Cinque candidati a Sindaco per una sola poltrona

18 maggio 2017

Sono 5 i candidati alla poltrona di primo cittadino, supportati da 20 formazioni politiche, (nelle quali prevalgono le liste civiche) e che contengono i nomi di 472 aspiranti ad uno scranno in Consiglio comunale, su 24 posti disponibili. Ammontano invece a circa 46 mila gli Acerrani aventi diritto al voto chiamati alle urne, sistemate nelle 56 sezioni elettorali cittadine.

Sono queste le cifre di partecipazione al test elettorale dell’11 giugno prossimo (con eventuale ballottaggio, che si terrebbe due settimane dopo, ossia il 25 giugno) e che vede un’interessante sfida tra candidati a sindaco.

Candidati che si sono incontrati ed incrociati all’interno della Casa comunale nella mattinata dello scorso 13 maggio, ultimo giorno utile per la consegna delle liste, dando difatti il via alla campagna elettorale. Nel farne la presentazione, si parte con il candidato della coalizione denominata Centro,Sinistra”, che sostiene la candidatura del Sindaco uscente Raffaele Lettieri, a supportare il quale c’è una coalizione formata da 10 liste: Acerra Cresce; Acerra dei Giovani; Acerra Popolare; Acerra Insieme con Lettieri; Democratici per Acerra; La Giusta Direzione; Civica con Acerra; Movimento cittadino Fare; Movimento Democratici Progressisti per Acerra ed Orgoglio Acerrano con Lettieri Sindaco.

Ad appoggiare invece Paola Montesarchio, esponente della coalizione denominata “Ora si cambia”, c’è una coalizione formata da 7 liste: Partito Democratico; Io Sto con Paola; UdC; Campania Libera; Forza Acerra; Movimento di Popolo ed Oltre.

A candidarsi alla carica di Sindaco per il Movimento 5 Stelle è Carmela Auriemma, al suo esordio in assoluto nel panorama politico locale, sostenuta dal Movimento omonimo.

Ad aspirare ad indossare la fascia tricolore sono anche Tommaso Esposito, sostenuto dalla lista AlternativaAcerra a Sinistra (nella quale sono confluiti Sinistra Italiana, Dema, Rifondazione Comunista, Possibile e Laboratorio politico Aprile) e Raffaele Barbato, appoggiato da Fratelli d’Italia.

Esclusa dalla competizione politica dalla Commissione elettorale circondariale la lista “Noi con Salvini”, che proponeva come candidato a sindaco Attilio Panagrosso, per il mancato rispetto delle quote rosa e che, in data 16.05.2017, ha presentato ricorso al Tar contro l’esclusione.

Queste, dunque, sono le risultanze delle tante riunioni politiche, tenutesi nelle ultime settimane tra esponenti locali ma anche sovracomunali e che hanno portato alla designazione di coloro, che si sono candidati a sedersi sulla poltrona di massimo amministratore della città. E sono due, fondamentalmente, le novità di questa competizione elettorale. La prima riguarda la doppia preferenza uomo-donna; la seconda è che si voterà in una sola giornata, cioè domenica 11 giugno. Via dunque agli incontri tra le compagini politiche e gli elettori, ai quali i candidati illustreranno i loro programmi, “laboriosamente” stilati in questi mesi.

Di certo una cosa è sicura: Acerra necessita di un progetto di sviluppo serio e di ampio respiro. Questa è l’unica via per meritarsi la fiducia e le preferenze di tanti elettori, stufi dei soliti impegni non mantenuti e di vivere in una città in perenne emergenza.

 

Joseph Fontano

Sermino si ritira da candidata a Sindaco. Barbato presenta la sua candidatura a Sindaco

18 maggio 2017

Era stata individuata in Carmela Sermino la candidata a sindaco della coalizione denominata “Alternativa Acerra” (che comprende Rifondazione Comunista, Possibile, Sinistra Italiana e lista Dema) per le elezioni comunali dell’11 giugno prossimo, quando i circa 46 mila Acerrani aventi diritto al voto dovranno rinnovare gli organi amministrativi locali.

