di Vigilanza Pubblico Spettacolo, al fine di far esprimere ai componenti della stessa il parere di “competenza” per la sfilata dei carri allegorici.

Anche se va specificato, che il primario compito della Commissione non è quello di esprimere un parere di competenza (così come richiesto dal primo cittadino Raffaele Lettieri), ma quello di svolgere funzioni di controllo sul grado di sicurezza, salubrità, ed igiene delle “strutture”, destinate allo svolgimento di spettacoli. Commissione che, alla fine, esprimeva parere negativo.

E ciò sia perché non era stata presentata la documentazione relativa alla formazione safety e security del personale addetto alla sicurezza indicato nella relazione. E sia perché non era stata presentata idonea documentazione, comprovante l’omologazione dei rimorchi adibiti al trasporto dei carri allegorici.

Una vera e propria doccia fredda per gli organizzatori, che sui social già avevano annunciato la manifestazione, co-finanziata dal Comune con una somma pari a 40 mila euro, come da Delibera di Giunta comunale n.21 del 12.02.2019.

A presiedere i lavori c’era il Vice-Sindaco Cuono Lombardi. Presenti inoltre anche il Vice-Comandante della Polizia Municipale Ten.Domenico De Sena; il Dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale Ing.Giovanni Soria; il responsabile dell’U.O.P.C. dell’Asl Napoli 2 Nord Dr.Antonio Rea e l’ispettore dei Vigili del Fuoco Raffaele Vastarella. In rappresentanza dell’associazione di volontariato promotrice dell’evento c’era l’Arch.Clemente Delle Cave responsabile, tra l’altro, del Piano Sicurezza, redatto a tutela della pubblica incolumità dei partecipanti all’evento.

In ogni modo il diniego era nell’aria già da alcuni giorni. Molto probabilmente gli stessi problemi organizzativi si sono verificati anche negli anni precedenti, tutti misteriosamente superati, omettendo di applicare in modo corretto le norme e le leggi. Le stesse che sono state osservate dai membri della Commissione mercoledì 20 febbraio, senza guardare in faccia a nessuno.

Di certo era difficile ipotizzare, che il Sindaco si sarebbe assunto in toto la responsabilità, autorizzando la manifestazione, anche in assenza del giudizio non favorevole di una Commissione, da lui stesso convocata. Non senza dimenticare che l’istanza è stata presentata soltanto in data 12.02.2019, ossia decisamente fuori tempo massimo, tenuto conto che il Regolamento comunale del 18 luglio 2006, approvato dal Consiglio comunale, prevede che l’istanza dev’essere presentata 60 giorni prima dell’evento.

Al termine dei lavori della Commissione l’aria che si respirava all’interno del palazzo bianco di Viale della Democrazia era carica di tensione.

Oltre ai pareri sulla viabilità (che dovevano essere rilasciati dal Comando della Polizia Municipale, sulla scorta delle valutazioni di carattere tecnico), va chiarito che i carri allegorici installati sui veicoli (tramite apparecchiature meccaniche, oleodinamiche, elettriche e così via, i pupazzi, le maschere e le varie rappresentazioni), devono essere conformi alle vigenti normative in materia di sicurezza e che le attrezzature sopraelevate (di tipo meccanico e elettromeccanico, di supporto alle allegorie carnevalesche, ove capaci di movimento autonomo, rispetto al moto del carro) devono essere state progettate, realizzate e collaudate seguendo, per quanto applicabile, l’attuale norma europea sulle attrazioni.

Inoltre, prima di giudicare i carri, che devono essere tutti certificati, occorreva prendere in esame l’idoneità dei rimorchi agricoli  che, oltre ad essere regolarmente immatricolati, (quindi devono avere una carta di circolazione, completa di omologazione ed un numero di telaio), non possono avere dimensioni al di fuori delle norme, secondo quanto prevede il Codice della Strada.

Se uno di questi elementi fosse mancato, sarebbe stato davvero difficile far uscire sulle strade cittadine queste macchine da festa dal forte sapore “fuorilegge” o, per lo meno, a rischio. Naturalmente gli obblighi di legge sono tutti in capo ai singoli proprietari, titolari o gestori di carro, che non possono aggirare il problema sottoscrivendo, senza che nessuno li controlli, una semplice autocertificazione, così com’è stato fatto ripetutamente in passato.

