Edizione Integrale dell’8 Novembre 2018

 

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Partita la campagna di comunicazione sugli screening per la prevenzione del tumore

Era un aperitivo, organizzato nei giorni scorsi nei vari Distretti sanitari di appartenenza e dinanzi ai quali si ritrovavano medici ed infermieri, a dare il via alla campagna di comunicazione sugli screening per la prevenzione delle forme più aggressive del cancro.

E’ come dire all’utenza del servizio sanitario nazionale, “se lo fanno loro, i medici, allora vuol dire che è utile, funziona per davvero”. Con questo ambizioso obiettivo partiva, lo scorso 30 ottobre, presso la sede centrale a Frattamaggiore, l’iniziativa dell’Asl Napoli 2 Nord denominata “Noi per Primi”, che punta a coinvolgere i 4000 dipendenti dell’azienda sanitaria chiamati ad essere testimonial di salute e, soprattutto, apripista direttamente coinvolti nelle campagne di screening per l’individuazione precoce del cancro alla cervice, alla mammella ed al colon retto.

“Siamo al centro della Terra dei Fuochi – diceva per l’occasione la Dr.ssa Virginia Scafarto, Direttore sanitario dell’Asl, nel discorso informale di benvenuto – dove le malattie oncologiche attecchiscono con più violenza. E l’unica vera strada per annientarle, è la prevenzione precoce, quella che si fa quando ci sentiamo in forma e crediamo di essere in buona salute.

Ma sappiamo che non è così. L’anno scorso abbiamo sottoposto a screening del colon retto il 19 per cento della popolazione dell’Asl, individuando ben 100 casi di cancro già in fase avanzata, su pazienti che dicevano di stare bene. Per questo – concludeva il Direttore sanitario – faccio appello a tutti i 4 mila dipendenti, affinché il loro esempio possa indurre tutti alla cultura della prevenzione, che cercheremo di veicolare nel prossimo futuro anche nelle scuole”.

Il giorno successivo toccava al Distretto sanitario di Acerra, sito a via Flavio Gioia, replicare l’iniziativa tenutasi a Frattamaggiore, con un aperitivo di benvenuto, la distribuzione al pubblico del materiale informativo e la raccolta delle adesioni agli screening, a partire appunto dal personale sanitario dell’Asl. A rimarcare l’importanza dell’iniziativa erano il Direttore del Distretto 46 Dott.Pasquale Bove, che sottolineava anche l’importanza del ruolo svolto dai mezzi di comunicazione, nel divulgare e far conoscere la valenza degli screening, visto che la diagnosi precoce di tumore può salvarci la vita ed il dottor Pasquale Fallace, responsabile dell’Unità dell’Educazione alla Salute. Ed era proprio quest’ultimo a dire:

“Vogliamo coinvolgere gli operatori sanitari a più livelli, sia sotto gli aspetti della sensibilizzazione personale verso i temi della diagnosi precoce che per quelli educativi, nella misura in cui si forniranno agli operatori sanitari elementi, per sviluppare una maggiore consapevolezza del contributo del loro atteggiamento nell’azione di promozione della salute dell’Azienda.

Senza sottovalutare gli aspetti formativi relativamente alle conoscenze-competenze sugli aspetti clinici e sui percorsi operativi degli screening, che saranno proposti durante gli incontri davanti ad un drink e, successivamente, con i messaggi via email. Il nostro obiettivo sarà soprattutto – aggiungeva Fallace – fare leva sui fattori della fiducia e dell’emulazione, per incrementare l’attenzione e l’adesione convinta agli screening attraverso la costruzione di un’immagine di affidabilità della struttura pubblica, grazie all’esempio di chi ci lavora direttamente. “Se lo fanno loro, ci si può fidare!”.

Presenti all’iniziativa erano, tra gli altri, anche la Dott.ssa Pasqua Beneduce – referente screening Colon Retto; la Dott.ssa Angela Amato – referente screening Cervice Uterina e la Dott.ssa Maria Pia Costa – Psicologa del P.R.P 2014-2019. Il programma screening ha dunque l’obiettivo di scoprire i segni iniziali di una malattia non ancora sintomatica. E’ opportuno, dunque, per gli assistiti, parlarne con il proprio medico, prenotare l’esame e fare il test gratuito.

