Edizione integrale del 10 maggio 2021

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Legambiente, il rapporto ecomafie 2020: in Campania 44 mila reati in 10 anni

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Negli ultimi dieci anni in Campania sono stati 44.179 i reati contro l’ambiente, con 39.176 persone denunciate ed arrestate e 12.580 sequestri effettuati. La maggior parte dei reati sono concentrati nelle province di Napoli e Salerno, in particolar modo in questi ultimi dieci anni, il 38% dei reati contro l’ambiente, pari a 16.739, sono concentrati nell’area metropolitana napoletana mentre il 28%, pari a 12.261, nella provincia salernitana. In Campania nel 2019 sono stati 5.549 i reati accertati di illegalità ambientale, con un 44% in più rispetto all’anno precedente. È questa la fotografia della Campania scattata dal Rapporto Ecomafia 2020 secondo la quale, in questi anni, a spartirsi la torta, insieme ad imprenditori, funzionari ed amministratori pubblici collusi, sono stati 90 clan attivi in tutte le filiere analizzate da Legambiente: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili ed alla distorsione dell’economia circolare. La legge sugli ecoreati, approvata nel 2015 ha portato, in Campania, all’avvio di 158 procedimenti penali, con 181 persone denunciate e 4 arrestate, insieme al sequestro di 98 beni, per un valore complessivo di 32,7 milioni di euro. Sono arrivate, invece, a quota 130 le inchieste chiuse dalle Forze dell’Ordine contro i trafficanti di rifiuti, 803 le persone denunciate per attività organizzata di traffico illecito di rifiuti, 479 gli arresti ed il coinvolgimento di 207 aziende. Il quantitativo di rifiuti movimentati illegalmente supera i 10 milioni di tonnellate. Anche nel 2019, il ciclo dei rifiuti resta il settore maggiormente interessato dai fenomeni più gravi di criminalità ambientale. Ancora una volta la Campania si piazza in vetta a livello nazionale alla poco lusinghiera classifica con 1.930 reati contestati, più del 20% sul totale nazionale. Completano il mesto quadro regionale le 1.987 persone denunciate, i 19 arresti e i 1.074 sequestri. In Campania, inoltre, si continua a bruciare l’immondizia: dal primo censimento avviato da Legambiente nel 2013 a metà ottobre 2020, gli incendi ai vari tipi di impianti di gestione di rifiuti sono stati 142. La Campania, inoltre, si conferma capitale del cemento connection con 1.645 reati accertati nel 2019, con un incremento del 40% rispetto lo scorso anno con 1.238 persone denunciate, 2 persone arrestate e 332 sequestri effettuati. “Questi numeri – dichiara Mariateresa Imparato, Presidente di Legambiente…

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La discarica non fu bonificata. Il Gip: “L’indagine sul sindaco deve procedere e va approfondita”.

