Edizione Integrale del 19 Febbraio 2019

 

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Comune in ritardo, persi i fondi europei per la valorizzazione delle politiche agricole

La vicenda, che ha già trovato spazio su qualche quotidiano, è di quelle assurde. Infatti è successo che proprio ad Acerra, che è tra i Comuni della provincia di Napoli a maggior vocazione agricola (ma anche tra quelli più attivi nell’assumere nuovo personale) si siano persi, per mancanza di un organico adeguato, molti milioni di euro di finanziamento europeo a fondo perduto.

Denaro destinato all’iniziativa “Da Terra dei Fuochi a Terra dei Sapori” per la tutela dell’ambiente e per la valorizzazione delle produzioni agricole. Infatti i fondi U.I.A. (Azioni Urbane Innovative), riservati ai Comuni con una popolazione superiore ai 50 mila abitanti, sono andati perduti nell’agro acerrano a causa dei ritardi del Comune.

Si sono perse cifre da capogiro che l’Unione Europea, attraverso la Regione Campania, aveva messo a disposizione delle aziende locali. Intanto nel corso di un incontro, tenutosi nel palazzo bianco di Viale della Democrazia tra un gruppo di attivisti del Movimento 5 Stelle, accorsi per capire i motivi dell’accaduto e l’Assessore alle Politiche Agricole Milena Tanzillo, emergeva che le ragioni del flop sono da ricondurre, sostanzialmente, “alla carenza di un organico adeguato in Municipio”.

E ciò, nonostante che nell’ultimo biennio siano state fatte decine di assunzioni, anche a tempo indeterminato, finite anche queste al centro delle polemiche e forse all’attenzione di qualcun’altro. Pertanto l’avviso di partecipazione è stato pubblicato dal Comune solo sei giorni prima della scadenza per la presentazione dei progetti.

Un tempo insufficiente a garantire la preparazione delle domande di accesso ai finanziamenti, che richiedono tempi tecnici impegnativi. Il risultato è stato scontato: nessuno ad Acerra ha potuto partecipare al bando, che è scaduto il 31 gennaio scorso. Ogni progetto che il Comune avrebbe dovuto presentare in partenariato con ciascuna azienda o associazione, se approvato, avrebbe ricevuto fino a 5 milioni di euro.

La cifra erogata sarebbe stata per l’80% a fondo perduto e per il restante 20% a carico del Comune e del partner. Il denaro sarebbe servito, secondo quanto specificato nella Delibera di Giunta comunale n.11 del 22.01.2019, di adesione all’iniziativa per linea di indirizzo “ad uso sostenibile del suolo: soluzioni basate sulla natura”. “Il Comune di Acerra è deciso a trasformare l’appellativo Terra dei Fuochi a Terra dei Sapori” – è scritto nella Delibera di adesione al bando, approvata dall’esecutivo cittadino, capeggiato dal sindaco Lettieri, su proposta dell’Assessore Tanzillo.

Approvazione giunta più di quattro mesi dopo l’indizione, da parte della Commissione europea, del bando. Poi il Dirigente competente ha pubblicato il conseguente avviso pubblico, ma solo una settimana prima della data di scadenza. “Acerra ha perduto una grande occasione – commenta l’ambientalista del M5S Alessandro Cannavacciuolo, tra i firmatari dell’esposto protocollato in data 13.02.2019 ed indirizzato, tra gli altri, al Presidente del Consiglio comunale e a tutti i Consiglieri comunali – tutto a causa dell’incompetenza politica di quest’amministrazione comunale”.

Secondo gli attivisti l’Assessore al ramo, durante il suddetto incontro, avrebbe spiegato che “l’adesione al bando non è stata fatta in tempo, perché nel Comune c’è carenza di organico specialistico, ma che lei comunque si è attivata molto, per offrire quest’opportunità al nostro territorio”.

