L’avanguardia della chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio

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La storia ha inizio nel 2009, da quando il dr. Leonardo Latella, uno dei più importanti chirurghi di riferimento in Italia per gli interventi di protesi d’anca e di ginocchio, ha iniziato la sua collaborazione con il Dottor Giovanni Auriemma, stimato e noto fisioterapista di Acerra. Da allora centinaia di pazienti, grazie alle innovative tecniche chirurgiche del Dr.Latella e agli speciali protocolli riabilitativi del Dottor Auriemma, si sono sottoposti all’intervento, ottenendo risultati a dir poco impressionanti. Sono moltissimi i pazienti campani, soprattutto dalla provincia di Napoli e Caserta, che si affidano a questo binomio. Tant’è vero che, a causa delle elevate richieste, il centro specializzato organizzato dal Dottor Latella e la sua equipe a Bologna lavora a pieno regime praticamente tutto l’anno. Stiamo parlando della Clinica Villa Chiara, sempre di più punto di riferimento in Italia per questo tipo di interventi che, grazie ad importanti investimenti economici e tecnologici, ha permesso la creazione su scala nazionale di percorsi tra i più avanzati al mondo. È una scommessa vinta dal Dr. Latella e della sua equipe, che ha fatto di una sfida un’eccellenza da oltre 1000 interventi all’anno.               A Villa Chiara l’organizzazione è impostata sulla “centralità” del paziente, attorno al quale tutto ruota. L’assistenza al paziente è fornita da personale dedicato ed altamente qualificato, pronto ad esaudire tutte le esigenze, offrendo per attenzione e professionalità un servizio a 5 stelle e tutto questo, senza costi, attraverso il sistema sanitario nazionale. Gli interventi vengono eseguiti in due sale operatorie dotate di un sistema a flusso laminare verticale di ultima generazione impiegato per la prevenzione delle infezioni. Sono inoltre in arrivo due nuove sale operatorie Hi-Tech, nate grazie alla sperimentazione tra chirurgia altamente specializzata e tecnologia di ultima generazione. Tutti gli interventi vengono eseguiti con tecnica mininvasiva attraverso un taglio di pochi centimetri con il massimo rispetto dei tessuti. Grazie al protocollo “Fast-Track” il paziente è già in grado di camminare dopo due ore dall’intervento e di raggiungere la propria autonomia nel giro di pochi giorni e tutto questo senza dolore. Grazie alla ritrovata autonomia, il periodo di ricovero in ospedale è ridotto a meno di 4 giorni. Tempi e risultati tutt’ora ineguagliati dalla chirurgia tradizionale. Un’altra peculiarità della tecnica, e forse la più…

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Edizione Integrale del 16 Luglio 2019

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Stop inceneritore, Acerra individuata dalla Regione e dalla Provincia come discarica anti-emergenza

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Lo stop totale dell’inceneritore per circa 35 giorni, programmato da alcuni mesi dall’A2A, a causa dell’impellente necessità di dare il via alla manutenzione della turbina della struttura, ossia il meccanismo che, recependo il calore sprigionato dalla combustione dei rifiuti, gira vorticosamente, per produrre elettricità per 107 megawatt e di cui già vi avevamo riferito sul numero scorso, sortiva i primi indesiderati aspetti. Infatti, a causa di un fermo così lungo, i Comuni della Campania devono predisporre i siti provvisori di stoccaggio dei rifiuti e, nel mentre scriviamo, forse solo in pochi lo hanno fatto. E si susseguono gli appelli a tutti gli Enti locali del Presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca, in cui ribadisce: “Trovate subito siti provvisori, in grado di reggere circa due mesi”. Ma l’A2A ha confermato le date del fermo. Il termovalorizzatore chiuderà una delle tre linee d’incenerimento dal 26 al 31 agosto. Quindi tutte e tre le linee saranno chiuse completamente dal I al 28 settembre. Ed è notizia dei giorni scorsi, che Città Metropolitana e Regione Campania hanno individuato i due siti, in cui saranno stoccate provvisoriamente le 40 mila tonnellate di rifiuti, che l’inceneritore di Acerra a settembre non potrà bruciare, a causa della suddetta manutenzione. I due siti sono la “piazzola numero 2” di Acerra e la “Cava Giuliani” di Giugliano. Intanto l’iter per quanto riguarda l’impianto di Acerra è quello, che sta andando avanti con maggiore speditezza. La Regione Campania, il I luglio scorso, ha infatti trasmesso un fax al Comune, retto dal sindaco Raffaele Lettieri. Ne è stata data notizia però soltanto 10 giorni dopo!! Infatti, solo a seguito di una protesta degli ambientalisti della zona, il Comune pubblicava sul suo portale la comunicazione della Regione. Che pure nella nota inviata al Sindaco lo aveva invitato, a pubblicare l’atto all’Albo Pretorio del Comune dalla data di ricezione dello stesso. Nel fax di Palazzo Santa Lucia si invitano i responsabili dell’Ente acerrano, a partecipare nella mattinata del prossimo 18 luglio alla Conferenza dei Servizi regionale sul via libera alla riapertura della Piazzola numero 2, chiusa nel 2012 dopo un devastante incendio, che incenerì migliaia di tonnellate di rifiuti accumulati durante le varie emergenze. Un sito ubicato in una zona di fertile campagna posta accanto al termovalorizzatore. La Conferenza dei…