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Era un noto quotidiano, in data 4.5.2021, a riaccendere i riflettori sull’ormai nota discarica di Calabricito, interessata da un violento incendio nel pomeriggio del 20 luglio del 2019. Ecco quanto riportato nell’articolo. “Bonifiche mancate ad Acerra: il Tribunale di Nola dispone un’indagine a carico del sindaco Raffaele Lettieri. Reato ipotizzato: aver omesso gli atti amministrativi dovuti, per bonificare la discarica abusiva del Bosco di Calabricito. Dopo il disastroso incendio del 2019 torna dunque alla ribalta la questione dell’enorme invaso di campagna, utilizzato dall’ecomafia fino ai primi anni ‘90, per inghiottire i fusti tossici degli impianti chimici del Nord Italia. Questo perché – prosegue l’articolo – il Gip del Tribunale di Nola, Daniela Critelli, ha accolto il ricorso, con cui gli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo ed Antonio Montesarchio chiedevano, che fosse respinta la richiesta di archiviazione di un procedimento aperto dalla Procura di Nola a carico di Lettieri. Procedimento scaturito da una denuncia degli stessi ambientalisti, ma che lo stesso Pubblico Ministero aveva chiesto di archiviare. “Dai documenti, però, emerge una colpevole inerzia: il sindaco va indagato per omissione” – ha invece scritto nell’Ordinanza il Gip Critelli, che ha respinto la richiesta di archiviazione, “perché mancano richieste dell’organo requirente in riferimento all’indagato ed anche perché è mancata proprio un’indagine, tesa ad approfondire quanto denunciato”. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha inoltre fatto notare, che il reato di omissione in atti d’ufficio non si può considerare prescritto, perché “il protrarsi dell’inerzia colpevole, che sembra emergere dalla complessiva documentazione processuale, può manifestarsi come reato continuato quando, nonostante le sollecitazioni formali puntate a far agire il pubblico ufficiale, ma rimaste senza esito, la situazione dello scarico dei rifiuti potenzialmente pericolosa continui a dare i suoi effetti negativi e quando l’adozione di un atto dovuto sia però in grado, di far cessare il pericolo”. Il giudice – aggiunge il quotidiano – ha quindi disposto, che “il Pubblico Ministero provveda, entro sei mesi, ad effettuare le indagini indicate ed ogni altro approfondimento ritenuto necessario o utile”. C’è un altro elemento, che ha spinto il Gip a bocciare l’archiviazione dell’indagine sul sindaco. Quest’inchiesta, sempre secondo ciò che afferma il Giudice per le Indagini Preliminari, era stata impropriamente inserita in un altro procedimento, che riguardava tutt’altra questione e tutt’altri indagati, poi archiviato. “Non era affatto possibile…

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Le porte della Protezione Civile chiuse, a chi fa parte di altre associazioni di volontariato

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Il Consiglio comunale di mercoledì 28 aprile, convocato in seduta ordinaria ed urgente, a porte chiuse ed in diretta streaming, tra i punti all’ordine del giorno aveva anche la Delibera di Giunta n.66 del 14.04.2021 di proposta al Consiglio comunale, avente ad oggetto “il Regolamento Funzionamento del Nucleo comunale di Protezione Civile”. Delibera che alla fine avrebbe ottenuto 17 voti favorevoli e 4 astenuti (i Consiglieri D.Zito, S.Di Balsamo, P.Montesarchio e C.Auriemma). Regolamento che era stato affrontato nella Commissione Statuto e Regolamento e circa il quale il sindaco Lettieri, nell’illustrarlo (tanto illustra tutto lui ndr), diceva: “E’ un Regolamento che disciplina le attività dei volontari del nucleo, che agiscono in sinergia con altre associazioni di volontariato operanti sul territorio, come sta avvenendo presso il centro vaccinale. Infatti la Protezione Civile, unitamente ai volontari della Croce Rossa Italiana e a quelli dell’associazione Le Aquile, sta assicurando assistenza alle persone, che si stanno recando presso la palestra della scuola elementare Buonincontro, per farsi somministrare il vaccino contro il Covid. Anzi consegneranno anche bottigliette d’acqua. E sugli emendamenti proposti dall’opposizione, mi sono già espresso ieri in Commissione”. Ed erano proprio i Consiglieri di minoranza Auriemma e Montesarchio, a leggere in aula tali emendamenti e a metterli agli atti del Civico consesso. Nello specifico l’esponente del Pd affermava: “A nostro avviso va rivisto l’articolo, che esclude dal Nucleo comunale di Protezione Civile, chi è iscritto ad un’altra associazione di volontariato. Ciò, infatti, visto anche il momento di emergenza che stiamo affrontando, non favorisce l’attività di volontariato dei cittadini e quindi è una misura che, anzichè includere, esclude. Inoltre, se il coordinatore è nominato dal Sindaco, ci sembra più corretto che il Vice-coordinatore sia nominato dal Coordinatore. La durata del quale, stabilita in ben 9 anni, appare eccessiva, considerato anche che è la stessa Autorità Anti-Corruzione, ad aver rivisto la durata degli incarichi ricoperti da funzionari, dirigenti e responsabili vari. Qui non si capisce il perché ed il senso di tale scelta. Altro punto – proseguiva Montesarchio – è quello, in cui non si dà l’opportunità di presentare memorie difensive al volontario, che subisse provvedimenti disciplinari. Sanzioni che dovrebbero essere comminate dal coordinatore o dal Dirigente, a seconda della natura delle stesse (richiamo verbale, sospensione temporanea, ecc.), mentre potrebbero essere sette i giorni…

