Edizione Integrale del 4 Dicembre 2019

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Notificata al Comune un’ingiunzione di pagamento di 1.246.325,98 euro!!

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Ammonta ad 1.246.325,98 euro, oltre ad ulteriori interessi fino al soddisfo la somma richiesta, l’8 novembre scorso, al Comune di Acerra, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica Amministrativa, attraverso apposita ingiunzione di pagamento emessa per il recupero del credito erariale e delle maggiorazioni previste. Il documento, di 7 pagine, che reca in calce la firma del Capo dell’Unità Tecnica Amministrativa, si riferisce alle somme, che l’Ente di Viale della Democrazia doveva all’ex Commissario delegato – Presidente della Regione Campania, “quale contributo a carico dei Comuni, che conferiscono i rifiuti, da erogare a favore dei Comuni, nel cui territorio sono ubicati gli impianti di trasferenza, i siti di stoccaggio provvisorio di combustibile derivato da rifiuti ed i siti di stoccaggio definitivo dei sovvalli degli impianti di produzione del combustibile derivato dai rifiuti. Contributo stabilito nella misura complessiva di euro 0.0052 per chilogrammo di rifiuto conferito agli impianti di produzione”. Il documento precisa anche, che le diffide di pagamento sono rimaste inevase da parte del Comune e riporta le relative fatture/note di credito emesse nel 2004 dalla società Fibe spa e/o Fibe Campania. L’Ente comunale potrà avanzare apposita istanza, qualora intendesse ottenere un eventuale rateizzazione della considerevole somma, alla suddetta Unità Tecnica, che si riserva di concederla. A supporto di quanto richiesto il documento cita anche una sentenza del Tar Lazio (la n.3790/2007), confermata da quella del Consiglio di Stato (la n.6057/2007). Per tutta risposta, con apposita Determina datata 14.11.2019, il Comune ha affidato l’incarico di assistenza e di patrocinio legale all’avvocato Antonio Sasso, per l’impugnativa della suddetta ingiunzione di pagamento. Un incarico per il quale è stato corrisposto al legale una somma pari a 14.542,78 euro. Avvocato circa il quale abbiamo specificato, a quelli che ce l’hanno evidenziato, che non significa niente, che sia un amico di uno degli staffisti del Sindaco Lettieri e che, pertanto, a nessuno venga in mente, che la scelta sia condizionata da tale tipo di rapporto. Piuttosto la scelta è stata fatta, come recita la Determina, che reca la firma del Dirigente al Contenzioso, Maria Piscopo, “allo scopo di garantire l’efficienza, l’efficacia e l’economicità della difesa in giudizio dell’Ente comunale avverso l’ingiunzione notificata”. Ma cosa dice in merito a tale rilevante somma il Consigliere comunale Carmela Auriemma? “Innanzitutto dalla Determina così…

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Niente acqua in città. Niente ordinanza sindacale. Ma il mercato si è fatto lo stesso!!

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E’ noto che dalle 22:00 di venerdì 29 novembre alle 22:00 di domenica I dicembre, per lavori urgenti ed indifferibili sulla linea ferroviaria Napoli-Bari tratto Napoli-Cancello, venivano eseguiti lavori sulla condotta San Clemente-Cercola. Pertanto veniva interrotta la fornitura idrica su tutto il territorio comunale. E sul manifesto affisso in città si leggeva, che le autobotti per la distribuzione dell’acqua erano sistemate a Pezzalunga (unica area del territorio comunale dove l’acqua non mancava) e nei pressi del Cimitero, a via San Gioacchino (che in vero si chiama via Muro di Piombo). Già il 26 novembre, con l’Ordinanza n.36, il sindaco Lettieri aveva disposto, per sabato 30 novembre, la chiusura di tutte le scuole cittadine. Bene. Eppure sabato mattina, nonostante la mancanza d’acqua, si svolgeva regolarmente il mercato settimanale cittadino!! Possibile che non vi sia stato nessuno, regolarmente stipendiato e che ce l’aveva nelle proprie competenze, che abbia disposto o abbia fatto disporre il divieto di svolgimento del suddetto mercato di piazza Calipari? Tuttavia, in data 23.02.2018, con Ordinanza n.8 il primo cittadino ordinò il divieto di svolgimento del mercato settimanale “considerato che l’interruzione dell’erogazione del servizio idrico compromette il regolare svolgimento dell’attività mercatale e che tale sospensione idrica comporta l’indisponibilità dei servizi igienici”. Quello che, praticamente, hanno vissuto sabato scorso decine e decine di persone, molte delle quali hanno dovuto “ripiegare” sui servizi igienici di qualche attività commerciale presente nel quartiere. Disagi, ovviamente, anche per i venditori di prodotti ittici e di verdure, supportati solo dalla classica arte di arrangiarsi. Segnalati i disagi agli agenti della Polizia Municipale dal solito “qualcuno”, questi indicavano nei “passaggi” del personale della Protezione Civile la “soluzione” ai problemi, con un lavaggio “improvvisato” dei maleodoranti e puzzolenti servizi igienici. Ma perché Lettieri non ha emanato la stessa Ordinanza emessa l’altra volta? Sperando che ciò, non sia da imputare all’arrivo del presidente De Luca ad Acerra (che poi non è nemmeno venuto) e che abbia distratto Lettieri, dal prendere una decisione così importante a tutela della salute delle persone. E la stessa ASL territorialmente competente dove stava? Intanto alcuni extracomunitari privi, probabilmente, anche del permesso di soggiorno, occupavano sistematicamente senza alcuna autorizzazione, il suolo pubblico lungo via Madonnelle, intenti a vendere scarpe e borse di marca (tutte contraffatte), esposte su grossi teloni bianchi, pronti ad…