Ma un colpo di scena si verificava ad una settimana dalla presentazione delle liste. Infatti la 37enne, già Assessore allo Sviluppo ed alla Giustizia Sociale della Terza Municipalità di Napoli, Presidente dell’osservatorio comunale della Legalità di Torre Annunziata ed attivista dell’associazione “Libera”, ritirava la sua candidatura, con una decisione maturata all’improvviso per motivi personali. La decisione coglieva di sorpresa i partiti dello schieramento. Sermino è la vedova di Giuseppe Veropalumbo, assassinato nel suo appartamento da un proiettile vagante, mentre era seduto a tavola con i familiari e con la figlioletta in braccio a Torre Annunziata il 31 dicembre di 10 anni fa, durante la notte di San Silvestro.

Da allora la 37enne si è impegnata nella lotta alle mafie, diventando protagonista di numerose iniziative.

“Ho accettato con entusiasmo la proposta ricevuta dal progetto politico Alternativa Acerra di candidarmi a sindaco – affermava l’esponente di Libera – e mi sono sentita onorata di rappresentare tale schieramento e le sue battaglie sociali e politiche su tematiche come la legalità, l’ambiente ed il diritto al lavoro.

Mi vedo però costretta, per ragioni strettamente personali, a ritirare la disponibilità data e, pertanto, a non partecipare alla competizione elettorale”.

Questa la versione ufficiale della rinuncia che, però, non convince del tutto e che potrebbe celare altre motivazioni. Al suo posto “Alternativa Acerra” ha candidato un ex Consigliere comunale, l’avvocato Tommaso Esposito, che si è contraddistinto per le sue battaglie in materia ambientale.

Intanto dalla coalizione che sostiene la candidatura a sindaco dell’avvocato Paola Montesarchio, che guida una coalizione eterogenea, che annovera al suo interno la piattaforma politica Oltre, Lista Crimaldi, UdC, il Centro Democratico, Campania Libera, Movimento di Popolo ed il Pd, di cui la professionista è Segretaria cittadina, fuoriusciva il partito Fratelli d’Italia.

L’annuncio veniva dato lo scorso 6 maggio, durante una conferenza stampa organizzata al teatro Italia, alla presenza del coordinatore cittadino Mimmo Camposano e del Consigliere regionale Luciano Passariello e nella quale venivano spiegate le motivazioni di tale scelta. Anche se va ricordato che il partito era stato, già dalla fine del 2015, uno dei promotori della piattaforma politica Oltre.

“Il nostro progetto prevede il superamento degli schieramenti partitici in nome e per amore di questa città – diceva Passariello – ma il Pd non ha voluto rinunciare a presentarsi con il suo simbolo, forse per contrastare quella parte del partito schierata con la coalizione di Lettieri. Chi ci dice che questo non sia un gioco delle parti?”.

Nel contempo il partito della Meloni ufficializzava quale proprio candidato a sindaco il perito chimico Raffaele Barbato, di 35 anni, che nel 2012 partecipò alla campagna elettorale, rimanendo fuori dal Civico consesso, il quale aggiungeva: “Il nome da noi proposto era quello di Espedito Marletta, in un progetto per il quale abbiamo dato l’anima. Chiedere al Prefetto di sciogliere il Consiglio comunale, così come hanno fatto i nostri ex alleati, è un errore grave.

E’ la morte della politica. Se vedo un reato lo vado a denunciare, non lo sbatto in prima pagina. Si fa politica per la città e non per la fortuna di qualche partito. Siamo convinti che con la nostra scelta potremo finalmente guardare in faccia gli elettori. Non saremo mai alleati con Lettieri e la sua politica personalistica”.

Fin dal primo momento erano a conoscenza che il Pd avrebbe corso, non rinunciando al proprio simbolo – ribattevano con decisione dalla segreteria del Pd – ed addirittura non hanno battuto ciglio sulla candidatura a sindaco della nostra Segretaria. Anzi”.