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Ampliamento di via Nobile: acquistate dal Comune due particelle di terreno

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Circa il Consiglio comunale tenutosi nella mattinata dello scorso 28 aprile, convocato porte chiuse ed in diretta streaming, tra i punti all’ordine del giorno c’era anche la Delibera di Giunta n.72 del 20.04.2021 di proposta al Consiglio comunale, avente ad oggetto “l’acquisto di due porzioni di terreno site in via Nobile, al fine dell’allargamento per miglioramento della sicurezza stradale della predetta via”. Delibera che veniva votata all’unanimità dei presenti. Strada, ubicata a ridosso del complesso residenziale “Ice-Snei”, in cui sono in corso lavori di rifacimento e che, a seguito di segnalazioni ricevute, si è valutata la necessità di allagare la sede stradale mediante l’allargamento del tratto iniziale. Una volta interpellati, i proprietari delle porzioni di suolo, site in fasce fronte strada, hanno dichiarato la propria disponibilità a cederle al Comune, per permettere l’allagamento della sede stradale e la realizzazione di un marciapiede. Accettando integralmente l’offerta economica del Comune, per un ammontare complessivo di 6 mila euro. Un botta e risposta tra il Consigliere Carmela Auriemma ed il sindaco Lettieri si verificava, invece, per la Delibera n.36 del 3 marzo 2021 di Variazione al Bilancio, per riqualificare e mettere in sicurezza alcune strade del centro storico, tra cui via Casoria, via Verolino e via Filomarino. A tal proposito l’esponente pentastellata diceva: “E’ già dall’anno scorso, quando si è diffusa la pandemia nel mondo, che l’amministrazione comunale doveva rivedere il Bilancio, per riscriverne i capitoli alla luce delle conseguenze soprattutto socio-economiche, determinatesi per la cittadinanza. Con la necessità di dare vita ad una scaletta delle priorità, da affrontare. Una rivisitazione che è stata fatta anche dal Governo nazionale ma non da quello locale. Sono atti amministrativi, che portano ad un ulteriore indebitamento dei contribuenti, perché vengono accesi mutui ed impiegate risorse, che comporteranno interessi da pagare. E non si tratta, di voler rallentare la crescita o il miglioramento del tessuto urbano cittadino, tant’è vero che il mio voto alla Delibera di via Nobile è stato favorevole”. Replicava il primo cittadino, il quale asseriva: “Quella dei 5 Stelle è una visione completamente diversa di amministrare una città. Essi preferiscono l’immobilismo alla dinamicità di quest’amministrazione. Io invece ritengo che, proprio in questo momento, è il caso di accelerare con i lavori pubblici, che stiamo realizzando sul territorio cittadino”. Alla fine la Delibera…

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Approvato in tempi record il Bilancio consuntivo, la soddisfazione di Piatto