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Ma esistono?

Sono sette, come i Magnifici 7 del noto film western del 1960. Il riferimento è agli Assessori della Giunta comunale capeggiata da Lettieri. Ma già di per se stessi sono poco noti ai cittadini locali, sia perché poco prolifici, nel redigere le relazioni istruttorie degli atti amministrativi da approvare e sia perché risucchiati, inesorabilmente, nel cono d’ombra di sua maestà il Sindaco (che ogni tanto si trasferisce nella sua “residenza” d’inverno alias il Castello).

Eppure un’occasione per dare “segni di vita” alla cittadinanza è rappresentata, per i componenti dell’esecutivo, dall’affissione dei manifesti, che informano la città delle iniziative intraprese dall’amministrazione comunale. Manifesti che mai recano, però, i nominativi degli Assessori, ma solo quello di mister 21 mila voti.

E allora, cari assessori, riuscirete a trovare sui prossimi manifesti un pò di spazio, per metterci anche il vostro nome?

 

J.F.

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Lega il parchimetro alla sua auto per rubarlo: arrestato, condannato e scarcerato

Il fatto si verificava durante le ore notturne a Marigliano e vedeva protagonista un 43enne di Acerra, che poi ritornava in liberà dopo la conclusione del processo, svoltosi per direttissima. L’uomo aveva provato a rubare un parchimetro, installato su via Roberto De Vito, dopo averlo abilmente legato alla sua utilitaria, nell’inosservanza generale.

E’ quanto risultava dopo l’operazione effettuata dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Castello di Cisterna, agli ordini dal Capitano Tommaso Angelone che, giunti prontamente sul posto, sorprendevano in flagranza di reato e bloccavano S.P. di Acerra. Surreale la scena presentatasi agli occhi dei Militari dell’Arma, che ‘beccavano’ l’uomo, che aveva attaccato una corda al parchimetro e l’altra cavità legata all’auto.

A dare l’allarme era probabilmente qualche residente della zona, svegliato dall’eccessivo rumore della singolare modalità di furto. Nei giorni scorsi l’uomo veniva processato, comparendo dinanzi al Giudice del Tribunale di Nola, rimediando una condanna a 4 mesi per tentato furto aggravato con l’immediata scarcerazione: lasciava i domiciliari e ritornava in libertà senza l’aggravio di alcuna misura.

Accolte in pieno le richieste del suo legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Carlo Esposito.

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Vernice “tossica” spruzzata sulla pista ciclabile. La denuncia degli ambientalisti

Mercoledì 24 ottobre assurgeva di nuovo agli onori della cronaca la tanto contestata pista ciclabile, realizzata  lungo il popoloso Corso Vittorio Emanuele e causa (quantunque il Sindaco la pensi diversamente) delle proteste dei commercianti, messe in atto nelle scorse settimane nei confronti dell’Amministrazione comunale, con tanto di blocco della circolazione veicolare e rovesciamento lungo l’importante arteria stradale dei contenitori pieni di rifiuti urbani.

Pista ciclabile che ha comportato un’ingente perdita di spazi, in cui lasciare le auto in sosta ed altre conseguenze ad essa connesse. Ma ciò che preoccupava e non poco e che faceva adirare residenti, commercianti e pedoni, era la vernice di colore rosso, contenente toluene, un idrocarburo aromatico incolore, con un forte odore simile a quello del benzene, usato come solvente, spruzzata in grande quantità con il compressore in mezzo alla gente.

I lavori di completamento della pista ciclabile facevano scattare l’allarme tra gli ambientalisti che, a loro volta, allertavano i Carabinieri, la Polizia Municipale e l’Asl Napoli 2 Nord. Ed era proprio il personale della Polizia Municipale e dell’Asl a recarsi sul posto, per effettuare un sopralluogo nel cantiere “incriminato”. Alla presenza degli organi di controllo intervenuti le maestranze della ditta del beneventano, che stava effettuando i lavori per conto del Comune, sospendevano gli stessi.

