Edizione Integrale del 10 Settembre 2019

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Un’estate tra monnezza, roghi tossici e parole sindacali “in libertà”

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Dopo la parentesi di agosto, non potevamo non riprendere il nostro percorso informativo, se non da una tematica, purtroppo ancora eccessivamente di attualità, ossia quella dei rifiuti, strettamente connessa allo stop temporaneo dell’inceneritore per manutenzione, che dovrebbe terminare il 10 ottobre prossimo. Impianto che brucia 700 mila tonnellate di rifiuti all’anno. Oltre alla solita ed immancabile tematica dei roghi. Temi sui quali il sindaco Lettieri è intervenuto un giorno sì e l’altro pure attraverso comunicati stampa, video e dichiarazioni, non sempre privi di inesattezze e di intenti propagandistici. Punto primo. Lettieri dichiara: «Apprendiamo con favore che la Regione Campania (in data 31.07.2019 ndr) abbia letto i documenti prodotti dal Comune di Acerra, che motivano in maniera dettagliata e minuziosa le ragioni dei cittadini ed abbia accolto le eccezioni sollevate dall’Ente a salvaguardia della popolazione e a tutela del territorio, rispetto all’idea di allocare un sito di stoccaggio provvisorio dei rifiuti in località Pantano». Per amore della verità il mancato stoccaggio dei rifiuti in località Pantano è stato il frutto non solo del lavoro del Comune, ma anche di quello dei comitati ambientalisti locali, del Consigliere comunale Auriemma e di quello regionale Muscarà. Punto secondo. Lettieri dice: “Tutti si stanno preoccupando, di dove conferire i rifiuti in questo periodo, ma nessuno si sta occupando di incrementare la percentuale di raccolta differenziata, l’unica vera mission davvero ambientalista…”. In verità già nei giorni precedenti il Vescovo Antonio Di Donna aveva detto: “Questa nuova emergenza possa essere un’opportunità per una migliore raccolta differenziata, per cercare finalmente soluzioni definitive al problema dei rifiuti e, soprattutto, aiuti a rompere la dipendenza dall’inceneritore di Acerra attraverso un piano rifiuti improntato al riciclo ed agli impianti alternativi…”. Punto terzo. Lettieri annuncia (e poi la concretizza con l’Ordinanza sindacale n.30 del 28.08.2019): “Abbiamo deciso di aderire alla campagna “Io non conferisco”, che Legambiente sta per avviare con alcuni Comuni. Con una più produttiva ed efficace raccolta differenziata, otterremo una diminuzione dei rifiuti indifferenziati. Le nuove modalità di raccolta prevedono il conferimento dell’indifferenziato una volta ogni 15 giorni anziché ogni settimana, com’è previsto attualmente. Questa è una sfida non solo per Acerra ma per tutta la Regione Campania, che sta passando agli occhi di tutti come una Regione quasi in affanno…Questo permetterà di ridurre i rifiuti, che vengono…

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I roghi estivi tossici e nocivi andavano contrastati con interventi preventivi