 

E’ Carmela Auriemma la candidata a Sindaco del Movimento 5 Stelle

18 maggio 2017

Veniva individuata in Carmela Auriemma la candidata a sindaco del Movimento 5 Stelle. L’avvocato di 36 anni, impegnata da anni nelle battaglie ambientali in tutt’Italia, guiderà da indipendente la lista dei grillini acerrani. “Il Meetup Acerra 5stelle – si legge nel comunicato stampa inviato dal movimento pentastellato – ha rivolto un accorato appello all’avvocato Auriemma, esponente della società civile, che da anni sostiene e condivide le loro battaglie sul territorio per la soluzione dei conflitti ambientali, ad accogliere l’invito a rappresentarli nella tornata elettorale in qualità di candidato sindaco”.

“I temi ambientali trascurati da quest’amministrazione comunale uscente e la dismissione graduale dell’inceneritore saranno la priorità della nostra azione politica – assicurava la candidata petastellata, che ha ricevuto il placet dai vertici nazionali del partito – e farò una campagna elettorale per la città, mettendo da parte le polemiche, che lasciano il tempo che trovano. Non potevo tirarmi indietro. Acerra ha bisogno di un cambiamento culturale, fatto di idee, competenze e passioni.

Il cambiamento non è uno slogan o, peggio ancora, un’operazione di marketing. Il cambiamento è un’idea che parte dalla testa, arriva al cuore, gli fa fare un balzo in avanti e crea quella energia, che mette in moto le mie, le tue, le sue, le nostre gambe. Sono le idee che hanno cambiato il mondo, che lo hanno rivoluzionato. Non la conta dei voti.

Dopo l’impossibilità a candidare Alessandro Cannavacciuolo – aggiungeva la professionista ed esperta ambientalista – il Movimento 5 Stelle mi ha chiesto di essere la loro candidata, per portare al centro di questa campagna elettorale i temi ambientali. Rappresento, e ne sono onorata, un gruppo di giovani, che non vedono l’ora di cambiare le cose e di spazzare via questo modo di fare politica. Capisco che abbiamo rovinato la festa a qualcuno, ma fatevene una ragione”.

Intanto nei giorni scorsi è giunto ad Acerra, per sostenere la candidatura a sindaco dell’avvocato Paola Montesarchio, l’europarlamentare Gianni Pittella. È stata l’occasione per parlare di idee e progetti da realizzare sul territorio acerrano, partecipando ai bandi di assegnazione di fondi comunitari.

“La presenza dell’europarlamentare Pittella sul nostro territorio da una parte mi onora, poiché ci lega una profonda amicizia, dall’altra rappresenta l’opportunità che il nostro Comune potrà avere, partecipando ai progetti europei”. Così ha commentato la candidata a sindaco Montesarchio durante l’incontro avvenuto presso il comitato elettorale di via Duomo, alla presenza di tanti candidati e sostenitori delle liste della coalizione “Ora si cambia”.

“Nel nostro programma – ha spiegato Montesarchio – prevederemo uno sportello ‘progetti europei’ con giovani progettisti, in grado di aiutare il mondo delle associazioni, i giovani, gli agricoltori, gli imprenditori a mettere in pratica le proprie idee progettuali e concorrere, così, all’assegnazione dei fondi comunitari”. “Iniziativa innovativa e che fa onore ad una donna con una marcia in più – ha commentato in chiusura l’europarlamentare Pittella -.

In questo modo si sostengono le idee dei cittadini acerrani, che altrimenti non saprebbero come accedere alle grandi opportunità offerte dall’Europa”.

 

Elezioni comunali, esclusa la lista Noi con Salvini per il mancato rispetto delle quote rosa

18 maggio 2017

Fuori dalla competizione elettorale per le prossime amministrative la lista “Noi con Salvini” ed il suo candidato, l’avvocato Attilio Panagrosso, di 44 anni ed originario di Cimitile. Alla base dell’esclusione, sancita lo scorso 14 maggio dalla Commissione elettorale circondariale, incaricata di vagliare la legittimità formale di liste ed aspiranti sindaci, che ha escluso i leghisti dall’unica competizione elettorale in provincia di Napoli, c’è il mancato rispetto della cosiddetta “proporzione di genere”, ossia nell’elenco dei candidati risultava una donna in meno.