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Sito di stoccaggio ad Acerra, la piazzola è abusiva e non utilizzabile dalla Sap.Na

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Come riportato in precedenza, solo sabato 13 luglio il Comune, attraverso un comunicato ufficiale, rendeva nota la sua contrarietà all’utilizzo della piazzola numero 2, sita in località Pantano, da parte della società Sap.Na (la società della Città Metropolitana che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti in Provincia di Napoli), da adibire a sito di stoccaggio provvisorio e sulla quale sversare 40 mila tonnellate di rifiuti, in vista del fermo (parziale, dal 26 al 31 agosto) e totale (dal I al 28 settembre) dell’inceneritore. In sostanza il comunicato specificava che “in riferimento alla Conferenza dei Servizi, convocata in Regione Campania, si rende noto che il Comune di Acerra ha già inviato nei giorni scorsi diverse note, motivando il proprio parere negativo. Ed ha comunicato alla Regione che, dal punto di vista urbanistico, il manufatto in questione risulta essere in contrasto con il Piano Regolatore Generale attualmente in vigore e che, pertanto, è abusivo. Quindi, se la piazzola n.2 è stata realizzata in base all’Ordinanza commissariale n.167 del 17.05.2005, annullata dal Tribunale Amministrativo regionale per carenza di preventiva Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), la stessa piazzola dovrebbe essere ritenuta illegittimamente edificata. In tal caso non può essere rilasciata l’autorizzazione alla costruzione e gestione ex art. 208 richiesta da Sapna, in quanto non risulta che tale titolo possa essere rilasciato in sanatoria”. Per il Comune, in più, “l’eventuale autorizzazione sarebbe nulla per violazione/elusione del giudicato”. “Se la realizzazione della piazzola – continua l’Ente di Viale della Democrazia – era contemplata ed autorizzata nel progetto dell’inceneritore, Sapna non avrebbe la disponibilità dell’area, in quanto l’inceneritore è ora di proprietà regionale ed in possesso della concessionaria A2A. Sapna quindi non avrebbe in tal caso alcun titolo, per poter chiedere l’autorizzazione. Inoltre, scorporare la piazzola n.2 dal progetto di impianto di inceneritore sottoposto a VIA, comporterebbe la necessità di una variante sia all’autorizzazione, che aggiornamento VIA dell’inceneritore”. In verità sembra essere uno scontro più di carattere amministrativo, che una battaglia per la tutela del territorio. Infatti quella del sindaco dà l’impressione di essere una complessa quanto discutibile spiegazione di carattere burocratico, priva di quei contenuti volti a dare priorità alla tutela della salute pubblica. Tra l’altro due piazzole, site nei pressi dell’inceneritore, sono ancora piene di rifiuti accumulati durante le emergenze…

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Querelate dalla Segretaria generale, rinviate a giudizio le Consigliere comunali di Pd e M5S

