Edizione integrale del 23 Novembre 2020

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Il Comune attesta che il Consorzio di Bonifica non ha effettuato opere. Ma vuole dargli 710 mila euro!!

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Torna prepotentemente alla ribalta la tassa del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, di cui ci siamo occupati per anni, producendo un’informazione puntuale e dettagliata sull’operato prodotto sull’iniquo balzello dalle amministrazioni comunali succedutesi nel tempo. E spesso rimaste “invischiate” in situazioni anche imbarazzanti ed incapaci di intraprendere soluzioni concrete e risolutive della problematica (citiamo, ad esempio, i famosi ed inutili Prestampati di Ricorso distribuiti al cittadino, che poi pagò ugualmente e di più o il ricorso presentato al Tar Campania dal Comune e dichiarato inammissibile dalla V Sezione del Tar Campania in data 22 novembre 2007 e tanto altro ancora). Il tutto fino a novembre 2019, quando il sindaco Lettieri comunicò alla città, con tanto di manifesto colorato la notizia, secondo la quale dal 2019 i cittadini di Acerra non avrebbero pagato più l’odiata tassa. Il primo step riguardava quei residenti, la cui abitazione si trova nel centro abitato, servita cioè dalla condotta fognaria comunale. Chi si trova al di fuori del perimetro urbano e non servito dalla condotta fognaria pubblica, doveva invece ancora pagare, anche se erano allo studio soluzioni alternative. Adesso però la Giunta, capeggiata dallo stesso Lettieri, propone al Consiglio comunale di votare la Delibera n.105 del 4.11.2020, con la quale approvare lo schema di convenzione, da stipulare col suddetto Consorzio al quale il Comune, per le annualità 2008-2016, deve versare la ‘modica somma’ di 709.875,11 euro!! Soldi già appostati sull’apposito capitolo di Bilancio ma di cui, fino ad oggi, non si era mai fatto cenno, neanche durante la recente campagna elettorale per le regionali. Denaro, che non è stato mai erogato con regolarità, “data l’esistenza di reiterati atti interruttivi dell’obbligazione tributaria”. Dalla lunga relazione istruttoria, che reca la firma del Dirigente ai Servizi Finanziari Gennaro Cascone e di quello ai Lavori Pubblici Giovanni Soria, emergono alcuni aspetti amministrativi e tributari contrari al Comune, come la sentenza n.6550/2019, a seguito dei ricorsi proposti contro l’Ente comunale dalla Regione Campania e dal Consorzio stesso. Ma il perno dell’intera questione (che approfondiamo più avanti), è la sentenza della Corte costituzionale n.188/2018, la quale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art.23 comma 1 della legge n.11/2003 della Regione Calabria (Disposizioni per la bonifica e la tutela del territorio rurale. Ordinamento dei Consorzi di Bonifica), nella parte in cui prevede,…

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Consorzio di Bonifica, ai Consiglieri comunali l’onere di votare un atto ‘impegnativo’

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Dicevamo, dunque, in precedenza, che il perno dell’intera questione relativa al Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, è la sentenza della Corte costituzionale n.188/2018. La quale precisa, che l’art.860 del Codice Civile stabilisce, che “i proprietari dei beni situati entro il perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire nella spesa necessaria per l’esecuzione, la manutenzione e l’esercizio delle opere, in ragione del beneficio che traggono dalla bonifica…Anche alla luce della giurisprudenza di legittimità, detto vantaggio dev’essere diretto e specifico, conseguito o conseguibile dal singolo fondo a causa della bonifica, idoneo a tradursi in una qualità del fondo, non essendo sufficiente un beneficio relativo al complessivo territorio e meramente derivante, solo per riflesso, dall’inclusione in esso del bene (Corte di cassazione, sezione V civile, sentenza n.11801/2013)”. Ma, se è lo stesso Dirigente ai Lavori Pubblici del Comune, Giovanni Soria, che ha attestato per iscritto, che “agli atti, non risultano documentazione di opere effettuate sul territorio comunale da parte del Consorzio di Bonifica del bacino dal 2010 al 2018”, quale contributo dovremmo pagare? A dire il vero nel 2013 anche la Dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale, Concetta Martone, aveva attestato quanto documentato dal Soria. Nel frattempo sovviene un altro quesito, ossia: ma ad Acerra esiste un depuratore, verso il quale convogliare le acque reflue provenienti dalle abitazioni, site nella cinta urbana? Infatti la stessa sopra citata sentenza della Corte costituzionale (se qualcosa non vi è chiaro, potete anche interpellare il Consigliere comunale Gallo Aquilino – Presidente della Commissione Bilancio e Finanze), specifica che “il beneficio, che giustifica l’assoggettamento a contribuzione consortile non è legato, con nesso sinallagmatico di correspettività, all’attività di bonifica, come sarebbe, se si trattasse di un canone o di una tariffa, che invece tale nesso presuppongono. Con riferimento proprio ad una prestazione patrimoniale di natura non tributaria questa Corte (sentenza n.335/2008) ha dichiarato incostituzionale la previsione di debenza della tariffa riferita al servizio di depurazione, anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi. Nondimeno – prosegue la sentenza – nel caso dei contributi consortili di bonifica, il beneficio per il consorziato-contribuente deve necessariamente sussistere, per legittimare l’imposizione fiscale. Esso però consiste non solo nella fruizione, ma anche nella fruibilità comunque concreta, e non già meramente…