Il cantiere restava fermo per svariati giorni, tant’è vero che non veniva completato neanche l’ultimo tratto della pista, in attesa che i sanitari trasmettessero al Comando della Polizia Locale la relazione redatta in merito alla tossicità o meno della vernice utilizzata. Secondo la denuncia degli ambientalisti, intervenuti su richiesta della cittadinanza, la vernice spruzzata sull’asfalto, per delimitare la pista ciclabile, contiene una sostanza altamente tossica, il toluene che, se inalato, può provocare immediatamente stordimento fino alla perdita di conoscenza e che, se assorbito in quantità, può danneggiare seriamente fegato e reni e provocare il cancro.

Da verificare, poi, se la vernice sia finita o meno in una caditoia. Per utilizzare le vernici contenenti questo veleno c’è un protocollo compendiato dalla legge e che prevede l’utilizzo di macchinari speciali per la captazione delle esalazioni. Inoltre sembra che gli operai, che stavano applicando la vernice sull’asfalto, operassero senza guanti o altri tipi di protezione.

“Nell’esposto denuncia – spiegava l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo – che abbiamo consegnato alla Procura della Repubblica di Nola, all’Asl ed ai Ministeri di Ambiente e Sanità, abbiamo evidenziato la violazione delle leggi che impongono, in questi casi, l’utilizzo di strumenti per la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini.

Ci sono gli estremi per un’azione penale, visto che questi lavori si sono svolti in pieno giorno ed in presenza di molte persone. Abbiamo inoltre chiesto all’Autorità giudiziaria, di verificare se la ditta possegga la necessaria autorizzazione regionale all’utilizzo della macchina verniciatrice. Inoltre il prodotto non poteva essere immesso in commercio ed utilizzato dalla ditta, in quanto non etichettato e sprovvisto della scheda di sicurezza”.

Durante la verniciatura dell’asfalto i passanti erano stati costretti a tapparsi naso e bocca.

Mercoledì 30 ottobre la svolta: l’Asl Napoli 2 Nord accertava che il Piano Operativo di Sicurezza della società sannita non era stato redatto secondo i contenuti minimi del D.L.n.81/2008, non contenendo la corretta valutazione del rischio chimico con l’elenco delle sostanze chimiche utilizzate, le misure di prevenzione e protezione da adottarsi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e la corretta procedura di lavoro nell’utilizzo del macchinario denominato traccialinee.

E concedeva alla ditta non più di 15 giorni, per eseguire le prescrizioni dettate con, nel frattempo, il divieto di lavorazione.

 

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In scadenza incentivi e mobilità. Torna la protesta degli operai ex Montefibre

Scadenza imminente dei fondi previsti per le aree industriali a crisi complessa e nuova protesta degli operai ex Montefibre. E’ quanto accadeva lunedì 5 novembre presso l’ex polo chimico tessile acerrano, dove la produzione è ferma dal maggio del 2004 per ristrutturazione e che sarebbe dovuta ripartire nell’estate del 2009.

Attualmente nell’area ex Montefibre sono in funzione l’Infra, la fabbrica che produce fiocco dalla plastica riciclata e che occupa 35 operai e la centrale elettrica Fri.El. che impiega 25 dipendenti. Una settantina di tute blu occupava per oltre 4 ore i cancelli dell’area industriale, bloccando i tir fino alle ore 13:00 e chiedendo che venga convocato un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), per mettere a punto un piano di reindustrializzazione dell’ex impianto.

Il termine ultimo, per accedere ai finanziamenti e quindi mantenere accese le speranze di riconversione del polo chimico, è fissato per il prossimo 23 novembre. Si tratta di misure a sostegno di progetti di riqualificazione e riattivazione dell’area industriale che, se non utilizzate, andranno definitivamente perdute. E con esse anche le speranze per le tute blu di ritrovare un lavoro vero.

Operai che sono ancora in attesa del Decreto fiscalità, che proroghi la mobilità fino a dicembre 2018 e corrisponda le mensilità da novembre dell’anno scorso. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri, interessa ben 93 tute blu ed era stato inserito nel Decreto fiscale, ma poi all’ultimo momento è stato scorporato e forse verrà varato a breve insieme alle norme previste dal Decreto semplificazioni.