 

Nino Pannella

 

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Carnevale 2019, niente sfilata dei carri domenica 24 febbraio. Via libera al Carnevale “statico”

Relativamente all’evento denominato “Carnevale Acerrano 2019”; promosso dall’Associazione Pro Loco di Acerra; di cui riferivamo in precedenza; che occupava per più giorni consecutivi le pagine di alcuni quotidiani e che assumeva, sempre di più, le sembianze di una telenovela tornava a riunirsi al Comune, lo scorso 22 febbraio (dopo le riunioni infruttuose tenutesi nei giorni precedenti), la Commissione comunale di Vigilanza Pubblico Spettacolo, al fine di far esprimere ai componenti della stessa il parere di “competenza” per la sfilata dei carri allegorici.

Un parere decisamente anomalo, visto che la Commissione ha l’onere del controllo e non delle competenze. Commissione presieduta, questa volta, dall’Assessore alla Legalità ed alle Politiche Finanziarie Gerardina Martino e che, due giorni prima, già aveva espresso parere negativo alla realizzazione dell’evento, per la mancata esibizione di una serie di documentazioni e di certificazioni necessarie. Ma che cosa di sostanziale poteva essere cambiato, nell’arco di 48 ore? Nulla.

Infatti la riunione non aveva luogo, per l’assenza del responsabile dell’Asl Napoli 2 Nord e dell’ispettore dei Vigili del Fuoco. Motivata, naturalmente, dal fatto che le convocazioni vanno inoltrate almeno 5 giorni prima.

Ma rispetto a due giorni prima, l’unica cosa che gli organizzatori avrebbero potuto mettere sul tavolo, erano gli attestati degli addetti alla Safety, recuperati in fretta e furia grazie alla collaborazione di un tecnico, amico dell’amministrazione comunale. Anche se questo non era sufficiente. Di certo, al fine di ottenere un parere favorevole dalla Commissione, c’era bisogno di un “colpo di scena”.

E per organizzare secondo legge la sfilata dei carri era necessario dimostrare, documenti alla mano, l’idoneità dei rimorchi usati per trasportare le macchine da festa. Rimorchi che, al momento, sono null’altro che artigianali traini agricoli, buoni solo per andare in campagna o forse neppure.

La sicurezza non può essere considerata un optional (come qualcuno pensa), ma è un elemento essenziale e fondamentale, per prevenire incidenti o danni ai partecipanti alla festa.

Infatti, già domenica 17 febbraio, durante l’evento cosiddetto dei “Dodici Mesi” (e quantunque gli organizzatori avessero voluto tenere segreto il misfatto), restava coinvolta in un incidente una bambina, figlia di un imprenditore locale, che veniva accompagnata all’ospedale “Santobono” di Napoli, dove i sanitari la sottoponevano agli esami strumentali e dove riceveva le cure del caso.

Intanto slittava a giovedì 28 febbraio la convocazione della Commissione, mentre si succedevano in città le riunioni, per fare il punto della situazione, a cui partecipavano i responsabili delle nove associazioni e forse qualche politico locale. Sta di fatto che domenica 24 febbraio clamorosamente non sfilavano lungo le strade cittadine i carri allegorici!!

Che, in tale situazione, mai avrebbero potuto rispettare il comma 1 dell’art.57 del Codice della Strada. Dai lavori della Commissione del giorno 28 emergeva il responso, che era nell’aria da giorni e che provocava molta tensione tra gli allestitori dei carri e tra i responsabili delle diverse associazioni.

Ossia, che non ci sarebbe stata alcuna sfilata dei carri allegorici, prevista per domenica 3 marzo e per martedì 5 marzo per mancanza dei necessari requisiti tecnici. Arrivava, pertanto, da parte della suddetta Commissione, il via libera allo svolgimento di un Carnevale “statico”, ossia della possibilità, per gli organizzatori dell’evento, di poter esporre i carri allegorici, allineati gli uni agli altri, lungo via De Gasperi (il giorno 3) e lungo Corso Vittorio Emanuele (il giorno 5).

Senza che questi potessero sfilare come negli anni passati e rispettando alcune prescrizioni, da valutare in fase di attuazione!! Però rimane un grosso interrogativo: perché gli altri anni, nelle stesse condizioni (se non addirittura peggio), è stata consentita la sfilata dei carri, senza che sussistessero i necessari requisiti di sicurezza?