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Riemma: “Gli sforzi dell’amministrazione Lettieri per il commercio locale? Zero spaccato”.

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Tempi duri per il sindaco Lettieri, definito in più occasioni “sceriffo” da un collega del posto (quantunque non gli abbiamo mai visto attaccata addosso alcuna stella, nemmeno quella di Natale). Infatti, dopo i 500 mila euro (su un totale di 1.218.749,21 euro stanziati a favore del nostro Comune), “scovati” dal Consigliere comunale Carmela Auriemma e già erogati dal Governo al Comune come misura a supporto dell’Ente, per far fronte agli effetti dell’emergenza sanitaria e per evitare che l’amministrazione comunale, con molte attività commerciali in grossa difficoltà ed alle prese con fitti, costi di sanificazione, utenze e tasse varie da pagare, ricevessero il tributo della Cosap (poi puntualmente recapitato dal Comune agli esercenti) compariva, nei giorni scorsi, lungo le strade cittadine un duro manifesto di Fratelli d’Italia Acerra. Col quale si valuta con un sonoro “zero spaccato” l’amministrazione comunale capeggiata da Raffaele Lettieri, “colpevole” di non aver ancora sostenuto, in alcun modo, il commercio locale in questo drammatico 2020. Sul manifesto non vi è solo l’attacco del partito di centrodestra, ma anche la riproposizione di proposte di sostengo alle partite IVA locali, già protocollate al primo cittadino fin dallo scorso 13 marzo. Vincenzo Riemma, dirigente cittadino di FDI, in una nota dichiara: “Zero spaccato è l’unico voto che merita quest’amministrazione che, ancora oggi, a mesi dall’inizio dell’epidemia, non ha mosso un dito a tutela dei nostri commercianti e della nostra economia locale. È spaventoso osservare la maggioranza e la finta opposizione di sinistra, incapace di dire o di produrre qualcosa di sensato. A volte si ha la sensazione indubbia – prosegue Riemma – che stiano lì, per scaldare la sedia. È dal 13 marzo che, come Fratelli d’Italia Acerra, abbiamo presentato in via ufficiale delle proposte chiare e fattibili a tutela delle nostre partite Iva, ma ad oggi il nulla! Restiamo uno dei pochi Comuni della provincia, a non aver sostenuto in alcun modo il proprio commercio, né con defiscalizzazioni, né con bonus. Il sindaco ha semplicemente annunciato, di aver rinunciato ad installare le luminarie natalizie, per utilizzare i 188.915,00 euro destinati alle stesse, per sostenere gli esercenti acerrani. Ma – aggiunge il giovane dirigente – dell’utilizzo e della destinazione di quei soldi non sappiamo ancora nulla. Intanto bisogna: sospendere le imposte comunali dovute dalle partite Iva e tagliarle…

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Niente mercato settimanale, gli esercenti protestano e contestano Lettieri