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Venendo invece all’immancabile capitolo dei roghi tossici estivi, a cui si faceva riferimento in precedenza e che hanno trasformato in incubo le giornate di tanti cittadini, anche dei Comuni limitrofi, con tanto di cortei civici di protesta, di malori avvertiti e di incontri istituzionali, giungevano dal Comune le prime “misure di contrasto” al fenomeno, ossia l’installazione di due telecamere di sorveglianza e l’obbligo dei proprietari di fondi, a tenere puliti gli stessi!! Ed anche le parole dell’Assessore all’Ambiente Cuono Lombardi. Il quale diceva: “Fermeremo la mano, che appicca questi roghi. Ritengo che dietro queste fiamme, ci siano persone senza scrupoli, che continuano a martirizzare un’intera comunità”. E partivano anche i reiterati appelli al Ministro dell’Ambiente Costa, perché intervenisse con un intervento speciale e dedicato all’intero territorio. Richiesta al Ministro di predisposizione di ulteriori atti, che si aggiungessero a quelli messi in campo dal Comune, che veniva di lì a poco anche da parte del sindaco Lettieri. Parole che, da un lato, comportavano un passaggio giornalistico su di un quotidiano, nel quale si legge: “Ovviamente va ricordato, che il Sindaco è il reale custode del territorio e che da mesi, grazie all’assunzione dei nuovi Vigili Urbani, ci sono tutti gli elementi per controllare al meglio un territorio che, purtroppo, appare abbandonato a se stesso”. E che, dall’altro, scatenavano l’ira del Consigliere comunale Carmela Auriemma, la quale scriveva: “Il Sindaco chiama in causa il Ministro Costa per la questione dei roghi. Ma dovrebbe dire, che proprio lui non ha sottoscritto nessuno dei protocolli, che il Ministro ha realizzato in via sperimentale per il contrasto ai roghi e sottoscritti invece da tanti Comuni della provincia di Napoli e Caserta. Se poi non servono i protocolli, non serve neanche chiamare in causa un Ministro di un Governo, che non c’è più. Perché non batte i pugni in Città Metropolitana, dov’è membro di tutto rispetto?”. Finalmente, dopo una serie di incendi anche diurni, con tanto di esalazioni nocive e dopo avere egli stesso parlato di biocidio ambientale, Lettieri metteva in campo la task force per i controlli notturni del territorio, formata dai volontari della Protezione Civile e dai Poliziotti Municipali disarmati, che si affidavano ai social, per mostrare quello che stavano facendo!! Solo il 29 agosto la fascia tricolore richiedeva, in una nota…

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Dopo 10 anni tolta la delega all’Igiene Urbana al Segretario generale Maria Piscopo

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Dopo 10 anni il Sindaco Lettieri, attraverso il Decreto sindacale n.9 del 24.07.2019, toglieva la delega dell’Ufficio Speciale per la raccolta differenziata ed Igiene Urbana al Segretario generale Maria Piscopo, assegnandola ad un altro Dirigente. La decisione arrivava alcuni giorni dopo, che sulle deleghe detenute dal Segretario erano intervenuti prima l’On.Gilda Sportiello, alla Camera dei Deputati e poi il Sen.Raffaele Mautone, al Senato, entrambi del Movimento 5 Stelle ed entrambi investiti dalla nota vicenda relativa alla querela per diffamazione sporta l’anno scorso dal suddetto Segretario comunale nei confronti delle Consigliere comunali Paola Montesarchio (Pd) e Carmela Auriemma (Movimento 5 Stelle), ambedue all’opposizione, sostenendo di essere stata diffamata e danneggiata nella sua immagine professionale ed entrambe poi rinviate a giudizio, così come deciso dalla Procura di Nola. Ma anche a seguito dell’interrogazione parlamentare, presentata all’ex Ministro degli Interni Salvini, dagli onorevoli del Pd Gennaro Migliore e Michele Fiano. In verità quella delle deleghe detenute dalla Piscopo è una vicenda, già portata negli anni scorsi da alcuni Consiglieri comunali e da semplici cittadini all’attenzione del Prefetto di Napoli. Da fonti non ufficiali ma abbastanza attendibili, era trapelato che era già pronta un’altra interrogazione a risposta scritta (sempre indirizzata al Ministro degli Interni), per sapere quando (ma soprattutto chi), dal palazzo bianco di Viale della Democrazia, avrebbe risposto alla lettera del Prefetto pervenuta in Municipio dopo l’interrogazione dei due parlamentari del Pd. Tornando alla decisione di “liberare” il Segretario comunale dall’incarico di responsabile dell’Igiene Urbana, questa arrivava con un notevole ritardo e con una serie di servizi e di adempimenti, statuiti dal Capitolato d’Appalto e dalla Relazione Tecnica Illustrativa a cui, dopo oltre due anni e mezzo, ancora non ha dato seguito l’attuale gestore del servizio, ossia la società Tekra, primo tra tutti la realizzazione del centro servizi. In ogni modo, vista la novità, sono in tanti a sperare che il neo-dirigente incaricato, il 59enne Salvatore Pallara, proveniente dal Comune di Casoria e nominato Dirigente a tempo pieno e determinato dal Sindaco con Decreto n.17 del 10.04.2018, abbia le giuste esperienze e competenze, per far decollare definitivamente il servizio che, nonostante i proclami ed il tempo trascorso, lascia ancora a desiderare. Anche se a leggere il curriculum delle esperienze professionali di Pallara, non emergono attinenze con la delega affidatagli se non…