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A margine del Consiglio comunale tenutosi lo scorso 28 aprile a porte chiuse ed in diretta streaming, arrivava anche il commento del Presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto il quale, circa l’approvazione in tempi record del Bilancio Consuntivo, diceva: “In questo scenario Acerra è il primo Ente comunale, ad aver approvato il Rendiconto di Gestione 2020. E’ il segnale inequivocabile, che c’è stato un lavoro incessante con risultati lusinghieri. Nonostante la gestione economico-finanziaria abbia risentito della fase Covid e della conseguente crisi pandemica, si segnala un avanzo di amministrazione, conseguenza di una tenuta complessiva della spesa e di un’attività di recupero dell’elusione tributaria“. L’ok al documento economico-finanziario, senza avvalersi della proroga concessa, è giunto al termine di un percorso che, come sottolineato anche dal sindaco Lettieri, ha riguardato risorse umane del Municipio, Giunta e Consiglio comunale, in un contesto di confronto sereno e costruttivo, seppur nel distinguo delle legittime posizioni politiche. Intanto, sempre per restare in tema di svolgimento delle sedute del Civico consesso (l’auspicio resta la riapertura al pubblico dell’aula consiliare, con il ritorno in presenza dei cittadini, visto che ormai hanno riaperto anche gli zoo ai visitatori), si è sottolineato un sistema tecnologicamente avanzato, che rende ‘multimediale’ il Consigliere comunale. E’ quanto ha adottato la presidenza del Consiglio comunale, che fa un salto in avanti rispetto all’era pandemica grazie ad un progetto all’avanguardia, già adottato dal Parlamento Europeo, dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica. Si tratta di un’applicazione, che riproduce il terminale fisico presente nell’aula consiliare: con un semplice tablet ed un collegamento internet (wifi o connessione dati) un Consigliere comunale potrà partecipare e votare, come se fosse in aula da qualsiasi parte del mondo. Il progetto è stato fortemente voluto dal presidente del Consiglio Comunale, i cui costi saranno recuperati grazie ai fondi del Recovery Plan. “Siamo il primo Comune d’Italia, a dotarci di questo tipo di tecnologia – sottolinea Piatto – ed in maggioranza ci siamo detti, che l’obiettivo è portare la città oltre la pandemia e ci dobbiamo riuscire a tutti i livelli, anche studiando soluzioni tecnologiche, in grado di semplificare l’attività politica. Saremo un esempio, portando le istituzioni acerrane su standard europei”. Di certo una piccola nota a margine è d’uopo. Infatti, nonostante il recente ‘ingresso trionfale’ della tecnologia nella sala consiliare…

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Minacce di morte alla Consigliera comunale di maggioranza Di Sarno

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Era un noto quotidiano, in data 27.04.2021, a riportare la notizia delle minacce di morte ad una Consigliera comunale di maggioranza. Ecco di seguito il testo dell’articolo. “Minacce di morte alla Consigliera comunale di maggioranza Mariangela Di Sarno. Da mesi ormai – esordisce l’articolo – la giovane amministratrice comunale sta vivendo un incubo, che ha turbato non solo la sua serenità ma anche quella dei suoi familiari. Tra i diversi messaggi ritrovati, una sua foto infilata con un coltello sulla porta di una delle stanze della struttura ricettiva gestita dal marito. In ogni modo l’ultimo episodio risale alla mattinata di ieri. Ad accorgersi che qualcosa non andava, è stato il marito della Consigliera che, salendo nella sua autovettura, rimasta parcheggiata l’intera notte nei pressi della sua abitazione, si era accorto, che ignoti erano entrati in auto, cospargendo di liquido una parte della tappezzeria dell’auto. Prima di ieri c’erano almeno tre diversi episodi. Ovviamente i fatti accaduti sono stati denunciati al Commissariato di Acerra, che già in passato si è interessato delle lettere minatorie fatte recapitare alla consigliera. In ogni modo – prosegue il quotidiano –  dalla lettura della missiva, scritta a computer ed in modo sgrammaticato, si percepisce che la consigliera Di Sarno è solo il ‘vettore’, per far giungere ad altri il messaggio. ‘Siamo quasi alla resa dei conti. Non denunciare, ti puoi far male. Chiedi a chi sa, di fare il suo dovere. Le promesse si mantengono: lui lo sa e sa cosa fare. La prossima volta non troverai un coltello’. L’odissea che sta vivendo da oltre un anno la consigliera Di Sarno, entrata in Consiglio comunale nelle fila della maggioranza con la lista dell’attuale presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto, è iniziata più o meno con l’avvio della pandemia. Qualche giorno dopo il lockdown ignoti entrarono all’interno della struttura ricettiva gestita dal marito, portandosi via scorte alimentari per migliaia di euro, che erano all’interno dei frigo e della dispensa. Nei giorni successivi, in modo abbastanza anomalo, la consigliera ritrovò alcune lettere anonime, del tutto simili a quella ritrovata nei giorni scorsi. Il fatto venne denunciato al locale Commissariato di Polizia che, con ogni probabilità, ‘imbottì’ di microfoni e telecamere la struttura, nel vano tentativo di dare un volto ed un nome al personaggio, che stava…