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Niente stalli di sosta per gli scuolabus; zero viabilità per i piccoli alunni; niente Vigili Urbani, ma…

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E’ una problematica, nella quale s’incrociano l’incolumità pubblica e privata degli alunni, che frequentano le scuole primarie e secondarie cittadine; quella degli addetti al prelievo ed al trasporto di detti alunni (autisti ed assistenti) ed il personale docente dei plessi scolastici comunali. Il riferimento è al servizio di trasporto scolastico, attualmente effettuato dalla società, risultata aggiudicataria di detto servizio e che ha in essere una convenzione con il Comune. Il problema, per chi espleta tale servizio, è la totale mancanza di stalli di sosta riservati alla sosta degli scuolabus, costretti a sostare ovunque, anche in mezzo alla carreggiata, in attesa che l’assistente accompagni all’interno degli istituti o prelevi dagli stessi gli alunni, che devono poi scendere o salire sull’automezzo tra una selva di veicoli fermi in sosta praticamente dovunque. Del tutto inutili gli sforzi dei nonni civici, allocati all’esterno delle scuole e che, “armati” di palette e di buona volontà, possono fare davvero ben poco in tutti i sensi. Inutile dire che della presenza dei poliziotti municipali, il cui organico è stato ampliato con ben 17 unità lavorative in più, non c’è nemmeno l’ombra, né al mattino e neanche all’uscita dei piccoli. Anzi, se prima veniva almeno garantita una vigilanza dinamica, adesso è stata soppressa pure quella. L’assenza degli stalli di sosta di colore giallo soprattutto nei pressi degli ingressi delle scuole, costringe le assistenti, a far percorrere un tratto di strada ai piccoli alunni, ossia quello che li separa dal bus, anche quando vi sono avverse condizioni meteo. Situazione che diviene ancor più drammatica, in caso di presenza di bambini diversamente abili, che non dovrebbero in alcun modo coprire le distanze, che li separano dagli automezzi. Via Carosone (sede del plesso Siani); via Dei Mille (sede del II Circolo didattico), via Diaz (sede del plesso del III Circolo) sono solo alcuni dei punti, nel quale il caos regna sovrano e dove lo scuolabus spesso è costretto anche a sostare nell’incrocio, sulle strisce pedonali, dinanzi ad un passo carraio ecc. A seguito di tutto ciò lo scorso 21 novembre il legale rappresentante della società, che espleta il servizio di trasporto scolastico, anche a seguito di qualche sollecito verbale, ha indirizzato una pec al Dirigente-Comandante ad interim della Polizia Municipale G.Cascone; al Sindaco Lettieri; al Dirigente alla Pubblica Istruzione…

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“Parco ‘900”, breve cronistoria delle attività intraprese di recente