Gli stessi attivisti pentastellati attendono, adesso, delle spiegazioni ufficiali da parte di chi amministra Acerra, visto che il bando ha come obiettivo, anche il monitoraggio e la gestione del consumo idrico di aziende, poste in un’area periurbana, con conseguente risparmio della risorsa idrica e quello dell’implementazione di innovazioni basate su soluzioni e tecnologie, volte a migliorare la qualità dell’aria e del suolo.

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Ammontano a diverse centinaia i verbali elevati agli utenti ma non riscossi dall’Ente comunale?

Già a giugno 2018 scrivemmo, che il verbale elevato dagli agenti di Polizia Giudiziaria ai cittadini, che non eseguono una corretta raccolta differenziata dei rifiuti, non può essere fondato sulla presunzione di colpevolezza.

Ed è noto che i Comuni hanno incentivato i controlli, per verificare che la differenziata sia fatta con le giuste modalità e le sanzioni siano elevate, per chi non ottempera alle Ordinanze emanate. Ma in merito alle sanzioni riferibili alla raccolta differenziata, va fatta una precisazione importante. Ossia: può essere sanzionato solo l’effettivo responsabile della violazione, così come stabilito dall’art.3 della Legge di depenalizzazione n.689/1981, che si occupa di sanzioni amministrative.

La legge, infatti, stabilisce che “nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa, ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa”. Questo significa che la multa non può essere inviata al proprietario dell’appartamento, dal quale proviene il sacchetto incriminato, poiché a rispondere della sanzione dev’essere soltanto chi ha materialmente commesso la violazione, così come chiarito anche dal Giudice di Pace di Pozzuoli Italo Bruno con la sentenza del 29 settembre 2014.

Una sentenza che ha creato un precedente importante e che ha aperto la strada a numerosissimi ricorsi in tutta Italia. Le sanzioni, quindi, non possono essere determinate con un sistema di accertamento, che non assicura l’identificazione, di chi ha commesso la violazione, basandosi sulla presunzione di colpevolezza. Un caso divenuto simbolo è quello di una signora di Monte di Procida alla quale, nella causa iscritta al n.2162/14 Rg, il giudice Bruno annullò il verbale per difformità nella differenziata.

Nello specifico i caschi bianchi di Monte di Procida avevano ritrovato un sacchetto di rifiuti non differenziato e lontano dai punti di raccolta convenzionali. Rovistando nella busta gli agenti trovarono documenti tali, da risalire alla presunta proprietaria del sacchetto, che venne quindi multata. Ma lei fece ricorso al Giudice di Pace di Pozzuoli.

Ricorso che fu accolto con conseguente annullamento del verbale. Secondo il magistrato, infatti, la multa comminata al cittadino non deve indicare solo gli estremi dell’illecito, ma anche identificare con precisione il soggetto colpevole. Quindi la responsabilità non può essere né del nucleo familiare, né del “capo famiglia”, se la condotta illecita l’ha commessa la moglie o un altro convivente. Infatti risponde della sanzione solo chi ha materialmente commesso l’azione.

Dunque, nell’ipotesi in cui le autorità rinvengano in una busta chiusa rifiuti commisti di vario genere non possono, per ciò solo, inviare la multa al titolare dell’appartamento, che paga la tassa sui rifiuti, ma devono identificare chi ha commesso l’illecito. Ad Acerra, soprattutto di recente, sono molti i cittadini che sono stati individuati quali autori di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti sul territorio comunale e sono stati sanzionati, anche con multe da 500 o 600 euro o che non hanno differenziato bene i rifiuti.

Ma questi verbali comminati agli utenti sono stati riscossi dall’Ente comunale nel corso di questi anni? Sembrerebbe di no, eccezion fatta per quelli pagati dai “disubbidienti della differenziata”.

Infatti sarebbero centinaia le lettere, che il Comune starebbe indirizzando ai tantissimi utenti, che non hanno mai corrisposto l’importo comminato. Una lettera d’invito a voler esibire all’Ufficio Ambiente, in un lasso di tempo determinato, la ricevuta di pagamento del verbale elevato, contestato o notificato.