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E’ noto, che lo scorso 4 novembre il sindaco Lettieri emetteva l’Ordinanza n.56, con la quale ordinava la sospensione del mercato settimanale del sabato fino al 30.11.2020, allo scopo di contrastare e contenere la diffusione del contagio da Covid-19 sul territorio comunale, salvo ulteriori provvedimenti in conseguenza dell’evoluzione della situazione epidemiologica. Ordinanza che, puntualmente, prevedeva la solita “boutade”, visto che dispone, che le giornate dell’attività mercatale (non svoltesi), saranno recuperate in altra data da stabilire. Il che equivale a dire quasi mai più in quanto i mercatali, durante gli altri giorni della settimana, sono impegnati nei mercati di altri Comuni. Questa volta i commercianti non ci stavano e giovedì 12 novembre davano vita ad una manifestazione di protesta, con tanto di blocco del traffico veicolare a piazza San Pietro, anche se di breve durata. I manifestanti poi si portavano al Comune, dove riuscivano ad avere un incontro con il primo cittadino. Il tutto sotto l’attento sguardo delle Forze dell’Ordine presenti, mentre serpeggiava un forte malumore ed una certa tensione tra gli esercenti, già provati dalla dura crisi economica. “Facciamo il mercato ad Arzano o ad Orta di Atella, che sono zone rosse – affermava uno dei manifestanti – o a Casavatore, dove l’intero corpo dei Vigili Urbani è assente, perché contagiato dal coronavirus, ma non ad Acerra, che presenta condizioni migliori”. Duro ci andava un altro dei174 assegnatari di posteggio (spontisti compresi) dell’area mercatale di piazza Calipari, il quale diceva: “Durante la campagna elettorale per le regionali, la candidata figlia del sindaco frequentava il mercato, per illustrarci il suo impegno politico. Allora il virus non era pericoloso? Ai seggi per votare non c’era il pericolo degli assembramenti?”. Alla fine la delegazione ricevuta da Lettieri riferiva, che l’incontro era stato infruttuoso e che il capo dell’amministrazione non aveva voluto modificare la propria decisione. Da qui l’impegno dei numerosi commercianti a proseguire la battaglia, tesa a rivendicare le loro ragioni. Eppure il sindaco tutto fare, appena il 24 ottobre, aveva scritto con fierezza sulla sua pagina facebook: “Da questa mattina i nostri vigili stanno controllando tutta l’area di vendita al dettaglio del mercato, con l’obiettivo di garantire la sicurezza per chi lo frequenta e per non bloccare chi ci lavora: gli Acerrani si stanno dimostrando responsabili. Non sono state accertate…

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Il duro sfogo del commerciante diviene il simbolo della rabbia popolare contro Lettieri

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Diveniva virale in poche ore e rappresenta la sintesi del disagio che alcune categorie cittadine, tra cui commercianti ed artigiani, stanno vivendo in questo periodo, segnato drammaticamente dal coronavirus. Il riferimento è al video trasmesso dall’emittente “Nano Tv” e relativo alla protesta inscenata in città, lo scorso 12 novembre, dagli operatori del mercato settimanale del sabato che, com’è noto, è stato interdetto attraverso apposita Ordinanza del sindaco Lettieri. Un luogo, di cui la figlia Vittoria era una grande frequentatrice, quando si era in campagna elettorale, come ricorda durante il suo duro sfogo l’ultra incazzato commerciante, che ricorda pure la tassa per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (Cosap), inviatagli dal sindaco. Un video postato sulla propria pagina facebook dal Consigliere comunale Carmela Auriemma, che così commenta: “In questo video, che evidenzia la disperazione dei commercianti, che il sabato mattina popolano il mercato, c’è tutto quello che in questi mesi abbiamo denunciato: si chiude il mercato, non solo senza dare alcun supporto agli operatori, ma con la beffa dell’invio della richiesta di pagamento dell’occupazione del suolo pubblico. Mesi di campagna elettorale – prosegue Auriemma – senza preoccuparsi delle norme di contenimento del COVID, facendolo circolare e prendere forza. Oggi la drammatica situazione di una città, in cui si è perso il tracciamento del virus con più di 1200 positivi ed un commercio locale in ginocchio. In tutto questo le proposte che abbiamo avanzato come opposizione, non sono mai state considerate. Nessun aiuto reale è stato dato ai commercianti, nemmeno la cancellazione della tassa di occupazione di spazi ed aree pubbliche e su questo abbiamo presentato un’interrogazione. Si va avanti a suon di ordinanze, togliendo le panchine e chiudendo le strade, senza un reale effetto sulla salvaguardia della salute degli Acerrani. Tutto ciò è inaccettabile. Dov’è la Vittoria tanto sbandierata, che doveva occuparsi degli Acerrani? Eppure siede silente tra i banchi del Consiglio regionale con Vincenzo De Luca!”. Purtroppo altri tributi stanno arrivando agli esercenti locali, come l’imposta comunale sulla pubblicità (I.D.P.), mentre non risultano sospesi i diritti sulle pubbliche affissioni (D.P.A.) e la tassa sul passo carraio. Come ricorda la signora Lucrezia Di Lauro che sui social, tra l’altro, scrive: “Però, per riscuotere la tassa sul passo carraio, ha mandato i Vigili Urbani a casa! E noi da buoni…

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Cannavacciuolo: “Assurdo rimuovere la Commissione regionale speciale Terra dei Fuochi”.