Perché lo scorso anno non è stato espresso nessun parere ostativo (nella riunione tecnica convocata dall’ufficio di Gabinetto della Questura di Napoli), essendo i carri privi del certificato di conformità?

A queste due domande in tanti aspettano una risposta convincente, che quasi certamente non giungerà. La speranza è che l’anno prossimo l’Amministrazione comunale (che promuove l’iniziativa con un cospicuo finanziamento), si organizzi per tempo, redigendo un regolamento della festa, attorno alla quale girano decine di migliaia di euro.

Non è escluso, però, che la vertenza del Carnevale acerrano 2019 possa avere un seguito, visto che negli anni scorsi tutto è stato consentito, senza andare troppo per il sottile.

 

Nino Pannella

 

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Carnevale Acerrano 2019, ecco cosa scriveva la stampa quotidiana sull’evento

A riservare un’attenzione particolare all’evento denominato “Carnevale Acerrano 2019”; promosso dall’Associazione Pro Loco di Acerra e di cui riferivamo in precedenza erano, dunque, anche le pagine di alcuni noti quotidiani. Uno dei quali, in data 26.02.2019, attraverso un articolo avente come titolo: “Niente sicurezza, salta il Carnevale”, così scriveva:

“Saranno state le direttive contenute nel Decreto Sicurezza, oppure sarà stata la stretta imposta dopo i fatti di piazza San Carlo, a Torino, quando nel giugno del 2017 morì una persona ed altre 1526 rimasero ferite per una tremenda ressa generata dalla folla, per la spruzzata di uno spray al peperoncino, durante la visione su maxischermo della finale di Coppa dei Campioni.

Certo è che, in questi giorni, ne stanno facendo le spese anche le sfilate dei carri allegorici di Carnevale, che stanno attraversando una fase difficile. Ad Acerra e a Casalnuovo sono state vietate dalla Polizia Municipale. Qui infatti, per motivi diversi, che però sono riconducibili alla stessa necessità di tutelare la sicurezza pubblica, le manifestazioni sono state revocate domenica scorsa.

Non si sa, se si potranno tenere domenica prossima. E’ poco probabile. Ad Acerra, 60 mila abitanti, la sfilata dei carri allegorici è saltata perché i trattori, che avrebbero dovuto trainarli, sono risultati ai controlli privi del certificato di collaudo del rimorchio.

Si tratta di un importante certificato, che rilascia la Motorizzazione, dopo aver rilevato l’idoneità dell’attrezzo. Il certificato costa 3800 euro. Invece a Casalnuovo, 50 mila abitanti, la questione appare più complessa. Qui il Comandante della Polizia Municipale, Fulvio Testaverde, ha negato l’autorizzazione alla sfilata “autofinanziata” dei carri all’Associazione <<La Città Che…>>. ….Ora però monta, inesorabile, la polemica.

Rabbia che si mescola a dubbi. I carri allegorici ad Acerra sfilano da anni per le strade cittadine, trainati quasi sempre dagli stessi trattori. C’è chi dunque si chiede legittimamente, come mai sia stato consentito in tutte le precedenti edizioni del Carnevale il rilascio dell’autorizzazione al traino di quelle imponenti strutture. “I possessori dei trattori – risponde l’Assessore alla Polizia Municipale, Vincenzo Iorio – presentavano un’autocertificazione. Ma ora le regole sono cambiate”. In pratica ad Acerra finora sono andati, come si dice a Napoli, “a fiducia”. “Comunque se gli organizzatori non presenteranno i collaudi dei rimorchi, la sfilata non si potrà fare nemmeno domenica prossima” – annuncia Iorio.

Parole notevoli. Da queste parti, infatti, il Carnevale frutta danari. Il Comune di Acerra quest’anno ha deliberato una spesa di co-finanziamento pari a 40 mila euro, da erogare ai vari comitati, che mettono in piazza carri e maschere. Gli stessi comitati che, ogni anno, hanno pure chiesto soldi agli sponsor locali: commercianti, aziende, professionisti. “Per il regolamento questo non si può fare” – risponde ancora l’Assessore Iorio. Niente sponsor dunque. Davvero un bel pastrocchio”.