Evaso infruttuosamente il termine per l’esibizione della ricevuta, gli atti saranno trasmessi per l’immissione a ruolo all’Equitalia presumibilmente, però, dopo aver emanato un’ordinanza dirigenziale di ingiunzione di pagamento.

Tale invito reca la firma di un Ufficiale della Polizia Municipale. Un iter che, sembrerebbe, sia stato del tutto disatteso negli anni scorsi, quando i poliziotti municipali, agli ordini dell’ex Comandante Col.Felice d’Andrea, anche a fronte delle molte ore di straordinario corrispostegli, assistevano gli operatori della Falzarano prima, e della Tekra poi, che aprivano i sacchetti della spazzatura rinvenuti in giro.

Nel controllare se il verbale sia stato pagato o meno, qualora gli agenti avessero accertato il mancato pagamento dello stesso, lo avrebbero comunicato al Dirigente del settore competente, che avrebbe avviato la procedura amministrativa, fino al recupero della somma.

Già stando così le cose, si profilerebbe un danno erariale per il Comune, che si sta attivando, per cercare di recuperare almeno le somme dal 2014 in poi, visto che alcuni verbali sono già prescritti. Comunque la vicenda è in itinere ed alcuni verbali sarebbero annullabili, in quanto mancanti di alcuni dati del presunto trasgressore.

 

Joseph Fontano             

 

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Luca Abete al Comune per la questione mensa: servizio trasmesso da Striscia martedì 5 febbraio

Sullo scorso numero riferimmo del servizio di refezione scolastica che, com’è noto, non è ancora partito, facendo ripiombare interi nuclei familiari, alunni ed insegnanti nella stessa situazione di 4 anni fa ed il cui appalto è gestito dalla Stazione Unica Appaltante con un importo, che ammonta a quasi 1,8 milioni di euro. Servizio che è rimasto di nuovo invischiato nelle aule dei Tribunali amministrativi e che si sta trascinando avanti a colpi di ricorsi intentati dalle ditte e di sentenze emesse dai giudici.

Un’odissea per gli oltre 1000 bambini delle scuole dell’infanzia i quali, dallo scorso 8 gennaio, “usufruiscono” di una mensa autogestita, in attesa che parta il servizio effettivo. I bimbi, infatti, possono consumare a scuola un pasto preparato dai genitori, secondo un menù diffuso dagli istituti scolastici e dall’Asl. I genitori che invece non vogliono che i figli mangino a scuola, se li riprendono, perdendo però diverse ore di lezione.

Dinanzi a tutto ciò il Movimento 5 Stelle dava vita ad una petizione popolare, a sostegno della proposta avanzata dal Consigliere comunale e Presidente della Commissione consiliare di Vigilanza Carmela Auriemma, ossia che il Comune intervenga subito con un affidamento temporaneo, che si prolunghi fino all’espletamento della gara. Un atto amministrativo che, secondo l’esponente pentastellata, può essere adottato, così come confermato, durante la seduta dello scorso 29 gennaio di detta Commissione, dal Dirigente all’Istruzione Salvatore Pallara.

Raccolte pertanto centinaia di firme, protocollate dagli attivisti grillini al Sindaco Lettieri, all’Assessore alla Politiche Scolastiche Milena Petrella ed al Presidente della Pubblica Assise Andrea Piatto. Questione poi affrontata durante un’infuocata seduta del Consiglio comunale del giorno successivo, che ha lasciato non pochi strascichi.

E nella stessa mattinata del 29 si ebbe la visita in Comune di Luca Abete che, con la troupe di Striscia la Notizia, voleva sentire sulla problematica il Sindaco (che era assente) o qualche esponente dell’amministrazione comunale. Tentativo poi fallito e tanta tensione nella Casa comunale, con l’intervento della Polizia Municipale, che accompagnò l’inviato di Canale 5 all’ingresso del Comune.