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(Articolo pubblicato in data 19.06.2019). E’, dei giorni scorsi, la notizia del rinvio a giudizio, deciso dalla Procura di Nola, delle Consigliere comunali Paola Montesarchio (Pd) e Carmela Auriemma (Movimento 5 Stelle), entrambe all’opposizione, a seguito della querela per diffamazione sporta l’anno scorso dal Segretario generale del Comune, Maria Piscopo, nei loro confronti, sostenendo di essere stata diffamata e danneggiata nella sua immagine professionale. La Piscopo aveva querelato per diffamazione le due esponenti politiche locali, a seguito di un’interrogazione consiliare presentata e letta durante il Consiglio comunale del 4 giugno 2018. Nel documento presentato le opposizioni lamentavano “i troppi incarichi conferiti alla Piscopo dal Sindaco Lettieri”. Secondo le opposizioni questo presunto “eccesso” di poteri nelle mani di un Segretario comunale, sarebbe dunque anomalo. L’iter giudiziario era iniziato con la rituale elevazione di domicilio delle due ex candidate a Sindaco. Il Pubblico Ministero, intanto, non ha voluto archiviare il caso, optando per la citazione diretta a giudizio delle due esponenti della minoranza. Ed è stata fissata al 5 settembre prossimo la prima udienza del processo, che si terrà dinanzi al Giudice di Pace di Nola. Questo vuol dire, secondo qualche quotidiano, che le due Consigliere rischiano poco sotto l’aspetto penale. Ma rischiano soprattutto sotto quello politico e dell’eventuale risarcimento economico, da corrispondere alla Dirigente in caso di condanna. “E’ a rischio la libertà di espressione e di opinione politica garantita dalla Costituzione” è il principio, sul quale si poggerà la difesa delle due Consigliere. Le deleghe, di cui alcune strategiche, attualmente detenute dalla Segretaria comunale (alcune delle quali già da diversi anni) e conferitele, stando al Decreto sindacale n.18 del 12.04.2018, sono: Gestione giuridica del Personale; Affari Giuridico-Legali; Relazioni sindacali e Formazione del Personale; Raccolta Differenziata ed Igiene Urbana; Ambiente e Riqualificazione Urbana; Suap ed Imprese Sociali. Non senza trascurare gli altri ruoli di responsabilità ricoperti dalla Piscopo quali, ad esempio, l’essere stata la Presidente di Commissione di tutti i concorsi banditi di recente dal Comune di Acerra per l’assunzione del personale alle dipendenze dell’Ente e svoltisi o in fase di svolgimento. “Non sono mai stata ascoltata dal Pubblico Ministero e non ho mai insultato la Piscopo – puntualizzava la Montesarchio – e del resto basta vedere il video del mio intervento in Consiglio comunale”. Dal canto suo Auriemma…

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Sportiello riporta in Parlamento il caso delle deleghe detenute dal Segretario generale Piscopo