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Centinaia i metri cubi di rifiuti abbandonati di varia tipologia rinvenuti dai caschi bianchi

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Un’area trasformata in sito di stoccaggio abusivo di rifiuti abbandonati di varia tipologia, anche speciali. E’ quanto aveva accertato, fin dal febbraio 2019, il personale del Comando della Polizia Municipale, a seguito di un sopralluogo effettuato lungo il prolungamento di Corso Italia, in un’area che si presentava in parte cementata, in parte coperta di brecciame ed in parte a nudo, nella quale erano depositati centinaia di metri cubi di rifiuti, costituiti da rifiuti elettronici (Rae), pneumatici, ingombranti, materassi, sanitari, oggettistica, porte di legno, mobili, vetro, plastica, pedane in legno, divani, guaine bituminose e pezzi di ricambio di auto. Il proprietario del fondo, un 83enne di Casalnuovo, dopo aver ricevuto dall’Ufficio Ambiente del Comune la comunicazione dell’avvio del procedimento per la rimozione e lo smaltimento dei suddetti rifiuti ed anche la successiva Ordinanza sindacale, precisava che nessuna responsabilità era da ascrivere a suo carico, in quanto il terreno in questione era nella piena ed esclusiva disponibilità materiale di un 77enne di Acerra, che aveva pertanto violato il Decreto Legislativo n.152/2006. Circostanza confermata anche dal Tar Campania, a cui era ricorso. Infatti il proprietario aveva dimostrato, nel corso del procedimento, di non avere alcuna relazione fisica o potere di fatto sul bene, trovandosi lo stesso nella disponibilità materiale di un altro soggetto. Nello specifico l’anziano di Acerra, nel frattempo deceduto a febbraio 2020. A febbraio di quest’anno i poliziotti municipali effettuavano un ulteriore sopralluogo accertando, anche con rilievo fotografico, che i rifiuti insistono ancora nell’area e, pertanto, venivano diffidati gli eredi del soggetto deceduto (tre figlie ndr), ad adempiere alle prescrizioni contenute nell’Ordinanza sindacale n.25/2019. Si è così giunti all’Ordinanza sindacale n.26 del 15.04.2021, che reca la firma del sindaco Lettieri, con la quale si ordina alle eredi, di rimuovere e di smaltire, entro 30 giorni dalla notifica dell’atto, i rifiuti abbandonati, attraverso una ditta in possesso delle prescritte abilitazioni. Rifiuti che devono essere caratterizzati ed interessati da un piano di rimozione, che dev’essere trasmesso all’Ente comunale prima dell’avvio dell’intervento. Nel caso di inottemperanza a quanto prescritto, sarà il Comune ad intervenire in danno e, pertanto, tutti i costi sostenuti dall’Ente di Viale della Democrazia saranno addebitati ai soggetti omissivi, contro i quali saranno poste in essere anche misure di carattere penale. Allo stato, nel mentre scriviamo, i rifiuti sono…

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Inceneritore, respinto il ricorso degli ambientalisti. Ok del Tar all’ampliamento della vasca