Un altro quotidiano, datato 1.03.2019, avente come titolo: “Un Carnevale senza carri”, così scriveva: “Archiviata definitivamente la sfilata dei carri allegorici, si profila un Carnevale Statico.

La Commissione comunale di Vigilanza Pubblico Spettacolo ha detto sì al progetto (presentato in tempo scaduto dall’Associazione Pro-Loco), imponendo alcune prescrizioni, da valutare in fase d’attuazione, quando le nove macchine da festa saranno posizionate in strada, sotto gli sguardi attenti delle Forze dell’Ordine, che riceveranno la relazione redatta dalla Commissione di controllo, che ha imposto agli organizzatori dell’evento, che le macchine da festa dovranno essere delimitate da una fascia di protezione. Inoltre il Sindaco dovrà emettere un’Ordinanza di divieto di vendita di bevande alcoliche ed alimenti da asporto.

Una precauzione che difficilmente sarà rispettata, visto che attorno alle aree della festa insistono diversi bar e pizzerie. Il nodo più spinoso restano le vie di esodo ed i corridoi di accesso riservati ai mezzi di soccorso. Il Comando della Polizia Municipale sta redigendo l’Ordinanza di chiusura al traffico, provando a tracciare una sorta di percorso alternativo per chi, uscendo dalle zone interessate dalla festa, possa raggiungere la propria meta.

Ovviamente i 9 carri dovranno essere trasportati su appositi carrelli e scortati dalla Polizia Locale, chiamata a garantire la sicurezza dell’evento, insieme alla Polizia di Stato, che ha dimostrato attenzione alla manifestazione e richiesto tutte le informazioni sull’organizzazione dell’evento, attorno al quale girano migliaia di euro, che fanno gola a tanti (forse troppi) personaggi borderline, visti e rivisti gravitare attorno all’evento”.

 

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Commissione Politiche del Territorio: accolta la petizione del Movimento 5 Stelle sulle strisce blu

Lo scorso 15 febbraio si svolgeva la seduta della Commissione consiliare Politiche del Territorio, presieduta dal Consigliere comunale Paolo Rea. All’ordine del giorno c’era l’accoglimento o meno, da parte della Commissione, della petizione popolare promossa dal Movimento 5 Stelle, a sostegno della proposta avanzata dal Consigliere comunale Carmela Auriemma, circa la questione relativa alla sosta a pagamento. Ecco di seguito il testo.

“I sottoscritti cittadini chiedono a quest’Amministrazione: che la sosta a pagamento sia prevista unicamente lungo le vie principali della città, con costo massimo di 1 euro per ora. Che sugli stalli a pagamento sia prevista l’esenzione della tariffa per i disabili e le donne in stato di gravidanza. Che sugli stalli a pagamento sia prevista la possibilità di abbonamenti annuali per i residenti in prossimità.

L’organizzazione di un sistema di mobilità cittadina che consenta di raggiungere agevolmente tutti i punti della città con i mezzi pubblici. La costruzione di nuove aree di parcheggio pubbliche in prossimità dei punti di interscambio dei mezzi di trasporto (pubblici/privati)”.

Petizione che, sostanzialmente, veniva accolta dai componenti della Commissione, fermo restando la necessità di approfondire qualche punto. Ad intervenire era il Consigliere Auriemma, che diceva:

“La questione non è tanto quella delle strisce blu in quanto tali, ma la riduzione della tariffa delle stesse, visto che a Pomigliano il costo è di 0,50 euro all’ora. Di introdurre poi la possibilità di un abbonamento, di prevedere le strisce rosa per le donne in dolce attesa e di esentare dal pagamento delle stesse i diversamente abili.

Che non possono rientrare mai in quel discorso sulla mobilità sostenibile, portata avanti dal Sindaco, proprio perchè hanno una necessità, a dover usare l’auto per spostarsi. Soggetti che nei pressi di strutture pubbliche quali l’Asl, gli Uffici Postali ed altre trovano pochissime strisce gialle.

Purtroppo – proseguiva l’esponente pentastellata – l’ultimo Piano Urbano Traffico risale al 2006 e va rifatto. Così come non c’è un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

Inoltre le strisce bianche sono in un numero inferiore rispetto a quelle previste e da qui nasce l’avversità delle persone contro le strisce blu e, di riflesso, contro la pista ciclabile di Corso Vittorio Emanuele, che non viene vissuta come un elemento, che migliora la città ma come un problema.