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Adesso, relativamente all’articolo pubblicato in precedenza ed inerente alla notizia del rinvio a giudizio, deciso dalla Procura di Nola, delle Consigliere comunali Paola Montesarchio (Pd) e Carmela Auriemma (Movimento 5 Stelle), entrambe all’opposizione, a seguito della querela per diffamazione sporta l’anno scorso dal Segretario generale Maria Piscopo nei loro confronti, sostenendo di essere stata diffamata e danneggiata nella sua immagine professionale, c’era da registrare sull’argomento l’intervento fatto mercoledì 3 luglio alla Camera dei Deputati dall’On.Gilda Sportiello (Mov.5 Stelle). La quale diceva: “Voglio riferirvi qui, in uno dei luoghi simbolo della democrazia, cosa accade nel Comune di Acerra grazie ad una nostra Consigliera comunale, Carmela Auriemma, dalla quale veniamo a sapere, che il Segretario generale di questo Comune ha, dal 2012, una serie di deleghe importanti e che il riguardano il 60% delle attività del Comune. Il Testo Unico degli Enti Locali, però, così com’è stato interpretato anche dalla Corte dei Conti, stabilisce che il Segretario generale può avere delle deleghe dirigenziali, solo se lo Statuto e Regolamenti del Comune lo prevede e quello di Acerra non lo prevede. Oppure – proseguiva l’onorevole – stabilisce che il Segretario generale può avere delle deleghe dirigenziali solo temporaneamente e solo se nella pianta organica del Comune non ci siano altri Dirigenti. Ed invece nel Comune di Acerra ve ne sono altri 7. Se ciò non fosse sufficiente, interviene anche un parere del 9.10.2009 del Ministero dell’Interno, che dice chiaramente, che al Segretario comunale possono essere dati incarichi di delega, solo fino alla copertura del posto vacante. In questa situazione poco chiara ci chiediamo, com’è possibile che la stessa persona – aggiungeva la parlamentare – che dovrebbe supervisionare il funzionamento della macchina comunale è, allo stesso tempo, controllore e controllata. C’è un motivo, per cui le disposizioni ed i pareri prevedono, che questo non possa essere fatto. Il motivo è chiaro. E’ che il Segretario, che ha importanti compiti di controllo e di garanzia delle dinamiche interne del funzionamento dell’Ente locale, può entrare in conflitto d’interesse, se poi lo stesso Segretario deve essere colui, che si occupa delle Determine e degli atti, che fa nel ruolo di Dirigente. Il Movimento 5 Stelle è entrato nelle istituzioni, perché ha l’ambizione di rompere quelle dinamiche, che tengono in ostaggio la vita politica di molti…

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Comando Polizia Locale, risolto il caso del cancello del sottopasso con l’archiviazione

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La convocazione dinanzi alla Commissione che compone l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD) del sottufficiale della Polizia Locale, per la vertenza della mancata chiusura serale del cancello del sottopasso ferroviario lo scorso 21 aprile (ovvero la domenica di Pasqua), al termine dell’orario di servizio si svolgeva, dopo l’audizione tenutasi il 18 giugno, lunedì I luglio, con l’audizione del Vice-Comandante Domenico De Sena chiamato a chiarire, quanto precisato dal Maresciallo nei giorni precedenti e se il foglio di servizio fosse stato notificato al Sottufficiale “incriminato”. Alla fine la vicenda si risolveva con l’archiviazione del provvedimento disciplinare adottato dall’UPD, composto dal Dirigente ad interm della Polizia Locale Gennaro Cascone; dall’Arch.Concetta Martone e dal Segretario generale Maria Piscopo – Presidente). E ciò perchè, come si evince dal verbale redatto, “alla luce di quanto dichiarato, stante l’impossibilità di produrre prova documentale certa rispetto a quanto dichiarato dalle parti e, in particolare, rispetto all’avvenuta tempestiva conoscenza dell’ordine di servizio all’interessato, archivia il procedimento a suo carico. Nel contempo il collegio fa monito al Vice-Comandante di provvedere, d’ora innanzi, a notificare attraverso pec a tutti gli operatori giornaliermente il foglio di servizio, onde poter avere certezza della ricezione dei relativi ordini”. La decisione veniva notificata a mezzo posta elettronica certificata (pec) al Maresciallo. Ora spetta al Presidente dell’UPD disporre l’eventuale invio degli atti alla Procura della Repubblica di Nola, così come aveva sostenuto nel corso della prima audizione del presunto indagato. Ovviamente era nell’aria, che tutto sarebbe finito a “tarallucci e vino” con l’archiviazione ad horas del “paventato” provvedimento disciplinare. Nel corso dell’audizione il Vice-Comandante ha dichiarato: “Il giorno in questione (riferendosi forse alla giornata di Pasqua), il sottoscritto ha disposto verbalmente all’agente Perroni, di annotare a penna sul relativo foglio, che gli operatori in servizio pomeridiano avrebbero dovuto disporre la chiusura serale del sottopasso, ma non aveva verificato nell’immediatezza, se ciò sia realmente avvenuto, né tantomeno, per prassi costante, è uso notificare tale foglio di servizio agli operatori interessati”. La domanda che sorge spontanea è questa: se è vero, come certamente è vero, che il Vice-Comandante ha dato disposizione all’agente di annotare a penna la suddetta disposizione, perché l’ha poi sottoscritta in calce, quando ormai la vicenda aveva assunto connotati di interesse disciplinare? Naturalmente a questo semplice interrogativo non ci sarà risposta. Ma…

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E’ caos sull’ufficio per i provvedimenti disciplinari. Un Tenente sospeso per 4 ore!!