Al noto giornalista, che tentò invano di contattare Lettieri anche al telefono, non restò altro da fare, che sedersi sui gradini dell’accesso del Municipio e consumare i bastoncini, che voleva invece condividere con il primo cittadino acerrano.

Servizio che veniva trasmesso una settimana dopo, ossia martedì 5 febbraio e che, ovviamente, faceva registrare un’audience molto elevata, visto che trattava anche altre situazioni del napoletano simili a quella locale, quantunque Abete definisse quella di Acerra la situazione più grave.

Ed io devo lasciare i bastoncini di mio figlio sul termosifone. Ma stiamo scherzando?”. E’ questo era il commento di una mamma, mandato onda durante il servizio. Nel corso del quale fu inserita anche la dichiarazione di un Dirigente comunale (con volto oscurato e con voce camuffata), il quale confermava ad un cittadino, che il servizio mensa non sarebbe partito a breve. Detto fatto.

 

 

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Commissione Politiche Sociali: accolta la petizione del Movimento 5 Stelle sull’affidamento temporaneo

Il mancato avvio del servizio di refezione scolastica che, com’è noto, anche questa volta, è rimasto impantanato nelle aule dei Tribunali amministrativi e che si sta trascinando avanti a colpi di ricorsi intentati dalle ditte assurgeva, suo malgrado, a protagonista anche della Commissione consiliare Politiche Sociali, presieduta dal Consigliere Antonio Laudando e svoltasi giovedì 15 febbraio, alla presenza di alcune mamme.

All’ordine del giorno c’era l’accoglimento o meno, da parte della Commissione, della petizione popolare promossa dal Movimento 5 Stelle, a sostegno della proposta avanzata dal Consigliere comunale Carmela Auriemma, ossia che il Comune intervenga subito con un affidamento temporaneo, che si prolunghi fino all’espletamento della gara. Un atto amministrativo che, secondo l’esponente pentastellata, può essere adottato.

Raccolte pertanto centinaia di firme, che venivano protocollate dagli attivisti grillini al Sindaco Lettieri, all’Assessore alla Politiche Scolastiche Petrella ed al Presidente della Pubblica Assise Piatto.

“I sottoscrittori della presente petizione chiedono che il Comune, in via transitoria, provveda ad effettuare un affidamento temporaneo (es.mese per mese) del servizio di refezione scolastica, che copra il periodo di vacanza della refezione, nell’attesa che la gara d’appalto giunga a soluzione”.

Era questo il testo della petizione, in merito al quale il Dirigente all’Istruzione, Salvatore Pallara, aveva dichiarato, durante la Commissione di Vigilanza del 29 gennaio scorso, “che l’affidamento temporaneo si può tecnicamente fare, laddove esiste un preciso indirizzo politico dato al Dirigente”.

Ad illustrare la petizione era il Consigliere Auriemma, che diceva: “Dobbiamo considerare che a maggio termina l’anno scolastico ed i disagi che stanno vivendo i bambini, le rispettive famiglie e gli insegnanti delle scuole dell’infanzia.

I bambini che non rientrano dopo le ore 13:00, perché mangiano a casa, non stanno completando il modulo didattico. E su una classe di 40 bambini, circa 12 di essi non fanno il rientro. Ma in altri Comuni limitrofi, come a Marigliano, a Brusciano ed altri – proseguiva la professionista – stanno facendo un servizio temporaneo, avendo chiesto, a chi lo sta facendo in modo stabile, un’estensione del contratto in essere nel proprio Comune. Infatti sono ditte, che già hanno superato tutte le fasi tecniche e che potrebbero preparare i pasti anche per le mense locali.

L’affidamento diretto è possibile fino a 150 mila euro, con una procedura che prevede un invito a gara per almeno 10 ditte, secondo il D.Lgs.n.50/2006 art.36 comma 2 lettera b. E lo si potrebbe pensare anche da marzo a maggio 2019”. Dal canto suo Laudando ricordava che “occorre tenere conto dei costi da sostenere e della gara, che si deve espletare”.