I fondi stanziati dal Decreto ammontano a 34 milioni di euro, di cui 27 da destinare agli oltre 3000 lavoratori in mobilità della Campania.

“Se fosse un elettroencefalogramma lo direi piatto – diceva l’Assessore regionale al Lavoro Sonia Palmieri – perché le risorse sono già a disposizione della Regione. Manca solo l’autorizzazione del Ministero a pagare. Il provvedimento, nonostante il mio impegno a richiederlo, non c’è”.

“Se non verrà convocato con urgenza il tavolo tecnico presso il Mise, con Regione, Governo, Asi, sindacati e Comune di Acerra – sbottavano gli operai, che lamentavano una scarsa partecipazione dei sindacati e di Palazzo Santa Lucia – scenderemo di nuovo in piazza. A dicembre scadrà la mobilità per tutti e saremo definitivamente disoccupati, se non verrà sottoscritto un accordo di programma”.

Ci sarebbe anche un interessamento di Ferrovie dello Stato, per creare strutture a supporto della Tav. Ma sul futuro dell’area industriale pende il braccio di ferro tra il curatore fallimentare delle aziende ex Montefibre, che vorrebbe mettere all’asta i 130 mila metri quadrati e l’Asi, che ne rivendica la proprietà.

“Il summit sarà convocato a breve, come anche il Decreto di proroga della mobilità sarà approvato in tempi rapidi – assicura il Consigliere comunale dei 5 Stelle Carmela Auriemma, in costante contatto con il Mise e presente sul posto – ma il sito ha bisogno di investitori seri, che guardano al futuro con progettualità e non di predatori.

Aziende sostenibili che segnino davvero il rilancio dei livelli occupazionali territoriali. Noi come gruppo locale siamo vicini ai lavoratori, affinché questi ritornino ad avere un lavoro vero”.

 

Elvira Castaldo           

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Dovete buttare una lattina, una bottiglia di vetro o di plastica? Mettetevela in tasca!!

Era il 14 maggio scorso, quando il Direttore responsabile di questa testata giornalistica, attraverso apposita nota protocollata, chiedeva al Dirigente del servizio Igiene Urbana M.Piscopo; all’Assessore all’Igiene Urbana C.Lombardi ed al Sindaco, ciascuno per le proprie competenze, anche per promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, di conoscere la denominazione delle strade e delle arterie del territorio comunale, lungo le quali sono stati installati dalla società Tekra, che svolge per conto del Comune di Acerra, dal I febbraio 2017, il servizio cittadino di igiene urbana, i cestini per le deiezioni canine ed i cestini multiscomparto, così come previsto dalla Determina dirigenziale n.292 del 25.02.2016, che è parte integrante del Capitolato Speciale d’Appalto e con la quale fu adottato il Piano Industriale della Raccolta Differenziata integrato del Piano di spazzamento stradale.

Al di là del fatto che allo scrivente, fu risposto di consultare il portale del Comune (sul quale non c’è nulla di quanto richiesto), la richiesta non poteva certo essere soddisfatta, visto che mai era stato installato un solo cestino!!

Intanto la stessa Dirigente al servizio, il giorno dopo, chiese alla Tekra, di concordare a stretto giro, con l’amministrazione comunale le zone, dove procedere all’installazione dei suddetti cestini, in modo da garantire che gli stessi venissero posizionati in zone non attualmente servite.

E, a conferma che la società di Angri doveva installarli, c’è anche la nota del 12 giugno, con la quale la stessa Piscopo elencava tutte le attività, ancora non poste in essere dalla ditta e le attrezzature per il corretto espletamento della raccolta differenziata ancora non fornite, tra le quali appunto i sopra citati cestini.

Sapete quanti cestini per le deiezioni canine l’impresa salernitana deve installare sul nostro territorio? Ben 200.

E sapete quanti cestini multiscomparto deve installare? Ben 1000. Del tutto fu notiziato anche il Comando della Polizia Municipale per i dovuti controlli (!?).