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Come riportato nell’articolo pubblicato in precedenza la Commissione, che compone l’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD), doveva esprimersi anche nei confronti degli altri due caschi bianchi, già convocati tra il 17 ed il 18 giugno. Provvedimenti disciplinari che poi arrivavano lo scorso 4 luglio. Alla fine tanto rumore per nulla. Infatti erano viziate da illegittimità le determinazioni assunte dai Commissari dell’UPD, poiché ad irrogare le sanzioni disciplinari, doveva essere il Dirigente del settore (in questo caso il Dirigente ad interim Gennaro Cascone) e non l’Ufficio disciplina. Difatti l’UPD, che è composto dai Dirigenti comunali interviene, quando siamo in presenza di un reato reiterato o afferente al fenomeno dell’assenteismo e quando le sanzioni, che si intendono irrogare ai dipendenti, sono superiori ai 10 giorni di sospensione dal servizio!! Scontato che il Tenente Francesco Esposito, “condannato” alla multa pari a 4 ore di retribuzione, presenterà ricorso alla decisione, cercando di far valere le proprie ragioni e chiedendo l’annullamento del provvedimento, notificato a mezzo pec agli interessati. Meglio è andata all’ agente “scelto” al quale la Commissione, al termine del “dibattito” interno e lette le motivazioni addotte dallo stesso, ha ritenuto “non sussistenti le ragioni, che potrebbero legittimare l’irrogazione di un provvedimento disciplinare di propria competenza. Al più, data la condotta dell’agente, si potrebbe ipotizzare l’irrogazione di una sanzione pari al richiamo verbale”. Nello specifico al poliziotto locale, che in data 11.05.2019 si stava recando presso il Castello dei Conti, per partecipare ad una giornata di studi, era stato ordinato di controllare alcuni manifesti elettorali abusivi a via Diaz. Questi, però, si era reiteratamente rifiutato e si era recato al corso. Lasciandolo, però, poco dopo, per adempiere all’ordine impartitogli. In ogni modo non bisognava essere un indovino, per capire come sarebbe finita. Ma andiamo per gradi, facendo comunque una premessa, ovvero che all’interno del Comando della Polizia Locale, dopo il licenziamento del Comandante Felice D’Andrea e l’investitura a responsabile del corpo del Tenente Domenico De Sena (promosso a Capitano, senza però la dovuta anzianità di servizio), si è creata una situazione difficilissima e carica di tensione, che ha spaccato in due il Comando, mettendo gli agenti storici contro i nuovi assunti. Il tutto sotto gli occhi del Sindaco e dell’Assessore al ramo, che hanno il dovere di correre ai ripari, per…