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Negli ultimi mesi abbiamo documentato l’attività istituzionale del Consigliere comunale Domenico Tardi (alla quale si è aggiunta, poi, anche quella del Consigliere Carmela Auriemma) relativamente alla questione “Parco ‘900”, ossia al grande complesso residenziale realizzato nei primi anni 2000 nel rione “Spiniello”, con particolare riferimento alla galleria commerciale del complesso urbanistico, dichiarata abusiva dal Comune nel 2015. Tale attività, fino ad oggi, ha sostanzialmente contemplato: una richiesta, attraverso una nota inviata al Dirigente all’Urbanistica Concetta Martone e all’Assessore al ramo Giovanni Di Nardo, in data 17.10.2019, a seguito dell’approvazione della Delibera di Giunta n.134 del 4.10.2019 di indirizzo al Consiglio comunale e relativa al Parco ‘900, di conseguimento degli atti relativi all’approvazione dello schema di convenzione, per l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un’area destinata a parcheggio, a compensazione degli standard urbanistici. Una richiesta di conoscere con urgenza, al fine di esercitare le sue prerogative istituzionali se, per gli immobili oggetto del provvedimento di Giunta, è stata a suo tempo definita, ai sensi dell’articolo 11 della legge n.10/1977, una convenzione per l’assunzione diretta di opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri di urbanizzazione. In caso di riscontro positivo, una richiesta di trasmettergli con sollecitudine la relativa copia, nonché copia dei collaudi effettuati sulle opere realizzate; gli atti di consegna delle stesse al Comune di Acerra e l’atto di svincolo della prevista fideiussione. Oltre a ciò, in data 21.10.2019, lo stesso Tardi diffidava il suddetto Dirigente all’Urbanistica, stante la legge n.241/90, a rispondere entro 10 giorni alle precedenti lettere inviategli ed alle quali non aveva risposto. Nel frattempo, durante il Consiglio comunale del 23 ottobre scorso, avente all’ordine del giorno l’approvazione della Delibera di Giunta n.127 del 30.09.2019, relativa alla variazione di Bilancio di previsione finanziario e di indirizzo al Consiglio comunale nell’intervenire, il Consigliere diceva: “Non vedo in questa Delibera di Giunta gli oneri concessori recuperati, stando alla convenzione stipulata a suo tempo. Quindi si tratta di somme da recuperare ed auspico che l’Assessore al Bilancio li recuperi, rivisitando la Delibera che, così redatta ed approvata, rappresenta una truffa per i cittadini”. Nel frattempo sono intervenuti vari colloqui tra i due sopra citati Consiglieri comunali ed il Dirigente al settore, che ha anche risposto alla diffida del Tardi scrivendo, tra l’altro, che “la richiesta del Consigliere non è…

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“Parco ‘900”: si “ondeggia” tra un condono edilizio mascherato ed un danno erariale per l’Ente

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Relativamente alla questione “Parco ‘900”, sito nel popoloso e periferico quartiere “Spiniello” e di cui riferivamo in precedenza, secondo alcune fonti non investigative ma attendili, non è da escludere che alcuni aspetti della vicenda, siano stati rappresentati alle Forze dell’Ordine che, probabilmente, avranno avviato anche un’attività d’indagine. Innanzitutto si parte dal 14 agosto 2015, quando il sindaco Lettieri avrebbe specificato, che gli Uffici comunali avevano verificato che, per il Parco ‘900, risultavano rilasciate diverse concessioni in sanatoria, che legittimavano ulteriori volumetrie. In particolare con l’occupazione di aree destinate a porticati dei fabbricati con destinazione ad attività commerciali. In tal caso fu avviato il procedimento per la revoca delle predette concessioni in sanatoria, ritenute in violazione di legge e di uno specifico atto d’obbligo della proprietà, a lasciare le suddette aree a destinazione porticato. Sei giorni dopo il Dirigente all’Urbanistica Arch.Concetta Martone, con una nota indirizzata al Comandante della Polizia Municipale ed al Sindaco, avrebbe evidenziato che “per oltre 10 anni nessuno aveva rilevato irregolarità, né i tecnici, che istruirono le pratiche di agibilità, né i poliziotti municipali, che effettuarono sopralluoghi nei locali commerciali ubicati al piano terra di detti immobili, né il SUAP, che consentì lo svolgersi di tale attività”. E, con più atti successivi, che vanno dal novembre del 2015 al febbraio del 2016, Martone avrebbe disposto l’annullamento, in autotutela, dei titoli edilizi in sanatoria rilasciati all’attuale società World Trading Buildings. Nello specifico detti provvedimenti in sanatoria sarebbero stati emanati in quanto, in fase di esame delle richieste di condono del 2007, non sarebbe espressamente emerso, né fornito, il consenso da parte dell’Ente comunale sulla parte di porticato occupata ed oggetto di condono. In sintesi, i porticati “trasformati” in attività commerciale. Successivamente detti atti di revoca vennero impugnati dalla suddetta società dinanzi al Tar Campania ed al Consiglio di Stato. Ma in entrambi i casi i ricorsi furono respinti, perché i giudici amministrativi ritennero, che il vincolo non fosse derogabile. Ciò nonostante l’Amministrazione comunale, anziché adottare i provvedimenti consequenziali (imposti per legge), ovvero l’acquisizione al patrimonio comunale dei locali abusivi o, in alternativa, imporre al costruttore il ripristino dello stato dei luoghi, rimase del tutto inerte. Consentendo, di fatto, il protrarsi della condotta antigiuridica. Da qui, poi, si giunge alla stretta attualità, con la società che, l’anno…