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Stop inceneritore, Acerra scongiura l’utilizzo della piazzola n.2 come discarica anti-emergenza

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Lo stop totale dell’inceneritore per circa 40 giorni, con il fermo di tutte e tre le linee programmato da alcuni mesi dall’A2A, a causa dell’impellente necessità di dare il via alla manutenzione della turbina della struttura, ossia il meccanismo che, recependo il calore sprigionato dalla combustione dei rifiuti, gira vorticosamente, per produrre elettricità per 107 megawatt e di cui già vi avevamo riferito sull’ultimo numero di Oblò, culminava nella Conferenza dei Servizi regionale, svoltasi in data 18.07.2019, per avere il via libera alla riapertura della piazzola numero 2, sita in località Pantano e chiusa nel 2012 dopo un devastante incendio, che incenerì migliaia di tonnellate di rifiuti accumulati durante le varie emergenze. E ciò nell’ottica degli appelli, rivolti a tutti gli Enti locali, dal Presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca, in cui ribadiva “la necessità di trovare subito siti provvisori di stoccaggio dei rifiuti, in grado di reggere circa due mesi”. Piazzola individuata dalla Città Metropolitana e dalla Regione Campania e proposta da Sap.Na per il rilascio dell’autorizzazione unica (ex art. 208 D.Lgs. n.152/06). Alla suddetta Conferenza partecipavano il Dirigente comunale all’Ambiente Maria Piscopo, l’Arpac, la Sap.Na (la società che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli), oltre al Consigliere comunale Carmela Auriemma e a quello regionale Maria Muscarà (entrambe del Mov.5 Stelle) e ad alcuni esponenti presenti dei vari Comitati ambientalisti. Scopo comune era quello di scongiurare lo sversamento di 21 mila tonnellate di rifiuti sulla suddetta piazzola, grazie al parere sfavorevole del Comune ed alle osservazioni prodotte durante la Conferenza dalla Auriemma; di sollevare l’incompetenza della Regione al rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.) e di considerare non valida la convocazione per mancanza di titoli abilitativi di base. Conferenza dei Servizi poi rinviata dalla Regione al 31 luglio scorso, a seguito dei pareri assolutamente sfavorevoli, anche sotto l’aspetto urbanistico-edilizio, presentati nei giorni precedenti dal Comune. Secondo il quale “il sito di stoccaggio non può essere considerato autorizzato con Ordinanza commissariale n.167/2015, come ritenuto da Sap.Na. Infatti, quest’Ordinanza è stata annullata dal giudice amministrativo con sentenza passata in giudicato per carenza della prescritta Valutazione d’Impatto Ambientale (Via). Né, come ritenuto da Sap.Na, l’utilizzo del sito può essere considerato legittimamente autorizzato con Ordinanza commissariale n.395/2006, successivamente prorogata. Infatti anche questa è stata…

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Emergenza rifiuti, Auriemma dichiarava: “In Regione una vittoria dell’intera città”.