A determinare la ricusazione, sancita a 24 ore dalla consegna delle liste è stata, quindi, l’applicazione delle legge n.215/2012, approvata per incentivare la parità tra uomini e donne nelle istituzioni comunali. Nella lista Noi con Salvini erano presenti 11 candidati e 5 candidate.

Dunque gli uomini erano oltre il tetto massimo dei due-terzi fissato dalla normativa. La Commissione elettorale ha provveduto a depennare un candidato maschio, per ristabilire la proporzione di genere, ma non è stato possibile comunque ammettere alla competizione amministrativa la lista in quanto, con un’unità in meno, questa non aveva più il numero minimo di aspiranti a consigliere comunale (15 invece dei 16 previsti). “La delusione è tanta, perché un banale errore ha decretato l’impossibilità a partecipare alla campagna elettorale – ammetteva l’avvocato Panagrosso che, in data 16.05.2017, ha presentato ricorso al Tar contro l’esclusione – e la ricusazione della nostra lista da parte della Commissione elettorale circondariale è stata causata da un’erronea interpretazione del criterio di arrotondamento del numero delle quote di genere, arrotondando per eccesso la quota maschile, portandola da 10,66 ad 11, mentre andava ridotta per difetto, così come prevede la normativa.

Sento il dovere di ringraziare in primis i dirigenti provinciali e regionali del partito, il coordinamento cittadino di Acerra, i 221 sottoscrittori e soprattutto i 16 candidati al Consiglio comunale, che hanno creduto nel progetto”. Il 44enne penalista era stato lanciato nella competizione elettorale dal Senatore leghista Raffaele Volpi e dal coordinatore regionale Gianluca Cantalamessa.

Dal canto suo il Coordinatore provinciale di Noi con Salvini, Biagio Sequino, nel ringraziare Panagrosso ed il gruppo cittadino di Acerra, così commentava: “Anziché nasconderci dietro liste civiche e patti trasversali, abbiamo provato a dare un’alternativa politica ai cittadini di Acerra e da lì ripartire in una nuova fase in tutta la provincia di Napoli. Purtroppo non saremo presenti sulla scheda elettorale, per un errore di interpretazione amministrativa. Ma il nostro impegno sul territorio continuerà più forte di prima”.

Sfuggiva invece alla tagliola dell’esclusione la lista “Movimento democratici progressisti per Acerra”, che appoggia il sindaco uscente Lettieri: nonostante il depennamento dell’ultimo candidato per bilanciare la quota rosa, gli aspiranti consiglieri presenti in lista hanno superato il minimo previsto, per partecipare alla competizione elettorale.

Subito, dunque, il primo colpo di scena di una competizione elettorale, che potrebbe riservarne altri. Cosa succederà nel corso dei prossimi giorni? E’ la domanda che in tanti si stanno ponendo, guardando e scrutando l’elenco dei tanti candidati al Civico consesso.

 

Elezioni amministrative dell’11 giugno prossimo: stop al manifesto selvaggio

18 maggio 2017

Era con un pubblico manifesto dal titolo: “Stop al manifesto selvaggio”, affisso in città lo scorso 10 maggio e relativo alle elezioni amministrative dell’11 giugno prossimo, con eventuale turno di ballottaggio fissato per domenica 25 giugno, che il Sindaco richiamava tutti al rispetto delle norme relative alla propaganda elettorale.

“Stop al manifesto selvaggio – recita l’avviso alla cittadinanza – tutte le ipotesi di violazione delle disposizioni relative alla propaganda elettorale saranno sanzionate amministrativamente come previsto dalla legge. Così come sancito dalla circolare n.11 della Prefettura di Napoli si richiama tutti i partiti, i movimenti politici ad una maggiore attenzione sul divieto di affissione dei materiali di propaganda elettorale al di fuori degli spazi destinati a ciò dal Comune.

Nonchè al divieto di iscrizioni murali e di quelle su fondi stradali, palizzate e recinzioni o, a maggior ragione, su monumenti ed opere d’arte di qualsiasi genere, a tutela del decoro e dell’estetica cittadina, al fine di garantire che il confronto politico in occasione delle prossime consultazioni amministrative si svolga in un clima di civile e serena dialettica democratica, nella piena osservanza delle norme.