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Crolla un balcone a via Bixio, solo tanta paura ma nessun ferito

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Un crollo improvviso in piena notte ed in pieno centro storico, che provocava qualche ansia ai residenti. E’ quanto accaduto nella notte tra il I ed il 2 dicembre a via Bixio, proprio alle spalle della Cattedrale del Duomo. A causare il crollo di un balcone, sarebbero stati sia lo stato di abbandono, in cui versa l’immobile, che le abbondanti piogge cadute nei giorni scorsi. Per fortuna non si registravano danni a cose o a persone. Sul posto giungevano poco dopo le Forze dell’Ordine ed il personale dell’Ufficio Tecnico comunale, per i primi sopralluoghi e la messa in sicurezza dell’area, in attesa di individuare il proprietario dell’immobile.

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Fu denunciato dal Sindaco con l’accusa di minacce nei suoi confronti. Ma è stato assolto

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Assolto dai Giudici del collegio D del Tribunale di Napoli, “perché il fatto non sussiste”, il pregiudicato Angelo Ciro Passaro, denunciato a maggio del 2018 dal Sindaco Raffaele Lettieri per presunte minacce. Il salomonico verdetto restituisce la serenità ad un uomo, tornato libero da qualche anno, dopo aver pagato tutti i suoi debiti alla legge. In tal modo ha messo fine ad un incubo, che non doveva nemmeno iniziare tenuto conto, com’è stato poi ricostruito nel corso del lungo dibattimento che Passaro, dopo aver parlato con il primo cittadino in una piazza, si era allontanato, salutando e senza proferire alcun tipo di minaccia, pur avendo ricevuto dallo stesso un plateale rifiuto. In ogni modo, anche grazie all’avvocato Giovanni Bianco (difensore di fiducia dell’imputato), la verità ha avuto il sopravvento. Nel corso del dibattimento, durato oltre un anno, sono stati sentiti diversi testimoni tutti attendibili. L’accusa era rappresentata dal Pubblico Ministero in forza alla Dda partenopea Gianfranco Scarfò, lo stesso che ha seguito fin dalle prime battute la singolare indagine. La vicenda prese il via nel maggio dell’anno scorso. La fascia tricolore si trovava nei pressi del Castello baronale insieme ad alcuni dipendenti dell’Ente, quando Ciro Passaro con molta gentilezza, gli chiese di parlargli. Il colloquio tra i due durò una manciata di minuti, durante i quali l’uomo raccontò al sindaco brevemente la sua storia, chiedendogli di poterlo aiutare, a trovare un posto di lavoro. Prima di allora, come confermato dal primo cittadino nel corso del suo interrogatorio in aula Passaro, diversi mesi prima (forse a gennaio dello stesso anno), aveva richiesto un formale incontro con il sindaco, che però non gli era stato mai accordato. Nel corso della sua testimonianza in dibattimento, Lettieri riferisce alla Corte che, nel corso del colloquio l’imputato, parlando in dialetto napoletano, lo avesse minacciato. “Stavot accumence ro Comun, invece e accumence ra miezza a vie”. Secondo la testimonianza di Lettieri, questa frase sarebbe stata pronunciata dall’imputato al termine della conversazione, nel corso della quale il Passaro aveva riferito, di essere stato un elemento del clan dei “Carusiello”. Ravvisata una sorta di minaccia da queste parole riferite dal sindaco, ma che non hanno trovato alcun riscontro, Lettieri denunciò i fatti alle Forze dell’Ordine che, in virtù del casellario giudiziale del denunciato, trasmisero gli atti…

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Contravvenzionato perché privo della copertura assicurativa. Ma l’auto stava sul carroattrezzi!!