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“Per i prossimi 5 anni il Consiglio Regionale si è privato della possibilità di indagare, lavorare, denunciare ed affrontare le problematiche della Terra dei Fuochi. Una Commissione destinata all’opposizione, che avrebbe controllato ed indirizzato l’operato della maggioranza. Da oggi la Campania si è messa il bavaglio”. Queste le parole dell’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo, all’indomani della decisione assunta dall’Assise regionale campana. Ed aggiungeva: “Un vergognoso tradimento alla nostra terra. Qualcuno si è improvvisamente dimenticato, che le Commissioni speciali ricoprono una funzione di indirizzo, controllo e istruttoria normativa e, per tale ragione, sono presiedute dalle opposizioni. Al contrario di quella Ambiente, presieduta di norma dalla maggioranza. Proprio quest’ultima caratteristica comporta una maggiore libertà di intervento in quelle speciali, senza dover sottostare all’indirizzo politico della maggioranza, oltre che della stessa Giunta. La posizione della neo-eletta Vittoria Lettieri è chiara: favorevole. Ancora una volta – aggiunge l’ambientalista – il nostro Paese paga le scelte, di chi non ha la minima idea, di cosa succeda sul territorio. E, per onestà intellettuale, non posso che essere rammaricato per la posizione di altri Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, anch’essi favorevoli. Ad eccezione della Consigliera Maria Muscarà, che continua a difendere le battaglie ambientali per la nostra terra”. Intanto l’associazione Volontari Antiroghi di Acerra attraverso un comunicato stampa interviene e scrive: “Noi, indipendentemente dalla decisione della Regione, continueremo a garantire la nostra attività di controllo del territorio, di denunce, di segnalazioni e di collaborazione in tema di proposte per la rinascita ambientale della nostra terra. Ma l’abolizione di questa Commissione speciale, da parte del nuovo esecutivo guidato da Vincenzo De Luca, dimostra tutta l’arroganza di una politica miope rispetto al dramma dell’inquinamento, negazionista e quindi complice di uno dei biocidi di massa più vasti della storia. Auspichiamo comunque l’apertura di una stagione, tesa alla collaborazione tra i vari enti e le varie istituzioni, al fine di operare seriamente ed in sinergia per la risoluzione definitiva del problema, senza limitarsi alle solite passerelle ed al classico chiacchiericcio, mentre fuori i cittadini continuano ad ammalarsi e a morire”.

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Regionali, il Movimento 5 Stelle chiede ispettori ministeriali per voto Acerra

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Era l’agenzia di stampa Ansa, in data 18.11.2020, a divulgare la seguente notizia: “Le operazioni di voto svoltesi ad Acerra, per il rinnovo del Consiglio regionale campano, sono finite al centro di una richiesta al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, da parte del deputato Antonio del Monaco (M5s), per l’invio di ispettori ministeriali al Comune, per verificare la legittimità delle stesse. E mentre del Monaco scrive al Ministro ed al sottosegretario dell’Interno, il primo dei non eletti al Consiglio regionale con il Movimento 5 Stelle, Alessandro Cannavacciuolo, presenta ricorso al Tar, per annullare il procedimento elettorale in 40 delle 56 sezioni ubicate ad Acerra. In una lettera inviata al Ministro Lamorgese, Del Monaco sottolinea, che in molti verbali delle sezioni acerrane vi sarebbero delle procedure ”non previste giuridicamente” ed alcune omissioni sul numero delle schede elettorali vidimate e non utilizzate. ”In altrettante sezioni – continua il deputato pentastellato – le tabelle riportanti le preferenze delle liste elettorali e di ogni singolo candidato presentano numerose cancellature e correzioni. Nella quasi totalità dei verbali delle sezioni scrutinate si evincono fotocopie di tabelle riportanti i voti di preferenza, incollate sulle pagine dei verbali prive di timbri, firme e numero di pagina, predisponendosi alla facile manomissione, procedura non prevista giuridicamente”. Del Monaco, infine, chiede al Ministro ”di predisporre mirati accertamenti, al fine di escludere con certezza, che tutto quanto sopra esposto, non faccia parte di un sistema organizzato da più soggetti, finalizzato ad inficiare la libera partecipazione democratica dei cittadini al voto”. Le stesse motivazioni sono state riportate anche nel ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Campania presentato da Cannavacciuolo, che ha sporto anche denuncia alle Forze dell’Ordine, non appena è venuto in possesso delle copie dei verbali.