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Durante la Conferenza dei Servizi regionale, svoltasi in data 18.07.2019, per avere il via libera alla riapertura della piazzola numero 2, sita in località Pantano e proposta da Sap.Na (la società che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli) per il rilascio dell’autorizzazione unica, a sversare circa 21 mila tonnellate di rifiuti sulla stessa e di cui riferivamo in precedenza, si verificava anche un colpo di scena. Infatti i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico entravano nella sede della Sapna, a Napoli, per acquisire i documenti relativi all’impianto del Pantano. Nei giorni precedenti i comitati ambientalisti locali e gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Acerra avevano inviato un esposto in Procura, per chiedere la verifica della regolarità autorizzativa e strutturale del sito acerrano, ritenuto da loro del tutto fuorilegge. Interrogativi che i comitati ponevano ai tecnici durante la suddetta Conferenza. Ne scaturiva un dibattito ed il conseguente rinvio di ogni decisione a fine mese. Alla Conferenza dei Servizi era presente, tra gli altri, anche il Consigliere comunale Carmela Auriemma la quale, all’indomani della stessa, dichiarava: “Abbiamo lavorato uniti per il bene di Acerra. Comune, Movimento 5 Stelle e Comitati, uniti nel mettere in difficoltà la SAPNA e chiunque voglia portare altri rifiuti ad Acerra. Come Movimento 5 Stelle Acerra abbiamo inviato, martedì 16 luglio, le nostre osservazioni. Un documento articolato, nel quale rilevavamo numerose eccezioni ma, in primo luogo, la mancanza dei titoli autorizzativi, perchè annullati da sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. Ciò renderebbero di fatto il sito della SAPNA abusivo ed anziché essere destinatario di un’autorizzazione, andrebbe piuttosto sequestrato. Ma ci attiveremo anche per questo. Le numerose irregolarità ed illegittimità rilevate e la mancanza di numerosi documenti, non poteva produrre alcuna forma di autorizzazione. Secco il no anche del Comune – proseguiva il Consigliere – che ieri ha anche lui eccepito la mancanza dei titoli autorizzativi, depositando un’ulteriore nota. Nonostante le note vicende, ho lavorato spalla a spalla ed in sinergia con il Segretario generale ed i tecnici del Comune per cinque lunghe ore ed il risultato è stato: la SAPNA è andata via con la coda tra le gambe. Ringrazio la portavoce regionale Maria Muscarà, ieri anche lei presente, che ancora una volta si dimostra sensibile alle problematiche ambientali e…

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Emergenza rifiuti, si ebbe un nuovo rinvio dell’autorizzazione per il sito di stoccaggio provvisorio

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Alla Conferenza dei Servizi regionale, svoltasi in data 18.07.2019, per avere il via libera alla riapertura della piazzola numero 2, sita in località Pantano e proposta da Sap.Na (la società che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli) per il rilascio dell’autorizzazione unica (ex art. 208 D.Lgs. n.152/06), a sversare circa 21 mila tonnellate di rifiuti sulla stessa e di cui riferivamo in precedenza, seguiva dunque quella di mercoledì 31 luglio, presieduta dal Dr.Antonio Ramondo ed alla quale partecipavano il Dirigente comunale all’Ambiente Maria Piscopo, l’Arpac, la Sap.Na (la società che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli), il Consigliere comunale Carmela Auriemma (Mov.5 Stelle) ed alcuni esponenti dei vari Comitati ambientalisti. Assenti Città Metropolitana di Napoli, Asl Napoli 2 Nord, ATO 2 e Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Nei giorni precedenti la Sap.Na aveva difeso la sua scelta, di sversare i rifiuti in località Pantano attraverso un’articolata controdeduzione, inviata a tutte le parti interessate e con cui confutava del tutto la tesi del Comune, secondo cui il sito del Pantano non sarebbe in regola o sarebbe addirittura abusivo. Sap.Na sosteneva che le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato “peraltro pronunciate per altri gestori, (l’ex Commissariato di Governo e l’ex Fibe), risalgono al 2005 ed al 2007 e non sono mai state eseguite dal Comune di Acerra. Ente che quindi risulta inadempiente, perché nulla ha fatto, per eliminare la presunta irregolarità dello stoccaggio sancita a suo tempo dalla giustizia amministrativa. Pertanto gli effetti sono ampiamente caduti in prescrizione. Inoltre – scriveva ancora la società – la nostra è una richiesta di apertura del sito ex novo, che nulla ha a che vedere con il pregresso prescritto”. Tornando ai lavori della suddetta Conferenza dei Servizi, il Comune di Acerra otteneva un nuovo rinvio della stessa indetta e, pertanto, nessuna autorizzazione veniva rilasciata, mentre si comunicava il rinvio a data da destinarsi, con la convocazione di una nuova Conferenza dei Servizi, la richiesta di una serie di integrazioni alla società Sapna e l’impegno della Regione Campania ad adire l’Avvocatura dello Stato in merito ad alcune eccezioni sollevate dal Comune stesso. Dunque, dopo il rinvio ottenuto dal Comune il 18 luglio, i rappresentanti dell’Ente comunale ribadivano,…

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Emergenza rifiuti, Monsignor Di Donna: “Acerra ha già pagato un prezzo troppo alto”.