Occorre poi – aggiungeva la professionista – predisporre un sistema di mobilità cittadina, che consenta di raggiungere agevolmente tutti i punti della città con i mezzi pubblici, nonché l’individuazione e la costruzione di nuove aree di parcheggio pubbliche”.

Favorevole alla petizione si mostrava anche il Consigliere Domenico Zito, il quale sottolineava che “essa permette di rilevare tante criticità e di poterle migliorare, comprese quelle che caratterizzano il parcheggio pubblico ricavato presso le Ferrovie dello Stato, che andrebbe ampliato ed illuminato maggiormente”.

E mentre il Consigliere Paola Montesarchio ricordava che “la maggioranza, durante il Consiglio comunale del 30 gennaio 2019, aveva respinto gli emendamenti presentati in proposito dall’opposizione e che non aveva fornito indicazioni nuove e significative in materia”, il Consigliere Gallo Aquilino diceva:

“La soluzione dell’abbonamento non mi trova d’accordo. Infatti, se stiamo cercando di liberare, ad esempio, Corso Vitt.Emanuele, dalla presenza delle auto, che sostano per l’intera giornata, con l’abbonamento si va nella direzione opposta. Per quanto riguarda la pista ciclabile, spero che i risultati si vedranno in estate, stagione più favorevole all’utilizzo della bici”.

Interveniva anche il Consigliere Rea, il quale dichiarava: “Con i residenti che sostano le proprie vetture all’interno delle corti; i Vigili Urbani che effettuano i controlli alla sosta e con il piano traffico che, sembra, sarà affrontato con l’approvazione del nuovo Piano Urbanistico comunale, la mobilità sostenibile troverà sempre più linfa. Sulle tariffe posso anche essere d’accordo per una rivisitazione delle stesse”.

 

Joseph Fontano

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Parcometri mal-funzionanti: le multe sono legittime?

Dopo l’innalzamento delle tariffe orarie per la sosta a pagamentofioccano le multe in città. Sempre più spesso si vedono gruppi di agenti della Polizia Locale, che girano lungo le strade cittadine, per beccare gli automobilisti, che non pagano il ticket orario per la sosta. Giusto, perché se c’è una regola (bella o brutta che sia), bisogna rispettarla. Allo stesso modo, però, bisogna rispettare i diritti degli automobilisti e non vessarli. Da diverso tempo, infatti, ci arrivavano segnalazioni da parte degli utenti della strada, su alcuni mal funzionamenti dei parcometri (che creano diversi disagi) e, per questo, abbiamo indagato ed approfondito la questione.

Abbiamo riscontrato almeno tre problemi che, nel mentre scriviamo, ancora riguardano i parcometri: Orario di pagamento sbagliato; non accettano tutte le monete; non si possono utilizzare le carte di credito e i bancomat. Circa l’orario sbagliato come saprete ad Acerra la fascia pomeridiana, durante la quale bisogna pagare il ticket, è cambiata (invariata invece quella mattutina). In precedenza era dalle ore 16:00 alle ore 20:00, mentre attualmente si paga dalle 16:30 alle 21:00.

Ottimo, se non fosse che i parcometri non sono stati aggiornati a tali cambiamenti. Infatti si paga comunque dalle 16 alle 20. Un problema per chi vorrebbe parcheggiare nel primo pomeriggio, costretto a pagare ben 1 euro in più inutilmente.

Esempio: se mi reco sul corso Vittorio Emanuele alle 15:30, sicuro di volerci restare fino alle 17:00, dovrei pagare il ticket solo dalle 16:30 alle 17:00 (quindi spendendo un solo euro). Invece sono obbligato a pagare ben 2 euro. Insomma già è un bel problema. I parcometri, (o comunque molti di essi) non accettano tutte le monete. Se devo parcheggiare sulle strisce blu per pochi minuti e ho solo una moneta da 50 centesimi, sono fregato!

Il parcometro infatti ritiene la cifra non valida (nonostante la somma minima da inserire sia 20 centesimi). Certo c’è da dire, che con 50 centesimi potrei sostare solo 15 minuti, mentre con 20 (in virtù della tariffa agevolata) potrei sostare 20 minuti. Ma se ho solo una moneta da 50 centesimi che faccio?