Pertanto l’amministrazione comunale – prosegue l’avviso – provvederà, così come per legge, alla defissione dei manifesti affissi fuori dagli spazi autorizzati, che siano visibili da luogo pubblico o aperto al pubblico, nonché a rimuovere ogni altra affissione abusiva o scritta ovunque effettuata (balconi di case private o all’interno di vetrine o porte a vetro dei comitati elettorali).

Le spese sostenute dal Comune per la rimozione del materiale di propaganda abusiva nelle forme di scritti o affissioni murali o di volantinaggio sono a carico, in solido, dell’esecutore materiale e del committente responsabile. In caso di violazione delle disposizioni relative alle affissioni saranno applicate le sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla normativa vigente”.

Mancata manutenzione del verde pubblico: danni e disagi arrecati alla popolazione

18 maggio 2017

La mancata manutenzione del verde pubblico, a cui provvede il personale del Comune, sta arrecando notevoli danni e disagi alla popolazione acerrana. Un’azione che afferisce alla cosiddetta “ordinaria amministrazione”, quella cioè che risana una situazione igienico-sanitaria precaria ed un decoro urbano fragile, sottraendo il territorio urbano allo stato di abbandono in cui versa.

Sono note, infatti, le condizioni in cui versa il verde pubblico, con particolare riferimento alle specie arboree piantumate lungo corsi e strade e la cui incuria ha comportato: occultamento della segnaletica stradale, con disagi e pericoli per pedoni e conduttori di veicoli, impossibilitati a riconoscere e a rispettare i segnali stradali; scarsa visibilità nelle ore serali e notturne, perchè gli effetti dei corpi luminosi accesi della pubblica illuminazione vengono annullati dalla vasta vegetazione che sormonta gli alberi, dando vita a grandi zone d’oscurità; “intrusione” degli alberi nelle private abitazioni, con occupazione di balconi e terrazzi.

Ed ancora: intasamento ulteriore delle caditoie stradali, spesso prive della dovuta manutenzione e della pulizia, a seguito della caduta delle foglie al suolo; caduta di resina rilasciata dagli alberi, che si deposita sulle vetture in sosta a danno delle carrozzerie dei veicoli; ecc.

Oltre alla trasmissione di piccoli parassiti nelle strutture pubbliche e nelle private abitazioni, tanto da costringere i proprietari ad acquistare antiparassitari vari, come accaduto presso l’abitazione di un alto esponente dell’amministrazione targata Lettieri.

Adesso, oltre ad un’organizzazione del servizio pubblico, che presenta più di qualche interrogativo in materia di dispositivi di sicurezza adottati sia a favore dei dipendenti impegnati a potare gli alberi, che a favore di chi transita a piedi o con i veicoli lungo il luogo di lavoro stabilito, le segnalazioni prevenuteci dai cittadini riguardano anche gli evidenti ed insostenibili disagi, che la mancata potatura degli alberi ed il taglio della vegetazione a bordo strada arreca alla cittadinanza.

Inoltre la resina appiccicosa rilasciata dagli alberi sul suolo pubblico, una volta “calpestata”, finisce inevitabilmente nelle residenze private.

Un capitolo a parte merita la difficoltà che hanno gli addetti ai lavori di conferire gli sfalci e le ramaglie e tutto quanto ricavato dall’operazione di potatura degli alberi e delle piante presso le isole ecologiche cittadine, sempre più incustodite, defraudate e vandalizzate di notte.

 

Joseph Fontano

 

La criminalità ancora attiva con furti, scippi, rapine e reati contro il patrimonio

18 maggio 2017

Criminalità senza scrupoli e senza frontiere in città, con reati contro il patrimonio che si susseguono con cadenza quasi quotidiana nei vari quartieri cittadini. A farne le spese sia i beni pubblici, che i privati cittadini.