E poi ripercorreva le ultime vicende del mancato affidamento da marzo 2018, con la cessione del ramo d’azienda della società Quadrelle alla New Food, che poi partecipa alla gara. Società Quadrelle, di cui ricorda le tante pecche, tra cui la mancata erogazione degli stipendi ai dipendenti, la scarsa qualità dei pasti ecc. Fino al ricorso della New Food al Consiglio di Stato, dopo che la Stazione Unica Appaltante ha vinto al Tar circa l’affidamento del servizio alla Global Service. E potremo ritrovarci punto a capo ad ottobre prossimo immersi in altri ricorsi.

“Ricorsi possibili solo ad un certo punto – precisava Auriemma – poiché per importi non consistenti, è difficile che una ditta spenda 6 mila euro di contributo unificato e 10 mila euro per il ricorso, a fronte di un guadagno esiguo. E poi Pallara ha detto che anche la Global Service ha reso tutta una serie di dichiarazioni omissive. Ma noi dobbiamo pur risolvere un problema così sentito e diffuso”.

Alla fine la Commissione Politiche Sociali accoglieva la petizione popolare del Movimento 5 Stelle sull’affidamento temporaneo del servizio e trasmetteva gli atti al Dirigente Pallara.

 

Joseph Fontano

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Il nostro difetto? Quello di leggere troppo. Il vostro? Quello di non leggere mai

“Gironzolando” tra i vari atti amministrativi prodotti dall’amministrazione comunale targata Lettieri, ne abbiamo “adocchiati” alcuni, che meritano una certa attenzione.

Si parte con la Determina dirigenziale n.72 del 14.01.2019, che è a monte degli auguri formulati dall’amministrazione cittadina ad una nostra concittadina, che sabato 12 gennaio ha compiuto 102 anni. In tale circostanza il Sindaco, accompagnato da qualche altro amministratore, ha presenziato alla festa, organizzata a casa di una delle figlie della signora, alla quale il primo cittadino ha consegnato un bracciale in oro 18 carati del valore di 366,00 euro.

Acquistato, ovviamente, con i soldi delle casse comunali e nemmeno ad Acerra, ma presso una ditta sita a Napoli, a via Toledo!! Un modo, anche questo, per favorire e sostenere il commercio acerrano. Particolari, questi, che non erano stati inseriti nel comunicato stampa diramato dal Comune.

Altra Determina è la n.7 del 02.01.2019, con la quale sono state acquistate (questa volta presso un negozio di fiori acerrano) 5 statue di Pulcinella, al fine di consentire il tradizionale scambio di auguri con organi istituzionali sovracomunali, in occasione delle festività natalizie. A quanto ammonta la spesa sostenuta per l’acquisto delle suddette statue della maschera di Pulcinella?

A 1300,00 euro. Volete sapere di che materiale sono composte le statue? Impossibile, visto che non è possibile ricavarlo nemmeno dall’offerta formulata dalla titolare dell’esercizio commerciale al Comune e dalla quale si evince solo, che le statue sono confezionate in scatola telata.

Né va meglio, dopo aver consultato, ad esempio, le Determine dirigenziali n.871 dell’11.07.2018 e n.94 del 16.01.2019, aventi ad oggetto la “Liquidazione di spesa per gestione servizio di economatoprovvedimenti”. In pratica si tratta dell’approvazione del rendiconto delle spese minute ed urgenti, sostenute semestralmente dall’Economo comunale per un importo complessivo pari a tot euro, come indicato nell’allegata distinta. Determine redatte da anni e pubblicate sul portale del Comune, dove al numero del buono emesso, corrisponde la somma erogata e la società, o l’attività o il soggetto, a favore del quale è stato erogato l’importo.

Ma, a differenza degli anni scorsi, manca nell’atto amministrativo la dicitura, che specifica la causale, per la quale è stato erogato il buono.