Quindi ancora più difficile per l’automobilista, poter pagare il ticket. Partiamo da un presupposto, ovvero che per pagare il ticket per il parcheggio esistono diversi metodi: con le monete, bancomat, banconote ed attraverso un’app. Gli ultimi due ad Acerra non esistono.

Per quanto riguarda invece le carte bancarie o postali, nonostante i tanti parcometri acquistati nel corso degli ultimi anni siano predisposti per accettarle, il servizio non funziona. Probabilmente perché non è mai stata attivata una partnership con una banca. In realtà però la possibilità di pagare con una carta è obbligatoria, così come recita la legge di Stabilità del 2016. I legali degli eventuali ricorrenti, nel rappresentarli legalmente, dimostreranno che i loro assistiti non hanno potuto ottemperare all’obbligo per “oggettiva impossibilità tecnica”.

Questi sono quindi i tre problemi maggiori, che hanno interessato diversi studi di avvocati (sembra che già siano in atto una serie di ricorsi) e che danno vita ad almeno due domande: Multe illegittime, posso fare ricorso? stabilire se le multe sono illegittime dovrà essere un Giudice.

Noi vi possiamo però illustrare una serie di sentenze, che dimostrerebbero la nullità della multa, in relazione soprattutto alla negata possibilità di pagare con le carte. Ma il ricorso costa più della multa. Mi conviene farlo?

È vero, il ricorso costa 43 euro (rispetto ai 42 della multa o ai 29 euro, se pagata nei successivi 5 giorni). Ma se siete convinti di avere ragione e se vincete, sappiate che il costo del ricorso verrà addebitato al Comune. Quest’ultimo dovrà restituirvi la somma sborsata inizialmente per presentarlo. Inoltre, se siete veramente convinti di avere ragione, esiste un metodo gratuito, per presentare un ricorso.

 

Antonio Pannella

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Allarme sforamenti polveri sottili: stop alle auto inquinanti

Polveri sottili alle stelle, stop alle auto euro zero ed uno e limitazioni al riscaldamento. A spingere il Sindaco Lettieri ad adottare l’Ordinanza n.5 del 25.02.2019 che vieta ai veicoli vecchi, di circolare fino al 30 giugno prossimo e di limitare l’uso del riscaldamento domestico fino al 22 marzo, per un massimo di 7 ore al giorno a 18 gradi, sono stati i dati sulla qualità dell’aria delle centraline Arpac.

Nel 2019 gli sforamenti del temibilissimo Pm10 sono stati, fino ad ora, 26 nei pressi della scuola media “Capasso”, 19 vicino alla scuola media “Caporale”ed 11 nella zona Asi, dove svettano le ciminiere dell’inceneritore. Nel 2018 i giorni di sforamento furono 72 per la Caporale, 61 per la Capasso e 64 per la zona industriale (su 35 tollerati in un anno).

Il Sindaco vieta di tenere accesi i motori dei veicoli fermi nel traffico da più di un minuto. Le multe oscillano dai 163 ai 658 euro. Anziani, bambini o persone fragili sono invitati a limitare la loro permanenza all’aperto. Reiterato l’invito alle mamme “di tenere i bambini ad un’altezza di 30-50 centimetri dal suolo”.

Per quanto riguarda i veicoli, sono esentati dalle suddette limitazioni i veicoli elettrici o ibridi dotati motore elettrico; quelli funzionanti a gpl o a metano; quelli immatricolati per trasporti specifici ed autoveicoli per usi speciali; quelli a servizio di persone impedite o limitata capacità motoria, muniti di contrassegno speciale con a bordo il titolare dell’autorizzazione; i veicoli dei medici e dei veterinari in visita domiciliare urgente; quelli delle Forze dell’Ordine; i taxi e i veicoli N.C.C. in servizio, le macchine agricole ecc.

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Sicurezza e videosorveglianza: le comunicazioni del Sindaco in Consiglio comunale

Tra i punti all’Ordine del Giorno affrontati durante il Consiglio comunale dello scorso 25 febbraio, convocato anche questa volta per le ore 8:30 e tenutosi in un’aula consiliare praticamente deserta, c’era di sicuro quello delle comunicazioni del Sindaco relative alla Sicurezza ed alla Videosorveglianza, di cui riferiamo un estratto.