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Riceviamo e pubblichiamo

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Il Comune di Acerra prosegue la sua attività contro la Polizia Municipale “E’ di mesi fa la notizia che ad Acerra, per poter fare le progressioni orizzontali all’interno della Polizia Municipale, era stato richiesto agli operatori già in servizio da anni, di dover effettuare un percorso da marines, di quelli dei migliori film d’azione, con corsa, salto ad ostacoli e flessioni, invece di valutare competenze e professionalità. Fatto veramente grave, tanto che era intervenuta la Segretaria Cisl Fp nazionale al fianco della Cisl Fp di Napoli, che si era rivolta alle autorità competenti e grazie al cui intervento tutto è rimesso nella correttezza delle leggi. La nostra azione era nata anche in considerazione e per rispetto di donne e uomini, che ogni giorno mettono la loro professionalità e competenza al servizio dei cittadini in un territorio dove, ricordiamolo, Michele Liguori, Tenente della Polizia Municipale, eroe della Terra dei Fuochi, lottò con grande coraggio, per difendere la sua gente e l’Italia dagli inquinatori, che uccidono. Al Comune di Acerra dobbiamo registrare, ancora una volta, l’atteggiamento di accuse e penalizzazioni nei confronti della Polizia Municipale attraverso, questa volta, provvedimenti disciplinari, anche rispolverando relazioni di servizio risalenti a fatti accaduti il 19 aprile, in cui venivano esposti fatti ed azioni a garanzia dei cittadini, mettendo in primo piano la tutela dell’ordine pubblico e l’incolumità. E che invece sono stati utilizzati contro chi ha operato con spirito di abnegazione e professionalità. La Cisl Fp di Napoli ha già attivato i propri legali per la tutela, innanzitutto, della dignità del Tenente Franco Esposito, al quale forse il Sindaco e la Giunta dovevano dare un riconoscimento per il lavoro svolto, visto che l’Ufficiale da solo, il giorno 19 aprile, ha posto in essere la sicurezza del passaggio dei numerosi fedeli della processione del Venerdì Santo ad un incrocio della città, che tutti conoscono come particolarmente attenzionato. Ed invece, come per beffa, contestazione di addebito e sanzione di 4 ore di retribuzione. A tutto ciò, se andiamo ad aggiungere la notizia di pochi giorni fa, di una sentenza con cui il Tribunale di Nola avrebbe dichiarato illegittimo il licenziamento di un dipendente del Comune di Acerra e condannato l’Ente a risarcirlo per le retribuzioni non percepite dal 2013, nonché a versargli i contributi per gli…

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Blitz antiassenteismo al Comune: accolto il ricorso di altri due dipendenti licenziati

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Nuova puntata relativa ai licenziamenti decisi a luglio dell’anno scorso dall’Ufficio per i Provvedimenti Disciplinari (UPD) nei confronti di 6 dipendenti comunali, coinvolti nel cosiddetto blitz antiassentesimo, condotto nel Comune a giugno del 2013 da parte dei poliziotti del locale Commissariato e coordinati dalla Procura di Nola sulla scorta di un esposto anonimo fatto pervenire alle Forze dell’Ordine. Inizialmente il blitz fu condotto dai poliziotti attraverso una serie di appostamenti, per poi procedere ad un’attività investigativa più incisiva. Attuata, collocando telecamere all’interno ed all’esterno degli uffici comunali, per monitorare il transito degli impiegati e la registrazione degli orari di ingresso e di uscita attraverso gli appositi badge. Dalle registrazioni delle telecamere fu possibile visualizzare dipendenti, che marcavano con più badge e, attraverso una comparazione degli orari dei filmati con quelli registrati sui tabulati di presenza, si riceveva non solo conferma della loro identità, ma si comprendeva anche per quali colleghi il dipendente, di volta in volta immortalato, avesse marcato la presenza. Dipendenti poi condannati dal Tribunale nolano attraverso la sentenza di primo grado n.566/2018, emessa dal giudice monocratico Anna Imparato in data 21.02.2018, con il seguente esito: 40 condannati e 20 assolti. Sentenza avverso la quale molti hanno presentato ricorso in Appello. Si chiudeva, così, il processo di primo grado a carico di 60 dipendenti comunali, imputati di false attestazioni e certificazioni in concorso (e per i quali comunque vige la presunzione d’innocenza, fino a sentenza definitiva passata in giudicato). E già il mese scorso riportammo che, al termine di un lungo ed articolato iter amministrativo, il Giudice Unico del Tribunale di Nola – sezione Lavoro, dott.Francesco Fucci, attraverso apposita ordinanza emessa il 22 maggio 2019, “aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento impugnato da uno degli impiegati licenziati, ossia Olindo Tortora e, per l’effetto, ordinava al Comune di reintegrare il ricorrente nel posto di lavoro e nelle stesse mansioni, ovvero in mansioni equivalenti a quelle espletate al momento del licenziamento. Condannava il Comune al pagamento delle spese processuali, di quelle generali ed al risarcimento del danno subito dal ricorrente per effetto del licenziamento illegittimo, pari alla retribuzione globale di fatto dalla data del licenziamento (10.07.2018) fino alla reintegra, oltre ad interessi come per legge fino al soddisfo ed oltre al versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali”. Dipendente reintegrato in…

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