Insomma, se dal buono n.10 del 26 marzo 2008 era possibile sapere, che la somma impegnata di 250,00 euro era servita, per pagare le fatture dell’alimentari Arena, per la fornitura di generi alimentari, o che dal buono n.41 del 28 novembre dello stesso anno era possibile sapere, che la somma impegnata di 50,50 euro era servita, per pagare una sanzione amministrativa per violazione del Codice della Strada al Comune di Napoli, attraverso le suddette Determine (alla faccia della trasparenza) non è possibile sapere più nulla.

Infatti nella n.871 si evince un buono, emesso a favore del Sindaco, di euro 257,80. Volete sapere per quale fine è stata emessa tale somma? Non è possibile.

E allora: chi ha disposto, che tali Determine venissero redatte in questo modo? Le “forze” di opposizione cittadina quante note hanno scritto ed indirizzato a chi di competenza, per chiarire la questione ed invertire questo modo di agire?

 

Joseph Fontano            

 

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Isola ecologica chiusa ed abbandono dei rifiuti: l’intervento del Consigliere Auriemma

Oltre al suo impegno politico, svolto nelle sedi istituzionale locali e sovracomunali, il Consigliere comunale Carmela Auriemma (Mov.5 Stelle) non manca di raccogliere le segnalazioni dei cittadini e di recarsi di persona, unitamente agli esponenti del suo movimento, nei luoghi oggetto di segnalazione. Come accaduto nella mattinata di giovedì 14 febbraio e di cui Auriemma dice:

“Sono stata all’isola ecologica di via Edison (ex via Mulino Vecchio) per un sopralluogo. L’ho trovata chiusa “per manutenzione” in un totale stato di abbandono e con rifiuti sversati all’ingresso.

Ho subito segnalato la grave situazione al Dirigente comunale responsabile, chiedendo anche di conoscere le misure adottate dall’Amministrazione, affinché l’ennesima chiusura dell’isola non creasse, ancor di più, un aumento del fenomeno di abbandono dei rifiuti.

L’appalto del servizio di igiene urbana costa ai cittadini acerrani circa 8 milioni di euro all’anno. Troppo per questi disservizi così evidenti. So che già il giorno dopo hanno ripulito l’area. Ma resta il disagio della chiusura e l’inadeguata o totale mancata informazione della stessa alla cittadinanza”.

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Carnevale 2019, al via le prime riunioni operative. Ma non mancano le difficoltà

In vista dell’evento denominato “Carnevale Acerrano 2019”, che culminerà con la sfilata dei carri allegorici il prossimo 5 marzo, il lavoro che resta ancora da fare, nel mentre scriviamo, sembra ancora tanto, per riuscire a mettere in piedi la sfilata.

Secondo quanto trapela dai rumors, si profilano all’orizzonte numerosi problemi. Già chiarito che i carri non potranno transitare in via Santa Caterina da Siena (a causa dell’esigua larghezza della carreggiata), come avevano richiesto gli organizzatori. Comunque il lavoro da fare è tanto ed il tempo è poco, visto che anche quest’anno la macchina organizzativa è partita in ritardo.

Intanto, almeno per quanto è stato possibile sapere, sembrerebbe che gli organizzatori dell’evento non abbiano ancora provveduto a trasmettere al Suap (deputato al rilascio dell’autorizzazione alla sfilata) l’intera documentazione necessaria.

Oltre ai pareri sulla viabilità (che dovranno essere rilasciati dal Comando della Polizia Municipale, sulla scorta delle valutazioni di carattere tecnico), va chiarito che i carri allegorici installati sui veicoli (tramite apparecchiature meccaniche, oleodinamiche, elettriche e così via, i pupazzi, le maschere e le varie rappresentazioni), devono essere conformi alle vigenti normative in materia di sicurezza e che le attrezzature sopraelevate (di tipo meccanico e elettromeccanico, di supporto alle allegorie carnevalesche, ove capaci di movimento autonomo, rispetto al moto del carro) devono essere state progettate, realizzate e collaudate seguendo, per quanto applicabile, l’attuale norma europea sulle attrazioni.