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Era la stampa quotidiana, in data 30.04.2021, a riaccendere i riflettori sull’unico inceneritore della Regione Campania, ossia quello di Acerra e a divulgare la notizia del via libera del Tar Campania ai lavori di ampliamento della vasca di contenimento delle ceneri dell’impianto. Infatti veniva respinto il ricorso dei comitati ambientalisti e, quindi, sarà allargata la vasca per lo stoccaggio dei rifiuti di combustione, che passerà da 753 a 1.160 metri cubi. Anche se, in verità, durante tutti questi anni di attesa del verdetto, la nuova vasca è stata già costruita dall’A2A, la società lombarda che gestisce l’impianto, sito nella locale zona industriale. “I lavori – scrivono nella sentenza dello scorso 16 marzo i giudici amministrativi della V Sezione, presieduta da Maria Abbruzzese, estensore Pierluigi Russo – sulla base della documentazione acquisita, non determinano l’aumento della quantità di rifiuti da conferire e smaltire, né un potenziamento della capacità produttiva dell’impianto TMV, che resta inalterata, né l’incremento delle immissioni in atmosfera, ovvero la modifica di qualsiasi altro elemento essenziale dell’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale”. Il ricorso era stato presentato dal Comitato “Donne 29 Agosto” e dall’Associazione “Forum Ambientalista” contro la Regione Campania ed il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e nei confronti dell’A2A, legalmente rappresentata dall’avvocato Luca Tozzi. Le associazioni civiche avevano impugnato il Decreto dirigenziale della Regione n.145 del 21 ottobre 2016, che definiva una “modifica non sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata col Decreto n.1653 dell’1 dicembre 2014 per l’impianto di termovalorizzazione di Acerra”. Decreto contro il quale, oltre agli ecologisti, anche il Comune di Acerra aveva fatto ricorso al Tar. Poi però il riscorso dell’Ente comunale era stato respinto già nel 2018, molto prima di quello degli ambientalisti. I giudici del Tribunale Amministrativo regionale, però, dopo aver valutato la questione e sulla scorta anche di altre decisioni della magistratura, hanno ritenuto corretta la procedura seguita dalla Regione Campania. “Come può leggersi nella relazione allegata all’istanza di A2A (del 3.8.2016) – scrivono i giudici nella sentenza depositata in data 29.04.2021 – il progetto prevede l’incremento di volume della preesistente vasca di calcestruzzo armato per lo stoccaggio dei residui di combustione, da 753 a 1.160 metri cubi, mediante l’abbattimento di una preesistente parete, la realizzazione di una nuova area di carico coperta, con nuove passerelle sul…

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Picchia la moglie incinta al quarto mese, arrestato

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Maltrattamenti in famiglia, arrestato. E’ quanto risulta dopo alcuni episodi di violenza domestica avvenuti nei giorni scorsi. I Carabinieri della locale stazione, infatti, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, bloccavano un uomo di 41 anni del posto. Nello specifico la moglie, incinta al quarto mese, si presentava in caserma in piena notte con evidenti segni di violenza subita. Ai Militari dell’Arma raccontava quanto avvenuto nella serata, cioè che il marito era tornato a casa, dopo essere stato un paio d’ore a bere al bar e lì aveva iniziato a picchiarla con forza. Pugni e morsi, con la donna spinta sul divano. Botte andate avanti per diversi minuti, con la donna che invano provava a sottrarsi alla furia del coniuge, pregandolo di smettere. Non contento di quel comportamento il 41enne scaraventava a terra il cellulare della moglie rompendolo, forse per evitare, che la stessa allertasse le Forze dell’Ordine. Una violenza interrotta soltanto nel momento, in cui rientrava il figlio della coppia, il quale portava la madre via dall’abitazione. Con la denuncia sporta, dunque, i Carabinieri avviavano le ricerche dell’uomo, che veniva rintracciato a Sant’Antimo presso l’abitazione di un parente, dove aveva provato a nascondersi.

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