Ebbene, ad oggi, se vi trovate in strada e dovete buttare una lattina, una bottiglia di vetro o di plastica o della carta, sapete cosa potete fare?  Trasformatevi in bidoni della monnezza e mettetevi i rifiuti in tasca!!

 

Joseph Fontano

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Commissione Politiche del Territorio: “sotto esame” i lavori di riqualificazione di alcune aree

Veniva convocata lo scorso 2 novembre (Commemorazione dei Defunti…e di qualche Consigliere vivo) la Commissione consiliare Politiche del Territorio, presieduta dal Consigliere comunale Paolo Rea, il quale poneva all’ordine del giorno la questione relativa ai Lavori di riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele (per un importo pari ad 1.151.215,00 euro, al netto del ribasso del 26%) e di piazza Castello.

Innanzitutto i lavori si aprivano in un’atmosfera carica di tensione e con uno scontro dialettico molto duro tra la stesso Rea ed il Consigliere comunale Carmela Auriemma (Mov.5 Stelle), la quale contestava al presidente di non aver convocato la Commissione, congiuntamente a quella Attività Produttive, presieduta dal Consigliere Giulio Stompanato (comunque assente), visto che i lavori eseguiti a Corso Vitt.Emanuele stanno creando problemi agli esercenti ed ai residenti del popoloso corso e che occorreva trattare anche del rilancio dell’attività commerciale dei luoghi interessati.

Dal canto suo Rea rivendicava il diritto a convocare, non congiuntamente ad un’altra, la propria Commissione. Ma l’irriducibile esponente pentastellata replicava che, in tal modo, non veniva accolta la richiesta dell’opposizione di convocazione della Commissione, così come formulata e che scarsamente si potevano affrontare i quesiti tecnici, visto che non era stato invitato a presenziare nessun tecnico comunale e neppure un Dirigente dell’Ufficio Tecnico.

Alla fine l’empasse veniva superato con l’esposizione, da parte di Auriemma, delle normative dettate dal Ministero dei Trasporti, che connotano una pista ciclabile ed alle quali deve attenersi, chi la progetta e chi la costruisce.

Si partiva con la sicurezza del percorso ciclabile, ossia l’area di parcheggio, al fine di scoraggiare furti ed atti vandalici, dev’essere ubicata in una posizione visibile dai passanti, dalle attività commerciali e uffici oppure in strutture coperte anche sotterranee e può essere vigilata.

Poi con l’illuminazione, ossia l’area di parcheggio dovrebbe essere ben illuminata. Poi la protezione dagli agenti atmosferici, cioè l’area di parcheggio dovrebbe essere ubicata in spazi coperti da pensiline o passaggi coperti (porticati, gallerie ecc.) o si dovrebbero realizzare tettoie o protezioni indipendenti.

Poi la presenza di passi carrabili, ossia qualora lungo l’itinerario siano presenti dei passi carrai che, per elevata frequenza e/o flussi di entrata e di uscita, costituiscono un’importante interferenza con il flusso ciclabile, dev’essere valutata la scelta di interrompere la pista ciclabile e dev’essere sostituita con il percorso promiscuo.

Interveniva a questo punto il sindaco Lettieri, il quale dichiarava: “Innanzitutto la segnaletica non è stata ancora completata ed appena sarà pronto il collaudo, avremo un percorso definito. E’ comunque positivo che il Consigliere Auriemma ponga questi quesiti e trasferisca all’amministrazione comunale tali notizie, perché io possa avviare con i tecnici le dovute verifiche.

L’illuminazione è di 1,5 punti superiore agli standard normali, mentre da gennaio le tariffe relative alla sosta a pagamento cambieranno, divenendo più accessibili a commercianti e clienti e meno conveniente, per chi vuole sostare per lungo tempo. Lo scopo – proseguiva il primo cittadino – è quello di realizzare piste ciclabili lungo altri corsi cittadini e di collegarli ad alcuni Comuni limitrofi.