Naturalmente gli obblighi di legge sono tutti in capo ai singoli proprietari, titolari o gestori di carro, che non possono aggirare il problema sottoscrivendo, senza che nessuno li controlli, una semplice autocertificazione, così com’è stato fatto ripetutamente in passato.

A vigilare che tutto avvenga nel rispetto delle leggi (che non possono essere interpretate), ci saranno certamente la Commissione comunale sui Pubblici Spettacoli, la Prefettura e la Questura, che dovranno garantire la security dell’evento, mentre la Safety della manifestazione spetta agli organizzatori, che non potranno usare, a differenza dello scorso anno, le guardie giurate, ma solo personale adeguatamente formato in materia di Safety degli eventi.

Naturalmente si procede anche tra l’indifferenza e l’immobilismo delle Forze dell’Ordine e degli organismi di controllo, che preferiscono non attenzionare adeguatamente l’annuale manifestazione. Nel frattempo il Sindaco Lettieri, nel pomeriggio di martedì 12 febbraio (decisamente fuori tempo massimo, tenuto conto che il Regolamento comunale prevede che l’istanza dev’essere presentata 60 giorni prima dell’evento) con una Giunta lampo deliberava la concessione all’evento del patrocinio morale ed economico, pari a 40.000,00 euro.

Da stabilire se l’Ufficio preposto al rilascio dell’autorizzazione (datosi che si tratta di un’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’art.68 e 69 del Tulps, che è di competenza del Suap) ne sia stato informato. Circostanza non verificatasi l’anno scorso, quando si decise di dare l’autorizzazione sulla scorta delle semplici autocertificazioni, sottoscritte dal responsabile dell’associazione di volontariato promotrice dell’evento.

Premesso che: “Il rilascio della licenza è subordinato alla verifica delle condizioni di stabilità e di sicurezza dei locali, delle strutture e delle aree di svolgimento dell’evento/manifestazione, anche di carattere temporaneo (così com’è scritto sul portale del Comune di Acerra) e che la richiesta dev’essere presentata almeno 30 giorni prima della data di svolgimento dell’evento/manifestazione (sempre riportato sul portale dell’Ente), non si capisce a cosa possa servire il solo parere di competenza.

Visto che nell’istanza allegata alla Delibera n.21 gli stessi organizzatori alzano il tiro, scrivendo al Sindaco (senza neppure apporre all’istanza di autorizzazione la necessaria marca da bollo), dei nuovi adempimenti previsti dalla normativa vigente in materia, emanate dalla Prefettura, con l’adozione dei nuovi sistemi, per contrastare gli atti terroristici.

Inoltre, per mettere una pezza ai tanti problemi che stanno emergendo, il Sindaco convocava in fretta e furia, lo scorso 15 febbraio, la Commissione comunale di Vigilanza Pubblico Spettacolo, al fine di far esprimere ai componenti il parere di competenza invitando, per mera conoscenza, il Dirigente del Commissariato della Polizia di Stato (che è il massimo referente dell’ordine della sicurezza pubblica), a valutare l’opportunità di partecipare ai lavori della Commissione.

 

Nino Pannella

 

 

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Carnevale, si attende la decisione della Commissione comunale di Vigilanza Pubblico Spettacolo

Relativamente all’evento denominato “Carnevale Acerrano 2019”, di cui riferivamo in precedenza, con riferimento alla convocazione, lo scorso 15 febbraio, presso la sala Giunta del Comune, della Commissione comunale di Vigilanza Pubblico Spettacolo, al fine di far esprimere ai componenti della stessa il parere di competenza per la sfilata dei carri allegorici, questa si rivelava interlocutoria e produceva sostanzialmente un nulla di fatto.