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Lo stop totale dell’inceneritore per circa 40/45 giorni, determinatosi nei giorni scorsi con il fermo di tutte e tre le linee programmato da alcuni mesi dall’A2A, a causa dell’impellente necessità di dare il via alla manutenzione dell’impianto ed il rischio di ritrovarsi con la riapertura della piazzola numero 2, sita in località Pantano, così come richiesto da Sap.Na (la società che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli) per il rilascio dell’autorizzazione unica, a sversare circa 21 mila tonnellate di rifiuti sulla stessa, registrava anche l’autorevole intervento del Vescovo di Acerra Mons.Antonio Di Donna. Il quale, attraverso un comunicato stampa, diceva: “In questi giorni vediamo crescere l’apprensione di tutti, per quanto potrà determinarsi di qui a qualche settimana con la prevista chiusura dell’inceneritore per manutenzione. E’ ancora viva, nella memoria di tutti, l’emergenza-rifiuti di alcuni anni fa, con le conseguenze sulla salute dei cittadini ed il rischio di nuovi roghi tossici. Le possibili negative conseguenze del blocco – proseguiva il Vescovo – si svilupperanno proprio in un tempo, che tutti i cristiani d’Europa vivono ogni anno come tempo per un’attenzione particolare alla Custodia del creato. Avvertiamo in questi giorni una diffusa, comprensibile incertezza nelle Amministrazioni locali. Quella che si profila non si può definire “emergenza”, in quanto era una situazione prevista con qualche anno di anticipo. L’attuale cosiddetta “emergenza” si presenta aggravata, a causa dell’altra emergenza di Roma e di altri siti nel Nord Italia. Tutto questo, purtroppo, dimostra la nostra tesi, secondo cui “Terra dei fuochi” non è un luogo ma un “fenomeno”, che sempre più si estenderà al Paese intero. Possibile che non si riesca a trovare un’alternativa all’inceneritore? Possibile che in tutti questi anni il Piano regionale dei rifiuti non abbia prodotto risultati concreti? La Città metropolitana ha individuato i siti per lo stoccaggio dei rifiuti a Giugliano e ad Acerra, città già interessate da un’enorme pressione del ciclo di smaltimento dei rifiuti. Si continua a voler far ricadere i costi ambientali e sociali di quest’ennesima crisi su territori, che hanno già pagato un prezzo troppo alto. E qui non si tratta di voler seguire la logica “non a casa mia”, perché a casa nostra, cioè ad Acerra, per anni già abbiamo pagato un prezzo alto. Perché infierire ed…

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Incontro “riservato” in Prefettura tra il Consigliere Auriemma ed il Prefetto Pagano