A piazza Castello e lungo corso Vittorio Emanuele saranno installati dei punti per ricariche di auto elettriche e bici, sempre in nome di una mobilità sostenibile e per abbattere le barriere architettoniche”.

La replica della coriacea esponente dei grillini evidenziava che “non era reperibile da nessuna parte il Capitolato Tecnico; che mancano le rastrelliere per le biciclette; che risulta scarsa la qualità dei lavori effettuati, terminati del 94,6% e con quasi tutta la somma corrisposta alla ditta di Afragola e che è singolare, che non sia il Direttore dei lavori ma la stessa azienda, a sottoscrivere il completamento dei lavori. E a calcolare in 122 mila euro la somma da corrisponderle, in luogo della stazione appaltante.

Pertanto mi chiedo – incalzava la professionista – viste anche le segnalazioni giunte sulle modalità, con cui sono stati effettuati i lavori, il Comune ha fatto dei sopralluoghi? E circa la rete fognaria e gli allagamenti alle prime precipitazioni?”.

Un Lettieri alquanto impacciato invitava Auriemma, a confrontarsi con il Dirigente dell’Ufficio Tecnico Martone che, a suo dire, ha già fatto vari sopralluoghi e che deve ancora effettuarne un altro, prima di procedere al collaudo definitivo. Poi interveniva il Consigliere Paola Montesarchio, di cui riferiamo nell’articolo seguente.

 

Joseph Fontano        

 

 

 

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Commissione Politiche del Territorio: botta e risposta Montesarchio-Lettieri

Relativamente ai lavori della Commissione consiliare Politiche del Territorio, presieduta dal Consigliere Paolo Rea e di cui si riferiva in precedenza, fermo restando l’assenza ai lavori della stessa dell’Assessore al Commercio M.Tanzillo e di quello all’Urbanistica G.Di Nardo, interveniva il Consigliere Paola Montesarchio, la quale diceva:

“Pur essendo favorevole alla mobilità sostenibile, essa lo dev’essere nella sua completezza. Ho misurato i marciapiedi, che fronteggiano la pista ciclabile e lì dove arrivano a 4,20 metri di larghezza, si potrebbe realizzare la sosta a pettine. Restringendoli di più, ne ricaveremmo più posti auto.

Oltre a rivedere tutta la sosta a pagamento sul territorio e ad incrementare quella per i diversamente abili, io punterei sulle navette cittadine, per portare le persone di ogni fascia d’età, a raggiungere anche il centro storico urbano.

Inoltre – aggiungeva il Capogruppo del Pd – a piazza Castello occorre potenziare la pubblica illuminazione, anche per strappare tale luogo all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. E vorrei sapere dal sindaco, se c’è un piano di sicurezza per la piazza, dove abbiamo dovuto spostare delle panchine e cosa si intende realizzare nel fossato del Castello dei Conti, fermo così da due anni e spesso invaso dai rifiuti di ogni genere”. A replicare al Consigliere di minoranza era la fascia tricolore, la quale precisava:

“Stiamo valutando di realizzare la navetta cittadina a metano o elettrica ed abbiamo contattato l’Assessore alla Mobilità provinciale, per collegarla alla stazione Porta di Afragola. Vogliamo realizzarla con risorse comunali, perchè ricorrere ad una gara è complicato.

Ed è proprio in questa fase, che poteva risultare utile avvalersi della società pubblica Misia, che fu posta in liquidazione anni fa. Inoltre per le navette ci si potrebbe avvalere di sponsorizzazioni di aziende private. Per quanto concerne il piano sicurezza, i luoghi pubblici lo hanno, solo allorquando vengono organizzati eventi pubblici, quantunque noi lo avremo perennemente anche per piazzale Renella e per il fossato del Castello, a partire dalla settimana prossima.

Circa il fossato – proseguiva Lettieri – vogliamo realizzare un giardino con essenze arboree antiche, che richiamano l’età del Castello dei Conti ed un selciato con un giardino tridimensionale, per essere vissuto come luogo di aggregazione delle persone ed abbiamo chiesto a tal proposito un finanziamento.

Anche per poter installare l’illuminazione smart, ossia un sistema di comunicazione degli eventi inseriti nel Castello e che permetta di migliorare l’illuminazione pubblica anche delle strade limitrofe alla piazza.