Per cui i lavori venivano aggiornati a mercoledì 20 febbraio e lo slittamento si rendeva necessario, per la mancanza della documentazione varia. A presiedere i lavori, iniziati con circa due ore di ritardo, c’era il Vice-Sindaco Cuono Lombardi. Presenti inoltre anche il Vice-Comandante della Polizia Municipale Ten.Domenico De Sena; il Dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale Ing.Giovanni Soria; il responsabile dell’U.O.P.C. dell’Asl Napoli 2 Nord Dr.Antonio Rea e l’ispettore dei Vigili del Fuoco Raffaele Vastarella.

In rappresentanza dell’associazione di volontariato promotrice dell’evento c’era l’Arch.Clemente Delle Cave responsabile, tra l’altro, del Piano Sicurezza. Ovviamente sui lavori della Commissione vigeva il massimo riserbo ma, per quanto trapelava, sembra che la documentazione messa a disposizione del rappresentante dei caschi rossi (relativa alla sfilata dei carri allegorici) sia stata ritenuta carente.

E non poteva essere altrimenti, visto e considerato che fino all’anno scorso la sfilata dei carri, è stata autorizzata sulla scorta delle (semplici e facili ndr) autocertificazioni sottoscritte dai responsabili dei carri e senza tenere conto delle normative vigenti.

Nel corso dei giorni successivi gli organizzatori avrebbero dovuto fare le corse, per riuscire a mettere le cose a posto, evitando che la manifestazione venga annullata.

In mancanza dei necessari requisiti tecnici e a tutela dell’incolumità di chi partecipa alla festa (che al Comune costerà 40 mila euro di co-finanziamento), solo un folle potrà accollarsi la responsabilità, di autorizzare la manifestazione che, a torto o a ragione, necessita di svolgersi in un’area interdetta alla circolazione, ovvero su un circuito, protetto in ogni modo e nel pieno rispetto delle normative attuali, invocate a voce alta in una lettera indirizzata al Sindaco dagli stessi organizzatori dell’evento.

 

Nino Pannella

 

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Decisi interventi di riqualificazione funzionale degli istituti scolastici con il fondo SIEI

Massima attenzione al mondo della scuola con la ripartizione delle risorse del fondo SIEI (Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e di istruzione) del Comune – Ambito N20, decise dal Sindaco Lettieri. Queste risorse, in totale circa 280 mila euro, secondo quanto determinato dal primo cittadino verranno, infatti, impiegate per un intervento di riqualificazione funzionale di tutte le scuole cittadine, che consiste in obiettivi precisi: acquisto di ulteriori nuovi arredi scolastici (banchi, sedie e scrivanie per circa 100 mila euro, che si andranno a sommare alle altre risorse stanziate per queste forniture) e l’acquisto di accessori per gli ambienti bagno (circa 180 mila euro), fondamentali per la cura dell’igiene personale dei bambini.

In particolare le scuole di Acerra saranno dotate di asciugamani elettrici, dispenser da muro per sapone ed altro.

L’azione di riqualificazione programmata, in totale, interesserà una quota di bambini pari a circa 1500 unità. L’obiettivo principale che intende proseguire il Sindaco, è di avvicinare ed educare i bambini, che frequentano la scuola ad uno uso corretto del “bagno” fin dall’età prescolare, per abituarli alla cura dell’igiene personale per mezzo di prodotti ideati  a misura di bambino.

Inoltre, con l’acquisto di ulteriori suppellettili scolastiche, si punta ad offrire ai bambini un ambiente accogliente e sicuro nell’ottica di un costante e progressivo ammodernamento degli arredi e del materiale didattico.

Questa programmazione del fondo per il sistema integrato di educazione e di istruzione si aggiunge alle azioni di innovazione tecnologica ed alle ulteriori risorse stanziate per la scuola che unitamente alla professionalità dei docenti, impegnati nella quotidiana azione di formazione, rendono concreta e continua la crescita culturale, didattica e umana di tutti gli studenti della scuola acerrana

 

Maria Luigia Feldi

 

 

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