Come nel caso della rapina commessa da un delinquente solitario ai danni del titolare di un panificio-salumeria, sito non lontano dal centralissimo e trafficatissimo Corso Italia. I fatti. Mancavano pochi minuti alle ore 12:00, quando un giovane malvivente armato di pistola, con il volto travisato e con un chiaro accento napoletano, entrava all’interno del panificio, con annessa salumeria.

Il giovane, che probabilmente era atteso all’esterno da un complice, una volta dentro l’attività commerciale, senza alcun tentennamento superava una mezza dozzina di clienti che stavano in fila, in attesa di pagare, dirigendosi verso la cassa e puntando l’arma all’indirizzo della donna, che stava dietro la stessa, intimandole di consegnare l’intero incasso della giornata.

Erano attimi, che per i clienti increduli e basiti sembravano un’eternità. Una volta presi i soldi (poco più di 200 euro il bottino) il bandito, sempre tenendo bene in vista la pistola (secondo alcuni si trattava di una semiautomatica del tipo in dotazione alle Forze dell’Ordine), usciva fuori, facendo perdere le proprie tracce, forse dopo aver montato in sella allo scooter dell’eventuale complice, che lo attendeva poco distante.

Nel frattempo, mentre la rapina era ancora in corso, qualche cliente che stava per entrare, resosi conto che era in atto un’azione delinquenziale, riusciva ad allontanarsi, senza farsi scorgere dal malvivente.

Al malcapitato titolare dell’attività commerciale non restava altro da fare, che allertare le Forze dell’Ordine. Sul posto si portavano i poliziotti del locale Commissariato di Polizia, diretti dal Vicequestore Antonio Cristiano, che avviavano le dovute indagini, provvedendo anche ad ascoltare i presenti, ancora sotto choc per l’accaduto, nell’intento di raccogliere elementi utili alle indagini.

Gli agenti ricevevano una sommaria descrizione del rapinatore, che potrebbe aver agito anche sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Per l’intera giornata venivano intensificati i controlli del territorio ed istituiti numerosi posti di controllo, ma dei rapinatori purtroppo nessuna traccia.

 

Ni.Pa.

Struttura abusiva di ricovero degli animali sequestrata: partito l’avvio del procedimento

18 maggio 2017

Ad aprile scorso riferimmo che erano stati i Carabinieri della locale stazione, unitamente al personale dell’Asl Napoli 2 Nord – Dipartimento di Prevenzione UOC degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche e a quello delle guardie zoofile Enpa del nucleo di Napoli ad effettuare, in data 18.03.2017, un sopralluogo in località “Frassitelli”, rinvenendo una struttura adibita a concentramento di animali priva di qualsiasi autorizzazione sanitaria e/o Scia.

L’attività di ricovero degli animali da compagnia rinvenuti e, nello specifico, di 28 cani, 19 gatti ed alcuni volatili ed anatidi veniva svolta da una signora di 46 anni, residente a Somma Vesuviana ma domiciliata in loco, la quale sarebbe poi stata sanzionata anche per illecito amministrativo.

Ovviamente l’intera struttura, non possedendo i requisiti di carattere igienico-sanitario, previsti dalle normative vigenti in materia, veniva posta sotto sequestro amministrativo e veniva chiesto al Sindaco di emettere un’Ordinanza sindacale di allontanamento degli animali.

Oltre a ciò veniva trasmessa una comunicazione di notizia di reato circa l’abbandono e lo smaltimento non autorizzato di rifiuti, commesso dalla stessa 46enne nella medesima località. Signora che è sprovvista del registro di carico e di scarico dei rifiuti. Insomma, aveva  violato in pieno l’art.192 del D.Lgs. n.152/06, che vieta l’abbandono ed il deposito incontrollato dei rifiuti sul suolo e sottosuolo.

Nel frattempo è stato notificato alla donna l’avvio del procedimento per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati e/o combusti presenti nell’area interessata, previa caratterizzazione degli stessi, con conseguente ripristino dello stato dei luoghi e che reca in calce la firma del Dirigente all’Ambiente Maria Piscopo.