A tal proposito il Consigliere Carmela Auriemma, partendo dal presupposto che piazza Castello e piazzale Renella sono luoghi urbani poco o per nulla vissuti, proponeva che fosse l’Ente comunale a lanciare una manifestazione di idee da parte dei giovani, affinché questi propongano una serie di manifestazioni, anche culturali e gastronomiche, da realizzare nel fossato del Castello, con installazioni anche temporanee.

 

J.F.

 

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Acerra nella morsa del vento: alberi abbattuti, tetti divelti e cornicioni ed intonaci caduti

Un evento verificatosi lunedì 29 ottobre, che avrebbe lasciato una lunga scia di conseguenze socio-economiche di non poco conto. Ma che, per fortuna, non provocava vittime o feriti. Il riferimento, naturalmente, è alle avverse condizioni meteo abbattutesi sull’intera penisola, anche con forti trombe d’aria, che investivano in pieno anche il nostro territorio e quello di altri Comuni limitrofi.

Una bufera di vento e pioggia, che si abbatteva nel primo pomeriggio e che prendeva di mira soprattutto gli alberi, molti dei quali sradicati, ma anche i tetti delle abitazioni ed i cornicioni dei palazzi. Una pioggia torrenziale insistente e venti che soffiavano ad una velocità di oltre 80 chilometri orari e che provocavano danni a strutture pubbliche e private.

Danni ingenti registrati in vari quartieri cittadini, con la macchina comunale che cercava di affrontare tutte le criticità, procedendo alla messa in sicurezza dei luoghi, mobilitando il personale dell’Ufficio Tecnico, della squadretta Manutenzione e del Comando della Polizia Municipale, anche facendo rientrare in sede il personale reperibile.

In molti casi intervenivano anche i Vigili del Fuoco, per valutare la staticità o meno di parti di fabbricati o degli alberi. Per l’intera giornata i centralini delle Forze dell’Ordine, con particolare riferimento a quello della Polizia Locale, venivano subissati di richieste di intervento e di segnalazioni.

Volendo procedere ad un elenco delle criticità provocate dalle eccezionali avverse condizioni atmosferiche, si registravano: pali della pubblica illuminazione e dell’Enel abbattuti; alberi caduti sulle vetture in sosta o sulle recinzioni in ferro; asfalto e tegole rimosso dai tetti delle abitazioni (come a Corso Vitt.Emanuele); tende da sole divelte dai balconi; caduta di calcinacci a via Roma, via Palatucci e a via Sauro; lamiere penzolanti sui tetti delle palazzine, che richiedevano il transennamento delle zone; ecc.

Solo il giorno successivo si poteva dare inizio alla conta dei danni. Particolarmente critica risultava la situazione a piazzale Russo Spena, dove uno dei pini ivi presenti si abbatteva sul muro perimetrale di un’abitazione, distruggendolo unitamente alla recinzione in ferro che lo sormontava.

Lo sradicamento dell’albero provocava anche la rottura della conduttura idrica, tanto da richiedere l’intervento del personale della Scpa Acquedotti, mentre alcuni cavi della pubblica illuminazione venivano tranciati, lasciando al buio alcune famiglie del quartiere. Specie arboree inadatte, che erano già state segnalate nei mesi scorsi al Comune dal Consigliere comunale Carmela Auriemma, in un più ampio discorso sulla scarsa manutenzione del verde pubblico. Ed alla quale il Dirigente competente rispondeva, che poco si poteva fare, per mancanza di risorse disponibili.

Un altro grosso albero veniva invece abbattuto dal vento nel rione Madonnelle. Dopo aver sfondato la recinzione in ferro, terminava sul muro dell’abitazione situata dall’altro versante della strada, che ogni giorno è percorsa da docenti e studenti della scuola media Ferrajolo e che da poco avevano lasciato l’istituto scolastico.

Osservato speciale era il Civico Cimitero, già pesantemente devastato dalla tromba d’aria del 22 agosto scorso.

 

Maria Luigia Feldi

 

 

 

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