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Sempre più nel caos il locale Comando della Polizia Municipale, ottimamente diretto dal Vice-Comandante Cap.Domenico De Sena (anche se il portale del Comune lo porta ancora come Tenente), in particolar modo per una serie di verbali redatti in modo errato. Una circostanza, questa, che lascerebbe profilare un ingente danno erariale per l’Ente comunale. Infatti sarebbero centinaia i verbali di contestazione di violazione del Codice della Strada, con accertamenti avvenuti mediante apparecchiatura di rilevamento targhe, sottoposta a diretta gestione e controllo del suddetto Comando. Verbali avverso i quali tutti gli eventuali ricorsi presentati, o che saranno presentati al Prefetto o al Giudice di Pace, potrebbero essere accolti. Ma, al di là dei fiumi d’inchiostro già versati dalla stampa locale e quotidiana sull’argomento, non accennano a diminuire le tensioni e le polemiche, che investono i caschi bianchi. Un esempio è dato dalle lunghe fila che, nelle mattinate di ogni lunedì e venerdì, si registrano non solo nell’ingresso del Comando, ma anche nell’area che divide lo stesso Comando dal cancello d’ingresso. Utenti provenienti anche da altre province campane ma non solo, ivi invitati anche attraverso lo stesso verbale notificato agli sventurati conduttori di veicoli quando, ad esempio, devono esibire il documento per la decurtazione dei punti dalla patente di guida. Per non parlare della quasi impossibilità, di parlare al telefono con un operatore della polizia locale, nonostante i numerini da digitare dettati di recente da una gentile voce femminile. Ma se prima i giorni di accesso all’Ufficio Contravvenzioni erano quelli suddetti, ora c’è stato un cambiamento. Infatti il ricevimento presso tale ufficio avviene solo di sabato (dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00). Una comunicazione, ad esempio, non divulgata nemmeno attraverso il portale del Comune o con un manifesto. Ma se sui verbali è scritto, ad esempio, che si può portare in visione la documentazione tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, per la decurtazione dei punti, è vero ciò che riporta il verbale o quello che c’è scritto sul foglio attaccato sul cancello d’ingresso del Comando? Ma il clou si registrava qualche giorno fa, quando un cittadino ci mostrava un verbale elevatogli, perchè aveva l’auto priva della copertura assicurativa e “beccato” dalle telecamere (non omologate per queste tipologie di rilevazioni ndr) presenti in città. E fin qui. Ma…

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Assalti ai contadini di Pezzalunga, coppia arrestata

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Rapine nei campi, coppia arrestata. E’ quanto stabiliva il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nola Teresa Valentino che, nei giorni scorsi, emetteva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due 42enni del posto. Il Pubblico Ministero concordava con le risultanze investigative dei Carabinieri, nell’ambito di un’indagine portata avanti dai Militari dell’Arma della locale stazione, agli ordini dal Comandante Giovanni Caccavale e coordinati dalla Compagnia di Castello di Cisterna, agli ordini del Capitano Marco Califano. Secondo l’accusa i due avrebbero commesso altrettanti raid lo scorso 5 giugno in contrada Pezzalunga, una delle due frazioni di Acerra, a poca distanza l’uno dall’altro. Nel primo raid, avvenuto intorno alle ore 14:00, un contadino sarebbe stato minacciato con la pistola e depredato della somma di 15 euro, contenuta nel borsello. Nel secondo raid, invece, avvenuto dopo mezz’ora in via Torricelli un agricoltore, fiutato il tentativo di rapina, sarebbe riuscito a scappare. Stando alle contestazioni, i due si sarebbero divisi i compiti. Il primo guidava lo scooter di sua proprietà, mentre il secondo impugnava la pistola e la puntava contro la vittima. Determinanti, per la positiva conclusione delle indagini, si sono comunque rivelati i dettagli, che le vittime ricordavano e che hanno fornito ai Carabinieri, come alcune cifre della targa dello scooter. Duranti le fasi dell’arresto uno dei soggetti rintracciati a casa provava a farla franca in maniera goffa, cercando di nascondersi sotto il letto. Ma, chiaramente, in modo vano. Il motorino incriminato, un Piaggio Beverly, veniva dissequestrato pochi giorni fa. La coppia (per la quale vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato), avrebbe poi sostenuto, nei giorni scorsi, l’interrogatorio di garanzia. Entrambi assistiti dai loro legali di fiducia, avranno potuto chiarire la loro posizione e fornire eventualmente una propria versione dei fatti contestati. Anche se, al momento, appare difficile smontare il castello accusatorio edificato dall’accusa nei loro confronti.

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