Dopo aver effettuato le operazioni di rimozione, recupero e/o smaltimento dei rifiuti, dev’essere effettuata, a cura del proprietario dell’area, quale soggetto obbligato, un piano d’indagine preliminare, finalizzato all’accertamento di eventuale superamento dei valori di concentrazione di soglia di contaminazione delle matrici ambientali per l’area in questione.

Nel caso di superamento di tali valori, dev’essere presentato un piano di campionamento elaborato secondo la vigente normativa in materia di bonifica. L’allontanamento di tutti gli animali doveva avvenire entro il termine massimo di 15 giorni dalla notifica del provvedimento, mentre il procedimento deve terminare entro 30 giorni decorrenti dalla data di notifica dell’atto (contro il quale, ovviamente, l’interessata può presentare eventuali memorie difensive, documentazioni o comunicazioni relative all’area).

E, trascorso inutilmente tale termine, si deve provvedere all’emissione di apposita Ordinanza. Trascorso anche tale termine, si procede all’esecuzione in danno dei soggetti interessati ed obbligati al recupero delle somme anticipate.

 

 

 

I Consiglieri Crimaldi ed Esposito in Procura sentiti dal Pubblico Ministero

18 maggio 2017

Non passava inosservata la presenza, nei giorni scorsi, negli uffici della Procura nolana, dei Consiglieri comunali di minoranza Antonio Crimaldi e Giovanni Carlo Esposito, (firmatari di diversi esposti-denunce nei confronti dell’amministrazione comunale targata Lettieri). Ovviamente nessuno dei due soggetti rilasciava dichiarazioni, ma sembra certo che entrambi siano stati sentiti fino a tardi pomeriggio.

A notare la presenza dei due Consiglieri era anche qualche amministratore comunale, da tempo al fianco del primo cittadino e che frequenta, per motivi professionali, gli uffici di piazza Giordano Bruno. Ovviamente vige il massimo riserbo sul colloquio intercorso tra i due componenti il Civico consesso ed il Pubblico Ministero che li doveva sentire, il cui nome è top secret.

I due politici locali hanno provveduto ad inoltrare, nel giro di qualche mese, diverse denunce sia alla Procura nolana che all’Autorità Nazionale Anticorruzione, segnalando una serie di anomalie. Facile intuire quali siano stato gli argomenti trattati.

Al primo punto vi sono una serie di atti amministrativi anomali adottati ed approvati dall’attuale maggioranza e relativi agli affidamenti diretti, alle assegnazioni di borse di studio, agli incarichi a professionisti ed alle assunzioni a tempo determinato, con lo scorrimento delle graduatorie formatesi a seguito di concorsi, primo tra tutti quello ormai famigerato degli agenti di polizia municipale, di cui una mezza dozzina assunti a part-time in data 5.12.2016 per 5 mesi non prorogabili, che avrebbero sviato l’esercizio della funzione pubblica e che avrebbero ingenerato una “parentopoli nostrana” (accusa questa, sia chiara, da dimostrare), vista la presenza di figli, parenti ed amici, tutti riconducibili a politici locali, che da mesi hanno iniziato la loro campagna elettorale.

Situazioni già illustrate e documentate in Prefettura lo scorso 20 aprile, quando sei esponenti dell’opposizione rassegnarono ufficialmente le loro dimissioni nelle mani del Prefetto di Napoli Carmela Pagano, indirizzando allo stesso Prefetto un documento, contenente tutti gli estremi degli atti in questione (circa 30).

Consiglieri che hanno poi disertato l’ultima seduta del Consiglio comunale, datata 27.04.2017, nell’attesa di conoscere le determinazioni del massimo rappresentante del governo territoriale, sollecitato ad intervenire per “ripristinare”, secondo la richiesta del Consigliere, nonchè ufficiale della Guardia di Finanza Crimaldi, le essenziali condizioni di agibilità della politica locale.

Non è da escludere che, nel corso dell’escussione, si sia parlato del Vigile dimissionario Massimo De Chiara, che lo scorso 26 gennaio presentò attraverso i Carabinieri una circostanziata denuncia, che sembra essere svanita nel nulla. Ex Vigile Urbano che il 29 dicembre 2016, ufficialmente per motivi personali, rassegnò le proprie dimissioni (salvo poi revocarle il giorno successivo ed in meno di 24 ore con una nota trasmessa al Comune attraverso la posta elettronica certificata).