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Da Nusco ad Acerra in cerca di prostitute e per sversare rifiuti

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Troppi ancora gli idioti in giro che violano le regole, rischiando ogni giorno di allungare le liste dei positivi e dei ricoverati nei reparti di rianimazione già al limite. In questo quadro spiccava un incredibile episodio accaduto nel territorio comunale acerrano. Infatti un uomo di 69 anni, proveniente dal Comune di Nusco, in provincia di Avellino, veniva sorpreso dagli agenti della Polizia Municipale, a sversare illegalmente rifiuti nell’area ex Montefibre. Il 69enne, dopo aver ripulito la propria autofficina, era giunto con il suo furgone pieno di rifiuti speciali di varia tipologia, per sversarli ad Acerra. Ma veniva beccato dai caschi bianchi, che lo denunciavano alla Procura della Repubblica di Nola per sversamento illecito di rifiuti e che lo sanzionavano anche per violazione delle norme, che impongono di non spostarsi tra le province della Campania causa Covid-19, salvo comprovate ragioni di necessità. Dopo aver sottoposto a sequestro il mezzo, i poliziotti municipali redigevano e trasmettevano alla Procura nolana, unitamente ad un rilievo fotografico, una dettagliata informativa di reato. Intanto l’anziano veniva multato, anche per aver violato l’Ordinanza sindacale anti-prostituzione (la n.54 ndr), in vigore dallo scorso 2 novembre e fino al 31 gennaio prossimo, in quanto aveva cercato di adescare una prostituta, che esercita al confine della zona Asi. Agli agenti che lo sanzionavano, ammetteva candidamente le ragioni della sua trasferta, che lo aveva portato dai territori dell’Irpina a quelli del napoletano. La sanzione per aver violato la suddetta Ordinanza oscilla tra i 25,00 ed i 500, 00 euro. Ma la sensazione è che quest’incivile faccia parte di coloro, che non hanno nulla da perdere.

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Acquisito a patrimonio comunale un immobile nello Spiniello, per realizzare un parcheggio

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Si svolgeva lo scorso 11 novembre a porte chiuse ed in diretta streaming, il Consiglio comunale che, tra i punti all’odine del giorno, aveva anche la Delibera di Giunta n.89 del 25.09.2020 di proposta al Consiglio, avente ad oggetto “l’acquisto di un immobile sito a via Francesco Tagliamonte da adibire a parcheggio pubblico”. Si tratta di un terreno, sito nel periferico quartiere Spiniello, adiacente al Parco Urbano e riconducibile alla signora Annunziata Concetta, di circa 1000 mq, stimato dalla Commissione Economico Estimativa dall’Agenzia del Demanio per un valore pari a 20.441,00 euro e per acquistare il quale, il Comune aveva già individuato il capitolo di spesa per la relativa copertura finanziaria. Da premettere che, in fase di manifestazione d’interesse riscontrata dalla suddetta signora, il valore dell’immobile era stato fissato in ben 85.791,00 euro. Atto amministrativo alla cui base, come recita la relazione istruttoria, “c’è il recupero delle infrastrutture e la rigenerazione urbana del territorio comunale, che sono tra gli obiettivi primari dell’amministrazione comunale. La sistemazione degli ingressi veicolari, delle soste delle auto, il miglioramento dei percorsi carrabili sul territorio è prioritario – prosegue la relazione, a firma del Dirigente ai Lavori Pubblici Giovanni Soria – nella strategia pianificatrice ed operativa, che ha come fine il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. In quest’ottica è prioritario dell’amministrazione di provvedere alla realizzazione di aree di parcamento, al fine di migliorare l’offerta infrastrutturale della città e di facilitare gli accessi alla città anche in funzione dell’istituzione della ZTL (Zona a Traffico Limitato) nel centro storico e di una sempre maggiore affluenza delle auto…”. Alla fine la Delibera veniva votata all’unanimità dei presenti ed otteneva 14 voti favorevoli. Altro punto da discutere nell’aula consiliare era l’elezione del Vice-presidente del Civico consesso, che di diritto spetta alla minoranza. Un punto, che già era stato rimandato il 10 settembre scorso. Infatti tale carica è rimasta vacante, dopo che il Consigliere comunale di opposizione, Vincenzo De Maria, aveva protocollato le sue dimissioni lo scorso 31 agosto, in surroga del quale adesso siede tra i banchi della Pubblica Assise il primo non eletto della lista civica “Movimento di Popolo”, ossia il Consigliere Salvatore Di Balsamo. Che chiedeva, vista l’assenza di quasi tutti gli esponenti dell’opposizione, eccezion fatta per il Consigliere Giulio Stompanato (che regalava ai…

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