“Si avvicina l’avvio della videosorveglianza in città – esordiva Lettieri – e visti anche gli ultimi episodi di camorra accaduti, desidero comunicare ed affermare chiaramente, che  la camorra e la criminalità fanno schifo, si alimentano con l’indifferenza e l’omertà. Noi sappiamo bene che le Istituzioni devono sempre essere attente ed evitare pericolose incursioni. La camorra e l’illegalità vanno combattute, anche garantendo la legalità negli appalti per i lavori pubblici.

Abbiamo tutti il dovere di diffondere gli ideali della lotta alla camorra. Noi siamo fiduciosi, che le Forze dell’Ordine e la Magistratura individueranno i responsabili degli episodi di camorra del nostro territorio e queste persone saranno assicurate presto alla giustizia.

Ed allo stesso tempo non abbiamo paura, di continuare a fare la nostra parte. In nome della legalità, infatti, abbiamo affidato la gestione delle gare importanti alla Stazione Unica Appaltante del Provveditorato alle Opere Pubbliche ed in nome della stessa legalità abbiamo qualche volta dovuto abdicare, parzialmente, al desiderio forte e sentito, di offrire velocemente servizi.

E lo abbiamo fatto in cambio di procedure legittime e trasparenti. Anche nei bandi di gara indetti da questo Comune (ne sono stati fatti centinaia), abbiamo garantito la correttezza amministrativa, la legalità e la trasparenza. Questo Consiglio comunale sa bene che, in nome della legalità, l’amministrazione non ha esitato un attimo.

La proroga all’adesione alla Stazione Unica Appaltante, come centrale unica di committenza – proseguiva il primo cittadino – si spiega, non perché la legge non fornisca strumenti adeguati al Comune, che possiede anche le professionalità necessarie a garantire la legalità, ma perché abbiamo aderito ad un protocollo di monitoraggio, che le Forze dell’Ordine hanno sottoscritto con Provveditorato e Prefettura.

E, a proposito di gare d’appalto, permettetemi di ribadire nuovamente qualche ulteriore parola sull’appalto della mensa scolastica per la scuola dell’infanzia. Sappiamo molto bene, che garantire procedure di gara legali e corrette, comporta anche qualche pesantissimo sacrificio di economicità e di efficacia. E’ il prezzo che purtroppo si deve pagare, per assicurare la correttezza amministrativa.

Anche su questo non abbiamo nessun dubbio: solo con queste procedure si può essere capaci, di contrastare più efficacemente i tentativi di infiltrazione negli appalti. Per questo ci stupiscono le dichiarazioni di qualcuno che, anche in questo Consiglio comunale, ci chiede ancora procedure veloci, che hanno come conseguenza il salto di passaggi fondamentali necessari alle verifiche di chi concorre.

Quest’amministrazione ha sempre cercato, attraverso l’oculato impiego delle risorse economiche e dei fondi europei, di costruire opere, che possano essere centri di incontro e di condivisione tra le persone, culminando anche nella previsione di un sistema di videosorveglianza, che possa coniugare la ricerca della serena convivenza ed il potenziamento della qualità della vita con il monitoraggio, da parte delle forze dell’ordine, di eventuali manifestazioni di pochi individui, che ne minano il risultato.

E per realizzare questo, non abbiamo esitato ad accettare la sponsorizzazione dell’A2A, che sta realizzando questa progettazione. Questo non collide con le nostre idee già affermate, di contrarietà all’inceneritore, impiantato sul territorio. Noi rimaniamo per la riduzione graduale e poi per la chiusura definitiva dell’inceneritore.

Ma visto che l’impianto c’è e la società lavora su questo territorio, pretendiamo che i soggetti che devono i ristori, li diano alla città. Vi informo, poi, che la scorsa settimana è stata completata la realizzazione del centro di controllo, sito all’interno del Comune.

E’ iniziata anche la sperimentazione di questa sala, realizzata perché le Forze dell’Ordine, ogni qual volta lo vogliano, possano vedere tutto quello che accade ed avere accesso a tutte le immagini, che desiderano monitorare. Anzi, annuncio un prossimo accordo con le Forze dell’Ordine, perché tutte abbiano accesso diretto a queste immagini e non debbano venire materialmente al Comune.

Ed entro un mese dalla fase di sperimentazione, i nostri tecnici ritengono che potranno essere attive le telecamere della videosorveglianza…”.

 

J,F.

 

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