Oltre alla vicenda parentopoli, davanti al Pubblico Ministero si sarà riferito anche sulle dinamiche del servizio cittadino di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti solidi urbani, che proprio di recente sta venendo fortemente alla ribalta per le sue grosse ed evidenti lacune.

 

Nino Pannella

Primo Circolo didattico: avviati i lavori del plesso chiuso dal 2011

18 maggio 2017

Ancora fari puntati sul I Circolo didattico di piazzale Renella, chiuso per inagibilità dal 14 ottobre del 2011, a seguito del sopralluogo effettuato due giorni prima dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ed attraverso l’Ordinanza n.9 dell’ex Commissario straordinario Marcello Fulvi.

Una situazione determinata dalla necessità di effettuare lavori di consolidamento del solaio della struttura scolastica, che garantissero gli standard minimi di sicurezza a studenti e corpo docente e, di conseguenza, alle 64 aule disponibili, che ospitavano 993 alunni delle elementari e 387 delle materne. Alunni attualmente “sparpagliati” in diverse strutture adattate a plessi scolastici, come nel caso dei locali del complesso edilizio proprietà comunale “Ice-Snei, siti a via Nobile.

Questa volta a fare notizia è l’avvio, lo scorso 4 maggio (a quasi sei anni dalla sua chiusura), dei lavori di consolidamento e riqualificazione dell’edificio scolastico. L’importo complessivo dell’intervento è di circa 7 milioni di euro, finanziato con risorse delle compensazioni ambientali. Soggetto attuatore è il Provveditorato alle Opere Pubbliche.

Presenti alla cerimonia di avvio dei lavori alcuni alunni della scuola primaria con i propri insegnanti, alcuni genitori, la Dirigente scolastica Prof.ssa Filomena Zullo, l’Arch.Silvio Russo, l’Ing. Zannini, il geom. Picciani del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania e Molise, il Vescovo Mons.Antonio Di Donna ed il Sindaco Lettieri.

l progetto definitivo della scuola fu approvato dall’amministrazione cittadina uscente, che autorizzò la realizzazione dell’intervento con Delibera di Giunta n.126 del 18.09.2014, dando il via così alle procedure per la ristrutturazione della scuola. Con il Decreto n.11 del 05.11.2014 della Regione Campania fu finanziato il progetto di “Ristrutturazione, adeguamento funzionale, miglioramento sismico del Primo Circolo Didattico”. Nella sua speciale benedizione il Vescovo di Donna sottolineava:

«E’ sempre bello, quando in città si inaugurano scuole piuttosto che sale gioco. Anche se la burocrazia ha tempi lunghi ed ancora di più sono stati per questo progetto, la parola vincente in questa vicenda è sicuramente sinergia. Le istituzioni, i docenti, i genitori e la scuola hanno lavorato insieme, per arrivare a questo risultato.

Acerra è una città che merita di avere rappresentanti autorevoli presso gli organi sovracomunali. Se questo fosse già avvenuto, forse questi lavori sarebbero iniziati prima. Oggi benediciamo l’avvio dei lavori e l’opera dei lavoratori, ci ritroveremo tutti qui a conclusione di queste opere, per inaugurare la scuola storica della città».

«Il significato della nostra presenza qui oggi – riferiva la Prof.ssa Zullo – è espressione della nostra identità, di unità. Siamo rimasti uniti anche nei momenti di crisi. La comunità educante è riuscita a tenere viva la formazione per le giovani generazioni anche nei momenti difficili. Noi aspettavamo questo giorno con grande gioia e vogliamo esprimere il ringraziamento alle istituzioni tutte ed al Sindaco, per averci dato l’opportunità di esprimerci sempre e per aver fatto in modo che questa identità non sparisca».

Una curiosità: dalla Determina dirigenziale n.746 leggiamo che la manifestazione è stata denominata “Posa della Prima Pietra”. E’ evidente che a piazzale Renella non esiste nessuna struttura edificata ex novo, per cui è stata posata la prima pietra.