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Tra i vari episodi accaduti in piena estate, di cui dover dare conto ai lettori c’era anche l’incontro, tenutosi in Prefettura a Napoli a porte chiuse nella mattinata di lunedì 5 agosto, tra il Consigliere comunale Carmela Auriemma ed il Prefetto di Napoli Carmela Pagano. Ad accompagnare la coriacea esponente pentastellata che, alcuni mesi fa, unitamente al Consigliere comunale Paola Montesarchio (Pd), era stata denunciata dal Segretario generale dell’Ente comunale Maria Piscopo, la quale sosteneva di essere stata diffamata e danneggiata nella sua immagine professionale, c’era il Consigliere di Pomigliano d’Arco Dario De Falco, capo della Segreteria politica dell’ex Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio. Ovviamente era top secret il motivo dell’incontro che, molto probabilmente, era stato sollecitato proprio dall’ex Vice-premier. Non erano chiari i motivi della riunione, anche se si poteva ipotizzare, che il faccia a faccia con il massimo rappresentante del Governo (ovvero il Prefetto di Napoli) fosse legato alla vertenza relativa alle varie deleghe assegnate nel corso degli anni alla Segretaria generale del Comune di Acerra. La vicenda, che si protrae da alcuni mesi, ha portato anche alla suddetta querela da parte del Segretario comunale. Una vicenda intrigata, divenuta oggetto di intervento alla Camera ed al Senato da parte di alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico ed oggetto di un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro degli Interni. Fino alla redistribuzione, in data 24.07.2019, degli incarichi tra i Dirigenti dell’Ente comunale da parte del Sindaco Lettieri, attraverso il Decreto sindacale n.9, con tanto di sottrazione al Segretario generale della delega relativa all’Ufficio speciale per la raccolta differenziata e all’Igiene Urbana. Un incarico “pesante”, che è stato assegnato quasi ininterrottamente alla stessa per nove anni. Naturalmente nel Decreto non c’è la motivazione, per la quale la delega sia stata assegnata ad un altro Dirigente comunale, proprio nel mentre il delicato servizio della raccolta differenziata stava lentamente migliorando dopo la nomina del Direttore Esecutivo del Contratto (Dec) che, a rigor di logica, è il punto di riferimento del Dirigente all’Igiene Urbana. Tornando all’incontro in Prefettura, non è da escludere che, al termine dello stesso, il Consigliere abbia successivamente redatto una dettagliata relazione, da trasmettere (sempre che non l’abbia già fatto) al Prefetto del capoluogo partenopeo, contenente alcune delle maggiori criticità evidenziate…

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Compost non regolare sversato nei campi, pubblicato anche un video scioccante

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Era la stampa quotidiana, in data 27.07.2019, a riportare la notizia dell’inchiesta, pubblicata due giorni prima da Fanpage con un video, che era davvero di quelle scioccanti. E, al di là della pericolosità o meno dei rifiuti sversati, la vicenda induceva ad una riflessione consequenziale, ossia lo scarso controllo del nostro territorio da parte degli organi competenti, poliziotti municipali compresi, nonostante il recente ampliamento dell’organico conseguente alle assunzioni effettuate. Ecco cosa scrivevano in proposito i giornali. “Nel filmato si vedono alcuni camion, che sversano tonnellate di “finto” compost, secondo quanto denunciato dalla testata giornalistica on line, sui campi di Acerra. Il “falso fertilizzante”, poi risultato zeppo di plastiche, metalli e vetri, è stato scaricato a Calabricito e a Lenza Schiavone, due aree in passato più volte violate dall’ecomafia. Sempre in base alla stessa inchiesta un terreno usato per gli sversamenti, dopo uno scarico della sostanza incriminata, è stato anche coltivato ad ortaggi. Gli scarichi killer sono stati filmati per giorni da un drone, fatto volare dagli ambientalisti locali. Ed il finto compost è stato anche fatto analizzare. Dalle analisi, effettuate presso un laboratorio privato accreditato, è emerso che il materiale spacciato come compost non sarebbe altro che un ammasso di rifiuti triturati. Scaricati su ettari ed ettari di campagna. Un’operazione di scarico fuorilegge di materiali pericolosi per la salute, che è stata seguita con pedinamenti ed appostamenti dagli ambientalisti dell’area e dai giornalisti di Fanpage. “Vedete, questa è una calamita – le parole nel video di Alessandro Cannavacciuolo, ecologista ed attivista del Movimento 5 Stelle – non appena è entrata in contatto con il finto compost, ha attratto migliaia di frammenti di metallo. E poi – ha aggiunto, mentre frugava nella sostanza – basta guardare: ecco del vetro, altri metalli, plastiche di varia pezzatura e tipologia”. Ma non solo. Anche idrocarburi pesanti. L’esito delle analisi, fatte effettuare dagli ecologisti, purtroppo non lascia spazio al dubbio. Intanto il disastro ambientale sembra cosa fatta. Ieri Cannavacciuolo, intervistato dal nostro giornale, ha dichiarato che “intere aree coinvolte dallo scarico si presentano praticamente rinsecchite, aride, come se fossero state bruciate da sostanze acide. Ne è prova evidente – conclude Cannavacciuolo – che i semi coltivati nei campi, in cui è stato versato il finto compost, non sono riusciti a germogliare. Per cui…

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